Turismo e beni culturali: domani il segretario generale di Competere.Eu Roberto Race parteciperà a Napoli al convegno organizzato da Confapi e Camera di Commercio

By 17 settembre 2015Italia
Venerdì 18 settembre dalle 10 il dibattito nella sede della Camera di Commercio. Previsti gli interventi del sottosegretario ai Beni culturali Ilaria Borletti Buitoni, del Governatore della Vincenzo De Luca e del Sindaco di Luigi De Magistris. Race: “In Italia  abbiamo bisogno di una strategia chiara a supporto del turismo che vada al di là dei tempi della politica e delle campagne elettorali”
Roberto Race ad un convegnoNapoli, 17 settembre, 2015- Globalizzazione, personalizzazione e Rete. Sono queste le tre parole chiave che guideranno l’intervento del Segretario generale di Competere.Eu  al convegno nazionale “Beni culturali: una risorsa da valorizzare per la promozione turistica e per generare nuove opportunità di sviluppo”, che si terrà domani dalle 10 a Napoli nella sede della Camera di Commercio di Napoli. Il convegno è promosso dalla Campania presieduta da , dall’Ordine degli ingegneri di Napoli  presieduto da , da Giovani Napoli presieduta da e dall’Associazione giovani ingegneri guidata da Apostolos Paipais. Ad introdurre la manifestazione il Consigliere dell’Ordine ingegneri, e il Presidente Giovani Napoli Raffaele Marrone, che faranno il punto sulle strategie di recupero e rifunzionalizzazione dei beni culturali, cercando di individuare nuovi fronti di intervento, anche in relazione alla programmazione dei fondi comunitari. Seguiranno gli interventi tra gli altri del  sottosegretario ai Beni culturali Ilaria Borletti Buitoni, delGovernatore della Campania Vincenzo De Luca, del Sindaco di Napoli Luigi De Magistris, del Sovrintendente al Teatro San Carlo Rosanna Purchia,  del Segretario regionale del MiBACT per il Molise, Gennaro Miccio, e del Segretario Generale di Competere.Eu Roberto Race. “In Italia- dichiara Roberto Race- abbiamo bisogno di una strategia chiara a supporto del turismo. Una strategia che vada al di là dei tempi della politica e delle campagne elettorali. Una strategia che possa fungere da strumento concreto alla creazione di una offerta in grado di intercettare e, dove occorra, creare la domanda. Fino a pochi anni fa creare una rete e sinergie virtuose tra imprese ed attori istituzionali significava dare un valore aggiunto maggiore ai progetti: oggi invece è una scelta obbligata perché i nostri competitor internazionali hanno un’offerta molto meno polverizzata della nostra ed un’interazione con le istituzioni molto più efficace. Ed allora ripensiamo tutti i paradigmi, abbattiamo i dogmi se vogliamo che i privati entrino nella gestione di quei beni culturali che oggi il pubblico non è più in grado di tutelare e valorizzare. Nella salvaguardia del bene storico, artistico e culturale, privatizziamone la gestione! O, quantomeno, introduciamo elementi di gestione privatistici concreti e non solo enunciati come slogan che mascherino il nulla. C’è bisogno di innovazione e di confronto con le esperienze internazionali”.

 

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