Ufficiali le prime partite del Valtellina Basket Circuit 2016

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A Sondrio l’11 agosto, il 13 e 19 agosto i primi match a Bormio

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Inizia a delinearsi il programma del 34° Valtellina Basket Circuit. E se, come consuetudine, le variazioni nel calendario della più prestigiosa summer league europea, ma pur sempre torneo di servizio, sono sempre dietro l’angolo, per assecondare le richieste work in progress dei team che arrivano a preparare la stagione a Bormio, sono ufficiali le prime tre partite, che nell’edizione 2016 dovrebbero essere una ventina. Giovedì 11 agosto, al PalaScieghi di Sondrio, il battesimo del “Circuit” con il match tra Appalachian State University e una rappresentativa locale, mentre sabato 13 agosto, al Pentagono di Bormio, si comincerà a fare sul serio, con l’incontro tra il college USA e AS Monaco, al ritorno in Valtellina dopo il ritiro della scorsa estate. Sempre a Bormio, venerdì 19 agosto, i monegaschi giocheranno contro la Nazionale degli Emirati Arabi Uniti (UAE). Le partite dovrebbero iniziare alle ore 19. Nel frattempo proseguono i contatti che potrebbero portare a Bormio altre squadre, infatti si è aggiunto all’elenco dei team che arriveranno in provincia di Sondrio anche il Lugano Basket, mentre sono confermate le presenze di Olimpia Milano EA7, Vanoli Cremona, Antibes, Tolone, Tofas Bursa, Darussafaka Istanbul, Galatasaray Istanbul e Unics Kazan. Con ben 4 squadre partecipanti alla prossima Eurolega.

Come sempre allenamenti e partite saranno a ingresso gratuito.

Alcune date indicative (da confermare) dei ritiri:

-Monaco 7-20 agosto;

-Appalachian State University 10-13 agosto;

-Olimpia Milano EA7 25 agosto – 7 settembre;

-Tolone 28-30 agosto;

-Tofas Bursa 28 agosto – 9 settembre;

-Galatasaray Istanbul 1-8 settembre;

-Vanoli Cremona 2-4 settembre;

-Antibes 5-8 settembre.

A Sondrio, la grafica esplosiva di Massimo Dolcini

Dal 15 Luglio al 7 ottobre 2016 

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Roma, 25 Maggio – Dopo il successo dalla prima importante monografica che il Credito Valtellinese gli ha dedicato nell’estate 2015 a Fano, l’eccellenza dell’opera grafica di Massimo Dolcini raggiungerà Sondrio, negli spazi espositivi di Palazzo Sertoli e del MVSA Museo Valtellinese di Storia e Arte. Massimo Dolcini è certo un protagonista della storia della grafica e della comunicazione italiana. Ma è anche di più: è infatti stato, con il suo lavoro, uno dei più convinti promotori della “cittadinanza attiva”. I cittadini, tutti i cittadini, nella sua visione della politica e della società, debbono sentirsi, ed essere, protagonisti delle scelte che li riguardano.  Per poter essere protagonisti, e non solo spettatori passivi, la prima necessità, il primo passaggio, è l’essere informati di ciò che la Pubblica Amministrazione, nel suo caso principalmente il Comune, sta facendo. Dolcini, operando in un territorio all’epoca marginale come le Marche, si ricavò un ruolo da protagonista, meglio da apripista, per quella che sarebbe stata conosciuta come la “grafica di pubblica utilità”, ovvero la grafica al servizio degli utenti, dei cittadini. Espressione, e frutto, di quel particolare momento storico e politico vissuto dalle amministrazioni pubbliche tra il 1971 ed il 1989. E tuttavia più che mai attuale. La mostra che a Sondrio rievoca l’attualità di quell’esperienza è curata da Mario Piazza, con la direzione di Cristina Quadrio Curzio e Leo Guerra. Consente di spaziare nell’immaginario del grafico e capire in profondità il suo pensiero e la sua opera. L’esposizione presenta Dolcini nei suoi molteplici volti: grafico, progettista, fotografo, disegnatore, ceramista, imprenditore, didatta, gastronomo, operatore culturale, manager, appassionato uomo civile e artista. Senza tralasciare un aspetto più privato e personale di Dolcini rappresentato, per esempio, dai taccuini che lui stesso disegnava per le figlie, presto pubblicati per la prima volta da Corraini Edizioni. Dopo gli studi al Corso Superiore di Arte Grafica di Urbino con Albe Steiner e Michele Provinciali, nel 1971 viene incaricato della comunicazione del Comune di Pesaro. Sceglie la strada dell’approccio diretto, comunicativo, riconoscibile. L’obiettivo è di far “parlare” le Istituzioni con i cittadini, coinvolgendoli nel processo dell’amministrare la cosa pubblica. Attraverso i suoi manifesti dal segno inconfondibile, affissi quotidianamente sui muri pesaresi per oltre vent’anni, la cittadinanza veniva informata capillarmente di ogni evento di qualche rilevanza sociale, politica, culturale, urbanistica e sanitaria “Il suo segno “grasso” procede per intuizioni che paiono semplici, ma che sono il risultato sintetico di scarti analitici fino ad arrivare al segno più elementare, che è anche il più narrativo e il più carico di memorie e “tradizioni” per ognuno di noi” scrive, a proposito di questa fase del lavoro di Dolcini, Italo Lupi. “Lo spessore del suo segno prevale sulla tipografia e sul lettering; nei suoi manifesti i colori si inseguono pastosi per giocare su una nuova tavolozza: di lontano si sentono gli echi formali certo non più di Steiner, quanto forse di un Michele Provinciali con la sua eleganza parmigiana e una contemporanea padana solidità, terragna ed empirica”. In quegli anni egli definiva se stesso come “grafico condotto”, vedendosi come operatore impegnato in prima persona nel progetto sociale in cui immetteva tutto il suo talento. Nate per Pesaro e i pesaresi, le sue campagne di pubblica utilità diventano presto un vero punto di riferimento per la grafica in Italia, stimolando un dibattito di respiro nazionale sulla progettazione dell’immagine pubblica e facendo conoscere il lavoro di Dolcini e del suo studio Fuorischema a livello internazionale. La favorevole situazione economica e industriale del pesarese lo aiutò a tradurre in pratica l’idea di una evoluzione della figura di “artigiano-designer” ad una forma di “impresa della comunicazione”, come lui stesso soleva definirla e dove venisse preservata e potenziata la qualità del fare e la trasmissione e condivisione delle conoscenze. In quest’ottica, negli ultimi anni – come annota Mario Piazza – la necessità di una riappropriazione diretta da parte di Dolcini delle tecniche della cultura materiale (illustrazione, tessitura, ceramica, orto, cucina…) diventa una necessità evidente, che di fatto affianca pariteticamente la dimensione strettamente professionale. Non si tratta affatto di divagazioni hobbystiche, ma la sintesi finale – o il germe iniziale – del percorso professionale e artistico, questi lavori rappresentano con esiti di grande originalità la pienezza contemporanea dell’uomo-artigiano alla Richard Sennett, che ci ricorda come: “le capacità dell’artigiano di scavare in profondità si situano al polo opposto di una società moderna che preferisce la superficialità, la formazione veloce.(…) Il fatto di imparare a svolgere bene un lavoro mette gli individui in grado di governarsi e dunque di diventare bravi cittadini. Il lavoro ben fatto è quindi anche un modello di cittadinanza consapevole. L’attitudine al fare, comune a tutti gli uomini, insegna a governare noi stessi e a entrare in relazione con altri cittadini su questo terreno comune.” Parole che Dolcini avrebbe di certo sottoscritto e approvato.

Coordinate mostra

Titolo
MASSIMO DOLCINI
Grafica per una cittadinanza consapevole

Sedi
Galleria Credito Valtellinese
Piazza Quadrivio, 8 – Sondrio
MVSA, Palazzo Sassi de’ Lavizzari
Via M. Quadrio, 27 – Sondrio

Durata15 luglio – 7 ottobre 2016

Inaugurazione
giovedì 14 luglio 2016, ore 18.30
Sala dei Balli – Palazzo Sertoli

Orari e ingressi
Galleria Credito Valtellinese e MVSA
Ma-Ve h 9.00-12.00 \ 15.00-18.00
Chiusura sabato, domenica e lunedì

INGRESSO LIBERO

“Diego Pini, una vita per il basket”

A Sondrio un convegno per ricordarne la figura, l’impegno e la carriera  

Diego-PiniSondrio, 1° marzo 2016. Il prossimo 10 maggio Diego Pini avrebbe compiuto 70 anni. Probabilmente, per carattere, non lo avrebbe festeggiato. Forse anche per questo, quel giorno, Valtellina Turismo Mobile organizza, nella sua Sondrio, un convegno in suo onore e ricordo, a cui sono invitati a partecipare tutti coloro che ne hanno condiviso la passione per il basket. Solo il termine passione, infatti, può riuscire a sintetizzare, nella breve presentazione di un evento dedicato al creatore della migliore summer league europea, il Valtellina Basket Circuit, oltre ad un infinito elenco di manifestazioni sportive, il personaggio Diego Pini. Se la pallacanestro è stata la sua vita, l’inserimento nella Hall of Fame della Federazione Italiana Pallacanestro è stato il suggello di una carriera incredibile, durata oltre 40 anni, che ha portato sui campi della provincia di Sondrio il gotha del basket mondiale. Protagonista del convegno di Sondrio sarà lo sport. A raccontarlo alcuni dei tanti amici del manager sondriese, in quello che in fondo vuole essere anche un appuntamento nel quale non mancherà il sorriso, come, forse, avrebbe fatto piacere a Diego: Emilio Rigamonti, Maurizio Gandolfi, Ettore Castoldi, Domenico Zecca, Maurizio Ferrari, Fabio Corbani e Sandro Faccinelli. Ad aprire gli interventi sarà Emilio Rigamonti, storico sponsor del basket valtellinese, che ha legato per decenni il suo nome allo sport locale e agli eventi estivi di Diego Pini. Manifestazioni che hanno portato lustro, visibilità e turisti in provincia di Sondrio e che in Alta Valtellina per tanti anni hanno visto al fianco di Pini la Best di Bormio, che sarà rappresentata al convegno da Maurizio Gandolfi, manager da oltre trent’anni figura di riferimento della Coppa del Mondo di Sci Alpino in Valtellina. E se Diego Pini viene ricordato principalmente per la sua carriera “estiva” di organizzatore, la sua passione per i giovani e lo sport lo hanno portato per decenni sui parquet di tutta Italia (e non solo) riempiendo migliaia di pagine di ricordi e aneddoti di chi ha condiviso con lui parte di questo percorso, come Ettore Castoldi, delegato provinciale del Coni. Giovani che, partiti da Sondrio, hanno giocato anche nei palazzetti più prestigiosi d’Italia, come Domenico Zecca, con una lunga carriera alle spalle che lo ha visto in particolare indossare la maglia della Fortitudo Bologna, dove, dopo il ritiro, ha rivestito anche il ruolo di team manager. Percorso inverso invece per un altro dei protagonisti della serata, Maurizio Ferrari, che a Sondrio è arrivato come giocatore nel 1989 contattato, ovviamente, da Diego Pini, e che è rimasto nella società sondriese fino al 2002, prima di tornare a Piacenza, lavorando con Pini soprattutto in progetti che riguardavano le giovanili, ma seguendolo anche nelle attività estive. “Se sono diventato un allenatore professionista lo devo anche grazie alla grande invenzione di Diego Pini con il Valtellina Basket Circuit, che ho cominciato a frequentare ai tempi incredibili del ritiro a Bormio del Messaggero Roma”. Bastano queste parole per spiegare la presenza di Fabio Corbani, ultimo incarico come capo allenatore nella Pallacanestro Cantù, quattro scudetti Juniores nel palmares, che da una decina d’anni risiede in Val Masino e che Diego Pini lo ha conosciuto e incontrato in tutte le vesti, anche da allenatore avversario in campo.  A condurre la serata Sandro Faccinelli, nella triplice veste di organizzatore del convegno, ufficio stampa del Valtellina Basket Circuit e, soprattutto, uno dei tanti ragazzi cresciuti in palestra con Diego Pini.

Appuntamento per martedì 10 maggio a Sondrio, alle ore 20:30, presso la Sala Vitali del Credito Valtellinese, in  via delle Pergole 11, con ingresso libero.

Creval Contemporary a Milano e Sondrio

Martedì 27 ottobre ore 18.30 a Sondrio, Sala dei Balli Palazzo Sertoli e Giovedì 29 ottobre ore 18.30 Milano, Galleria Gruppo Credito Valtellinese

lancio-comunicatoSondrio, 7 ottobre- All’indomani della Grande Guerra, collezionare arte contemporanea per una piccola banca della Valtellina non era cosa del tutto ovvia. Così come è stata una scelta innovativa, per la medesima banca, nel frattempo cresciuta in dimensioni e per visione, quella di offrire alla città una Galleria “pubblica” dedicata all’arte contemporanea nel cuore di Milano, presso il Refettorio delle Stelline nel centralissimo Corso Magenta. Una sede espositiva presto assurta a riferimento per il sistema dell’arte, che ha portato a Milano e in Italia, sotto la direzione artistica di Giovanni Quadrio Curzio, grandi artisti internazionali come Andy Wharol, Sebastian Matta, Joseph Beuys, Georg Baselitz, Rodcenko, Victor Brauner, Olivier Debré, Meret Oppenheim, Max Ernst, Jannis Kounellis ed esponenti della giovane arte italiana, poi diventati celebri. Da questo progetto, il Gruppo Credito Valtellinese ha derivato altri, attivissimi spazi espositivi a Sondrio, presso la sede centrale dell’Istituto, ad Acireale nella sede del Credito Siciliano e a Fano, sede della banca Carifano, anch’essa entrata nella galassia del Credito Valtellinese. Nel tempo, per le quattro sedi sono stati ideati programmi espositivi di ricerca, sempre con un occhio al territorio e l’altro al mondo internazionale. Un progetto tutt’ora vivacissimo, rinnovato dalla nuova direzione artistica, curata da Cristina Quadrio Curzio e Leo Guerra.“Il progetto Creval Contemporary vuole idealmente rappresentare – dichiara Giovanni De Censi, Presidente del Credito Valtellinese – il compendio dell’intensa attività promulgativa svolta dal nostro Gruppo nel settore artistico nell’arco degli ultimi trent’anni. Con questa iniziativa si intende offrire al pubblico, nell’anno di Expo, un significativo spaccato della pregevolissima collezione di opere d’ arte – nello specifico arte visiva – che il Gruppo ha nel tempo raccolto.”Grazie ad uno scenografico allestimento, che modificherà letteralmente lo spazio della galleria milanese, verrà restituita al pubblico quella sensazione di domesticità che troppo spesso si è perduta negli ambienti di lavoro e che le sedi del Gruppo Creval continuano a mantenere. Un catalogo caleidoscopico, a cura della Fondazione Gruppo Credito Valtellinese, che raccoglie testi tra gli altri di Dominique Stella e Mario Piazza, accompagnerà questa iniziativa culturale tesa a valorizzare e presentare al pubblico le opere d’arte presenti nelle collezioni del Gruppo dagli anni ‘20 del Novecento fino ad oggi. L’excursus proposto tocca i grandi nomi dell’arte italiana e internazionale, tra cui Andy Warhol, Sebastian Matta, Emilio Vedova, Arturo Martini, Roberto Crippa, Ruggero Savinio, Augustin Cardenas, Max Ernst, Arnaldo Pomodoro, Novello Finotti, Ettore Sottsass, Emilio Isgrò, Takis, Giovanni Ragusa, Giuseppe Terragni, William Congdom, Turi Simeti, Anselmo Bucci, Tullio Pericoli, Daniel Spoerri, Filippo Avalle… Alcune opere portano alla ribalta artisti giovani ma quotati, come nel caso di Marco Anelli, Gianfranco Pulitano e Luca Conca. Altri nuclei collezionistici intendono invece valorizzare l’humus artistico del territorio d’origine del Credito Valtellinese, con opere di Luigi Bracchi, Velasco, Mario Negri, Václav Sedý, Paolo Punzo, Giorgio Albertini ed Enrico Della Torre. Il progetto espositivo si completa grazie ad una sezione speciale dedicata alla grafica – allestita presso la Galleria Credito Valtellinese di Sondrio e negli spazi del MVSA Museo Valtellinese di Storia e Arte – che propone una selezione di cataloghi d’arte, manifesti e grafica integrata, che hanno costellato quasi trent’anni di prestigiosa attività espositiva. “Il progetto Creval Contemporary – ideato e prodotto a cura interna – si pone”, afferma Miro Fiordi, amministratore delegato del Gruppo, “quale obiettivo principale la prosecuzione e il potenziamento della promozione culturale in ambito valtellinese e lombardo già attuata dal Credito nel corso di quasi trent’anni. Nella consapevolezza del ruolo fondamentale che l’arte riveste nel processo di sviluppo civile e culturale della comunità, rendere fruibile ad un pubblico più vasto possibile il patrimonio culturale che il Gruppo ha costituito negli anni è la mission conclamata della Fondazione Gruppo Credito Valtellinese. Questo impegno è rimasto costante negli anni proprio perché, attraverso la condivisione del proprio patrimonio culturale e artistico, il Gruppo intende educare ai linguaggi propri dell’arte il pubblico del proprio territorio di appartenenza, aprendosi anche ad orizzonti nazionali ed internazionali”.

Alla scoperta della Valmalenco percorrendo la sua tradizione enogastronomica

Al Tremoggia Hotel Experience pacchetto speciale “Alpeggi e Cantine”

07-07-2015_alla-scoperta-della-valmalenco-percorrendo-la-sua-tradizione-enogastronomica-al-tremoggia-hotel-experience-pacchetto-speciale-alpeggi-e-cantineSondrio, 8 luglio- ‘Vivere’ la Valmalenco attraverso i sapori delle sue tradizioni culinarie e vinicole: è quello che propone ai suoi ospiti il Tremoggia Hotel Experience, hotel di charme 4 stelle di Chiesa in Valmalenco, con il pacchetto ‘Alpeggi e Cantine’. Un’occasione unica per tutti gli amanti della buona tavola per trascorrere una breve vacanza nella meravigliosa cornice di uno dei contesti di maggiore valore naturalistico e storico della Lombardia.Tra passeggiate ed escursioni emozionanti, immersi nella bellezza di uno splendente paesaggio dominato dalla scenografica piramide del Pizzo Scalino, c’è tutto il tempo per concedersi una pausa all’insegna della buona cucina e del buon vino. Attraverso un percorso guidato di degustazioni e incontri con i produttori locali, il pacchetto ‘Alpeggi e Cantine’ disegna un inedito percorso alla scoperta di sapori genuini che si tramandano di generazione in generazione, e che sono entrati a far parte del patrimonio enogastronomico locale e non solo: la bresaola, gli sciatt e le mele; i formaggi tra cui bitto, casera e scimudin; gli ottimi vini DOC e DOCG tra cui il Sassella e il Valtellina Superiore Grumello…

Il pacchetto, a partire da Euro 464 per camera include:
– soggiorno per 3 notti per 2 persone
– prime colazioni a buffet
– una visita a un alpeggio della Valmalenco con assaggio di prodotti tipici a km0
– una visita a una cantina vinicola con degustazione di vini
– una cena per due persone al THE Restaurant, con menu studiati dagli chef per scoprire usi e accostamenti dei prodotti degustati durante le visite diurne.

Gli ospiti potranno inoltre completare l’esperienza provando nel corso del loro soggiorno, a pranzo oppure a cena, THE Garden, il nuovo ristorante all’aperto del Tremoggia Hotel Experience. Un ambiente più informale dove i profumi dell’estate malenca ispirano piatti semplici e genuini, e i sapori della tradizione vengono reinventati in chiave moderna. La sfiziosa selezione di ‘tapas valtellinesi’ rende ancora più speciale un aperitivo con vista sulla valle, accompagnato da un’etichetta della carta THE Cellar, la cantina privata dell’Hotel che racchiude un’ampia selezione di vini locali.

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