UNICEF: Il numero delle spose bambine in Africa potrebbe più che raddoppiare entro il 2050 e raggiungere i 310 milioni

Entro il 2050 il continente africano sorpasserà l’Asia meridionale come regione con il più alto numero di donne di età compresa tra i 20 e i 24 anni che si sono sposate da bambine.

UNI20245926 novembre 2015 – Secondo un rapporto dell’UNICEF lanciato oggi a Lusaka (Zambia) in occasione del Summit dell’Unione Africana sulle bambine, se gli attuali livelli rimarranno stabili il numero totale delle spose bambine in Africa aumenterà dai 125 milioni ai 310 milioni entro il 2050. Il rapporto statistico dell’UNICEF, Un’analisi del matrimonio infantile in Africa, individua nei lenti tassi di riduzione del fenomeno combinati con il rapido aumento della popolazione, le maggiori cause di questo previsto aumento. In tutte le altre regioni del mondo, gli attuali tassi di riduzione e i trend demografici indicano che ci sarà una progressiva diminuzione del numero di spose bambine ogni anno. Entro il 2050 il continente africano sorpasserà l’Asia meridionale come regione con il più alto numero di donne di età compresa tra i 20 e i 24 anni che si sono sposate da bambine. In tutta l’Africa, la percentuale di giovani donne che si sono sposate da bambine è diminuita dal 44% del 1990 al 34% di oggi.  E’ previsto che il totale della popolazione femminile africana aumenti dagli attuali 275 milioni ai 465 milioni del 2050, sono quindi necessari interventi molto più ambiziosi, poiché persino raddoppiare l’attuale tasso di riduzione del matrimonio infantile significherebbe avere ancora un aumento del numero delle spose bambine. Inoltre i progressi sono stati fortemente iniqui: la probabilità che una ragazza del quintile più povero della popolazione si sposi da bambina è alta come lo era 25 anni fa. “Il grande numero delle bambine coinvolte – e ciò che questo rappresenta in termini di infanzie perdute e futuri distrutti – sottolinea l’urgenza di mettere al bando la pratica del matrimonio infantile una volta per tutte”, ha dichiarato il Direttore generale dell’UNICEF Anthony Lake. “I dati sono chiari nel mostrare che per porre fine al matrimonio infantile è necessario interventi maggiormente indirizzati a raggiungere le bambine più povere e marginalizzate, quelle che ne hanno maggiore bisogno e quelle maggiormente a rischio, con un’istruzione di qualità e l’offerta di altri servizi di protezione.  Sono in gioco le loro vite e il futuro delle loto comunità. Ogni sposa bambina rappresenta una tragedia individuale. Un aumento del loro numero è intollerabile”. “Il matrimonio infantile genera norme sociali che sono diventate sempre più difficili da eliminare – norme che minano il valore delle nostre donne – ha dichiarato la Presidente della Commissione dell’Unione Africana Nkosozana Dlamini Zuma. “Attraverso una maggiore sensibilizzazione, combinata ad un approccio collaborativo, i disastrosi effetti del matrimonio infantile possono essere eliminati”. Quando i bambini si sposano, la loro prospettiva di una vita in salute e prosperosa diminuisce drasticamente e spesso stabilisce un ciclo di povertà intergenerazionale. Le spose bambine hanno meno probabilità di terminare gli studi, sono più a rischio di essere vittime di violenze e di contrarre il virus dell’HIV. I bambini nati da madri adolescenti corrono un rischio maggiore di morire alla nascita o subito dopo il parto a di avere un basso peso alla nascita. Le spose bambine spesso non hanno le competenze necessarie per trovare lavoro. L’Unione Africana, lo scorso maggio, ha lanciato in tutto il continente una campagna per porre fine al matrimonio infantile. A questo ha fatto seguito un piano di azione per i governi per ridurre il tasso di matrimonio infantile aumentando l’accesso delle bambine alla registrazione alla nascita, ad un’istruzione di qualità e a servizi di salute riproduttiva; così come il rafforzamento e la messa in pratica di leggi e politiche che proteggano i diritti delle bambine e delle adolescenti e proibiscano il matrimonio prima dei 18 anni.

UNICEF: in Giordania 9.600 le spose bambine al di sotto dei 18 anni di età nel 2013

Le ragazze che si sposano prima dei 18 anni sono esposte a grandi rischi di complicazioni durante la gravidanza e ad essere vittime di abuso. Inoltre il matrimonio precoce annulla la possibilità di andare a scuola

image001Roma, 17 luglio  – L’UNICEF ha lanciato un nuovo studio sui matrimoni precoci in Giordania, una pratica che non accenna a diminuire. Il 13% di tutti i matrimoni registrati in Giordania nel 2013 riguarda una ragazza con meno di 18 anni; questo significa che sono più di 9.600 le ragazze sposate con meno di 18 anni;  progressi nella riduzione del numero di casi (riguardanti questi matrimoni)  sono stati minimi o nulli. Tra i rifugiati siriani che vivono nel paese, il tasso di matrimoni precoci è cresciuto dal 18% (del 2012) al 25% (del 2013) di tutti i matrimoni. Gli ultimi dati mostrano che questo tasso è ulteriormente aumentato al 32% nei primi tre mesi del 2014. Prima della guerra all’interno della Siria la media dei matrimoni che coinvolgevano ragazze con meno di 18 anni era del 13%. Il Rappresentate UNICEF in Giordania, Robert Jenkins, ha sottolineato come i matrimoni precoci possono avere impatti per tutta la vita dei bambini: “Le ragazze che si sposano prima dei 18 anni sono esposte a grandi rischi di complicazioni durante la gravidanza e ad essere vittime di abuso. Hanno anche opportunità economiche molto più limitate a causa della loro assenza dalla scuola e possono essere intrappolate in un circolo vizioso di povertà.” Le leggi giordane fissano l’età minima legale per sposarsi a 18 anni. In ogni caso, in condizioni speciali è possibile sposarsi prima dei 18 anni. L’UNICEF chiede di mantenere, in linea con gli standard internazionali, l’età minima legale a 18 anni. L’UNICEF lavora con le altre agenzie delle Nazioni Unite, le ONG Internazionali, i partner locali, il personale scolastico, i genitori e i  leader religiosi per individuare e prevenire casi di matrimoni precoci e anche per supportare le ragazze che sono già state sposate. Promuovendo l’istruzione, la sicurezza e un ambiente protettivo, le ragazze possono confrontarsi sui loro problemi e parlare con i propri genitori, le comunità e i leader religiosi; tutti  giocano un ruolo importante nell’affrontare questo problema. L’UNICEF e i suoi partner  sostengono le ragazze più a rischio con progetti di formazione professionale, sostegno psicologico e  per poter fare altre scelte diverse dal matrimonio precoce. Le ragazze che non sono istruite hanno fino a 6 volte più probabilità di essere sposate da bambine rispetto alle ragazze che hanno frequentato la scuola. Completando anche un solo anno scolastico in più le loro possibilità di guadagnare un salario migliore cresce dal 15 al 20%.

Storia di Yasmine:

Yasmine ha 16 anni ed è sposata da 9 mesi: “Quand’ero più piccola sognavo di diventare una fashion designer ma adesso non posso per la situazione in cui mi trovo”. Suo marito ha 24 anni e sono in attesa del loro primo figlio. “Adesso sono al quinto mese di gravidanza. Certe volte provo rabbia, credo dipenda dai cambiamenti del mio corpo che mi fanno sentire diversa”, ha detto. Yasmine è una rifugiata siriana che vive in Giordania. E’ nel paese da due anni. La scuola è un ricordo lontano e la maternità una realtà imminente.  Secondo la madre di Yasmine, sposarsi giovani non è comune per le ragazze siriane ma l’aumento di questo fenomeno è causato anche dalla mancata frequenza a scuola, dovuta alla crisi; una volta che una ragazza sta a casa riceve proposte di matrimonio. Yasmine non si è ancora arresa e vuole diventare fashion designer. “Mi piacerebbe iscrivermi ad un corso nel futuro ma vedremo”, ha detto. La sua infanzia le è stata negata – presto diventerà madre.

 

 

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