TODO CAMBIA viaggio intimo con Mercedes Sosa

Sabato 23 gennaio 2015 – ore 21

foto gorgaRoma, 21 gennaio – Amava farsi chiamare La Negra, perché era sempre dalla parte degli ultimi e con rara coerenza per un’artista ha usato la sua arte sempre come strumento di lotta a favore del popolo. Il suo destino era racchiuso nella sua voce ed è questa la chiave l’autore e regista Pino Ammendola ha usato per raccontare l’indimenticabile Mercedes Sosa in un suggestivo spettacolo di teatro-musica che vedrà in scena, sabato 23 gennaio presso la Villa Guglielmi di Fiumicino (RM), l’attrice e cantante Maria Letizia Gorga, accompagnata dal vivo dai musicisti Stefano De Meo al pianoforte e Pino Iodice alla chitarra. La parabola umana di una donna nata poverissima eppure dotata della ricchezza più grande: l’amore per la vita e il desiderio di battersi contro l’ingiustizia. Un percorso umano non certo facile, ma soprattutto il canto vissuto come strumento di comunicazione e di battaglia politica. Il racconto, come negli altri testi dell’autore, si lega in una partitura ininterrotta alle canzoni, inseguendo questa duplice e mai disgiunta realtà di donna e di artista. Si scoprono i segreti di un’anima tormentata che, dietro la sua inguaribile voglia di lottare per il bene degli altri, nasconde un senso profondo di solitudine e di dolore. Dolore che diventa dramma per un esilio inflitto da un regime totalitario che ha procurato alla sua patria, la martoriata Argentina, oltre 30 mila vittime e che l’ha resa testimone internazionale della silenziosa battaglia della Madri di Plaza de Mayo. Mercedes, come tutti i grandi che se ne vanno, ha lasciato un vuoto incolmabile. Ma ci ha lasciato anche un messaggio: “Todo cambia” tutto cambia, proprio quando pensiamo che nulla cambierà. Attraverso la voce di Maria Letizia Gorga, lo spettacolo – a seguito anche di un Cd con un’antologia delle migliori canzoni della Sosa, uscito pochi mesi fa ed interpretato dagli stessi artisti – vuole rinnovare nei nostri tempi bui questo grido di speranza e di amore per la vita.

Scritto e diretto da Pino Ammendola

Con Maria Letizia Gorga

Musiche eseguite ed arrangiate da
Stefano De Meo (pianoforte) e Pino Iodice (chitarra)

Villa Guglielmi
Via di Villa Guglielmi – 00054 – Fiumicino (RM)

Ingresso libero

foto gorga.2Intervista a Maria Letizia Gorga
Gloriana Giammartino (“Newsgo.it”)

Scegliere di portare in scena la vita di Mercedes Sosa denota coraggio e un forte senso civico, come è arrivata la proposta e come la ha accolta?
Tutto è iniziato tre anni fa quando uscì la prima biografia in Italia su Mercedes Sosa di Rodolfo Braceli, edita da Perrone editore, che ha riacceso la mia passione per Mercedes e per la cultura sudamericana. Da tempo condivido con Pino Ammendola, autore e regista teatrale, un viaggio nell’universo femminile attraverso racconti in musica di donne che hanno lasciato un segno nella storia. Dalla figura di Dalida che ho celebrato negli anni passati, il passo verso la Sosa è stato naturale. In più qui ho trovato un’urgenza di temi reclamata dal nostro delicato momento storico.
Tutto lo spettacolo è incentrato su di lei, cosa condivide Maria Letizia di Mercedes ?
Mercedes era una cantora popular, una pasionaria che usò la propria voce come strumento di liberazione del suo popolo, per dare voce a chi non ne aveva. Mi piace pensare di dare anch’io voce a ciò che non deve essere dimenticato, a ciò che é bello, urgente ed emozionante ricordare, sperando così di riaccendere il nostro senso di partecipazione ad un rito collettivo teatrale che é anche civilmente e socialmente utile. Il nostro mestiere di attorioggi ci impone anche di riattivare un senso critico che svegli le nostre coscienze, un po’ sopite.
La musica è parte integrante dello spettacolo ma anche di molti altri suoi lavori, anche lei come Mercedes ha imparato prima a cantare che a parlare?
In realtà ho imparato prima ad ascoltare. In casa mia regnava sempre la musica, ed essendo figlia di una pianista ero cullata da Chopin e Beethoven direttamente dalle mani di mia madre. Ho capito solo già da attrice che il canto non era separabile dalla parola, che se volevo raccontare qualcosa lo dovevo fare nelle pieghe della musica, unica capace di colpire direttamente al cuore. Gli incontri con Maestri come De Simone, Piovani, Mazzocchetti, Razzi, Barra, mi hanno confortato ed aiutato in questa certezza. Oggi grazie alla collaborazione feconda con i musicisti con i quali ‘viaggio’ posso tentare di raccontare meglio le mie ‘favole’ . In questo spettacolo, da cui é stato tratto anche un cd, dal titolo Viaggio intimo con Mercedes Sosa, Stefano De Meo (alpianoforte) e Pino Iodice (alla chitarra) , mi accompagnano e dialogano con me in un filo ininterrotto di emozioni, grazie anche ai loro meravigliosi arrangiamenti musicali.
Oggi il razzismo è uno dei più preoccupanti drammi sociali e i più poveri sono visti più come nemici che come compagni da proteggere, lei crede che il teatro è la cultura possano ancora “educare” a una visione diversa della vita?
Io credo che il teatro può abbattere barriere insormontabili attraverso la conoscenza e il rispetto delle diversità. Noi diffidiamo sempre di ciò che non conosciamo e che ci sembra temibile, poco rassicurante per le nostre vite ‘tranquille’. In realtà abbiamo paura solo di ciò che abita oltre le colonne d’Ercole e che ora bussa alle nostre porte. Se come Ulisse avessimo navigato molto in mari sconosciuti alla scoperta delle loro bellezze, oggi anche noi faremmo fatica a tornare a casa perché la nostra vita sarebbe un viaggio meraviglioso. Non dimentichiamoci però che alcuni nostri ‘fratelli’ sono costretti a viaggiare per scappare da guerre, malattie, disagi e povertà…aprire le porte del cuore è un dovere umano.
Luchino Visconti nel Gattopardo fa dire al principe Tutto cambia perché tutto resti com’è, Mercedes invece dice Todo Cambia con una velata speranza di riscatto per gli ultimi, lei come si pone rispetto ai mutamenti socio-culturali?
Credo che quello che non cambia tende sempre a peggiorare…dobbiamo fare spazio per accogliere tutto il nuovo che arriva, con coraggio e stupore. Credo che, come diceva Che Guevara, la rivoluzione deve cominciare dentro di noi. I nostri sogni sono più potenti delle nostre disillusioni, delle nostre paure, delle nostre piccole prigioni mentali. Credere nell’amore come unica religione di vita produce miracoli prodigiosi verso il cambiamento…perquesto Mercedes ringraziava la vita nel riso e nel pianto con le parole di Violetta Parra, in un vero e proprio inno alla gioia. Così mi piace fare anche a me ogni sera, con il mio pubblico…gracias a la vida!

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