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Italiani nel Mondo

Veri Eroi Italiani da ricordare: Salvo D’Acquisto— Real Italian Heroes to be recognized: Salvo D’Acquisto

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di emigrazione e di matrimoni

Veri Eroi Italiani da ricordare: Salvo D’Acquisto

Di solito mettere insieme le parole “Sacrificio” e “Dovere” vuol dire prendere una decisione difficilissima. Nel caso del vero Eroe italiano soggetto di questo articolo, ed in questo caso la parola Eroe deve avere la maiuscola perché, benché sia facile dire che una situazione è di “vita o di morte” come spesso leggiamo nei libri, nel 1943 un ventiduenne Carabiniere prese una decisione che pochissimi avrebbero scelto. Ed è un esempio che tutto il mondo deve conoscere e non solo l’Italia.

Nel proclama dell’8 settembre 1943 con la decisione del governo italiano di ritirarsi dall’Asse con la Germania di Hitler e l’allora Giappone imperiale per combattere con gli Alleati, il Generale Pietro Badoglio, allora Capo del Governo italiano, diede i seguenti ordini alle forze armate italiane:

“Conseguentemente, ogni atto di ostilità contro le forze anglo-americane deve cessare da parte delle forze italiane in ogni luogo.

Esse però reagiranno ad eventuali attacchi da qualsiasi altra provenienza.” (cioè, non spiegando che “gli attacchi da qualsiasi altra provenienza” erano proprio da parte degli ex alleati tedeschi).

Questi ordini ambigui, insieme alla fuga ingloriosa del Re e parte del governo italiano per rifugiarsi con le forze alleate a Brindisi, creò scompiglio tra forze armate italiane, permettendo ai tedeschi, che erano già stati avvisati dell’annuncio in arrivo, insieme agli italiani ancora fedeli all’ormai ex dittatore, di poter prendere controllo di quella parte della penisola non ancora invasa dagli Alleati, quindi mettendo la popolazione italiana in balia dei soldati tedeschi infuriati per la decisone del governo italiano, partendo proprio da Roma.

Conseguentemente, il periodo che seguì fu una prova ardua di calma e disciplina da parte delle nostre forze armate e nell’episodio che racconteremo oggi scopriremo come il Vice Brigadiere Salvo D’Acquisto, nato a Napoli il 15 ottobre 1920 scelse di adempiere un dovere non previsto dal Codice dei Carabinieri.

In quell’epoca i Carabinieri facevano ancora parte del Regio Esercito e quindi Salvo D’Acquisto aveva prestato servizio in Libia come guardia per la Divisione Pegaso della Regia Aeronautica dove, prima fu ferito in un incidente stradale, e poi colpito gravemente dalla malaria. Dimesso dall’ospedale di Bengasi, su suggerimento del suo Comandante, si iscrisse al corso per gli allievi sottoufficiali alla Scuola di Firenze dalla quale ne uscì con il grado di Vice Brigadiere il 13 settembre 1942, quando fu trasferito a Torrimpietra vicino a Roma non molto tempo prima della destituzione del dittatore Benito Mussolini il 25 luglio 1943, come comandante della stazione locale dei Carabinieri fino all’arrivo del nuovo comandante, il Maresciallo Alfonso Monteforte.

Immediatamente dopo l’8 settembre 1943, alcuni reparti delle forze armate tedesche furono trasferiti nella zona ed in particolare vicino alla località di Palidoro, che faceva parte del territorio controllato dai Carabinieri a Torrimpietra.  Poco dopo, a causa della situazione militare anomala vigente non solo nella zona ma in tutto il paese, il comandante della stazione locale, il Maresciallo Alfonso Monteforte, inviò il giovane Vicebrigadiere a Roma per avere ordini specifici riguardo il comportamento verso gli ex alleati in zona. Ma egli tornò senza direttive precise. In seguito il comandante decise di recarsi a Roma per mettere in salvo la propria famiglia. Fu proprio in questo periodo che l’episodio di Salvo D’Acquisto prese luogo.

Il 22 settembre alcune truppe dell’SS tedesche decisero di controllare casse di munizioni illecite, comprese granate, sequestrate dalla Guardia di Finanza da bracconieri locali che le utilizzavano per pescare illecitamente. Nel corso dei controlli una delle granate scoppiò uccidendo due militari tedeschi e ferendone altri due.

Il comandante delle forze tedesche, sospettando che fosse un attentato da parte di partigiani italiani, e senza avere eseguito un’inchiesta per accertare i motivi reali dell’accaduto, decise di circondare la località con le sue truppe per poi sequestrare 22 dei locali secondo la regola tedesca di rappresaglia, per cui dieci civili dovevano essere giustiziati per ogni morto tedesco e uno per ogni ferito. I prigionieri furono portati alla Torre di Palidoro dove gli fu ordinato di scavare una fossa comune per mettersi all’interno in attesa della fucilazione.

Come comandante temporaneo dei Carabinieri locali D’Acquisto si era recato sul luogo per cercare di fare capire al comandante tedesco che lo scoppio era stato casuale, e non per azione dei partigiani, per cui la rappresaglia tedesca non doveva essere applicata alle vittime prescelte.

Purtroppo le parole del ventiduenne Salvo D’Acquisto caddero nel vuoto, l’ufficiale tedesco aveva deciso che la rappresaglia doveva essere compiuto secondo il regolamento spietato.

E fu indubbiamente in questo momento che le parole “Dovere” e “Sacrificio” entrarono più che mai nella vita di Salvo D’Acquisto. Aveva giurato di servire la Patria e l’aveva già fatto con onore, ma quel giuramento comportava anche salvaguardare i cittadini del territorio di cui era responsabile.

In un atto impossibile da immaginare il Carabiniere Salvo D’Acquisto si autoaccusò dell’ “attentato” ai tedeschi. I 22 prigionieri furono rilasciati dai tedeschi che misero il giovane uomo nella fossa al loro posto e mentre essi scappavano sentirono le raffiche di mitra che misero fine alla vita di un grandissimo Eroe. Le sue ultime parole furono “Viva l’Italia!” e non aveva ancora compito il suo ventitreesimo compleanno.

Purtroppo il supplizio del giovane militare italiano non finì quel giorno, i tedeschi lasciarono i suoi resti nella fossa per dieci giorni quando due donne locali coraggiose, Wanda Baglioni e Clara Lambertoni, li raccolsero per seppellirli al cimitero locale dal quale la madre di lui li fece poi seppellire nella sua città natale, Napoli.

Il sacrificio di Salvo D’Acquisto fu riconosciuto immediatamente dal Corpo militare glorioso. Non solo ricevette la Medaglia d’Oro al Valor Militare, ma successivamente lo posarono al Sacrario Militare a Posillipo con tutti gli onori militari. Ma oggigiorno i suoi resti si trovano nella Basilica di Santa Chiara a Napoli per un motivo preciso.

Il 26 febbraio 2001, durante un discorso al Corpo dei Carabinieri, Papa Giovanni Paolo II annunciò “La storia dell’Arma dei Carabinieri dimostra che si può raggiungere la vetta della  santità nell’adempimento fedele e generoso dei doveri del proprio stato. Penso, qui, al vostro collega, il vice-brigadiere Salvo D’Acquisto, Medaglia Doro al Valore Militare, del quale è in corso la causa di beatificazione.” Ora è considerato “Servo di Dio” dalla Chiesa, un destino più che giusto per un giovane uomo che aveva seguito alla lettera i messaggi che aveva studiato nella scuole cattoliche a Napoli.

Ma, come omaggio finale lasciamo che siano le parole della commendazione dell’onorificenza militare più alta del paese a farci ricordare che uomini e donne come lui devono sempre essere i nostri modelli da emulare.

 «Esempio luminoso d’altruismo, spinto fino alla suprema rinuncia della vita, sul luogo stesso del supplizio, dove, per barbara rappresaglia, era stato condotto dalle orde naziste insieme con 22 ostaggi civili del territorio della sua stazione, pure essi innocenti, non esitava a dichiararsi unico responsabile di un presunto attentato contro le forze armate tedesche. Affrontava così — da solo — impavido la morte, imponendosi al rispetto dei suoi stessi carnefici e scrivendo una nuova pagina indelebile di purissimo eroismo nella storia gloriosa dell’Arma. Torre di Palidoro (Roma), 23 settembre 1943».

Real Italian Heroes to be recognized: Salvo D’Acquisto

Usually putting the words “Sacrifice” and “Duty” together means making a very difficult decision. In the case of the real Italian Hero of this article, and in this case the word Hero must be capitalized because, even though it is easy to say a situation is about  “life or death” as we often read in books, in 1943 a twenty two year old Carabiniere took a decision that very few would have chosen. And it is an example that the whole world should know and not just Italy.

In the proclamation of September 8, 1943 of the Italian Government’s decision to

withdraw from the Axis with Hitler’s Germany and the then Imperial Japan to fight with the Allies, General Pietro Badoglio, then Head of Italy’s Government, gave the following orders to the Italian armed forces:

“Subsequently, every act of hostility against the Anglo-American forces on the part of the Italian forces must cease in every place.

However, they must react to any attacks from any other source” (in other words, not explaining that the “attacks from any other source” were precisely from the former allies, the Germans).

These ambiguous orders, together with the inglorious flight of the King and part of the Italian Government to take refuge with the Allied forces in Brindisi, created havoc amongst Italy’s armed forces, allowing the Germans, who had been warned of the coming announcement, together with the Italians still loyal to the dictator, to be able to take control of that part of the peninsula that had not yet been invaded by the Allies, thus putting the Italian population at the mercy of the German soldiers furious at the Italian government’s decision, starting right from Rome.

Subsequently, the period that followed was an arduous test of calm and discipline on the part of our armed forces and in the episode we will tell today we will discover how Vicebrigadiere (Sergeant) Salvo D’Acquisto, born in Naples on October 15, 1920, chose to fulfil a duty not foreseen in the Code of the Carabinieri.

At the time the Carabinieri were still part of the Italian Army and so Salvo D’Acquisto had served in Libya as a guard for the Pegaso Division of Italy’s Regia Aeronautica (Air Force) where he was first injured in a road accident and then caught a serious case of malaria. Once discharged from the hospital and at the suggestion of his commander he enrolled in a course for Non Commissioned Officers at the School in Florence where he came out with the rank of Vicebrigadiere on September 13, 1942 when he was transferred to Torrimpietra close to Rome, not a long time before the removal of the dictator Benito Mussolini on July 25, 1943, as commander of the local station of the Carabinieri until the arrival of the new commander Maresciallo (Warrant Officer) Alfonso Monteforte.

Immediately after September 8, 1943 some units of the German armed forces were transferred to the area and in particular close to the locality of Palidoro that was part of the territory controlled by the Carabinieri of Torrimpietra. Shortly after, due to the anomalous military situation in force, not only in the area but throughout the country, the local station’s commander Maresciallo (Warrant Officer) Alfonso Monteforte sent the young Vicebrigadiere to Rome for specific orders concerning their behaviour towards the former allies in the area. But he returned without precise directives. Subsequently the commander decided to go to Rome to save his family. It was precisely in this period that the episode with Salvo D’Acquisto took place.

On September 22 some the German SS troops decided to check out boxes of illegal ammunition, including hand grenades, seized by the Guardia di Finanza (Italy’s Finance Police) from local poachers who used them for illegal fishing. During the checks one of the grenades exploded killing two German soldiers and injuring two others.

The commander of the German Forces, suspecting that it was an attack by Italian partisans and without having carried out an investigation to ascertain the real reasons for the incident, decided to surround the locality with his troops and then captured 22 of the locals according to the German rule of reprisal whereby ten civilians were to be executed for every German death and one of for every wounded soldier. The prisoners were taken to Torre di Palidoro where he ordered them to dig a mass grave and to put themselves into it awaiting execution.

As the temporary commander of the local Carabinieri D’Acquisto had gone to the place to try and make the German commander understand that the explosion had been an accident and not due to the actions of the partisans so that the German reprisal would not have to take place.

Unfortunately, the words of the twenty two year Salvo D’Acquisto fell on deaf ears, the German officer had decided that the reprisal had to take place according to the cruel regulation.

And it was undoubtedly at that moment that the words “Sacrifice” and “Duty” entered into the life of Salvo D’Acquisto more than ever before. He had sworn to serve the Mother Land and he had already done so with honour but that oath also involved safeguarding the citizens of the territory for which he was responsible.

In an act that is impossible to imagine, the Carabiniere Salvo D’Acquisto accused himself of the “attack” on the Germans. The 22 prisoners were released by the Germans who placed the young man in the pit in their place and as they ran away they heard the bursts of machine gun fire that ended the life of the great Hero. His last words were “Viva l’Italia!” (Long live Italy!) and he had not yet reached his twenty third birthday.

Unfortunately the torment of the young Italian soldier did not end that day, the Germans left his remains in the pit for ten days when two brave local women Wanda Baglioni and Clara Lambertoni gathered them to bury them in the local cemetery from which his mother took them to be buried in his birthplace of Naples.

Salvo D’Acquisto’s sacrifice was recognized immediately by the glorious Military Corps. Not only was he awarded the Medaglia d’Oro al Valor Militare (the Gold Medal for Military Valor, Italy’s highest decoration) but they then laid him to rest at the Sacrario Militare (Military Ossuary) at Posillipo with full military honours. But today his remains are in Naples’ Basilica di Santa Chiara for a specific reason.

On February 26, 2001, during a speech to the Corps of Carabinieri Pope John Paul II announced: “The history of the Arm of the Carabinieri demonstrates that it is possible to reach the pinnacle of holiness in the faithful and generous fulfilment of your duties for your country. Here I think of your colleague, Vicebrigadiere Salvo D’Acquisto, Medaglia D’oro al Valore Militare, whose cause towards Beatification is now pending” He is now considered a “Servo di Dio” (Servant of God) by the Church, a destiny that is more than just for a young man who had followed to the letter the messages he had studied in the Catholic schools in Naples.

As a final homage, we will let the words of the commendation of the country’s highest military honour make us remember that men and women like him must always be our role models.

A shining example of altruism, impelled to the supreme sacrifice of his own life, at the very place of torment where he was taken in barbaric retaliation by the Nazi hordes together with 22 civilians of the territory of his station, they too innocent, he then did not hesitate to declare himself solely responsible for an alleged attack against the German armed forces. Thus he faced his death –on his own-  fearlessly imposing himself in respect to his executioners and writing a new and indelible page of the purest heroism in the glorious history of the Arm. Torre di Palidoro (Rome), September 23, 1943”

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