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Cinema & Teatro

Una cascata di premi internazionali per il corto “Una Voce Amica” di Roberto Palmerini

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Il cortometraggio “Una Voce Amica” di Roberto Palmerini colleziona premi in giro per il mondo per aver saputo trattare con maestria ed arte la solitudine della diversità

Un corto che racchiude in trenta minuti il dolore e la solitudine della diversità, ma anche la difficoltà di un artista della recitazione ad inserirsi in un circuito lavorativo, quando a farla da padrone sono le discriminazioni di genere che si aggiungono alle eterne attese per un ruolo da attore.

Cos’è un attore, e qual è la sua vita reale? E’ una maschera che nasconde una persona in carne ed ossa con i suoi sentimenti, le sue paure, il bisogno di essere gratificato dal pubblico per il ruolo che interpreta in scena, ma anche la necessità di sopravvivere guadagnando in modo continuativo. Perché l’attore appunto recita, e vive di continuo una doppia vita cercando di mantenere un equilibrio interiore non sempre facile da realizzare, in una eterna altalena tra chi rappresenta sul set o sul palco di un teatro, e chi è in realtà nella vita normale. Sono questi i temi affrontati nell’ultimo cortometraggio di Roberto Palmerini dal titolo “Una Voce Amica”.

Un ‘mestiere’ quello dell’attore che restituisce poca sicurezza economica e che in breve tempo può portare ‘dalle stelle alle stalle’. Come nel caso del protagonista di “Una Voce Amica”, interpretato da Brando Giorgi, che non riuscendo più a lavorare, si trasforma in una ‘drag queen’ che si esibisce in locali notturni per sopravvivere, mettendo in scena la sua diversità con il risultato di raggiungere l’apice della depressione. Una depressione che finisce col fargli desiderare la morte.

Il cortometraggio “Una Voce Amica” di Roberto Palmerini riesce a suggestionare il pubblico con grande perizia drammatica, come solo un FilmMaker puro può fare, forte di un bagaglio professionale acquisito in anni di lavoro con i grandi del cinema, da Mauro Bolognini a Liliana Cavani, Luciano Salce, Peter Del Monte, Nicholas Roeg, George Miller, Stuart Margolin. Palmerini in questo prodotto è infatti ideatore del soggetto, sceneggiatore, regista, direttore della fotografia e con esigue risorse economiche e sullo sfondo del territorio di Ardea, è riuscito a realizzare un cortometraggio pluripremiato a livello internazionale che realizza anche una eccellente promozione del territorio: all’Adbhooture Film Festival in India come “Miglior cortometraggio Thriller” in gara; al White Unicorn International Film Festival come Miglior LGBT Short Film dall’Italia; al Silver Mask Live Festival di Los Angeles come Miglior Short Film nella categoria LGBT; al Fox Film Festival di Roma come Miglior Thriller SHORT; all’Adiff Film Festival San Pietroburgo menzione d’Onore, ed altri ancora se ne aggiungono in questi ultimi giorni.

Il corto è dinamico ed alterna momenti drammatici a scene al limite con la tragicomicità, e già nel titolo presenta il paradosso che accompagna il pubblico per i trenta minuti di visione: ‘una voce amica’, quella che ognuno vorrebbe ascoltare nei momenti difficili, che finisce per essere solo una trappola mortale. Palmerini riesce a descrivere uno spaccato di vita reale raccontando il surreale, tutto quello che la mente umana potrebbe realizzare nel bene e nel male, richiamando lo spettatore a riflettere su un’ampia categoria di attori e sulla condizione umana che vivono, ma che potrebbe essere realtà condivisa per altre categorie di persone che vivono con difficoltà la loro apparente diversità, in un mondo omologato dove ancora oggi si discrimina dimenticando che siamo tutti, semplicemente, persone.

“Ho sempre confezionato film che indagano l’animo umano e la vita – spiega Palmerini – ma questa volta sono voluto andare più a fondo, ripercorrendo con la memoria tutto la mia vita sui set di cinema. All’inizio pensavo ad un clown come protagonista di Una Voce Amica…poi tra l’allegoria del clown, che ben rappresenta le difficoltà di chi da attore intrattiene un pubblico per nulla interessato alle sue reali emozioni, come spesso mi accade sono stato folgorato da un’idea ancora più provocatoria, in una dualità di intenti che sempre ha accompagnato il mio lavoro. Così è nata la figura della ‘drag queen’ che non è altro che un attore con difficoltà a farsi assegnare un ruolo in un film, perché diverso, perché è ‘un travestito’ così come un tempo prima della connotazione in inglese si definiva con una parola alquanto offensiva il mondo dei trans”.

“Con “Una Voce Amica”, – continua Roberto Palmerini – ho ricominciato ad alimentare la mia passione dopo quattro anni di assenza dovuti a problemi personali. La sfida è stata quella di girare un buon prodotto a sfondo sociale con pochissime risorse economiche e di professionalità. Posso dirmi soddisfatto ed orgoglioso dei risultati che continuano ad arrivare con i premi ed i consensi in campo internazionale. La vita da FilmMaker continua a riservarmi piacevoli sorprese”, conclude il regista nel nostro colloquio.

Un cortometraggio che mette il dito nella piaga, una ferita sociale ancora ben viva e dolente in una popolazione umana che troppo spesso giudica gli ‘altri’ per l’orientamento sessuale e non solo. Mentre in realtà siamo tutti individui degni di rispetto ed attenzione, ognuno con le sue prerogative, ma certamente ognuno attore protagonista della propria vita. Perché, così come all’inizio del cortometraggio di Roberto Palmerini: “Tutti indossiamo delle maschere e arriva il momento in cui non possiamo togliercele senza toglierci la pelle”.

Roberto Palmerini

Nato a Roma, ha frequentato la facoltà di Scienze Politiche all’Università La Sapienza di Roma. Si è formato come regista e sceneggiatore. Il suo percorso lavorativo nel cinema, nella televisione e nella pubblicità, prima di esordire alla regia con il cortometraggio “Scooter” (vincitore Nastro d’Argento come miglior regista di cortometraggi 1996), è ricco e vario. E’ stato casting director, aiuto regista, regista di seconda unità. Tra i registi con i quali ha collaborato citiamo: Liliana Cavani, Mauro Bolognini, Luciano Salce, Peter Del Monte, Nicholas Roeg, George Miller, Stuart Margolin. Tra il 1980 e il 1995 realizza alcuni documentari in Africa e Alaska, vari backstages pubblicitari e video musicali.

Nel 1995 debutta nella regia.

Dal suo esordio nella regia ha prodotto

 Nel 1995 – Scooter – 30 min. x 35mm

(soggetto, sceneggiatura e regia,) link: http://youtu.be/dTTvmTJA5sU

Premi: Nastro d’Argento 1996 come miglior regista di cortometraggi, assegnatogli dal SNGCI (Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici).  Il film partecipa a festival nazionali ed internazionali.

Nel 1996 – La Mancia –  12 min x 35 mm. /scope

soggetto, sceneggiatura e regia

Candidato al Davide di Donatello nel 1997 “nella cinquina come finalista miglior cortometraggio”.

Vincitore del Festival delle Piazze della regione Abruzzo e Molise —

E nel 2000 ha vinto il Premio Anica, il Premio Nanny Loi, il “Leone di Pietra”, premio Camillo Marino nel festival intitolato a Sergio Leone, per miglior cortometraggio impegno sociale e civile; nell’ambito del Giffoni Film Festival vince a Pagani (SA) il Premio Marcello Torre come cortometraggio di impegno sociale e civile.

Il film è stato proiettato su RAI Educational nell’ambito di “LAVORI IN CORTO”

Nel 1998– Farfalle – TV Movie 90 min– con Violante Placido e Lorenzo Flaherty– Italia 1 – Mediaset

         Regia—LINK: http://youtu.be/6wDw3RNfJBU

Da quest’anno fa parte della giuria del David di Donatello

Nel 2001– Electric Nation – video clip – gruppo rock canadese

        riprese, fotografia e regia  link: http://youtu.be/LJbL4LcVSwY

Nel 2003 – Raul Vistoli, la materia e la luce – documentario d’arte sullo scultore e le sue opere.

        Riprese, sceneggiatura,fotografia e regia  .

Visibile al link:    http://youtu.be/UnTBNyQu28Y        

Nel 2004 è Docente nel Corso di Regia in Marocco per studenti Marocchini- Scuola Kanzhaman – contributo Regione Lazio (Ouarzazate)

Nel 2000 e 2008 dirige Vivere- Soap opera- Mediaset

Nel 2010: scrittura di vari soggetti e regia di Un Posto al Sole e Cento Vetrine

Nel 2011– Una bella famiglia, corto di 15 min. Sceneggiatura e regia

Nel 2012/13– M’ZOTHEKA (Si può fare) -film/mediometraggio. 52 min. Sceneggiatura, fotografia e regia. Girato interamente in Malawi.

Nel 2014 – Great White Shark “: documentario sul Grande Squalo Bianco, girato in South Africa.

Nel 2015 –  “Jobs act(ing) in Rome” 5 min. Regia, sceneggiatura, montaggio.

         Partecipa al concorso “Quartieri di Roma” all’ Isola del Cinema 2015

Nel 2018/2019 –  “Il lavoro dell’attore con la Macchina da Presa” presso la scuola Essenza Teatro di Paolo Perelli

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