“Topi dietro le sbarre”: Boom di Vendite per il Libro su Ricerca e Sperimentazione Animale

All’interno di un dibattito che in questi giorni ha smosso gli animi degli ambienti accademici e scientifici sulla scarsa attenzione ed i carenti investimenti dell’Italia nel settore della ricerca, il nuovo libro della Collana Scientia et Causa, “Topi dietro le sbarre” si inserisce come strumento efficace per la conoscenza e la consapevolezza in tema di ricerca scientifica condotta sugli animali

ImageProxy (4)Roma, 21 marzo 2016 – La ricerca scientifica è il motore propulsore di ogni società moderna e sviluppata. Da questo presupposto è partito l’allarme lanciato con la lettera pubblicata su “Nature” dal fisico Giorgio Parisi per denunciare i quasi inesistenti investimenti dell’Italia nel settore della ricerca, trasformata poi in una petizione da 69 scienziati, alla quale hanno aderito i rappresentanti provenienti dal mondo della scuola, della ricerca e dell’università. Il paradosso a cui assistiamo, come afferma Piero Angela in un video per contribuire al dibattito, è che i fondi europei vengono elargiti a scienziati italiani ma operanti in istituti esteri, paragonando la realtà vigente nel mondo della ricerca a una macchina con degli ottimi piloti ma privi di benzina. In questo contesto, “Topi dietro le sbarre” di Federico Baglioni, il secondo volume della collana Scientia et causa del Gruppo C1V edizioni, a cura di Armando De Vincentiis, con presentazione di Lisa Vozza e prefazione di Roberta Villa, pubblicato il 14 Marzo 2016, ha riscosso un successo immediato, tale da indurre a una prossima ristampa, grazie alla chiarezza con cui per la prima volta si affronta un tema così delicato, che crea perplessità e reazioni emotive piuttosto forti, facendo luce sulla realtà scientifica, coi suoi pregi ed i suoi limiti, da cui farsi un’opinione personale basata su informazioni corrette, lontano da bufale e sensazionalismi. La sperimentazione sugli animali è una tematica troppo importante per la salute degli uomini e degli animali stessi per non porsi domande con cui tutti abbiamo fatto i conti nel corso della vita. Senza comprendere l’aspetto scientifico è impossibile farsi un’idea completa, col rischio di affidarsi a mezze verità e notizie decontestualizzate. Federico Baglioni ben riesce ad accompagnare il lettore in un percorso, che inizia dalla necessità di distinguere notizie, proclami e pareri dai dati disponibili e verificati a livello scientifico. Dopo una panoramica sull’utilizzo degli animali per la ricerca, il biotecnologo e divulgatore scientifico chiarisce la differenza tra la vivisezione del passato e la sperimentazione di oggi, spiega poi i principi guida che i laboratori devono seguire, quali sono state le ricadute nella vita reale e cosa sono i metodi sostitutivi, con i relativi punti di forza e debolezza. La sezione finale del libro affronta i principali miti sulla sperimentazione animale e i casi diventati “famosi” che continuano a influenzare pesantemente l’opinione pubblica, senza però tralasciare lacune ed errori del mondo scientifico. Un capitolo a parte servirà come breve riassunto dei punti salienti e delle falsità più utilizzate, in buona e cattiva fede. Federico Baglioni è laureato in Biotecnologie a Milano, con Master in Giornalismo Scientifico presso La Sapienza di Roma. Scrive su testate come OggiScienza, Wired e Today, ha fatto parte della redazione di RAI Nautilus e si occupa di divulgazione scientifica sul blog “Ritagli di Scienza”, nelle scuole, nelle Università, nei musei e tramite il movimento Italia Unita Per La Scienza di cui è fondatore. Il libro è disponibile nell’edizione cartacea sul negozio online Shoppy del Gruppo C1V Edizioni (www.c1vedizioni.com) e può essere ordinato nelle migliori librerie.

Aids, nuovo vaccino guarisce scimmie

sperimentazione-vaccino-hivSarà testato su persone il nuovo farmaco utilizzato per eliminare il Siv, l’equivalente del Hiv umano, da 16 macachi rhesus

Roma, 12 settembre – I risultati positivi ottenuti da una ricerca condotta dalla Oregon Health and Science University, che ha testato un nuovo vaccino per la cura dell’Aids su 16 esemplari di macachi  rhesus, hanno convinto gli scienziati a tentare la sperimentazione anche sull’uomo. Siv(Simian Immunodeficiency Virus), la sindrome che colpisce le scimmie, è il nome equivalente al Hiv umano e la ricerca, pubblicata su ‘Nature’ ha dato risultati sorprendenti rispetto al passato. L’équipe di studiosi ha esaminato una forma aggressiva di virus chiamato SIVmac239, che è fino a 100 volte più letale di Hiv . In test precedenti le scimmie infette erano morte nel giro di due anni, ma questa volta gran parte dei primati sono rimasti immuni. “Abbiamo usato criteri molto rigidi per fare questa sperimentazione – ha detto il professor Louis Picker, del Gene and therapy institute dell’Oregon Health and Science University – alla fine nel corpo delle scimmie non c’era traccia del virus”. Continue Reading

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