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Italiani nel Mondo

Uso Equo ed Indro Montanelli – Fair Use and Indro Montanelli

Gianni Pezzano

Pubblicato

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di emigrazione e di matrimoni

Uso Equo ed Indro Montanelli

Siamo un paese che giustamente vanta il Patrimonio Culturale più grande ed importante del mondo. Molti politici parlano di promuovere questa Cultura, ma la realtà è molto diversa dalle aspettative. Dobbiamo valorizzare, in ogni senso della parola, la nostra Cultura e l’unico modo vero ed efficace è di presentare le opere al mondo intero e non limitarle solo ai pochi capaci di capirle, coloro che hanno il privilegio di leggerle nella lingua originale.

Per poter vedere le opere d’arte dei nostri grandi artisti bisogna andare nei luoghi dove si trovano, non sempre facile perché non tutti si trovano nel Bel Paese. Per apprezzare i registi, scenografi e attori del nostro cinema bisogna presentare i film in un formato con sottotitoli o doppiaggi per permettere al pubblico internazionale di poterli apprezzare fino in fondo.

Ma c’è una categoria della nostra Cultura, la letteratura, dove l’unico modo per poterne apprezzare gli autori è di leggere le opere, e qui ci troviamo a sbattere contro la barriera della legge, perché una volta che gli autori passano a miglior vita i detentori dei loro diritti hanno il totale controllo delle loro opere. Purtroppo, in alcuni casi, e non solo in Italia, i detentori dei diritti hanno reso difficile se non impossibile poter tenere vivi i ricordi dei nostri grandi autori. Tutto con il consenso della legge che non permette alcun ricorso, dimenticando che la cultura è un diritto umano.

Diversi anni fa un’accademica americana esperta di letteratura, Carol Shloss, ha scritto un saggio importante sul grande autore irlandese James Joyce, i cui eredi rifiutavano ogni richiesta di poter utilizzare il suo materiale. Alla fine lei ha dovuto pubblicare l’opera senza le citazioni ed inevitabilmente il libro è stato soggetto a molte critiche perché non poteva dimostrare le basi per le sue teorie.

Quindi lei e un gruppo di avvocati hanno fatto ricorso in tribunale che è finito con un accordo tra lei e gli eredi. Questo accordo non ha il peso di una decisione definitiva del tribunale, ma la seconda causa per le spese legali di 260.000 dollari americani vinta da lei effettivamente è stata la conferma che l’uso equo deve essere considerato nei casi di controversie di questo genere.

Il concetto specifico di  “Fair Use” cioè “Uso Equo” darebbe ad accademici, studiosi ed altri un mezzo per poter utilizzare le opere di autori, sempre per un prezzo giusto ed equo e anche la possibilità di fare ricorsi contro decisioni a priori e arbitrarie. Questo è un concetto che non esiste nella legislazione italiana.

Quando ho saputo del caso della Shloss ho capito immediatamente la sua situazione perché mi trovo esattamente nella stessa situazione, ma con un soggetto italiano che tutti i lettori in Italia conoscono, Indro Montanelli. Al contrario di lei il mio libro non è mai uscito semplicemente perché non ho la fortuna ed i mezzi per usufruire di una squadra di avvocati esperti per combattere questa battaglia.

Sono nato e cresciuto in Australia dove sono laureato in Storia Moderna. La figura di Montanelli mi ha sempre affascinato, ma ancora di più le sue opere, ed in modo particolare i suoi articoli. Dopo la sua morte mi sono avvicinato a un editore australiano con il piano di una biografia in lingua inglese di lui contenente i migliori articoli di ogni fase della sua carriera, perché la sua vita non avrebbe alcun senso senza i suoi articoli.

L’editore si è avvicinato alla Rizzoli con questa proposta ed a fine agosto del 2003 ho avuto accesso all’archivio del Corriere della Sera per poter scegliere gli articoli da utilizzare, così come la Rizzoli ha fornito anche libri per le ricerche storiche. Alla fine, come per gli accordi tra gli editori, il consulente della Rizzoli ed il Corriere non solo ha approvato il libro per la pubblicazione, ma ne ha persino consigliato un’edizione italiana.

Disgraziatamente, l’editore australiano ha gestito male le trattative per l’uso del materiale d’archivio, dalle quali ero specificamente escluso dal mio contratto editoriale, non seguendo la direttiva della responsabile della Rizzoli di trovare un accordo con gli eredi di Montanelli che detenevano i diritti d’autore per il materiale. Di conseguenza, qualche anno dopo, quando l’editore ha finalmente annunciato l’uscita del libro con il titolo di “The Troublesome Witness” (Il Testimone Scomodo), gli eredi hanno prima chiesto la sospensione della pubblicazione e poi hanno rifiutato totalmente l’uso del materiale, effettivamente distruggendo il libro. Ma le conseguenze di questa decisione non hanno colpito l’editore maldestro, bensì me come autore che ho visto cancellare il mio lavoro. Da allora ho sempre combattuto per poter pubblicare il libro.

Per decenni ho lavorato molto per la promozione della nostra Cultura all’estero. Ho capito sin dalle prime promozioni che dobbiamo fornire il materiale culturale in modo che sia comprensibile agli utenti all’estero. Nel caso della letteratura, anche se articoli, questo vuol dire fornire il materiale nelle lingue dei paesi dei mercati di riferimento, come anche avere la consapevolezza di capire che i lettori conoscono poco o niente della Storia e la Cultura d’Italia perché non sono materia di studio all’estero. Infatti, il mio libro contiene capitoli che fanno entrambe le cose.

Nel corso delle ricerche ho capito sempre di più che Indro Montanelli non era “soltanto un giornalista” come si è definito in un libro scritto insieme a Tiziana Abate. Era anche e soprattutto un testimone acuto e scomodo che ha scritto la Storia d’Italia nel corso del ‘900, ed ha persino scritto una Storia d’Italia di quasi 30 volumi che spiega in modo chiaro e diretto il nostro passato. Quindi, chi meglio di Montanelli potrebbe spiegare il nostro paese al mondo? La risposta è semplice, ma nessuno all’estero può leggerlo, nemmeno i suoi articoli perché non si trovano all’estero, e se ci fossero sono solo in italiano.

Eppure i poteri pieni dati agli eredi dei nostri autori permettono  loro di decidere a priori di non permettere la pubblicazione di libri validi. Nella nostra Costituzione esistono diritti e doveri, ma stranamente la legge dei diritti d’autori parla solo dei diritti dei detentori delle opere e non dei loro doveri di diffondere le opere degli autori.

Nessuno mette in dubbio che gli eredi agiscano entro i limiti della legge dei diritti d’autore, ma questi limiti vanno anche contro i precetti della vita da giornalista di Indro Montanelli. Incredibilmente non sono stato l’unico a subire le decisioni dei suoi eredi perché anche due giornali come La Stampa e Libero si sono trovati in tribunale per questo motivo, episodi che fanno capire che questa battaglia non è solo la mia, ma anche dei giornali e tutta l’editoria italiana.

Esiste solo un modo di ricordare un grande autore, mettere a disposizione del pubblico, in tutto il mondo, le sue opere nel miglior modo possibile. Questa è stata la base della battaglia di Carol Shloss e questa è la battaglia che combatto da anni, e particolarmente dal 2010 quando mi sono trasferito in Italia per cercare di trovare una risoluzione amichevole a questa situazione. Purtroppo le uniche risposte che ho avuto sono stati silenzi tombali o rifiuti secchi.

A luglio gli eredi e molti suoi lettori indubbiamente onoreranno il ventesimo anniversario della sua morte, ed è più che giusto. Ma allo stesso tempo dobbiamo riconoscere che in questi anni non è stato fatto alcun passo concreto per far conoscere l’opera del grande Indro Montanelli al grande pubblico di lingua inglese da parte degli eredi.

È inconcepibile che a quasi vent’anni dalla morte il suo nome non sia conosciuto dal mondo intero, anzi la legge sui diritti d’autore ha permesso agli eredi di bloccare un libro scritto proprio per questo scopo, senza dare la possibilità di poter trovare una soluzione che rispetti il concetto di “Uso Equo”, che dovrebbe assicurare che i lettori internazionali possano leggere le opere degli autori defunti e che permette a ricercatori e accademici seri di fare ricerche e scrivere libri riguardo componenti importanti della nostra Cultura.

Quindi chiediamo ai nostri politici, sia a Roma che a Strasburgo, di modificare la legge dei diritti d’autore per includere l’Uso Equo delle opere dei grandi giornalisti e scrittori del nostro Paese, per non permettere che restino chiuse in cassaforte negando ai lettori il loro diritto di poterle leggere, in un senso più ampio il diritto alla cultura di ogni essere umano.

E a chi domandasse perché dobbiamo fare modifiche del genere rispondo con una citazione di Montanelli stesso in un discorso del 12 maggio 1997 all’Università di Torino riportato da La Stampa, “Chi di voi vorrà fare questo mestiere (n.d.r., il giornalista) , si ricordi di scegliere il proprio padrone, il lettore. Si metta al suo servizio e parli la sua lingua, non quella dell’accademia” ed è proprio questo che ho fatto con il mio libro. Leggendo queste parole si capisce che non è stato affatto un caso che nel 2000 l’International Press Institute ha nominato Indro Montanelli “Eroe della Libertà di Stampa”, un onore che non riflette affatto il destino delle sue opere negli anni da allora.

Allora, cogliamo l’occasione del ventesimo anniversario della morte di Indro Montanelli  per compiere un passo che senza dubbio lui avrebbe approvato. E non lo facciamo solo per lui, ma in nome di tutti i nostri autori che meritano un pubblico mondiale e non solo limitato al nostro paese.

 

Fair Use and Indro Montanelli

di emigrazione e di matrimoni

We are a country that rightly boasts the world’s biggest and most important Cultural Heritage. Many politicians talk about promoting this Culture but the reality is very different from the expectations. We must value our Culture in every sense of the word and the only true and effective way to do this is to present the works to the whole world and not to limit them to only to the few with the privilege of being able to read them in the original language.

To be able to see the works of our great artists you have to go to where they are and this is not always easy because many of them are not in Italy. To appreciate our cinema’s directors, screenwriters and actors you have to present the films with subtitles or dubbed to allow the international audience to be able to fully appreciate them.

But there is a category of our Culture, literature, where the only way to be able to appreciate the authors is to read the works and here we bump against the barrier of the law because once the authors have passed away the owners of the copyright have total control of their works. Unfortunately, in some cases, and not only in Italy, the copyright holders have made it difficult, if not impossible, to keep the memory of our great authors alive. All with the consent of the law that does not allow any appeal, also forgetting that Culture is a human right.

A few years ago Carol Shloss, an American academic expert in literature, wrote a major book about the great Irish author James Joyce whose heirs refused every request to use his material. In the end she had to publish the book without quotations and inevitably the book was subject to heavy criticism because it could not demonstrate the basis for her theories.

Therefore she and a group of lawyers filed an appeal in court that finished with an agreement between her and the heirs. This agreement did not have the weight of a definitive judgment in court but the second trial for the legal costs of US$260,000.00 won by her was effectively the confirmation that Fair Use must be considered in cases of dispute.

The specific concept of “Fair Use” would give academics, scholars and others the means to be able to use the works of authors, always for the right and proper price, and also the possibility to appeal a priori or arbitrary decisions. This concept does not exist in Italian Law.

When I learned about the Shloss case I immediately understood her situation because I am in exactly the same situation but with a subject that all the readers in Italy know, Indro Montanelli, the country’s greatest and most influential journalist. Unlike her my book was never released simply because I do not have the luck and the means of a team of expert lawyers to fight this battle.

I was born and raised in Australia where I graduated in Modern History. The figure of Montanelli has always fascinated me but his work even more so and especially his articles. After his death I approached an Australian publisher with the plan for a biography in English containing the best articles of every stage of his long career because his life would be meaningless without the articles.

The publisher approached Rizzoli publishers in Italy with this proposal and at the end of August 2003 I was given access to the archives of Milan’s Il Corriere della Sera newspaper to choose the articles to use, just as Rizzoli also provided the books for the historical research. In the end, as per the agreement between the publishers, the consultant for Rizzoli and the newspaper not only approved the book for publication but he even recommended an Italian edition.

Unfortunately the Australian publisher mismanaged the negotiations for the use of the archive material, from which I was excluded by the publishing contract. He did not follow the directions from the representative of Rizzoli to find an agreement with Montanelli’s heirs who hold the copyright to the material. Consequently, a few years later when the publisher finally announced the book’s release date with the title “The Troublesome Witness” the heirs first asked for a delay and then totally refused the use of the archival material, effectively destroying the book. But the consequences of this decision did not affect the clumsy publisher but rather me as an author who saw all my work wiped out. Since then I have constantly fought to be able to publish the book.

For decades I worked hard for the promotion of our Culture overseas. I understood from the start that we must provide cultural material in such a way that it can be understood by users overseas. In the case of literature, even if articles, this means supplying the material in the languages of the countries of the markets of reference, as well as having the awareness to understand that overseas readers know little or nothing of Italy’s History and Culture because they are not taught overseas. In fact my book contains chapters that do both these things.

During the research for the book I understood more and more that Indro Montanelli was not “only a journalist” as he defined himself in a book written with Tiziana Abate. He was also and above all a sharp and troublesome witness who wrote Italy’s history in the 20th century and even wrote a History of Italy of nearly 30 volumes that explains our past clearly and directly. Hence, who can explain out country’s history better than Indro Montanelli? The answer is simple but nobody overseas can read him, not even his articles, because they are not found overseas and even if they were they are only in Italian.

And yet the full powers given to our authors’ heirs allow them to decide a priori to not allow publication of valid books. Our Constitution contains rights and duties but strangely the Copyright Law speaks only about the rights of the holders of works and not of their duty to disseminate the authors’ works.

Nobody doubts that the heirs are acting within the limits of the Copyright Law but these limits also go against the precepts of his life as a journalist. Incredibly I was not the only one to suffer his heirs’ decisions because even two Italian newspapers, La Stampa and Libero, found themselves in court for this reason in episodes that let us understand that this battle is not only mine but also of newspapers and all of Italy’s publishing industry.

There is only one way to remember a great author, to make his works available to the public all over the world in the best way possible. This was the basis of Carol Shloss’ battle and this is the battle I have been fighting for years and especially since 2010 when I moved to Italy to try and find an amicable solution to this situation. Unfortunately the only replies I have had were dead silence or outright refusals.

In July the heirs and many of his readers will undoubtedly honour the 20th anniversary of his death and this is proper. But at the same time we must recognize that over these years no concrete steps have been taken by his heirs to make Indro Montanelli’s works known to the great English language public.

It is inconceivable that in the almost twenty years since his death his name is still unknown to almost the whole world, indeed the Copyright Law has allowed the heirs to block a book written for this very reason, without giving the opportunity to find a solution that respects the concept of “Fair Use” that would ensure that international readers can read the works of deceased authors and that allows serious researchers and academics to write books about important major components of our Culture.

Therefore we ask our politicians in both Rome and Strasbourg to amend the Copyright Law to include Fair Use for the works of our country’s great journalists and authors so as to not allow their works to be kept locked away in a safe and hence to deny readers their right to read them in the broadest sense of the right to Culture for every human being.

And if someone were to ask why we must make such changes I answer with a quotation from Montanelli himself in a speech he made in Turin University on May 12, 1997 and reported by the newspaper La Stampa, “Those of you who want to carry out this trade (editor’s note, journalism) remember to choose your own master, the reader. Put yourself at his service and speak his language, not the language of the Academy” and this is precisely what I did with my book. And in reading these words we understand why it was no coincidence that in 2000 the International Press Council named Indro Montanelli a “Hero of the Freedom of the Press”, an honour that does not at all reflect the Fate of his works over the years since then.

So, let us garner the occasion of the twentieth anniversary of Indro Montanelli’s death to take a step that he would undoubtedly have approved. And we do not do this only for him but in the name of all our authors who deserve worldwide readership and not just one limited to our country.

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