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Diritti umani

UNICEF/Liberia: aiuti nelle aree in cui sono stati registrati nuovi casi di Ebola

redazione

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“In Liberia c’è sempre stato il rischio che Ebola potesse tornare. Ora dobbiamo mettere tutto quello che abbiamo per tornare a zero casi”


timthumbRoma, 3 luglio   – Come risposta ai primi casi confermati di Ebola in Liberia dopo più di tre mesi, l’UNICEF ha iniziato a distribuire aiuti di prima necessità alle comunità colpite, tra cui tende per isolare le persone in quarantena, kit igienici, cloro, secchi e punti per lavarsi le mani. A Margibi County, dove lo scorso 29 giugno il corpo di un bambino è risultato positivo al virus, squadre di mobilizzazione sociale dell’UNICEF sono già sul campo per portare avanti campagne di sensibilizzazione porta a porta sulla prevenzione di Ebola, proprio per ridurre al minimo il rischio di ulteriori infezioni e proteggere e assistere le persone colpite. “In Liberia c’è sempre stato il rischio che Ebola potesse tornare. Ora dobbiamo mettere tutto quello che abbiamo per tornare a zero casi”, ha detto Sheldon Yett, Rappresentante dell’UNICEF in Liberia. “La velocità di reazione a questi casi dimostra che nessuno ha abbassato la guardia”.  Nei prossimi giorni, la scuola frequentata dal bambino deceduto verrà decontaminata e saranno messi in atto nuovi centri per l’igiene; sarà distribuito cloro e sapone. Punti per lavarsi le mani forniti dall’UNICEF sono stati posizionati all’ingresso di tutte le scuole in Liberia, quando le lezioni sono ricominciate nel mese di febbraio dopo una chiusura di sei mesi. L’UNICEF ha collaborato con le autorità locali per mantenere questi centri al loro posto anche dopo la dichiarazione del 9 maggio di ‘paese libero dalla trasmissione di Ebola’. L’UNICEF sta anche lavorando con il governo per assicurare che misure come la misurazione della temperatura degli studenti quando arrivano possano entrare in funzione.  “La Liberia non sarebbe stato dichiarata libera da Ebola a maggio senza l’iniziativa e la piena consapevolezza da parte delle comunità”, ha detto Yett. “Le comunità sono di nuovo in prima linea negli sforzi per garantire che non vi siano nuovi casi di questa malattia”. Nelle vicine Guinea e Sierra Leone continuano a essere segnalati nuovi casi, anche se in numero molto più basso rispetto al picco registrato durante il focolaio. Nella settimana terminata il 28 giugno sono stati registrati in Guinea 12 nuovi casi di Ebola e otto in Sierra Leone.

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