Lo Stato Islamico, tra conquista dell’Europa e la risposta debole dell’occidente

Enrico Pianetta su emergenza Isis: “La storia recente ci dice che dobbiamo reagire con l’azione e i comportamenti.  “

truppe-isis-entrano-a-mosul (2)Roma, 22 novembre – L’I S -Stato Islamico- si pone l’ obiettivo originario e storico dell’Islam : la realizzazione del Califfato mondiale attraverso la conquista attuata con la forza.
Il Califfato rappresenta l’obiettivo strategico e irrinunciabile dell’ I S basato su uno stato unico mondiale retto dai principi e dalle consuetudini della religione islamica.
Sorto in una area compresa tra Iraq e Siria – da qui l’acronimo ISIS , Stato Islamico di Iraq e Siria – l’IS si sta espandendo già in Libia, Somalia, e altri paesi africani e mediorientali.
Naturalmente l’obiettivo più importante e storicamente già parzialmente conquistato in epoche precedenti , è l’Europa.
I fatti di Parigi del 13 novembre 2015, atroci e angoscianti per noi europei , si inseriscono in questa strategia di conquista e si pongono principalmente tre  finalità:
1- atterrire e mettere in ginocchio il popolo europeo e occidentale , e così renderlo debole e conquistabile
2- galvanizzare di fronte a questi atti di forza i propri adepti interni all’I S e indurre altri mussulmani ad aderire alla ” causa” in particolare tra i residenti in Europa
3- dare un forte segnale di potenza a tutto il mondo islamico , in particolare Sunnita
Si tratta di una dichiarazione di guerra per la conquista islamica dell’Europa: “non hai scampo , Europa,  ti conquisteremo e imporremo la nostra religione,  le leggi islamiche , le nostre tradizioni ” questo ha dichiarato di fatto l’ I S con gli atti di Parigi e con il sacrificio dei suoi  kamikaze votati alla causa.
Credo che questa lettura dei fatti sia molto realista ; è un crescendo di azioni per impaurire l’Occidente e renderlo debole: si è oncominciato con le drcapitazioni raccapriccianti e scenografiche degli ostaggi occidentali e si continua con un crescendo di azioni terroristiche che crea angoscia e appunto terrorizza.
E l’Europa e l’Occidente ?
Per il momento è debole e diviso sul da farsi.
Questo è anche l’esito di una leadership occidentale abulica e indecisa.
Gli ultimi sette anni della Casa Bianca non sono stati all’altezza delle urgenze mondiali e alcune addirittura errate.
Pensare di agire contro la Russia immaginando di crearsi un nemico con modalità simili a quelli in atto prima del 1989 è sintomo di miopia e di una percezione del mondo fuori dalla realtà .
Non mantenere i forti legami con Israele e sostenere senza tentennamenti l’inviolabile diritto di esistere all’unica democrazia del Medio Oriente, determina un traballamento delle certezze storiche della superpotenza americana.
L’Unione europea – conformata su base intergovernativa e non comunitaria – e’ strutturalmente inidonea a svolgere una politica internazionale autonoma e comunque capace di incidere realmente al di là delle dichiatazioni di principio .
L’Italia da par suo ha rinunciato a svolgere un ruolo di politica estera e si è adagiata  su posizioni onusiane , uniformandosi agli indistinti atteggiamenti europei.
Basti pensare a tale proposito alla supina adesione dell’Italia alle sanzioni economiche e commerciali contro la Russia , con grave danno delle nostre esportazioni.
Che fare dunque ?
La storia recente ci dice che dobbiamo reagire con l’azione e i comportamenti.
Ce lo insegna l ‘ 11 settembre.
Gli americani reagirono uniti con dignità e patriottismo senza paura .
Il Presidente degli Stati Uniti invoco’   immediatamente , sostenuta da una  rapidissima azione diplomatica , l’applicazione dell’articolo 5 del Trattato NATO che prevede una azione offensiva della coalizione quando uno Stato aderente è colpito da un atto bellico.
Immediatamente fu messa in atto una risolutiva azione offensiva contro i talebani e Alcaeda in Afghanistan.
Oggi in ragione del pregresso di questi ultimi mesi, la situazione è più complessa di allora e piu’ ardua risulta l’azione  per definire una Coalizione di Paesi  volenterosi , la Coalition of the willing : il futuro di Assad  , la Turchia e i rapporti con IS  in ragione della questione curda, le posizioni di Arabia Saudita e Quatar , i rapporti tra USA e Russia.
Ma l’urgenza della situazione non può non determinare una decisione.
Il Presidente francese ha definito i fatti di Parigi come “atto di guerra” nei confronti della Francia.
Non resta che a lui  prendere l’iniziativa e coordinare con l’ONU la Coalition of the willing.
Per difendere i cittadini francesi , gli europei tutti e più in generale l’ occidente; sarebbe ancora la Francia come aveva già fatto Carlo Martello nel 732.

 

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