Urbanistica, Morassut: la corte costituzionale riconosce la norma anti speculazione approvata nel 2014

Morassut: “Questa norma rappresenta un salto di civiltà per l’Italia e ci allinea ai paesi europei più avanzati in materia urbanistica”
di Adelfia Franchi
1_corte_costituzionale_consultaRoma, 9 Aprile – «La Corte Costituzionale ha riconosciuto, con la sentenza del 5 aprile 2016, la piena correttezza costituzionale della norma introdotta con lo Sblocca Italia del 2014 nel Testo Unico per l’edilizia che impone la corresponsione di un contributo straordinario ai Comuni da parte degli operatori privati che realizzino utili immobiliari attraverso varianti urbanistiche, deroghe edilizie, cambi di destinazione d’uso di immobili o terreni. La norma impone che tale utile sia diviso a metà tra il privato ed il Comune che autorizza la variante». Lo scrive l’on. Roberto Morassut in una nota. «Questa norma (introdotta da un emendamento allo Sblocca Italia da me redatto e presentato) rappresenta un salto di civiltà per l’Italia e ci allinea ai paesi europei più avanzati in materia urbanistica, spiega Morassut. Le valorizzazioni immobiliari non andranno più solo a beneficio dei privati ma dovranno portare utili e benefici – almeno in eguale misura – alla collettività e ai Comuni. Si tratta di una vera e propria misura anti speculazione». «Il contributo straordinario – continua – dovrà essere erogato in varie forme ed è vincolato alla realizzazione di opere pubbliche e servizi e non potrà essere usato per spesa corrente. Sono felice che la norma abbia retto tecnicamente al ricorso presentato contro di essa dalla Regione Veneto e dal Presidente Zaia che sorprendentemente si è speso contro una norma di chiaro interesse pubblico. E sono felice che la norma abbia resistito col pieno riconoscimento tecnico e costituzionale della Corte».  «La lotta alla rendita non si fa con le chiacchiere ma con i fatti. Quella norma è figlia del PRG di Roma (dove  tale contributo fu fissato nel 2008 al 66% del l’utile totale in favore del Comune) e grazie all’emendamento è diventato legge nazionale nel 2014. Oggi la Corte gli dà rilievo e dignità costituzionale. Ora la legge – conclude Morassut – dovrà essere applicata in tutti i Comuni e consentirà di avere risorse aggiuntive per finanziare servizi ed opere pubbliche come si fa in tutta Europa. Una grande riforma che non può passare inosservata».

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