UNICEF: 650 bambini reclutati da gruppi armati in Sud Sudan

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Nel 2015 l’UNICEF ha supervisionato il rilascio di 1.775 ex bambini soldato in quello che era uno dei più grandi piani di smobilitazione dei bambini di sempre.

 

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Secondo l’UNICEF, dall’inizio di quest’anno più di 650 bambini sono stati reclutati da gruppi armati in Sud Sudan. Da quando ha avuto inizio nel dicembre 2013 la crisi del Sud Sudan si stima che circa 16.000 bambini siano stati reclutati da gruppi e forze armate. L’UNICEF afferma che i bambini continuano ad essere reclutati e utilizzati da gruppi e forze armate, nonostante l’impegno politico diffuso per porre fine alla pratica.

Dal momento che sono scoppiati i combattimenti nel dicembre 2013:

▪ Circa 900.000 bambini sono sfollati;

▪ Più di 13.000 bambini sono scomparsi, sono stati separati dalle loro famiglie o sono

non accompagnati;

▪ Oltre la metà di tutti i bambini del Sud Sudan sono fuori dalla scuola – il paese che ha la più alta

percentuale al mondo di bambini in età scolare che non va a scuola

▪ 250.000 bambini si trovano ad affrontare una grave malnutrizione acuta.

Temendo che il riaccendersi del conflitto potrebbe mettere più che mai a rischio decine di migliaia di bambini, l’UNICEF ha chiesto la fine immediata dei reclutamento e il rilascio incondizionato di tutti i bambini da parte di gruppi armati. “Il sogno che abbiamo tutti condiviso per i figli di questo giovane paese è diventato un incubo”, ha dichiarato il ViceDirettore generale dell’UNICEF Justin Forsyth, al suo ritorno da una missione a Bentiu e Juba, nel Sud Sudan. “In questa fase precaria nella breve storia del Sud Sudan, l’UNICEF teme che un ulteriore picco di reclutamenti di bambini potrebbe essere imminente”. Nel 2015 l’UNICEF ha supervisionato il rilascio di 1.775 ex bambini soldato in quello che era uno dei più grandi piani di smobilitazione dei bambini di sempre. I nuovi combattimenti e il reclutamento in Sud Sudan rischia di minare gran parte di questi progressi. L’UNICEF ha inoltre evidenziato un  aumento di gravi violazioni, sottolineando che la violenza di genere, già diffusa in Sud Sudan, si è notevolmente intensificata durante l’attuale crisi. “I bambini continuano a subire prove terribili”, ha detto Forsyth. “I recenti rapporti indicano diffuse violenze sessuali contro ragazze e donne. L’uso sistematico dello stupro, lo sfruttamento sessuale e il sequestro come arma di guerra in Sud Sudan devono cessare, insieme con l’impunità per tutti i responsabili”. L’UNICEF ha osservato che è urgente l’accesso incondizionato a tutti gli interventi umanitari a Juba e in tutte le altre parti del paese, in modo da fornire sostegno, protezione e assistenza a bambini e donne in tutto il paese. “Senza un’area umanitaria pienamente operativa, le conseguenze per i bambini e le loro famiglie saranno catastrofiche”, ha detto Forsyth.

 

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