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Arte & Cultura

IL TEMPO DELL’UOMO DA FIRENZE A PARIGI

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Dopo Firenze con un Pitti  Uomo che ha fatto il pieno di buyer stranierie una Milano fashion week sì maschile, con quattro giorni pieni e trentacinque show , ma con presentazioni ed eventi esclusivi dedicati all’universo femminile, ora è la volta di Parigi che da ieri è partita  con un calendario fittissimo.

di Roberta Grendene

 

Cinquanta le sfilate in programma fino al 22 e tante  le novità, a partire dall’assenza di Saint Laurent che presenterà la sua collezione a marzo durante la settimana della moda donna, dalla rivoluzione di Paul Smith  che porterà in passerella  sia l’uomo che la donna, e infine, una notizia  da tempo annunciata riguarda Valentino , unico brand italiano presente a Parigi,  guidato da questa stagione in solitaria da Pierpaolo Piccioli.

Poi da  domenica sera e fino a giovedì  la capitale francese ospiterà le proposte Haute Couture.

E se l’entusiasmo e l’euforia  delle passerelle fa dimenticare per un attimo tutto ” il brutto ed il cattivo” che nel nostro Paese ancora c’è, il tempo dei bilanci è sempre in agguato e non si può far finta di niente.

Pitti Uomo  la scorsa settimana ha  archiviato l’edizione numero 91 con  un calo, seppur minimo , di compratori (-2%).

E se un colpevole bisogna cercare, quello è il mercato italiano. Perché l’estero c’è  stato.  L’Europa in primis, con Germania, Inghilterra, Francia, Spagna e Olanda. E poi a seguire Stati Uniti e Cina.  A stupire tutti è arrivata la  Russia che non ha fatto  rimpiangere il brusco calo della Turchia.

Durante la cerimonia di apertura  il sindaco di Firenze Dario Nardella ha annunciato un patto per la moda con il collega di Milano Giuseppe Sala.  Per fare rete.

I tempi del cambiamento sono maturi. A Firenze  si è  proprio sentita  la voglia di stare uniti e di creare connessioni.

A Milano un po’ meno,  perché la capitale meneghina  ha cercato di  fare un po’ tutto in sordina fino a pochi istanti prima di esplodere in un grande boom, pardon, book fotografico su Instagram  grazie alle solite fashion influencer,seguitissime,  pronte al ”seenowbuynow”.

L’uomo che si è visto sulle passerelle milanesi è senz’altro un uomo che rispetta la tradizione , ma che ha anche voglia di osare. Con i materiali ed i colori. Ma che vive il proprio modo di essere come se temesse di uscire dal guscio. Mai visti tanti soldati e tanti outfit da guerriero come in queste sfilate.  Da Moschino  a Myar, da Antonio Marras a Marni.  Anche l’eleganza di Salvatore Ferragamo e di Ermenegildo Zegna   sembravano mimetizzare l’ombra di una presenza oscura.

Fuori c’è il buio.  Ma l’importante è che l’uomo nero che sta in ognuno di  noi prima o poi veda la luce.

La luce che però è mancata in queste giornate di moda , sia a Firenze che a Milano, è stato il riflesso dorato dei capelli di colei che troppo presto se n’è andata lasciando un vuoto incolmabile nel grande, confuso, immenso, allucinato show della Moda.  Nei ricordi di tutti c’era lei. Il pensiero di tutti è andato a lei.

A Franca Sozzani.

 

 

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