IL RE DEL POP RIVIVE CON SERGIO CORTES

[AdSense-A]

Il sosia di Michael Jackson in tour in Italia anche nel 2017

Di Francesca Rossetti

L’anno 2017 vedrà il ritorno nei teatri italiani di Sergio Cortès, ballerino e cantante spagnolo sosia di Michael Jackson che farà rivivere la magia del grande artista nel suo bellissimo spettacolo “Michael Jackson Live Tribute Show” accompagnato da una band live ed un corpo di ballo che eseguiranno le splendide coreografie del Re del Pop, da “Dangerous” a “Billie Jean” e “Thriller”, da “Smooth Criminal” a “Heal the World”.

Le date fissate sono:

9 marzo Roma, Auditorium Parco della Musica
11 marzo Torino, Teatro Colosseo
10 maggio Milano, Teatro Nazionale CheBanca!

e per informazioni e prenotazioni http://www.ticketone.it/sergio-cortes-in-michael-jackson-live-tribute-show-biglietti.html?affiliate=ITT&doc=artistPages/tickets&fun=artist&action=tickets&kuid=503291

 

Lorena Turner ed i sosia di Michael Jackson

[AdSense-A]

 

Intervista a Lorena Turner

Di Francesca Rossetti

Senza-titolo-22

Lorena Turner è una bravissima fotografa americana che ha realizzato uno straordinaria libro che ritrae numerosi sosia di Michael Jackson e da cui è stata ricavata una mostra di grande successo, a lei la parola.

Chi è Lorena Turner e come è nata l’idea del libro sui sosia del Re del Pop?

Sono laureata in fotografia ed ho un master in fotografia d’arte: dopo la laurea ho approfondito l’argomento utilizzando la fotografia come strumento di ricerca per sviluppare progetti di ricerca nel settore sociale. In aggiunta a questo libro che ho scritto sui sosia di Michael Jackson, ho completato un progetto sull’identità post-conflitto in Ruanda ed uno studio su una comunità afro-colombiana vivente a Cartagena per esaminare l’impatto delle politiche neoliberiste in Colombia. Sono anche docente presso la California State Polytechnic University di Pomona, presso il Dipartimento di Comunicazione e mi occupo di comunicazione visiva – dalla camera oscura in bianco e nero a Photoshop e In Design al fotogiornalismo. I miei studenti sono giornalisti in erba, antropologi ed artisti.

Come sono stati scelti i sosia e da dove provengono?

Tutti gli artisti vivono negli Stati Uniti. Ho voluto usare questo Paese come un contesto per il libro, perché sono il luogo sociale e culturale da cui Michael Jackson è emerso ed in cui si è sviluppato come artista. Ho trovato le persone che ho fotografato e intervistato nel libro in diversi modi. Ho pubblicato annunci su Craigslist a Los Angeles e New York City, usato gruppi di Facebook per individuare e coltivare rapporti con persone che vivevano in piccole città negli Stati Uniti, e attraverso un servizio online chiamato “Gigsalad” e “Gigmasters”, che è un modo per assumere persone per gli eventi. Ho contattato artisti attraverso quel servizio e ho detto loro circa il mio progetto e ho chiesto se volevano partecipare.”

Quando ha avuto luogo la mostra?

Parte di “The Michael Jacksons” (ci sono 35 ritratti in tutto) è stata esposta al teatro di ArcLight a Hollywood, e le selezioni sono stati esposte alla Galleria del fotografo come parte dello spettacolo “We Want More”, su musica e fotografia , nell’estate del 2015. Mi piacerebbe ripresentarla, dato che si tratta di un gruppo così interessante e coinvolgente , e gli spettatori lo trovano sempre molto interessante”

 Ancora complimenti a Lorena e per informazioni http://www.themichaeljacksons.com/index.php

Alla ricerca del proprio sosia

Intervista a una delle fondatrici di Twin Strangers, Niamh Geaney

di Francesca Rossetti

sosiaRoma, 9 gennaio -Twin Strangers è un simpatico sito dove chiunque può pubblicare la propria foto e conoscere uno o più sosia nel mondo: ce ne parla una delle fondatrici, Niamh Geaney.

Niamh, cos’è Twin Strangers e come è nata questa idea così originale?

Una società di produzione televisiva di Dublino (Irlanda) mi ha contattato e due miei amici, Harry e Terence, hanno iniziato la ricerca dei loro sosia come parte di un progetto per Channel 4 nel Regno Unito. Ci siamo confrontati dopo un mese: nelle prime due settimane io ho trovato la mia prima sosia, Karen e dopo soli due giorni dall’inizio della campagna la nostra ricerca si è estesa a livello mondiale con migliaia di persone di tutto il mondo che ci hanno contattato per trovare i loro sosia suggerendo di creare un sito in cui ciascuno può inserire la sua foto. Non riuscivamo a credere che fosse un argomento così interessante e sorprendente e ad oggi www.twinstrangers.com ha circa 1 milione di persone registrate da ogni parte del mondo ed oltre a Karen io ho conosciuto altre due mie sosia ed aiuto le persone a trovare i loro.

Spesso le coppie di sosia si incontrano: come è organizzato l’evento?

Via via che i sosia si conoscono virtualmente chiediamo loro se sono interessati ad incontrarsi di persona e se la risposta è positiva ce ne occupiamo personalmente. Gli iscritti possono anche avere già il riferimento del sosia e chiedere l’incontro tramite noi ed è incredibile assistere alla prima volta in cui si vedono dal vivo, sia per loro che per noi come testimoni.

Quanti sosia è possibile avere, soprattutto di altre nazionalità?

Dicono che siano 7 in tutto il mondo ed io sto cercando le altre 4 mie dopo aver conosciuto le prime 3, Karen (Irlanda), Luisa (Italia) ed Irene (Irlanda). Ci sono iscritti russi che hanno il sosia in Italia, USA oppure Australia, Svezia ed Irlanda (come è stato per me) e questo ci fa capire che anche se si appartiene a Paesi diversi le somiglianze possono essere in qualsiasi parte del mondo.

Glauco Cartocci e il sosia di Paul McCartney

Il suo libro, “Paul is dead – Il caso del doppio Beatle” sarà presentato domenica 31 maggio alle 16.30 presso Spazio 85, Via Tomaso d’Aquino 85, Roma

 

Di Francesca Rossetti

 

copertinaRoma, 24 maggio – Glauco Cartocci, autore romano doc, da sempre si dedica ad una ricerca particolare: la sostituzione del cantante Paul McCartney con un sosia, avvenuta quando Paul sarebbe morto, nel lontano 1966. Il suo libro, “Paul is dead – Il caso del doppio Beatle” sarà presentato domenica 31 maggio alle 16.30 presso Spazio 85, Via Tomaso d’Aquino 85, Roma, con ingresso libero ed ecco qualche anticipazione in merito.

 

Chi è Glauco Cartocci e come nasce l’interesse sul doppio Paul McCartney?

 

“Innanzitutto direi che sono un fan dei Beatles da quando ero bimbo. Vissi “in diretta” la vicenda PID all’epoca (Ottobre 1969) e la cosa mi turbò abbastanza. Andai a cercare al centro di Roma le pochissime riviste straniere che venivano importate in Italia (Time e Life) e lessi tutto avidamente e con trepidazione. Tuttavia, dopo un primo interesse mondiale sulla faccenda, la cosa venne liquidata come “fesseria” o burla. Frettolosamente, troppo frettolosamente, secondo me. Per anni e anni non se ne parlò più, finché (non so come) nel 2004 mi venne la voglia di controllare in Rete se – putacaso – ci fosse qualcosa su quell’antica vicenda. Rimasi sbalordito nel constatare che l’interesse per la “sostituzione” di McCartney avesse avuto un grande ritorno di fiamma (ca. nel 2002) e nel vedere come addirittura le ipotesi si fossero moltiplicate. Anche gli indizi si erano affastellati, oltre ai pochi che erano venuti fuori nel 1969 ce ne erano a bizzeffe. Molti erano stupidi o ridicoli, ma ce ne erano davvero parecchi che facevano gelare il sangue nelle vene. Da quel momento decisi di intraprendere la mia personale indagine, che è raccolta nel libro, continuamente aggiornato. Ad oggi ho pubblicato tre libri, scrivo di rock on-Line e faccio diverse conferenze su PID ma anche sui Beatles.”

 

Come sono state raccolte le prove?

 

“Beh, non si può certo parlare di “prove” ma semmai di “indizi” più o meno pesanti. Tali indizi sono classificabili cronologicamente o anche come tipologia. Cronologicamente: un primo gruppo (come ad esempio la famosa “passeggiata” a piedi nudi sulle strisce di Abbey Road) sono gli indizi “classici”. Poi c’è una seconda ondata, ipotesi e letture venute fuori diciamo dal 1970 al 2000, anche per l’indagine di Gary Patterson (che scrisse l’unico libro estero interessante, anche se ormai superato). Infine c’è l’epoca di Internet, in cui ognuno dice la sua. Comprenderete che distinguere l’indizio “serio” dalla cavolata non è facilissimo, ed è uno degli scopi che mi sono prefisso nella mia analisi. (A proposito: anche io ne ho trovati un bel po’….) Quanto alle tipologie di indizi, sono divisibili in: sonori (messaggi nascosti); letterari (parole delle canzoni e alcune scritte singolari); visivi e grafici (copertine di dischi, immagini o disegni nei booklet, film etc); comportamentali (contraddizioni e stranezze dei Beatles e del loro entourage). Nel libro assegno dei “voti” per così dire, ai differenti indizi, per valutarne la significatività: moltissimi sono stupidaggini, e spiego perché, come e quali essi siano.”

 

A quale scopo sarebbe stato utilizzato un sosia?

 

“Per capire perché sia stato utilizzato un sosia bisognerebbe anche avere la risposta decisiva, ovvero SE davvero il McCartney di oggi sia un’altra persona rispetto a quello del 1966. E questa è una risposta che personalmente non ho, tant’è che alla fine del libro faccio 10 possibili ipotesi differenti.

Prendendo per buono il caso che effettivamente Paul sia stato sostituito, le spiegazioni sarebbero:

– Ha avuto un incidente ed è morto  – i colleghi e la casa discografica non vollero rinunciare alla sensazionale carriera della band e agli introiti miliardari.

– Ha avuto un incidente ed è rimasto sfigurato o lesionato. Anche in questo caso fu giocoforza sostituirlo, Paul “the cutie” era impresentabile senza il suo bel volto, o sulla sedia a rotelle.

– Non ha avuto alcun incidente ma voleva lasciare la carriera attiva, e ha scelto un uomo di facciata per rimanere dietro le quinte a registrare, cantare, comporre brani, suonare sui dischi. (NB dal 1966 in poi i Beatles non fanno più spettacoli Live).

Personalmente trovo quest’ultima ipotesi la più intrigante, e forse è anche abbastanza tangibile. Che i Beatles, tutti e quattro, usassero dei sosia in diverse occasioni è quasi una certezza; se poi uno di loro sia diventato “titolare”, è oggetto di ipotesi, ma non possiamo affermarlo con sicurezza assoluta. Ovviamente nel caso che Paul Primo sia ancora vivo, gli indizi che dicono “Paul Is Dead” intendono la morte come metaforica.”

 

 

Si dice che anche Ringo Starr sia stato sostituito: è vero?

 

“Ahhhaha nooo… se per questo girano voci assurde, c’è chi crede che TUTTI i Beatles siano stati sostituiti, e non solo una volta. Avremmo avuto tre Ringo, quattro o cinque Paul (di cui uno sarebbe una donna più vecchia di lui di 30 anni!), idem per George e John. Anche Brian Epstein, il loro manager,  sarebbe stato sostituito…  Per me sono sciocchezze, e in realtà solo su Paul si concentrano indizi e stranezze. E’ già difficilissimo sostituire una persona così, figuriamoci più di una!”

 

Il diretto interessato (Paul) ha mai rilasciato dichiarazioni che potessero avallare questa ipotesi?

 

“Dichiarazioni Paul ne ha fatte tante, ma sempre di segno opposto (“Se fossi morto sarei il primo a saperlo”). All’inizio sembrava infastidito, poi per anni ha preferito scherzarci, per poi ancora risultare imbarazzato in un paio di occasioni, per poi infastidirsi di nuovo.Qualche anno fa la sua risposta standard a chi gli chiedeva “Sei Paul o un altro?” era “Sono quello che ieri è uscito con tua sorella!” (poco da Sir, in verità). Però sono tantissime le occasioni in cui ha fatto dichiarazioni assolutamente contraddittorie, non solo su PID ma su tanti episodi della storia Beatles e della sua vita personale. Credetemi, esaminandole tutte, viene più di un dubbio che questa persona non sia la stessa che iniziò la carriera a fianco di Lennon. Uno dei tanti episodi incriminati riguarda l’incidente col motorino del dicembre 1965 (“il dente rotto”), di cui parlo diffusamente nel libro. Ma potrei citarne a dozzine, e talvolta anche gli altri, specialmente John e Ringo, se ne sono usciti con frasi davvero stranucce. Tuttavia, una cosa che non apprezzo è che l’eventuale sosia venga additato come un “impostore”. Comunque siano andate le cose, è un grande, che sarebbe stato “Paul” molto più a lungo dell’altro, e che nei Beatles stessi avrebbe fatto le cose migliori. Questo vale anche nel caso che di Paul ce ne siano due, vivi, di cui il primo dietro le quinte. Ecco, preferisco parlare di legittimo continuatore, Paul Secondo, così come i Re e i Papi hanno un successore. Se “Paul is Dead”, Long Live Paul The Second.”

Certamente un bel mistero che il Nostro ci illustrerà il 31 maggio, evento al quale siamo da ora tutti invitati.

 

Scrivi alla Redazione

Siamo felici di valutare ogni tua segnalazione e pubblicare articoli che pensi possano essere di interesse pubblico

Per qualsiasi segnalazione scrivi a
redazione@thedailycases.com