Altilia Samnium Festival: Stefano Sabelli in RE LEAR

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Lunedì 1 agosto e martedì 2 agosto – ore 21

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A quattrocento anni dalla morte del Bardo, in un’atmosfera balcanica da frantumazione di frontiere, nello scenario di Altilia Re Lear, che dopo Saul, compone il secondo capitolo del focus che la Compagnia del LOTO dedica alla decomposizione della Famiglia, alla Follia senile e alla caducità di Re e Regni. Il lavoro, nella nuova versione dell’opera tradotta da Alessandro Serpieri, sarà presentato come studio attivo e itinerante, teatralizzando in tre distinte aree del parco archeologico, tre grandi corpi e temi di questa versione del capolavoro di Shakespeare: Famiglia/Festa gitana, Tempesta/Catarsi, Follia/Ricongiungimento. Lear, stanco Re zingaro, divide il suo Regno e il suo bel Carro gitano, fra due figlie adulatrici che, come in un concorso di bellezza, si fanno incoronare con civettuolo cinismo Miss di Regioni, ormai divise. Sentenziando che “dal Nulla nasce Nulla”, il vecchio Re, ripudia però la terza figlia, quella più amata, che “nulla” aveva chiesto in dote, rifiutando lo show e le lusinghe interessate delle sorelle.  È l’inizio della fine! Tutto si decompone mentre esplodono ritmate fanfare Gipsy che annunciano l’implosione del Regno. Edmund, figlio illegittimo del vecchio Gloucester, lancia le sue calunnie contro il fratellastro Edgar e contro Lear, cosa che lo rende carne assai seducente per l’avida lussuria di Gonneril e Regan, che se ne litigano le attenzioni. Lear, nel frattempo, più pazzo del suo Pazzo, non trova più luogo e sosta per il suo debordante ed invadente carrozzone da giostraio.  Mentre barbarie e cecità travolgono tutto, il Grecale annuncia la tempesta in un’ampolla di vetro che scardina le menti e il nomadismo del vecchio Re perde, col Regno, la sua Rosa dei venti.

La locandiera di Stefano Sabelli con Silvia Gallerano e Claudio Botosso

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In prima nazionale ad Asti Teatro   Mercoledì 29 giugno – ore 20 – Giovedì 30 giugno 2016 – ore 19

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Roma, 13 Giugno  –  Debutterà in prima nazionale, nell’ambito della trentottesima edizione di Asti Teatro, il capolavoro goldoniano LA LOCANDIERA nella nuova edizione prodotta dalla Compagnia del LOTO di TEATRIMOLISANI e sottotitolata o l’Arte di Vincere. Mercoledì 29 giugno 2016, alle ore 20, con replica Giovedì 30 giugno, alle ore 19, presso il Teatro Giraudi di Asti,Silvia Gallerano, l’attrice italiana di teatro più premiata a livello internazionale degli ultimi anni quale straordinaria interprete de La Merda, vero successo del nuovo Teatro italiano nel Mondo, vestirà i panni di una Mirandolina combattuta tra tradizione e femminilità emancipata, secondo questa particolarissima edizione dell’opera di Goldoni curata e diretta da Stefano Sabelli. La vicenda, infatti, originariamente ambientata a Firenze a fine ‘700, viene “traghettata” nel Delta del Po, in un’atmosfera acquitrinosa anni ’50, ispirata ad alcuni racconti letterari di Gianni Celati e Danilo Montaldi, che vuole soprattutto essere un omaggio a capolavori del nostro Cinema neorealista, come Riso Amaro di De Sancits e Ossessione di Visconti.  Claudio Botosso, fra i volti più noti del Cinema italiano d’autore – diretto da registi del calibro di Avati, Fellini, Bellocchio, Bozzetto, Luchetti, Risi, Perlini, Schroeter, Micol (Seconda Primavera di Francesco Calogero, di cui è protagonista, è sugli schermi in questa stagione) – dà vita, con la sua recitazione intensa e asciutta al Cavaliere di Ripafratta, vero antagonista della protagonista goldoniana.

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 In realtà, nella grigia e surreale ambientazione ideata da Stefano Sabelli, coadiuvato dalle scene di Lara Carissimi e Michelangelo Tomaro e dai costumi di Martina Eschini, conti, marchesi e cavalieri diventano spiantati melomani, gagà misantropi, giocatori incalliti e misogini di fiume; balordi, che si arricchiscono o perdono tutto con poco, millantando e spacciando il poco che hanno, come il tesoro segreto e ritrovato nello scrigno riesumato di un pirata dei Balcani, che ha risalito dal mare i rivoli paludosi. Al centro della scena è collocata, su di un girevole, una locanda-palafitta, immersa tra giunchiglie, platani e salici, che assume le sembianze ora di una nave corsara che aspetta stancamente il vento in poppa, ora di una casa di frontiera sospesa sull’acqua, con dietro, forse, il precipizio. In questo clima fluviale che traina una potente fantasia visionaria, la notte scura è illuminata da lucciole e lanterne che scompongono le rispettive sfumature cromatiche sul manto umido del fiume, ispirando, con i loro diversi riflessi, azioni e intenzioni degli avventori, in un continuo e forsennato caleidoscopio di speranze e sospiri.  Molta è la musica che si ascolta in quest’allestimento, dalla radio d’epoca che manda in onda canzoni del Trio Lescano, ad attori che intonano arie operistiche ed “evergreen”, generando un clima da varietà, sensuale ed ibrido, fra gli interpreti, che si dipana a ritmo di swing, lisci accorati o melodie rievocative e che il suono “live” di una fisarmonica diatonica rende ancor più struggente. Il ritratto di Mirandolina è quello di una donna nuova che, sfruttando la decomposizione della nobiltà, è in grado d’emanciparsi con le sue sole forze e armi ed immaginare per sé un futuro nell’ambito di una nuova borghesia imprenditoriale femminile, prendendo da sola in mano le redini di un’azienda, un po’ come la mondina indipendente o la suffragetta dell’epoca alla conquista del suo primo voto elettorale: non è un caso che Silvia Gallerano, apprezzatissima unanimemente per il suo talento e la sua straordinaria modernità recitativa, corrisponda ugualmente al modello di fascino femminile e capacità di autonomia concepito dallo stesso Goldoni per il suo più bel ritratto di donna. Nel finale tutto torna, come la circolarità in cui è stata progettata la scena, come il gioco dei corsi e ricorsi di un girotondo o un carillon in cui è immerso il testo: esaurito il giro di giostra, tutti aspettano che ripassi la chiatta per il cambio e ricambio di habitué ed avventurieri; tutti sono pronti ad accendere le luci di un nuovo varietà… Il bellissimo cast prende forza dal vivo talento dei migliori giovani attori molisani, cresciuti negli anni nella Compagnia del Loto. Molti di loro, con determinazione, si sono già distinti e fatti apprezzare in tante importanti produzioni, fra Cinema e Teatro: Giorgio Careccia, un Conte di Albafiorita mix tra gagà e camorrista; Andrea Ortis, Marchese di Forlimpopoli, il classico veneto spiantato ma con passioni musicali da melomane incallito; Chiara Cavaliere ed Eva Sabelli nei rispettivi panni di Ortensia e Dejanira, che ricalcano, canterine e danzanti, artiste d’Avanspettacolo un po’ sfiorite e demodé; Diego Florio un ruspante e tenace Fabrizio; Giulio Maroncelli un raffinato Servo di dubbia sessualità.  Piero Ricci, considerato il più grande suonatore di zampogna al mondo, qui in veste di fisarmonicista, completa con la sua veggente e musicale presenza questa produzione, dove convivono passator cortesi e piccoli bracconieri dediti a facili contrabbandi, attratti dal liscio intonato, senza tempo e ritmo, e da prostitute in cerca di clienti di frontiera

20° VASTO FILM FESTIVAL festival dell’Adriatico

Dal 19 al 23 agosto 2015 con Ideazione e direzione artistica di Stefano Sabelli

unnamedRoma, 5 agosto- Compie 20 anni il VASTO FILM FEST e festeggia, dal 19 al 23 agosto, con un programma che, preservando il prestigio delle trascorse edizioni, allarga i suoi orizzonti a molteplici generi, anteprime, incontri, rivolgendosi a sempre più vaste fasce di pubblico e definendosi il Festival dell’Adriatico per eccellenza. La storica manifestazione, organizzata dal Municipio della Città del Vasto, quest’anno si avvale della direzione artistica di Stefano Sabelli e della prestigiosa collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, massima istituzione di tutela e promozione del patrimonio filmico italiano, e mira a caratterizzarsi, da ora e per gli anni a venire, come arena privilegiata d’incontro e tutela delle culture e dei luoghi di tradizione di queste sponde di mare, tenendo a battesimo nuovi autori e rinnovati generi espressivi, presentando, per ogni giornata e rassegna a tema, un umore e un’identità specifica. Il Vasto Film Festival – afferma il sindaco Luciano Lapenna –  in questi venti anni si è sempre di più accreditato come punto di riferimento nel panorama cinematografico nazionale, tutto questo grazie alla professionalità, alle competenze e alla passione di tutti coloro che si sono succeduti nella sua organizzazione. Crediamo fortemente non solo nella bellezza del cinema ma anche nel valore culturale e pedagogico intrinseco a ogni pellicola. Ogni anno abbiamo lavorato per un Festival di qualità e portato in Città attori, attrici, registi, sceneggiatori e autori, di livello nazionale e internazionale. Siamo soddisfatti di aver raggiunto questi livelli e tutto ciò grazie ad un pubblico che anno dopo anno è diventato sempre più numeroso, appassionato e competente. Tra le novità di questa edizione, rientra la scelta tecnologica: i film saranno proiettati col nuovo sistema DCP (Digital Cinema Package), il formato digitale per la distribuzione cinematografica che ha soppiantato l’uso della pellicola, potenziando notevolmente la qualità di visione. Cornice principale della manifestazione, come per gli anni passati, sarà il Palazzo D’Avalos, con il suo imponente cortile settecentesco e i floridi e curati giardini “napoletani”. Le serate inizieranno alle 19.30 presso i giardini “napoletani”, dove sarà allestito il CineAperitivo con Soundtrack DJ set. Seguiranno, all’interno dello storico cortile, le proiezioni delle pellicole principali in programma. Dopo la visione del primo film, sul palco dello schermo principale, si terranno gli incontri pubblici con gli ospiti del 20° VFF, condotti da Daniela Poggi e Stefano Sabelli. In seconda serata, seguirà la proiezione di un titolo storico dal catalogo della Cineteca Nazionale o, in alternativa nei giardini “napoletani”, si terranno alcuni recital-concerto che coinvolgeranno musicalmente – questa la novità – professionisti del nostro Cinema. Per tutto il periodo del festival, gli stessi Giardini ospiteranno inoltre la mostra fotografica Bellezze al bagno, a cura della Cineteca Nazionale: una raccolta di immagini realizzate da Angelo Frontoni e provenienti dal suo archivio privato, che ritrae in ambiente “marino” le più belle dive del nostro Cinema negli anni del boom economico. Delle immagini esposte sarà realizzata a tiratura limitata anche una produzione di cartoline d’arte, con specifico annullo filatelico celebrativo del ventennale del Festival, per lanciare un crowdfunding in favore della Cineteca e la sua preziosa opera di recupero e restauro dello storico patrimonio filmico italiano d’autore. In tal modo si vuole suggellare una collaborazione e un’iniziativa di valore che si auspicano, da qui in poi, durature nel tempo. Insieme a Palazzo d’Avalos, quest’anno a Vasto anche altre sedi ospiteranno laboratori e proiezioni a tema: un’occasione per scoprire e far scoprire, attraverso il reverbero della “splendida illusione” della settima arte, luoghi storici e territori naturali di questa cittadina, perla dell’Adriatico. Sulla passeggiata panoramica a ridosso dell’area archeologica, che conserva i bellissimi mosaici romani, l’Anfiteatro comunale, o Arena alle Grazie, sarà ribattezzato Film Music Arena e ospiterà esclusivamente film musicali con una rassegna dedicata a Pino Daniele e intitolata “A me me piace ‘o blues!”Sulla spiaggia libera, a ridosso de lo scoglio de la Sirenetta (la statua bronzea simbolo di Vasto e naturale logo anche del Film Fest), sarà invece allestita la Movie Beach Arena, in perfetto surfing style, dedicata a commedie e retrospettive d’ispirazione o ambientazione adriatica e a film per bambini e famiglie. Il magnifico Teatro Rossetti, altra straordinario monumento del Centro storico, progettato dall’ing. Taddeo Salvini di Orsogna, realizzato a cavallo del 1818-1819, e seconda istituzione pubblica d’Abruzzo per età di fondazione, ospiterà invece il Vasto Cine LAB, un luogo libero d’incontro e studio, riservato a giovani filmaker, d’Abruzzo e non, come pure a semplici appassionati di cinema. Dalle 17 alle 20,30 – tutti i giorni del Festival – giovani registi, autori di corti, o semplici curiosi, potranno confrontarsi sui molteplici linguaggi del Cinema e dell’audiovisivo, mostrando liberamente le loro opere o visionando e studiando insieme, in presenza di ospiti eccellenti del VFF, chiamati a fare da tutor per l’occasione, film storici del Cinema italiano, messi a disposizione dalla Cineteca Nazionale. Molti gli ospiti presenti al ventesimo Vasto Film Festival 2015 (in ordine alfabetico): le attrici Maria Clara Alonso, nota al grande pubblico per il ruolo di Angela Saramego nella soap opera Violetta,  Matilde Caterina, Daniela Poggi, Elena Sofia Ricci, la giovane attrice albanese Flonja Kodheli e l’interprete italo-siriana Sara El Debuch; gli attori Gigi Diberti, Francesco Pannofino (qui anche in veste di compositore e cantante per il suo primo album discografico), Alessandro Haber, Enrico Ianniello, Mauro Racanati, i registi Alessio Cremonini, Nico Cirasola,Felice Farina, Agostino Ferrente, Riccardo Milani, Andrea Muzzi, Salvatore Piscicelli e Guendalina Zampagni, i musicisti Rimbamband,Lino Rufo & No Gospel, Andrea Satta, Peppe Servillo & Avion Travel e La Piccola Orchestra delle Cose Belle diretta da Marco Vidinocon un particolare omaggio all’arte della “posteggia”.

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