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Arte & Cultura

‘Uccise dal talento’, 12 dive raccontate da Alma Daddario e Paola Dei

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Uccise dal talento, il nuovo appassionato lavoro di Alma Daddario e Paola Dei che svela  retroscena e  fragilità di 12 dive, stelle intramontabili.

Il talento può portare alla distruzione? La bellezza, la sensibilità, l’originalità, possono trasformarsi in irrequietudine, in mal di vivere? E’ la società dei mediocri e l’invidia a colpire inesorabilmente chi invece andrebbe premiato? “Uccise dal talento”, il nuovo romanzo di Alma Daddario e Paola Dei, investiga proprio su questo. La Daddario è autrice originale ed interessante che il pubblico ha già apprezzato  per “Strani frutti”, raccolta di storie noir che Dacia Maraini così ha commentato “ Sono spesso fulminei, talvolta imprevedibili, sempre sorprendenti i racconti e i personaggi del volume di Alma Daddario”.

E sorprendente e imprevedibile è anche il racconto  di “Uccise dal talento” che lega il dannato destino di 12 dive.   Il volume, edito da  Porto Seguro  in libreria da marzo 2021 , offre un scrittura tesa ed affascinante, tracciando anche un percorso storico molto interessante che racconta non solo il cinema e lo star system ma anche la società del secolo scorso. Cosi racconta l’autrice la sua nuova opera :  “Sono sempre stata interessata alle vite di artiste, sia dello spettacolo che di altre forme d’ arte, da tempo stavo scrivendo articoli in particolare sulle attrici  del periodo hollywoodiano, dagli anni quaranta in poi, ero rimasta colpita da quelle vite, apparentemente brillanti, ma più spesso complicate e infelici.

Mi venne l’ idea di raccogliere tutto in un libro e di coinvolgere una psicologa che potesse arricchire di commenti specifici, cosi pensai a Paola Dei, psicologa dell’ arte, appassionata di cinema. Ci venne così l’idea di unire le specifiche competenze nella stesura di un testo a quattro mani. Pensando poi a un titolo possibile e al grande talento delle artiste selezionate mi è venuto spontaneo “Uccise dal talento” , qualcosa che per molte di queste protagoniste si è rivelato un fatale dato di fatto”.  “Uccise dal talento” anima Judy Garland, indimenticabile protagonista del cult cinematografico Il mago di Oz, costretta alla malattia per aderire al successo, Natalie Wood  la cui fine misteriosa è ancora irrisolta,  Frances Farmer, lobomotizzata  per  piegare la sua personalità ribelle, Veronica Lake, sprofondata nella depressione e ancora le storie di Vivien Leigh la magnifica Rossella di Via col vento e il suo travagliato matrimonio con Lawrence Olivier , Annamaria Pietrangeli, unico amore di James Dean  e Linda  Lovelace caduta nella trappola del porno, la sfortunata Laura Antonelli e la mitica e drammatica Maria Callas e ancora Lupe Velez , sinuosa ballerina il cui suicidio resta avvolto dal mistero, come la fine di Dorothy Dandridge a cui fu negato l’Oscar perchè di colore, Edith Piaf , la più grande chateous realiste del secolo scorso dalla vita rocambolesca, grandi artiste con vite private fortemente condizionate ma che il loro essere speciale  ha reso immortali.  

Lo scienziato George Christoph Lichtenberg  diceva “Ogni volta che muore  un uomo di talento provo dolore, perchè il mondo ne ha bisogno più del cielo”.   Il talento è qualcosa che fa parte della persona, una qualità che non si acquisisce, non si impara, non si compra, non si studia, lo si possiede e basta,  per questo molte volte viene sprecato o non valorizzato e molto spesso invidiato.

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