Teatro Parioli Peppino De Filippo, la rassegna PRIMO SALE debutta con WRONG PLAY, MY LORD!

By 5 ottobre 2015Arte & Cultura

Il 9-10 ottobre 2015 alle ore 21


Wrong play, my lord1Roma, 5 ottobre- Il Teatro Parioli Peppino De Filippo apre ai giovani, affiancando alla classica stagione di prosa una rassegna ricca di talento, creatività e bel teatro, con una selezione di compagnie, curata dal critico , provenienti da ogni parte d’Italia. Il titolo della rassegna, che andrà in scena dal 9 al 24 ottobre, è Primo Sale, dall’intenzione di proporre giovani artisti che cresceranno e certamente daranno sapore al teatro che verrà, trasformandolo in una sostanziosa e ricca pietanza. “Incuriosito ed a volte affascinato da intuizioni e visioni di giovani autori, registi, attori, produttori, incontrati nel quotidiano peregrinare tra teatri e spazi dello spettacolo – afferma Baffi – e colpito dal lavoro di talenti non conosciuti da seguire con attenzione nei loro spettacoli, molte volte autoprodotti ed in costante emergenza creativa, ho deciso di proporne, per questa prima rassegna, cinque.” Si tratta di  rappresentazioni  costruite,  non  senza  fatica,  in  laboratori  quasi  segreti,  in  territori  di frontiera, su palcoscenici di fortuna e tra complicate economie. Sono, al contempo, spettacoli giovani ed entusiasmanti che attraversano festival ufficiali o semiclandestine occasioni di confronto. Una scommessa e  sorpresa  dedicata ad un  pubblico attento e  curioso, in grado di captare invenzioni per linguaggi a volte provocatori a volte consolanti, poetiche originali e inconsuete architetture che sicuramente potranno arricchire il teatro dei prossimi anni. Si comincia, il 9 ottobre, con , una vera trappola per attori (tre per otto personaggi), giocata sul filo dell’azione e della lingua inglese che, anche alle orecchie di un pubblico italiano, restituisce “il gioco, poi la scena, poi forse anche la poesia.” Perché “a play is a play”. Tratto dall’Amleto di William Shakespeare, lo spettacolo è una prova d’attore, recitata in inglese, ma con i ritmi della Commedia all’Italiana, giocando su tutto e il tutto per  tutto:  dai  fraintendimenti lessicali,  agli  ostacoli  scenici,  attraversando  il  dramma  e scivolando volentieri nella commedia, con la prontezza di saper cambiare in corsa ciò che è scritto. Ad ogni rappresentazione il pubblico assisterà a uno spettacolo sempre diverso. Questo Amleto – alleggerito ma non abbassato – rispetta il testo originale ed allo stesso tempo  lo  rende  fruibile  ad  un  pubblico  non  necessariamente  anglofono.  Gli  inevitabili, surreali pastiche linguistici restituiscono a Shakespeare i momenti di comicità che gli sono necessari, mentre l’azione corre verso la sua tragica conclusione, seguendo il motto “Tutto può accadere”. Interpreti ne sono Arturo Muselli, Alessio Sica e Margherita Romeo, diretti da .

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