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Attualità

Venezuela: arrivano gli aiuti umanitari USA che Maduro aveva bloccato.

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Il leader dell’opposizione Juan Guaidó sta facendo distribuire tonnellate di cibo e medicine tra la popolazione nonostante Maduro cerchi di impedirlo.

Oggi, il presidente ad interim del Venezuela Juan Guaidó ha distribuito aiuti umanitari tra la popolazione, nonostante il dittatore venezuelano Nicolás Maduro abbia cercato di impedirlo, facendo presidiare i confini nazionali dall’esercito. «Abbiamo consegnato i primi aiuti umanitari, sebbene a piccoli carichi- ha annunciato Guaidó- perché, come sapete, i militari comandati da Maduro bloccano la frontiera». L’opposizione venezuelana, guidata da  Guaidó, è riuscita a far recapitare ai più bisognosi  un milione e settecentomila pacchi di cibo e medicine, di cui 4.500 sono stati consegnati a donne in stato di gravidanza. Delle migliaia di persone che ogni anno muoiono per fame o a causa di malattie infettive in Venezuela, il 10% sono neonati. Nel suo discorso,  Guaidó ha omesso di specificare da dove provengono gli aiuti e chi li manda. Ma è noto che è stata l’America, la principale alleata dell’opposizione venezuelana, ad organizzare il progetto umanitario, reso possibile anche dalla collaborazione di Brasile e Colombia.

È  nei due Paesi latini, confinanti col Venezuela, che sono stati immagazzinate le derrate alimentari e i medicinali . Finora è stato il regime ad avere il controllo della distribuzione di cibo e medicine, che vengono consegnati, ogni 3 o 4 mesi, ai sostenitori di Maduro, la maggior parte dei quali appartengono alle classi sociali meno abbienti. L’aggravarsi della crisi economica ha reso sempre più difficile al dittatore Maduro garantire sussidi ai poveri, che ora attendono disperatamente gli aiuti umanitari provenienti dagli Stati Uniti. Intanto, Guaidó continua a rivolgere appelli alle forze armate venezuelane affinché si sollevino contro Maduro. «So che i soldati, insieme ai loro familiari, soffrono come il resto del popolo»- ha detto il leader dell’opposizione, che confida sempre in un’imminente insurrezione dell’esercito. Nel frattempo grazie ad un intervento del ministro Moavero Milanesi nelle due camere del Parlamento italiano, è stata votata una mozione che vede in accordo M5s e Lega che  impegnano il governo “a sostenere gli sforzi diplomatici anche attraverso la partecipazione a fori multilaterali, al fine di procedere, nei tempi più rapidi, alla convocazione di nuove elezioni presidenziali che siano libere credibili e in conformità con l’ordinamento costituzionale”.

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