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Attualità

Ue, la (mala) gestione dei fondi nell’Europa dell’Est

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Fondi UeBulgaria, Romania e Slovenia in fondo alla classifica. 

Roma, 10 settembre – C’è tempo fino al 31 dicembre per spendere i soldi dell’Unione europea e i governi dell’Ue corrono ai ripari per non perdere i fondi ancora non assegnati. Gli ultimi Paesi nella classifica sono quelli dell’Europa orientale. Un esempio: la Bulgaria si è vista consegnare da Bruxelles 308 milioni di euro per lo sviluppo finanziario nel 2013, ma una gran parte della cifra non è ancora stata assegnata. Come spiega il quotidiano bulgaro Trud, si tratterebbe di distribuire qualcosa come sette milioni di euro al giorno. Se così non dovesse essere fatto, il denaro andrà perduto. I fondi non assegnati riguardano sei dei sette programmi operativi messi in atto da Sofia e oltre la metà della cifra è destinata ad aiutare le aziende attraverso il programma per la competitività.

Non va meglio in Romania, dove nel firmare il trattato di adesione all’Unione europea nel 2007, il governo si impegnò a fornire a tutti gli abitanti dei paesi con oltre duemila abitanti acqua corrente a un prezzo accessibile, fognature e impianti di depurazione entro il 2015. Tuttavia, al posto delle canalizzazioni, Bucarest rischia di beccarsi una multa salata da Bruxelles per non essere riuscita a mantenere gli accordi presi. Il motivo? La Romania presenta il peggior tasso di assorbimento dei fondi europei fra tutti gli Stati membri. Insomma, la solita storia della mala-gestione del denaro pubblico.  “La performance ben peggiore dei romeni è soltanto una magra consolazione” riporta invece Dnevnik, un giornale sloveno. Il governo di Lubiana, infatti, ha ricevuto 882 milioni di fondi europei per il 2007-2013, ma non sono ancora stati assegnati. Secondo quanto riferito dal quotidiano, solo il 12 per cento delle imprese slovene sono al corrente dell’esistenza dei fondi e sono ben poche quelle che hanno una qualche idea delle somme disponibili.

(IBTimes)

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