UNICEF: il 2016 l’anno peggiore per i bambini della Siria.

Nuovo dossier sulle conseguenze del conflitto sui bambini, ormai giunto al sesto anno.

Le gravi violazioni contro i bambini in Siria nel 2016 hanno raggiunto il livello più alto mai registrato, ha dichiarato l’UNICEF dopo un’attenta analisi delle conseguenze del conflitto sui bambini, ormai giunto al sesto anno. Oggi l’UNICEF presenta il dossier “Hitting Rock Bottom” (letteralmente: toccando il fondo): casi verificati di uccisioni, mutilazioni e reclutamento di bambini sono aumentati vertiginosamente lo scorso anno in seguito ad una drastica escalation di violenze in tutto il paese.

Questi i principali dati del Dossier:

  • Almeno 652 bambini sono stati uccisi – un aumento del 20% dal 2015 – rendendo il 2016 l’anno peggiore per i bambini della Siria, da quando sono cominciate nel 2014 verifiche formali sulle violenze che hanno coinvolto i bambini;
  • 255 bambini sono stati uccisi all’interno o nei pressi di scuole;
  • oltre 850 bambini (anche di 7 anni) sono stati reclutati per combattere nel conflitto, oltre il doppio di quelli reclutati nel 2015. I bambini sono stati utilizzati e reclutati per combattere direttamente sulle linee del fronte e stanno assumendo un ruolo sempre più attivo nei combattimenti, compresi casi estremi di utilizzo come esecutori, attentatori suicidi o guardie carcerarie;
  • Sono stati verificati almeno 338 attacchi contro ospedali e personale medico;

“Le profonde sofferenze hanno raggiunto livelli senza precedenti. Milioni di bambini in Siria sono sotto attacco ogni giorno, le loro vite sono state stravolte”, ha dichiarato Geert Cappelaere, Direttore Regionale dell’UNICEF per il Nord Africa e il Medio Oriente, parlando ad Homs in Siria. “Ogni bambino è segnato a vita con terribili conseguenze sulla sua salute, sul benessere e sul futuro”.

Le difficoltà d’accesso a diverse aree della Siria impediscono un’analisi completa delle sofferenze dei bambini e dell’urgente assistenza umanitaria necessaria per i bambini e le bambine più vulnerabili. Oltre alle bombe, ai proiettili e alle esplosioni, i bambini spesso muoiono in silenzio per malattie facilmente prevenibili. L’accesso alle cure mediche, ad aiuti salva vita e ad altri servizi di base resta ancora difficoltoso.

Tra i bambini più vulnerabili della Siria, 2,8 milioni sono in aree difficili da raggiungere, compresi 280.000 bambini che vivono in aree sotto assedio, quasi completamente tagliati fuori dall’assistenza umanitaria.

Dopo sei anni di guerra, circa 6 milioni di bambini adesso dipendono dall’assistenza umanitaria, un aumento di 12 volte rispetto al 2012. Milioni di bambini sono sfollati, alcuni fino a 7 volte. Oltre 2,3 milioni di bambini vivono come rifugiati in Turchia, Libano, Giordania, Egitto e Iraq.

All’interno della Siria e ai confini, i meccanismi di adattamento sono al limite, e le famiglie stanno attuando misure estreme di sopravvivenza, spesso spingendo i bambini a contrarre matrimoni precoci o al lavoro minorile. In oltre due terzi delle famiglie, i bambini lavorano per sostenerle, molti in condizioni estreme, inappropriate anche per gli adulti.

Ma nonostante gli orrori e le sofferenze, ci sono tante storie di bambini determinati a seguire le proprie speranze e aspirazioni. Darsy (12 anni), adesso rifugiato in Turchia, ha detto: “Voglio diventare un chirurgo per aiutare i malati e le persone ferite in Siria. Io sogno una Siria senza guerra, così da poter tornare a casa. Sogno un mondo senza guerre.”

“Noi continuiamo ad essere testimoni del coraggio dei bambini della Siria. Molti hanno superato aree di combattimento solo per sostenere gli esami scolastici. Questi bambini continuano ad apprendere, anche in scuole sotterranee. Ci sono così tante cose che possiamo fare e che dovrebbero essere fatte per cambiare tutto questo per i bambini della Siria,” ha concluso Cappelaere.

Per i bambini della Siria, l’UNICEF chiede a tutte le parti in conflitto, a tutti coloro che possono avere parte attiva, alla comunità internazionale e a tutti coloro che hanno a cuore il futuro di questi bambini di:

  • trovare un’immediata soluzione politica per porre fine al conflitto in Siria;
  • porre fine alle gravi violazioni contro i bambini compresa l’uccisione, la mutilazione e il reclutamento e gli attacchi contro scuole e ospedali;
  • porre fine a tutti gli assedi e garantire accesso incondizionato a tutti i bambini che hanno bisogno di aiuto, ovunque essi siano in Siria;
  • garantire alle comunità e ai Governi che ospitano rifugiati supporto per i bambini vulnerabili, non importa quale sia il loro status legale;
  • Finanziare le operazioni di soccorso con aiuti salvavita dell’UNICEF per i bambini della Siria, in modo costante.

UNICEF/Siria: 10 milioni di bambini subiscono le conseguenze della guerra

Da inizio anno, almeno 20 bambini sono stati uccisi in attacchi e molti di più feriti;  2 milioni di bambini sono tagliati fuori dall’assistenza umanitaria. Fino ad ora quest’anno, solo tre missioni inter-agenzie hanno raggiunto i bambini nelle aree sotto assedio. Dichiarazione di Geert Cappelaere, Direttore regionale dell’UNICEF per Nord Africa e Medio Oriente

“Le strazianti immagini di un bambino che urla chiedendo di suo padre subito dopo aver perso entrambe le gambe in un assalto ad Idlib, la settimana scorsa, rappresentano un altro terribile monito che ci ricorda come i bambini in Siria continuino a vivere sotto attacchi a causa del conflitto.

Questa settimana, mentre continuano a Ginevra gli sforzi per mettere insieme tutte le parti coinvolte nel conflitto in Siria – giunto ormai al sesto anno di guerra – per tentare di arrivare ad una pace, noi lanciamo un appello a tutti loro di mostrare una leadership coraggiosa per i diritti dei bambini. E noi chiediamo a ciascuno di loro di rispondere a questa domanda: e se fossero i tuoi bambini?

Dall’inizio di quest’anno, almeno 20 bambini sono stati uccisi in attacchi e molti di più feriti, compresa una bambina nata solo da un giorno ferita quando la sua casa è stata bombardata nella Damasco Rurale. Inoltre, circa 2 milioni di bambini sono ampiamente tagliati fuori dall’assistenza umanitaria urgentemente necessaria.

Questi dati rappresentano un terribile indicatore secondo cui l’annunciata cessazione delle ostilità, nello scorso dicembre, deve ancora tradursi in reale protezione e nell’assistenza umanitaria per tutti i bambini in Siria. Fino ad ora quest’anno, solo tre missioni inter-agenzie hanno raggiunto i bambini in aree sotto assedio e difficili da raggiungere.

Il costo, non commensurabile, delle vite e delle sofferenze dovrebbe essere motivo di vergogna per il mondo e spingerlo ad intraprendere azioni immediate per trovare soluzioni, a livello politico, alla guerra. Ricordiamo a tutte le parti in conflitto i loro obblighi secondo il diritto internazionale umanitario a proteggere i bambini in ogni momento, ovunque essi siano e non importa sotto quale controllo essi vivano.

In tutto il paese i bambini continuano a soffrire per le costanti e diffuse violenze e per la mancanza delle necessità di base necessarie per salvare e supportare le loro vite. Le parti in conflitto devono garantire accesso immediato, incondizionato e costante a tutti i bambini che hanno bisogno di aiuto in tutto il paese. Gli assedi devono finire. La rimozione di aiuti salva vita dai convogli è inaccettabile, così come l’utilizzo dell’acqua come arma di guerra.

Tutte le parti in conflitto e tutti coloro che possono avere un’influenza devono agire secondo un estremo senso di urgenza per mettere, finalmente, a tacere le armi. È giunto il momento per tutte le parti e coloro che hanno a cuore i bambini della Siria, di parlare di questi bambini.

Gli oltre 10 milioni di bambini siriani che subiscono direttamente e quotidianamente le conseguenze di questo feroce conflitto vogliono solamente una cosa: che arrivi la pace e che possano riavere indietro la propria infanzia. Le parti in conflitto e tutti coloro che le supportano devono tutto questo ai bambini della Siria e devono porre fine a questa guerra una volta per tutte”.

UNICEF/Siria: l’acqua sta lentamente tornando ad Aleppo

 Ad Aleppo 1,8 milioni di persone sono state senza acqua per un mese. Ci vorranno almeno 10 giorni prima che l’acqua possa arrivare regolarmente in tutti i quartieri.

Secondo l’UNICEF l’approvvigionamento d’acqua sta lentamente tornando a funzionare pienamente. Per circa un mese, 1,8 milioni di persone – 1,3 milioni nella città e 500.000 ad Aleppo rurale est; di questi: 517.000 sono i bambini nella città di Aleppo, 217.000 ad Aleppo rurale est – sono tagliate fuori dai servizi pubblici di approvvigionamento idrico. L’ultima interruzione di erogazione di acqua ad Aleppo è avvenuta il 14 gennaio quando la stazione per il pompaggio idrico di Al-Khafse ad Aleppo Orientale ha smesso di funzionare. Grazie alle operazioni di ripristino del sistema municipale, l’erogazione di acqua sta ritornando lentamente a funzionare. Ci vorranno almeno 10 giorni prima che l’acqua possa arrivare regolarmente in tutti i quartieri.

I bambini sono stati quelli maggiormente colpiti, perché sono i più vulnerabili alle malattie legate all’acqua; spesso proprio i bambini avevano il compito di raccoglierla. Attualmente ad Aleppo, i bambini sono costretti a lunghe file presso i pozzi e i punti di distribuzione mentre la città continua a subire bombardamenti. Tutto questo ha conseguenze negative sulla loro salute, esponendoli a rischi e sottraendo loro tempo che avrebbero potuto utilizzare per giocare o andare a scuola. Gli ordigni di guerra inesplosi continuano ad essere una minaccia per le vite dei bambini in interi quartieri, soprattutto nella parte orientale di Aleppo.

In circa 6 anni, tutte le parti coinvolte nel conflitto in Siria hanno utilizzato la fornitura di acqua come arma di guerra: contaminando le fonti di acqua, danneggiando le infrastrutture e le stazioni di pompaggio o sottraendo carburante alle stazioni di pompaggio. L’UNICEF e i suoi partner – compresi il Comitato Internazionale della Croce Rossa e la Mezza Luna Rossa Araba Siriana – continueranno a garantire acqua sicura ad 1 milione di persone ogni giorno, fino a quando i servizi pubblici per l’acqua ad Aleppo non saranno tornati a funzionare normalmente.

Il supporto dell’UNICEF comprende: la riparazione delle fonti per l’approvvigionamento idrico e la fornitura quotidiana di emergenza di 10 milioni di litri d’acqua per le famiglie e i bambini più vulnerabili – compresi tutti coloro che vivono in rifugi, le famiglie che ospitano le persone sfollate e 144 scuole, così che i bambini possano continuare ad apprendere. L’UNICEF sta anche garantendo forniture e carburante per purificare l’acqua e per le stazioni di pompaggio. L’acqua è un diritto umano fondamentale e tutti i bambini dovrebbero avere accesso ad acqua sicura.

Grazie al supporto dell’UNICEF 34 scuole sono state riaperte ad Aleppo Orientale e circa 15.500 bambini hanno avuto accesso all’istruzione; all’inizio di febbraio sono state riaperte 23 scuole per 6.500 bambini.

La situazione della sicurezza ad Aleppo, anche se migliorata rispetto ad un anno fa, rappresenta ancora un problema. Molti bambini raccolgono acqua, mentre dovrebbero essere a casa o a scuola. Per quanto riguarda gli ordigni inesplosi, a dicembre 6 bambini ad Aleppo Orientale sono morti mentre giocavano con un ordigno inesploso e molti altri sono rimasti feriti. In tutti i quartieri, moli edifici sono stati distrutti e gli ordigni inesplosi sotto gli edifici distrutti costituiscono ancora un rischio per le vite dei bambini e delle persone che continuano a tornare alle proprie case. Da novembre, l’UNICEF ha raggiunto 80.000 bambini con informazioni sui rischi delle mine ad Aleppo.

L’UNICEF lancia oggi l’Humanitarian Action for Children per il 2017

UNICEF: necessari 3,3 miliardi di dollari per aiutare 48 milioni di bambini colpiti da conflitti e altre emergenze

L’UNICEF lancia oggi il suo appello per il 2017 a favore di 48 milioni di bambini che vivono in aree del mondo colpite dai peggiori conflitti e da altre emergenze che hanno bisogno di assistenza umanitaria. Si stima che, nella maggior parte dei paesi compresi nell’appello, 7,5 milioni di bambini dovranno affrontare malnutrizione acuta grave, di questi circa 500.000 bambini solo nel Nord est della Nigeria e in Yemen.

Con l’“Humanitarian Action for Children” l’UNICEF lancia un appello per un totale di 3,3 miliardi di dollari USA per il 2017 e fissa i suoi obiettivi: garantire ai bambini accesso ad acqua sicura, nutrizione, istruzione, servizi sanitari e protezione in 48 paesi in tutto il mondo.

Dalla Siria allo Yemen e all’Iraq, dal Sud Sudan alla Nigeria, i bambini sono sotto attacco, le loro case, le scuole e le comunità sono distrutte, le loro speranze e il loro futuro sono in bilico. In totale, almeno 1 bambino su 4 nel mondo vive in un paese colpito da conflitti o disastri naturali.

La parte più consistente dell’appello è per i bambini e le famiglie colpite dal conflitto in Siria, che si appresta ad entrare nel suo settimo anno. L’UNICEF ha bisogno di 1,4 miliardi di dollari per supportare i bambini siriani in Siria e coloro che vivono come rifugiati nei paesi vicini. Quella dei rifugiati siriani rimane la più grande crisi umanitaria dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. I Paesi limitrofi alla Siria stanno ospitando oltre 4,8 milioni di rifugiati siriani registrati, fra cui oltre 2,2 milioni di bambini. Nel 2016, sono arrivati in Europa circa 350.000 rifugiati e migranti. Circa la metà di tutte le persone arrivate via mare in Grecia e in Italia sono bambini.

“In paese dopo paese, guerre, disastri naturali e cambiamento climatico stanno sradicando dalle loro case ancor più bambini, esponendoli a violenza, malattie e sfruttamento,” ha dichiarato Manuel Fontaine, Direttore dei Programmi di Emergenza dell’UNICEF. “La malnutrizione rappresenta una minaccia silenziosa per milioni di bambini. I suoi danni possono essere irreversibili, impedendo ai bambini lo sviluppo del potenziale a livello mentale e fisico. Nella forma peggiore, la malnutrizione acuta può essere letale.”

In totale, lavorando con i suoi partner, le priorità dell’UNICEF per il 2017 sono focalizzate su:

  • garantire accesso ad acqua sicura ad oltre 19 milioni di persone;
  • raggiungere 9,2 milioni di bambini con istruzione di base formale e informale;
  • vaccinare 8,3 milioni di bambini contro il morbillo;
  • garantire supporto psicosociale ad oltre 2 milioni di bambini;
  • curare 3,1 milioni di bambini colpiti da malnutrizione acuta grave.

Nei primi 10 mesi del 2016, l’UNICEF ha:

  • garantito accesso ad acqua sicura a 13,6 milioni di persone;
  • vaccinato 9,4 milioni di bambini contro il morbillo;
  • garantito accesso ad una qualche forma di istruzione a 6,4 milioni di bambini;
  • curato da malnutrizione acuta grave 2,2 milioni di bambini.

“Nel 2016, per quanto concerne i fondi destinati all’intervento umanitario per area tematica, Il Comitato Italiano per l’UNICEF si è posizionato al 9° posto tra i donatori con 3 milioni di dollari”, ha sottolineato il Presidente dell’UNICEF Italia Giacomo Guerrera.

UNICEF/Siria: nella città sotto assedio di Deir Ez Zor oltre 40.000 bambini in pericolo

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Dichiarazione di Geert Cappelaere, Direttore Regionale UNICEF per Nord Africa e Medio Oriente

“I bambini che vivono nella città assediata di Deir Ez Zor hanno subito un intenso attacco la scorsa settimana. L’acuirsi delle violenze minaccia le vite di 93.000 civili, compresi oltre 40.000 bambini che non ricevono regolarmente assistenza umanitaria da oltre due anni.

Bombardamenti indiscriminati hanno ucciso dozzine di civili e costretto le altre persone a rimanere nelle proprie case. I prezzi del cibo sono aumentati a dismisura fino a raggiungere livelli tra le 5 e le 10 volte superiori rispetto alla capitale Damasco. La mancanza cronica di acqua sta costringendo le famiglie a raccoglierne altra non sicura dal fiume Eufrate, esponendo i bambini a rischi di malattie legate all’acqua. L’assedio rischia di peggiorare la già difficile condizione nutrizionale dei bambini.

L’UNICEF chiede alle parti in conflitto in Siria di liberare immediatamente tutte le città sotto assedio e consentire un accesso sicuro e senza condizionamenti ai bambini a Deir Ez Zor e in tutte le 15 aree sotto assedio nel paese.

Non c’è nulla che possa giustificare un assedio e le terribili sofferenze che subiscono i bambini. I bambini della Siria hanno già pagato il prezzo più alto per una guerra che non hanno voluto”.

UNICEF e altre Agenzie ONU: Dichiarazione congiunta sulla Siria

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In Siria, oggi, ci sono 15 aree sotto assedio, in cui oltre 700.000 persone, fra cui si stimano 300.000 bambini, sono ancora intrappolate.

“Mentre prosegue l’impegno per dare piena attuazione ad una tregua del conflitto in Siria, rinnoviamo l’appello per un accesso immediato, incondizionato e sicuro per poter raggiungere i bambini e le famiglie che sono ancora tagliati fuori dagli aiuti umanitari nel paese.

In Siria, oggi, ci sono 15 aree sotto assedio, in cui oltre 700.000 persone, fra cui si stimano 300.000 bambini, sono ancora intrappolate. Circa cinque milioni di persone, di cui oltre due milioni di bambini, vivono in aree estremamente difficili da raggiungere con assistenza umanitaria a causa degli scontri, dell’insicurezza e dell’accesso ristretto.

In tutta la Siria, le persone continuano a soffrire in quanto prive dei mezzi di base di sostentamento – e in quanto rischiano continuamente di essere esposte a violenze.

Noi –e con noi intendiamo il mondo- non dobbiamo rimanere in silenzio mentre le parti in conflitto continuano a utilizzare come strumenti di guerra la negazione di cibo, acqua, forniture mediche e di altre forme di aiuto.

I bambini sono esposti a rischi sempre più grandi di soffrire per malnutrizione, disidratazione, diarrea, malattie infettive e ferite. Molti di loro hanno bisogno di supporto perché hanno vissuto eventi traumatici, violenze e altre violazioni. Tragicamente, fin troppi bambini, nelle loro giovani vite, hanno conosciuto poco altro oltre che il conflitto e le privazioni.

Gli orrori dell’assedio del distretto orientale di Aleppo sono scomparsi dall’attenzione pubblica – ma non dobbiamo lasciare che i bisogni, le vite e il futuro dei siriani scompaiano dalla coscienza del mondo.

Non dobbiamo permettere che il 2017 veda ripetersi per la Siria le tragedie già avvenute nel 2016”.

 

Direttore Generale del WFP Ertharin Cousin

Direttore Generale dell’UNICEF Anthony Lake

Sottosegretario Generale per gli Affari Umanitari e Coordinatore degli Aiuti di Emergenza Stephen O’Brien

Direttore Generale dell’OMS Margaret Chan

Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati Filippo Grandi

 

Andrea Iacomini (Portavoce UNICEF Italia): “In Siria 7 milioni di bambini vivono in povertà

 

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Assedi spesso impediscono maggiori sforzi umanitari. Urgente soluzione politica del conflitto

“Con l’intensificarsi delle operazioni militari nelle aree di Aleppo, Damasco rurale, Homs rurale, Idleb, Raqqa e Deir ez Zor la crisi umanitaria in Siria non accenna a migliorare anzi è spesso ostacolata dai combattimenti” li dichiara Andrea Iacomini Portavoce UNICEF Italia “Pensavamo che con l’evacuazione da alcune zone a rischio la popolazione sarebbe stata al sicuro ma non è affatto così: basti pensare che il solo intervento militare nella zona di Raqqa ha prodotto oltre 10.000 sfollati e 175.000 bambini a rischio per le difficili condizioni igienico sanitarie e alimentari“ “al netto dei centinaia di morti, tanti sono bambini dell’ultimo anno in Siria e degli oltre 300 bambini reclutati come  soldato  – continua Iacomini – colpisce il fatto che nella regione 7 milioni di bambini vivono in povertà ed oggi risultano ancora più vulnerabili a causa delle rigide temperature. Nonostante i grandi sforzi delle organizzazioni umanitarie è ancora molto difficile raggiungere la popolazione che vive nelle zone assediate. In Siria infatti abbiamo 1/3 degli ospedali fuori uso e il 70% della popolazione senza accesso all’acqua, di cui 1 milione con poco cibo e medicine.”
“L’UNICEF ha risposto a questo grande bisogno portando acqua a 15 milioni di persone sfollate, vaccinando i bambini contro la polio, intervenendo contro la malnutrizione e la povertà ma è impensabile risolvere l’emergenza umanitaria se le parti del conflitto continuano a combattere senza alcun rispetto dei civili da quasi sei anni” –conclude Iacomini.

SIRIA, #ALEPPODAY: IACOMINI (PORTAVOCE UNICEF ITALIA): “ANCORA 4000 BAMBINI INTRAPPOLATI AD ALEPPO EST RISCHIANO DI MORIRE

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NOTIZIE NON CONFERMATE PARLANO DI BAMBINI E CIVILI MORTI SUI BUS A CAUSA DEL SOVRAFFOLLAMENTO DI MASSA”

“Spesso quando si parla di Aleppo e della Siria in generale siamo così assuefatti a ciò che accade che pensiamo sia un film, ma non è così è una orrenda realtà” lo dichiara Andrea Iacomini nel giorno dell’#AleppoDay “Sono almeno 3000 i bambini evacuati da Aleppo Est ma ce ne sono ancora 4000 intrappolati in quel che resta della città di cui molti orfani e senza famiglie, che hanno bisogno di aiuto immediato o rischiano la morte. Mentre l’evacuazione continua notizie non confermate riportano di bambini e civili morti sui bus a causa del sovraffollamento di massa. Un fatto grave, orribile. Occorre vigilare perchè certi fatti, se confermati, non si verifichino, sarebbe paradossale, disumano” prosegue “Bisogna fare in fretta perché ad Aleppo Est sono finiti medicine, acqua e riscaldamento, case ed ospedali sono ridotti in macerie. E’ una corsa contro il tempo. Molti dei bambini evacuati non sono vaccinati. Prima dell’assedio la copertura vaccinale era appena del 30%, copertura che ora è crollata ulteriormente fino alla fine dell’assedio. I bambini di Aleppo hanno vissuto esperienze devastanti durante l’assedio ora sono esposti al trauma ulteriore della continua incertezza d’evacuazione o meno da Aleppo est ed hanno bisogno di assistenza medica immediata” “Oggi in occasione dell’#Aleppoday ci auguriamo che il mondo non si volti dall’altra parte e che dall’Italia parta un grande segnale di solidarietà per questi bambini che vivono un calvario senza precedenti, che non hanno voluto” conclude

Profughi Siria, lettera We Are Onlus a Mattarella

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Lettera aperta della onlus We Are al Presidente della Repubblica Italiana per manifestare l’indignazione per quanto accade in questi giorni alla popolazione civile in fuga da Aleppo.

WeAreOnlus, a seguito delle recenti e continue tragiche notizie sulle repressioni subite dalla popolazione civile in fuga da Aleppo Est, a seguito della nomina del nuovo Ministro per gli Affari Esteri e del nuovo Governo Italiano, ha deciso di scrivere una lettera aperta al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per invitarlo ad utilizzare la sua capacità di persuasione e consiglio per fini umanitari sul nuovo indirizzo di politica estera in fase di attuazione dal Ministro Alfano.

E’ intenzione della onlus bolognese tenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica soprattutto adesso che, con lo spostamento di uno dei fronti di guerra, per la popolazione siriana in uscita da Aleppo Est sembra non esistere via di fuga che possa garantire la sicurezza del diritto a vivere in maniera permanente.

I profughi, infatti, si ritrovano, da un lato, a scappare dalle spietate repressioni del regime di Assad (supportato per oltre il 70% da milizie non siriane) e, dall’altro, a non poter usufruire del sicuro passaggio attraverso il confine turco perchè ostacolati dal muro di contenimento finanziato con fondi europei.

Ecco il testo della lettera:

Egregio Signor Presidente,

 come cittadini del Mondo siamo preoccupati per le sofferenze ed i danni umanitari subiti dalla popolazione siriana. Le scriviamo perchè crediamo fermamente che il nostro Paese, pacifico per cultura, possa e debba fare qualcosa perchè si trovi una soluzione  non-violenta agli incessanti ed indiscriminati bombardamenti su Aleppo e dintorni, soprattutto a partire da quanto accade in questi giorni.

Ogni giorno giungono notizie dal territorio siriano che mostrano il supplizio che civili inermi intenti a muoversi dopo aver subito la perdita delle proprie abitazioni e dopo essere stati costretti a sopravvivere senza viveri ed assistenza sanitaria. E’ inconcepibile ai giorni nostri vedere in atto strategie di repressione verso civili che, per quanto distanti dall’adesione al regime di Assad, sono da considerarsi inermi.

La situazione in continuo divenire accostata dalla notazione delle pratiche brutali di repressione delle milizie lealiste, in gran parte non siriane, ci impedisce di considerare come buon auspicio una semplice, per quanto utile a tanti civili, tregua temporanea.

E’ nostra preoccupazione infatti che tali pratiche di repressione, che reputiamo indegne per l’umanità, continuino incessantemente con lo spostamento del fronte di guerra ed a maggior ragione se si considerano gli impedimenti al passaggio in sicurezza dei tanti profughi derivanti dalla presenza dello spregevole muro di contenimento turco finanziato dalla nostra Unione Europea.

La repressione del dissenso è meritevole di condanna in paesi civilizzati. Ancor più se quello stesso dissenso è generato dai gesti che le forze armate a sostegno del regime di Assad compiono travalicando, nel ventunesimo secolo, persino il semplice buon senso.

Riponendo in Lei, e nella sua capacità di persuasione ed indirizzo, enorme fiducia Le chiediamo di farsi portavoce presso il governo italiano, della diffusa indignazione nell’opinione pubblica italiana per quanto generato dalla strategia di annientamento della popolazione siriana e del suo dissenso e promotore del dialogo necessario ad impedire tali repressioni.

 

Con i nostri rispettosi saluti

 WeAreOnlus è stata fondata da 10 volontari già coinvolti e presenti nell’aiuto verso i rifugiati siriani nei campi turchi e siriani. In particolare, si è prestata sempre attenzione ai bambini e alla loro educazione. Il compito è quello di raccogliere sostegni finanziari e materiali, al fine di organizzare progetti umanitari a sostegno della popolazione siriana e inviare aiuti nei campi profughi.

 

Link utili:

Per info su WeAreOnlus – http://www.weareonlus.org/it/noi-siamo/

Pagina Facebook WeAreOnlus – https://www.facebook.com/WEAREonlus/

 

UNICEF/Aleppo est: evacuati 47 bambini da un orfanotrofio

 

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UNICEF Italia lancia #AleppoDay il 22 dicembre

 

“Questa mattina, tutti i 47 bambini rimasti intrappolati in un orfanotrofio nella zona orientale di Aleppo sono stati portati in salvo. Alcuni di loro erano in condizioni critiche, feriti e disidratati”, ha dichiarato Geert Cappelaere, Direttore regionale UNICEF per Medio Oriente e Nord Africa.

“L’evacuazione di questi orfani, e anche di altre migliaia di bambini nei giorni passati da Aleppo Est, è un barlume di speranza in mezzo a una grigia realtà per i bambini siriani. La loro partenza in sicurezza è una testimonianza degli implacabili sforzi degli operatori umanitari sul campo, che lavorano 24 ore su 24 per i bambini e le loro famiglie”.

“L’UNICEF e i suoi partner stanno prestando assistenza per riunificare i bambini recentemente evacuati con le loro famiglie e per fornire loro cure mediche urgenti e vestiti invernali”.

“Molti bambini vulnerabili, compresi altri orfani e bambini separati dalle loro famiglie, rimangono ancora bloccati nella zona orientale di Aleppo e hanno bisogno di protezione, subito. L’UNICEF ricorda a tutte le parti i loro obblighi, secondo il diritto internazionale umanitario, di proteggere i bambini, ovunque si trovino”.

“Il conflitto in Siria sta per raggiungere il suo sesto anno. Ha sradicato milioni di persone, separato famiglie e privato i bambini delle condizioni basilari di sopravvivenza – e della loro infanzia”.

“Invitiamo tutte le parti in conflitto a battersi per un’immediata soluzione politica a questa guerra. Le vite di milioni di bambini dipendono da questo” ha concluso Geert Cappelaere, Direttore regionale UNICEF.

 

L’UNICEF Italia lancia #AleppoDay il 22 dicembre un giorno dedicato a informare, raccontare e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla condizione dei bambini di Aleppo e di tutta la Siria colpiti dalla guerra. “Bisogna rompere il muro dell’indifferenza che copre questa terribile guerra da quasi sei anni. Sarà una giornata in cui, come UNICEF, cercheremo di sensibilizzare i cittadini su quanto accade in Siria e ad Aleppo, in particolare dove raccoglieremo fondi per inviare coperte e beni di prima necessità ai bambini siriani”, ha dichiarato Andrea Iacomini, Portavoce dell’UNICEF Italia. Chiediamo a tutti, istituzioni, politici, associazioni, esponenti della società civile, singoli cittadini di aderire all’#AleppoDay.

 

E’ possibile aiutare i bambini della Siria con donazioni tramite:

– numero solidale 45566, è possibile donare: 2 euro per ciascun SMS al 45566 inviato da cellulari TIM, Vodafone, WIND, CoopVoce; 2 euro per ciascuna chiamata fatta al 45566 da rete fissa Vodafone; 2 oppure 5 euro per ciascuna chiamata effettuata al 45566 da rete fissa TIM e Infostrada.

– sito-web www.unicef.it

– bollettino di c/c postale numero 745.000, intestato a UNICEF Italia,

– telefonando al Numero Verde UNICEF 800 745 000

–  bonifico bancario sul conto corrente intestato a UNICEF Italia su Banca Popolare Etica: IBAN IT51 R050 1803 2000 0000 0510 051

– il Comitato UNICEF della tua città, elenco sul sito www.unicef.it

 

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