Connect with us

Attualità

Thich Nhat Hanh, domani continuerò ad essere

Published

on

Tempo di lettura: 3 minuti

Una vita di preghiera e meditazione iniziata nel tempio Tu Hieu nella città di Hue, Thich Nhat Hanh ha lasciato lì il suo corpo nella forma conosciuta.

Le cerimonie per le esequie di Thich Nhat Hanh dureranno una settimana e si concluderanno con il rito funebre e la cremazione il prossimo 29 gennaio.

La notizia del decesso di Thich Nhat Hanh è stata data dalla sua comunità. Il messaggio breve riporta alcune delle sue parole.

Cara comunità,
come una foglia d’autunno, la forma in cui conosciamo il nostro amato Maestro si è staccata, a mezzanotte del 22 gennaio nel Tempio Radice a Hue, lieve dal ramo della sua amata Comunità e sta tornando alla Terra, al terreno che nutre il grande albero della Vita.

Proprio nelle sue parole:

“Quel giorno d’autunno ho chiesto alla foglia se avesse paura di cadere; la foglia mi ha risposto: ‘No. Sono stata molto viva, (…) ho lavorato sodo, ho contribuito ad alimentare l’albero: in quest’albero c’è molto di me. Ti prego, non credere che io sia soltanto questa forma che vedi, perché questa forma di foglia è soltanto una minuscola parte di me: io sono l’albero intero.’ Ho visto la foglia lasciare il ramo e volteggiare cadendo al suolo in una danza gioiosa, perché mentre cadeva giù si vedeva già nell’albero. Era così felice! Abbiamo tantissimo da imparare dalla foglia, perché lei non ha paura: sa che nulla può nascere e nulla può morire.”

Ora respiriamo in consapevolezza: di certo è quel che più ama ricevere dai suoi figli spirituali.

Era nato in Vietnam centrale nel 1926 e nel tempio Tu Hieu fu novizio dall’età di 16 anni.

Allo scoppio della guerra aderì ad un gruppo di monaci e monache che scelsero di praticare sia la vita contemplativa che il sostegno alla popolazione sconvolta dal conflitto, il movimento del Buddhismo Impegnato, più conosciuto come Piccoli corpi di pace.

Pur arrestato e torturato, continuò a professare l’idea della resistenza non violenta.

Studioso, insegnante e attivista, insegnò Religioni Comparate alla Princeton, negli anni ’60 fondò la prima “Scuola per i giovani e il servizio sociale”, l’Università Buddhista a Saigon e l’Ordine dell’Interessere.

Mal tollerato sia dai vietcong che dal governo statunitense per le sue posizioni pubbliche, espresse negli Stati Uniti e in Europa,  fu costretto ad un esilio che durò ben trentanove anni.

In Francia, che divenne la sua seconda patria, continuò ad insegnare e a scrivere.

Sono centinaia i titoli sulla meditazione, la consapevolezza, ma anche splendide poesie, racconti per bambini e commenti su antichi testi buddhisti.

Docente e ricercatore presso la Sorbona, nel 1975 fondò la sua prima comunità che trasferì nel 1982 in una proprietà nota col nome di Plum Village, che divenne il suo più grande centro di pratica.

Altri centri nacquero in America, Asia, Australia ed Europa.

Contrastanti le letture su di lui. Amato e rispettato da molti viene condannato da altri per il suo ripiegamento intimista e la sua scelta di aver creato proprio questi centri, aperti a tutti e per questo considerati una sorta di attività imprenditoriale, una forma di occidentalizzazione, di asservimento al potere.

Contrastanti, perché di ogni uomo si tende a dare lettura secondo la propria dimensione.

Noi ci limiteremo ad ascoltare ed osservare.

“Per insegnare non occorre per forza parlare: basta vivere la propria vita in consapevolezza e in profondità.” ebbe a dire in una intervista e la sua comunità monastica trasmette gli insegnamenti sulla consapevolezza e la pace in scuole, luoghi di lavoro, imprese e perfino prigioni in tutto il mondo.

Mite e dialogante sempre, sotto le bombe e in esilio, quella mitezza che ha dato di lui l’idea che non si impegnasse abbastanza, che non lottasse abbastanza per il suo Paese.

Eppure conosceva i miracoli, quelli del cambiamento interiore di ogni essere umano che è alla base del cambiamento dell’Umanità.

“Siete in grado di entrare in contatto con tutti questi miracoli che sono disponibili per voi? Da dentro di voi e dall’esterno, perché i vostri occhi sono un miracolo, i vostri occhi sono meraviglie della vita. Il vostro naso, la vostra lingua, ogni cellula del vostro sangue è un miracolo. Potete inspirare dicendo ‘questo è un miracolo’, potete espirare e sorridere, tutti questi sono miracoli. Potete sedere ben dritti con un’arancia in mano, e sorridendo guardarla, che è anch’essa un miracolo. Voi siete un miracolo […] E se sapete come prendervi cura, come amare voi stessi, saprete prendervi cura e amare gli altri esseri viventi”

Print Friendly, PDF & Email