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Politica

UE-CINA: sul riconoscimento del MES manterremo stretto monitoraggio

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L’Italia manterrà uno strettissimo monitoraggio della questione

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A seguito del dibattito di orientamento sul riconoscimento del MES (Market Economy Status) alla Cina svolto dal collegio dei Commissari, la Commissione Europea ha annunciato  la presentazione, in autunno, di una proposta legislativa volta a ottemperare gli obblighi derivanti dal protocollo di accessione della Cina all’OMC e a mantenere al contempo alta la difesa commerciale con un calcolo dei dazi basato sul sistema dei fattori di costo e benchmarks internazionali. Si tratta, in sostanza, di un sistema che non singolarizza per definizione un singolo Paese ma che è tuttavia dotato di una metodologia di calcolo dei dazi non standardizzati e basata sull’analisi delle  distorsioni di mercato che la Commissione identificherà tramite dei rapporti ad hoc. Si tratta, a nostro avviso, dello scenario meno irrealistico tra quelli che erano stati finora identificati e che trova le sue radici nel costruttivo lavoro che la Presidenza italiana aveva pazientemente costruito in materia di modernizzazione dei TDI (Trade Defense Instruments) nell’ambito delle riunioni del Consiglio dei Ministri Ue responsabili per il commercio internazionale e nell’azione che da più di un anno stiamo svolgendo sul tema MES. Mentre attendiamo di poter valutare nel dettaglio il contenuto della  proposta legislativa della Commissione, l’Italia manterrà uno strettissimo monitoraggio della questione. Su questo, lo ricordo, la linea del governo è chiara e tiene conto da un lato dell’importanza della partnership con un fondamentale attore economico e politico, dall’altro della difesa degli interessi dell’industria italiana nell’ambito di rapporti commerciali equi ed equilibrati.

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