L’impresa dell’astrofisico siciliano Luca Naso “Correre ai Confini”: percorrere tutta l’Italia in 365 giorni.

Il runner amatoriale e astrofisico siciliano Luca Naso in viaggio dall’1 gennaio fino al 31 dicembre prossimo con l’impresa: “Correre ai confini”, per raggiungere 591 tappe in tutto il Paese. Durante i 6 giorni a settimana di corsa sponsor, aziende e persone incontrate nel suo cammino, potranno contribuire con la loro generosità a rendere il viaggio un momento di condivisione

Un sogno, presente nello spirito da molti anni e difficile da realizzare per la sua complessità, eppure, con una buona dose di energia e dedizione è diventato realtà: “Correre ai confini”. Il giro d’Italia in 365 giorni contando sulla forza delle proprie gambe, quelle di Luca Naso, nato nel 1981 nel Calatino (zona che comprende i comuni della Sicilia centro orientale: Caltagirone, San Michele di Ganzaria e Mirabella Imbaccari) e catanese d’adozione. Laureato in Fisica a Catania con un dottorato in Astrofisica internazionale alla Sissa di Trieste, dopo varie esperienze professionali in giro per il mondo, ascolta il richiamo della sua Sicilia, dove comincia a lavorare nel campo dei Big Data e il Machine Learning. Insieme all’amore per la fisica, da oltre dieci anni coltiva la passione per la corsa, che lo ha condotto alle maratone di: Palermo, Pechino, e Berlino.

Partito da Catania per questa nuova impresa all’alba dell’1 gennaio, ha già superato insieme ad altri due runner: Acireale; Riposto; Giardini Naxos; Sant’Alessio Siculo; Alì  Terme e Mili Marina, lo Stretto di Messina ed è  giunto a Reggio Calabria. Ad aiutarlo, durante il lungo cammino, persone, aziende e professionisti disposti a contribuire con: vitto e alloggio; trasporto del bagaglio; attrezzatura; controlli medico sanitari; definizione dettagliata del percorso e raccolta dati.
Da percorrere in totale 591 tappe, con 30 chilometri al giorno, 6 giorni a settimana di corsa ed un tracciato di oltre 8800 chilometri, con la presenza di un team tecnico: un allenatore; un nutrizionista; un medico ed uno psicologo dello sport.

Tra gli sponsor la Fidal (Federazione Italiana Di Atletica Leggera) e diverse società sportive, che lo aiuteranno in alcune tappe, e anche i giovani della Croce Rossa italiana al motto di: “Un’Italia che aiuta”.

Gli aggiornamenti dei luoghi raggiunti saranno visibili su www.correreaiconfini.it, dove dare anche la propria disponibilità a sostenerlo e supportarlo; mentre sulle pagine di Instagram @correreaiconfini e di Facebook Correre ai confini, Luca condividerà personalmente tutti gli aggiornamenti.

Uccisi in un attacco quattro membri dell’ UNICEF in Somalia e altri quattro feriti

Anthony Lake, Direttore generale dell’UNICEF, ‘I nostri colleghi hanno dedicato la loro vita a lavorare per i bambini della Somalia. Non sono vittime, sono eroi’

somaliaRoma, 21 aprile  – Quattro membri dello staff dell’UNICEF sono stati uccisi in un attacco ad un veicolo sul quale stavano salendo a Garowe in Somalia. A quanto risulta anche altri quattro colleghi dell’UNICEF sono in gravi condizioni. L’attacco effettuato con un dispositivo esplosivo improvvisato è avvenuto mentre lo staff si stava spostando dagli alloggi all’ufficio, in un percorso che normalmente richiede 3 minuti di macchina. L’UNICEF sta contattando le famiglie dello staff e sta trasportando i feriti via aereo. Questi colleghi erano parte integrante del lavoro dell’UNICEF in Somalia ed erano impegnati a migliorare le vite degli altri. “Il terribile attacco di oggi contro i nostri colleghi dell’UNICEF nel nord della Somalia non è diretto solo contro di loro, ma contro tutte le persone che aiutavano. I nostri primi pensieri vanno alle famiglie dei quattro membri dello staff che sono stati uccisi e a coloro che sono stati feriti. Tutti noi dell’UNICEF siamo profondamente rattristati e profondamente indignati”. Lo ha dichiarato Anthony Lake, Direttore generale dell’UNICEF subito dopo la notizia dell’attentato a Garowe, in Somalia. “I nostri colleghi hanno dedicato la loro vita a lavorare per i bambini della Somalia. Non sono vittime, sono eroi. Piangiamo la loro perdita e ci auguriamo il pieno recupero dei feriti”. “Il nostro lavoro costante per i bambini più vulnerabili e le loro famiglie in Somalia sarà un giusto tributo a coloro che abbiamo perso” conclude Anthony Lake .

 

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