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Ue, 2013 anno della cittadinanza. Ma, avverte la Lidu, serve unità d’intenti politici

By 28 Settembre 2013 29 Settembre, 2013 No Comments

hp_about_banner_itMaricia Bagnato Belfiore di Lidu onlus ed Fidh rileva i Diritti Umani come base per una politica comunitaria e rilancia la cittadinanza europea

 Roma, 27 settembre – L’Europa riparte dai diritti umani. Il 2013 per la Ue rappresenta  “L’Anno europeo dei cittadini”, decisione presa nel novembre del 2012 dal Parlamento europeo e dal Consiglio, su proposta della Commissione,  a vent’anni dalla nascita della cittadinanza europea. Alla base di questa scelta celebrativa c’è stata la forte necessità di rilanciare un dibattito pubblico sul futuro dell’Unione europea e sulle riforme necessarie per migliorare la vita quotidiana dei cittadini europei. Scelte che non possono prescindere da alcune riflessioni di fondo su cosa vuole l’Europa e quali obiettivi politici vuole raggiungere e soprattutto quale sarà il suo ruolo all’interno del Mediterraneo. Ad un anno dalla prossima competizione elettorale europea, è obbligatorio anche per organizzazioni della società civile, come la Lidu onlus italiana( presidente Alfredo Arpaia), partecipare al dibattito individuando percorsi e punti comuni che rendano la cittadinanza europea uno status di diritti per tutti coloro che popolano la Ue. Ma quali sono i diritti che possono far coesistere culture così diverse come quelle degli Stati europei? La risposta sta nell’esistenza stessa della Unione Europea che alla base della sua democrazia ha messo i diritti umani come fondamenta su cui costruire la politica di un intero continente. I diritti umani rappresentano il più rilevante ed accomunante sistema di valori degli ultimi due secoli. Essi tratteggiano quegli aspetti costitutivi della dignità degli esseri umani che rimandano alle dimensioni essenziali dello sviluppo della persona.

Ancora più oggi, con la tormentata consapevolezza di vivere in


liduun tempo di crisi e di grandi trasformazioni politiche, economiche e sociali, si rende necessario il dialogo operoso tra tutti, attori istituzionali e organizzazioni umanitarie a difesa delle persone e delle dignità in primo luogo. “Con un paziente e vero impegno, personale e collettivo, lavoriamo per vigilare sul rispetto dei Diritti Umani Fondamentali da parte di tutti i governi democratici per ciò che riguarda la giustizia, gli affari interni, l’immigrazione, la lotta al crimine, l’asilo politico e la cooperazione giudiziaria e doganale per l’ottenimento dei visti da parte dei rifugiati e dei richiedenti asilo”, spiega Maricia Bagnato Belfiore del consiglio nazionale di Lidu Onlus e membro di Fidh – Aedh. Tale compito però rischia di non individuare punti di approdo laddove permanga una forte connotazione nazionalistica che entra in forte attrito con scelte ormai opportune impedendo di fatto il raggiungimento di obiettivi politici comuni e comunitari. Utilizzando però le identità valoriali dei singoli paesi che compongono la Ue traendo da ognuno vantaggi condivisibili per l’intera comunità, è possibile individuare un percorso che conduce ad un’unità che non sia più solo geografica o monetaria, ma politica e costituzionale.  “L’Italia è uno dei Paesi Europei che subiscono le pressioni migratorie più forti , – afferma Bagnato Belfiore – per la sua posizione geografica e la sua configurazione di molo del Mediterraneo, meta sognata dalla maggior parte dei disperati che provengono dalle coste africane e dal sud-est del ‘mare nostrum’”. mariciabagnatoMa  la questione euro-mediterranea riguarda soprattutto il modo ed i tempi, la cooperazione e gli accordi che l’Europa può costruire con i Paesi della “primavera islamica”, che ha visto il prevalere di orientamenti politici tesi alla ricerca di una democrazia. Si tratta, allora, di far funzionare  tecniche di pressione e di intervento non invasivo e non violento per modificare la situazione interna degli Stati “fuorilegge”, in una direzione che incrementi la partecipazione democratica, l’indipendenza economica ed il rispetto dei diritti nella tolleranza culturale. “In questa ottica, – spiega la rappresentante della Lidu – i diritti umani sono l’ultimo  baluardo universale, che fa emergere, in modo emblematico, l’esigenza di essere “voce culturale e civile” delle popolazioni mondiali anelanti ad una cooperazione di livello istituzionale talmente forte da sperare di tradurli in una futura e vera ‘Metaistituzione primaria’ che, per molti versi, trova espressione di paragone nella “Legge dei Popoli”, quale schema dei princìpi giustificativi dell’ordine internazionale, che il mondo specifica in termini equi dei rapporti tra soggetti individuali e collettivi, governati da comportamenti reciproci e concreti.” “Tuttavia, questa ‘metaistituzione’ si mostra largamente irrealizzata perché inficiata dagli imbarbarimenti delle sovranità nazionali, dai ristagni della politica sovranazionale, dalle tensioni tra universalismo e relativismo, dai silenzi e dalle sconfitte subìte nel contrasto tra le diverse generazioni di diritti e dalla continua specificazione di nuovi  diritti per nuovi soggetti e per nuovi temi. Una sfida piena di incognite che richiede, dunque, impegno, vigilanza, iniziativa e progettualità.” Progetti e programmi che dovrebbero in un futuro immanente convergere in scelte comuni, utili a tutti i cittadini, condizione condivisibile da tutti coloro che legalmente vivono e lavorano su uno stesso territorio. “Un cittadino proveniente da un Paese Terzo, residente in Europa in maniera regolare, deve avere gli stessi Diritti  propri ad ogni cittadino europeo”-conclude Maricia Bagnato Belfiore- “E’ necessario continuare a lottare per una Italia in sinergia con la Ue ed  un mondo intero aperti al rispetto del diritto di richiedere asilo e status di rifugiati: ciò sarà possibile con l’armonizzazione delle politiche di immigrazione. Solo incoraggiando l’immigrazione legale e l’ integrazione europea dei migranti saremo in grado di individuare il risvolto attivo, positivo e dinamico di quello che oggi appare come un problema irrisolvibile”.

 

 

 

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