Sopra il cielo dell’Etna: lo scatto che ha fatto innamorare la Nasa.

L’astrofotografo siracusano Dario Giannobile stupisce e cattura l’attenzione della Nasa, che sceglie come scatto del giorno la sua foto. Ad essere immortalato è l’Etna in piena attività vulcanica, con nubi lenticolari sulla sommità, la cui bellezza raggiunge il culmine con la congiunzione della luna brillante con la stella Aldebaran, appartenente alla costellazione del Toro.

Un’immagine che incanta per bellezza ed unicità. Ad essere protagonista l’Etna che, come un gigante in ombra dal quale fuoriescono lava e lapilli, viene sovrastato in cielo da nubi lenticolari allineate perfettamente con il cono vulcanico. Ma non finisce qui, a rendere unico lo spettacolo immortalato dal noto astrofotografo siracusano Dario Giannobile è la presenza della luna, brillante ed in congiunzione con la stella Aldebaran, appartenente alla costellazione del Toro. Impossibile rimanere indifferenti a cotanta bellezza e a tal proposito, la Nasa ha scelto l’immagine come fotografia astronomica del giorno Apod (Astronomy Picture Of the Day), che sarà pubblicata su tutti i canali web e social dell’ente spaziale americano, facendo il giro del mondo. Lo scatto risale all’eruzione avvenuta tra il 27 e il 28 luglio, quando in piena attività vulcanica presso il Nuovo cratere di sud-est Giannobile, giunto sul luogo dopo aver saputo dai media della notizia di un’eruzione, nel tentativo di riprendere il bagliore rossastro nel cielo, qualche sbuffo del cratere di sud est e parte della colata sul versante sud, si è accorto invece della formazione delle nubi, allineatesi dal versante ovest in continuo movimento anche se apparentemente immobili. La loro formazione è dovuta dall’incontro del vento ed una montagna o vulcano, che ne altera così il percorso; un processo simile ad onde che si formano con il lancio di un sasso in uno specchio d’acqua.

Non si tratta della prima volta da protagonista per Giannobile con i suoi scatti: a  gennaio, lo scatto con un arcobaleno rosso viene selezionato come Epod (Earth Science Picture of the Day). A marzo, sempre l’ente spaziale sceglie la foto effettuata a Punta Asparano nel cielo di Siracusa, raffigurante l’allineamento tra Luna, Venere e Giove. 

Anche il gigante più alto della placca euroasiatica é stato oggetto di attenzione da parte della Nasa: nel settembre 2018 con il celebre scatto dell’astrofotografa siciliana Marcella Giulia Pace con una grandissima luna per via di un’illusione ottica a fare da sfondo al vulcani, mentre l’osservatorio astronomico di Greenwich ha scelto tra le fotografie del suo prestigioso concorso fotografico, quello della regista Alessia Scarso dell’eclissi parziale di luna sul vulcano.

Sicilia in fiamme: distrutta la Riserva Naturale delle Saline di Priolo.

La Sicilia lambita dalle fiamme, ieri, per colpa delle alte temperature, forti raffiche di vento ed atti dolosi. Da Catania a Trapani fino a Siracusa, dove a farne le spese è stata la Riserva Naturale delle Saline di Priolo Gargallo. Attimi di paura, durante i quali sono andati distrutti i capannoni e tutta la vegetazione, in salvo tutte le specie protette. Arrestato dai Carabinieri il piromane responsabile dell’incendio.

Una giornata da dimenticare, anche se con difficoltà, quella di mercoledì 10 luglio per la Sicilia, che si è  trovata cinta dalle fiamme. Le altissime temperature ed il forte vento hanno alimentato vasti incendi: la situazione più critica quella del litorale della Plaia a Catania, dove i mezzi aerei del corpo Forestale, della Marina militare ed i pompieri hanno cercato di domare le fiamme sotto gli occhi impauriti dei bagnanti. Tra loro, 40 bambini, messi in salvo da gommoni e mezzi navali dei Vigili del fuoco, della Guardia costiera e Capitaneria di porto. Evacuate invece, 750 persone delle quali almeno 400 turisti da un villaggio vacanze di San Vito Lo Capo nel Trapanese. Piccoli focolai hanno inoltre interessato il tratto vicino Melilli dell’autostrada Siracusa-Gela e la località balneare di Agnone Bagni frazione di Augusta. “Un inferno” definita la situazione nel Siracusano: colpito il lato est della centrale Enel Archimede di Priolo Gargallo dove, anche qui, con il supporto dei canadair, Vigili del fuoco gli uomini della Forestale e Protezione civile, si è riusciti a domare le fiamme che hanno raggiunto il litorale della Marina di Priolo e la Riserva Naturale delle Saline, area protetta istituita nel 2000 e gestita dalla Lipu, dove in questi giorni i fenicotteri erano tornati a nidificare per il quinto anno consecutivo. Tristezza e sgomento per il “vero paradiso per i fenicotteri in Sicilia” da parte dei cittadini, che hanno inviato messaggi di solidarietà sulla pagina social dove Fabio Cilea, direttore della Riserva, ha fatto il resoconto dei danni causati dai roghi: “tutti i capannoni, tranne due, sono andati distrutti così come tutte le piante, ma ricominceremo a lavorare con maggiore impegno”. A far sperare è la notizia della salvezza delle specie di uccelli presenti, compresi tutti i fenicotteri. Ad appiccare il vasto incendio di Priolo, sarebbe stato un ex militare della Guardia di Finanza di 62 anni originario di Messina, ma residente da anni a Siracusa, identificato ed arrestato dai Carabinieri in prossimità dei roghi.

Siracusa: Magris, Canfora, Costa e Cantarella per un viaggio tra i temi dei poeti classici

Tutto pronto all’Orecchio di Dionisio, nel Parco Archeologico della Neapolis di Siracusa, per i quattro appuntamenti organizzati dalla Fondazione Inda che, dal 19 giugno all’1 luglio, vedranno ospiti: Carlo Magris, Luciano Canfora, Lella Costa ed Eva Cantarella per affrontare i temi narrati dai grandi poeti classici in linea con il tema di quest’anno delle tragedie: Donne e guerra.

Uno scenario straordinario: l’orecchio di Dionisio, grotta il cui nome venne dato per la sua forma, dal pittore Caravaggio durante il suo soggiorno a Siracusa, scenario di un appuntamento di elevato spessore culturale per affrontare i temi narrati dai grandi poeti classici. Quattro giorni che vanno dal 19 giugno all’1 luglio, per quattro incontri organizzati dalla Fondazione Inda che rientrano nel programma della Stagione 2019 “Donne e Guerra” e vedranno susseguirsi all’interno del Parco Archeologico della Neapolis, con ingresso libero fino ad esaurimento posti, le più grandi figure del mondo della cultura, dello spettacolo e della letteratura italiana e internazionale.

Il primo incontro è il 19 giugno con la partecipazione del critico, scrittore e saggista Claudio Magris che interverrà su Alcesti, Euridice e l’idea del tempo. Magris in molti dei suoi romanzi e racconti, come Alla cieca e Lei dunque capirà, rivisita o crea l’eco intima e contemporanea di miti e drammi greci la cui forza emerge indirettamente anche nel suo ultimo racconto: Tempo curvo a Krems.
Dopo il critico, mercoledì 25 giugno é  la volta di Luciano Canfora, storico del mondo antico, filologo e profondo conoscitore della cultura classica. Sarà  lui a soffermarsi sul tema Il colpo di stato di Lisistrata: non solo nella commedia di Aristofane ma anche nella realtà contemporanea del V secolo ad Atene, Lisistrata segna una precisa presa di posizione che ha anche una natura politica contro democratici e demagoghi.
Il 29 giugno, l’attrice e scrittrice Lella Costa dialogherà con Margherita Rubino. Il tema dell’incontro è Donne e guerra in Aristofane. Lella Costa, rileggerà, a distanza di 2.500 anni dalla questione femminile a partire dalla Commedia antica, monologhi e scene della “trilogia al femminile” di Aristofane: Festa delle donne, Lisistrata e Donne all’assemblea.
A chiudere la serie di incontri l’1 luglio Eva Cantarella, una delle più importanti studiose del mondo antico che affronterà l’argomento Donne e misoginia nel mondo antico. Autrice del saggio L’ambiguo malanno, libro tradotto in decine di paesi, ripercorrerà episodi e vicende del dramma antico, a partire da Ippolito di Euripide, concentrando l’attenzione sulla misoginia e sull’introduzione di stereotipi in uso ancora oggi.

Catania, arriva il veliero Amerigo Vespucci

La nave scuola più bella del mondo inaugura la Campagna di Istruzione 2019 e per l’occasione è previsto il suo arrivo a Catania. Tre giorni, dal 13 al 16 giugno, per visitare il veliero dalle fattezze straordinarie, la cui bellezza risiede nel mantenere ancora antiche tradizioni.

Vento in poppa per la “nave più bella del mondo”, l’Amerigo Vespucci, pronta a solcare i mari per raggiungere, dopo nove anni di assenza, Catania. Un’occasione unica per poter godere della sua magnificenza in tre giorni: il 13 giugno dalle 15.30 alle 20.30; il 14 giugno dalle 15.30 alle 20.30; il 15 giugno dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 20.30. Il veliero della Marina Militare costruito come nave scuola per l’addestramento degli allievi ufficiali, inaugura la prima fase della Campagna di Istruzione 2019, con lo scopo di addestrare gli allievi volontari provenienti da La Maddalena, scuola per sottufficiali, e diffondere a livello mondiale i valori e la storia della Marina Militare. Giovedì 13, il comandante del veliero, capitano di vascello Stefano Costantino, terrà una conferenza stampa a bordo per presentarlo e per far conoscere le attività che lo vedranno protagonista durante la sosta nel porto siciliano. Nel corso del periodo a bordo i 98 Allievi marinai, tra cui 28 donne, saranno impegnati in numerose attività didattiche e di addestramento. Dopo la sosta a Catania è previsto il cambio di rotta verso Cagliari, con la prospettiva di tornare alla fine del mese a Livorno, dove saliranno a bordo gli allievi della prima Classe dell’Accademia navale per dare inizio alla Campagna d’istruzione. Quest’anno i cadetti, durante i tre mesi circa di navigazione, avranno la possibilità di veleggiare dall’oceano Atlantico e dal nord Europa fino al mar Baltico.

La storia del veliero più famoso d’Italia, e non solo, comincia nel 1930 progettato, insieme al gemello Cristoforo Colombo, dall’ingegnere Francesco Rotundi, tenente colonnello del Genio navale e direttore dei Regi cantieri navali di Castellammare di Stabia, luogo dove fu varata il 22 febbraio 1931. La sua bellezza consiste nel mantenere in vita vecchie tradizioni e fattezze strutturali: 26 vele ancora in tela olona (tessuto grezzo, pesante e resistente) e cime in materiale vegetale. Tutte le manovre vengono rigorosamente eseguite a mano; gli ordini a bordo vengono impartiti dal comandante, tramite il nostromo, con l’utilizzo del fischietto; l’imbarco e lo sbarco di un ufficiale avviene con gli onori al barcarizzo (l’apertura del parapetto di una nave, attraverso la quale si accede al ponte dall’esterno, mediante una scala o una passerella) a seconda del grado dell’ospite. In occasione delle Olimpiadi di Roma del 1960 ha trasportato via mare la fiamma olimpica dal Pireo a Siracusa. Memorabile fu l’incontro nel Mediterraneo con la portaerei statunitense USS Independence, nel 1962, che lampeggiò con il segnalatore luminoso: «Chi siete?», a cui fu risposto: «Nave scuola Amerigo Vespucci, Marina Militare Italiana». La nave statunitense ribatté: «Siete la più bella nave del mondo».

Cassibile, rinviato il sequestro del presepe di cartapesta più grande d’Italia

Il presepe di cartapesta di Cassibile, la cui tradizione è portata avanti dal socio fondatore e presidente dell’associazione “Gruppo Cartapesta” Vincenzo Cianci, mercoledì ha rischiato di chiudere i battenti, poiché ne è stato disposto il sequestro, rinviato all’11 luglio. Nel frattempo, si moltiplicano gli appelli e la solidarietà per un bene che ha ricevuto riconoscimenti anche dallo storico dell’arte Paolo Giansiracusa.

Una vicenda che non smette di destare stupore e delusione tra i cittadini della città di Siracusa e non solo, quella del presepe di cartapesta di Cassibile, il più grande d’Italia, condannato ad un futuro incerto a causa della momentanea indifferenza dell’amministrazione comunale aretusea. Un problema, che la nostra testata aveva evidenziato a gennaio: https://thedailycases.com/cassibile-il-presepe-di-cartapesta-piu-grande-ditalia-rischia-di-scomparire/.

Ebbene, ci sarebbero degli sviluppi. Mercoledì era stato disposto, con apposizione di sigilli, il sequestro dell’area, che accoglie l’opera curata e portata avanti da Vincenzo Cianci, procedura che però non è stata portata a termine per il riscontro da parte dell’ufficiale giudiziario, dopo un giro di ispezione, di incongruenze nei documenti rilasciati dalla controparte, comportando il rinvio in data 11 luglio. Un’opera d’arte a grandezza naturale, finanziata con i soldi dell’amministrazione comunale, per poi essere dimenticata dallo stesso. Il suo travaglio ha inizio a gennaio 2017, a seguito di una lite tra i proprietari del fondo e il signor Cianci. In seguito il Comune ha disposto il verbale di infrazione urbanistica a seguito di controlli da parte dell’ Ufficio Tecnico che ha riscontrato in loco una serie di infrazioni a causa delle quali è stato disposto l’ordine di ripristino dei luoghi. A febbraio 2017 viene emessa l’ordinanza di demolizione per abusivismo. Dopo l’emissione della suddetta ordinanza il signor Cianci, richiede l’assegnazione per novantanove anni del diritto di superficie di un lotto di terreno del Comune di Siracusa mai ricevuto. Il signor Cianci, pertanto, procede alla demolizione del Presepe ricostruendolo su ruote, ma nonostante ciò, a seguito dell’accertamento della Polizia Municipale del dicembre 2018 viene emesso il verbale di inottemperanza alla demolizione da parte del Comune di Siracusa con l’irrogazione di una sanzione amministrativa. Il 7 marzo 2019 si ha l’archiviazione del procedimento penale a carico del signor Cianci da parte della Procura di Siracusa con le dichiarazioni della Polizia Municipale per assenza di abusivismo edilizio. Nonostante l’archiviazione, i proprietari del fondo hanno comunque ottenuto il sequestro dell’area dove sorge il Presepe dal Tribunale di Siracusa.

Vane sono state le richieste fatte dal signor Cianci, nel tentativo di poter risvegliare l’amministrazione, per poter preservare l’opera, attrazione di scolaresche e turisti provenienti da ogni parte d’Italia. Più volte ha ribadito di voler rispettare le disposizioni della legge, ma di non accettare il fatto che il Comune non faccia nulla e di conseguenza, continua a vivere con la paura di non poter avere la certezza che il presepe possa continuare ad esistere per le generazioni future quando lui non ci sarà più. Non resta che attendere un intervento tempestivo dell’amministrazione comunale per un’opera che, ha ricevuto riconoscimenti anche dallo storico dell’arte Paolo Giansiracusa nel lontano 2015, quando il presepe ha rischiato di scomparire a causa di un incendio: “Vincenzo Cianci” dice lo storico “Con il suo presepe monumentale, attrazione di Cassibile e di tutto il comprensorio della Sicilia Orientale, ha compiuto un lavoro antropologico degno della grande tradizione incarnata da Giuseppe Pitré ed Antonino Uccello […]. “C’era nelle espressioni delle figure, nella gestualità dei personaggi, un citazionismo colto che risvegliava nella memoria del visitatore esempi alti della cultura artistica europea. Le tecniche esecutive applicate non erano dissimili da quelle degli scultori-scenografi teatrali”.

Vanessa Redgrave ospite a Siracusa per ritirare l’Eschilo d’Oro 2019

Il celebre riconoscimento consegnato dalla Fondazione Inda di Siracusa alle personalità che internazionalmente si sono distinte nel teatro classico e negli studi sulla classicità greca e latina, sarà consegnato all’attrice britannica Vanessa Redgrave il 12 giugno al Teatro Greco della città  aretusea.

Aspettative ripagate per l’attesa del nome, svelato sabato mattina scorso alla conferenza stampa dell’Inda, dell’attrice che ritirerà l’Eschilo d’Oro a Siracusa: Vanessa Redgrave, nata a Londra nel 1937 e sposata con l’attore Franco Nero dal 2006. L’attrice britannica dai penetranti occhi azzurri e contraddistinta da un’eleganza interpretativa che infonde nei ruoli teatrali e cinematografici, il 12 giugno riceverà al Teatro Greco di Siracusa il prestigioso riconoscimento assegnato sin dal 1960 dalla Fondazione Inda alle personalità che si sono internazionalmente distinte nel teatro classico e negli studi sulla classicità greca e latina tra gli stranieri. Tra i nomi omaggiati  in passato: i registi Theo Anghelopulos, Ariane Mnouchkine e Peter Stein ma anche gli attori Vittorio Gassman, Giorgio Albertazzi e Irene Papas. Una scelta non casuale, ad un’attrice alla quale la storia mondiale del cinema e del teatro deve molto, e se ne ha prova nei numerosi riconoscimenti ricevuti durante la sua carriera: nel 1978 il premio Oscar come attrice non protagonista per Giulia, il film diretto da Frank Zinnemann con Jane Fonda; sei nomination all’Oscar; la consegna di due Golden Globe; un Bafta. E ancora: due Prix al Festival di Cannes; la Coppa Volpi a Venezia; due Emmy e, in campo teatrale, un Tony Award e un Olivier Award, entrambi come miglior attrice. Nel 2018, insieme al regista David Cronenberg, le viene conferito il Leone d’oro alla carriera della 75ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

Numerose le produzioni teatrali di cui è stata interprete con i testi di William Shakespeare, Anton Čechov, Henrik Ibsen e Bertolt Brecht. In ambito cinematografico si possono annoverare pellicole come: Blow Up di Michelangelo Antonioni, che l’ha lanciata nel panorama internazionale; Storia di una capinera di Franco Zeffirelli; Assassinio sull’Orient Express di Sidney Lumet; Un amore senza tempo di Lajos Koltai… L’attrice ha vestito anche i panni di Andromaca nelle Troiane di Micheal Cacoyannis ed è stata protagonista di produzioni televisive di grande qualità come Fania. Da sempre impegnata nella battaglia per la difesa dei diritti umani, Vanessa Redgrave è ambasciatrice dell’Unicef ed il 12 giugno, prima di ricevere l’Eschilo d’oro, presenterà al Teatro comunale di Siracusa “Sea Sorrow-Il dolore del male, film documentario realizzato da regista nel 2017 e basato sulla storia dei rifugiati in Europa, in particolare bambini rifugiati. Una proiezione organizzata dalla Fondazione Inda in collaborazione con l’Ortigia Film Festival.

Sicilia en Primeur, l’annuale anteprima di vini siciliani a Siracusa

Sicilia en Primeur, l’evento annuale di Assovini Sicilia rivolto alla stampa e ai professionisti di settore approda a Siracusa per la sua sedicesima edizione. Un appuntamento che ogni anno vuole far conoscere le aziende di Assovini Sicilia e le maggiori attrazioni artistiche, archeologiche e paesaggistiche dell’isola.

Rossi, bianchi, rosati, passiti, liquorosi, spumanti e novelli, molte sono le varietà del vino ricavate dalla fermentazione del mosto d’uva, a loro ed al lavoro svolto dai produttori è stato dedicato l’evento annuale “Sicilia en Primeur”, giunto alla sedicesima edizione, cominciato il 6 maggio e conclusosi il 10 all’Ex Convento del Ritiro nell’isola di Ortigia, a Siracusa. Organizzato da Assovini Sicilia e curato da Ais Sicilia, Associazione Italiana Sommelier, delegazione della città aretusea, l’evento rivolto alla stampa ed ai professionisti del settore ha concluso gli appuntamenti più importanti dell’anno per le aziende del vino siciliane, dopo Prowein e Vinitaly. A rendere unici i cinque giorni, sono state le degustazioni; i seminari tecnici guidati dai Master of Wine, consulenti appartenenti all’associazione esclusiva di esperti di vino esistente al mondo; visite in cantina e tour culturali per la Sicilia, durante i quali oltre 100 giornalisti provenienti da tutto il mondo, suddivisi in 8 gruppi, hanno avuto modo di confrontarsi con le migliori realtà produttive e visitare alcuni dei principali beni Unesco dell’isola.

“È così-dice Allessio Planeta, presidente di Assovini Sicilia- che la valorizzazione del vino passa anche attraverso la valorizzazione del territorio e, contemporaneamente, il vino diventa una delle chiavi di lettura più importanti della nostra regione”. L’ultimo giorno, riservato al walk around tasting, un’occasione per mostrare i mille volti del vino siciliano con una degustazione di vini delle cinquanta aziende partecipanti. “La Sicilia – ha dichiarato Edy Bandiera, l’assessore regionale Agricoltura e Pesca – si conferma il territorio più vitato del Paese e la Regione italiana alla quale l’Ue assegna le maggiori risorse comunitarie per il comparto: oltre 55 milioni di euro, a testimonianza della capacità di spesa e di piena attuazione degli obiettivi prefissati dal Programma europeo. E’ con questi numeri che la Sicilia ha appena chiuso i battenti del Vinitaly 2019, registrando piena soddisfazione da parte di aziende, produttori e visitatori, oltre che una grande affluenza qualificata”.

“Caravaggio experience”, dialogo tra Caravaggio e Minniti e realtà virtuale a Siracusa

Inaugurata ieri la mostra “Caravaggio. Per una crocifissione di Sant’Andrea” fino al 10 gennaio 2020 nel Palazzo della Soprintendenza di Siracusa. A dialogare con la Crocifissione di Sant’Andrea della collezione privata Spier di Londra, gemella a quella di Cleveland, due opere di Mario Minniti, amico e allievo durante il soggiorno siracusano. A maggio un percorso virtuale dell’esperienza creativa del Merisi nell’ipogeo della città.

Il taglio di un nastro che cela dietro di sé una stanza buia, contenente la Crocifissione di Sant’Andrea, con un gioco sapiente delle luci per rievocare la cifra stilistica di uno dei più importanti artisti di fine ‘500 e primi anni del ‘600, che ha contribuito a creare una vera e propria maniera, Michelangelo Merisi da Caravaggio. Ieri a Siracusa, alla presenza del sindaco Francesco Italia, il presidente della Regione Nello Musumeci e la soprintendente Irene Donatella Aprile, l’inaugurazione della mostra “Caravaggio. Per una crocifissione di Sant’Andrea” aperta al pubblico fino al 10 gennaio 2020 nel Palazzo della Soprintendenza. Curata dagli storici dell’arte Pierluigi Carofano e Nicola Barbatelli e organizzata da Sicilia Musei con il patrocino della Regione Siciliana, Assessorato regionale dei Beni Culturali, soprintendenza dei Beni Culturali e Ambientali della provincia di Siracusa e la città aretusea.

Un primo step della “Caravaggio experience” che, oltre alla tela del Merisi 198×148,5 della collezione privata Spier di Londra, vedrà in esposizione anche due tele dell’amico e allievo Mario Minniti provenienti dal Polo Museale di Messina: Miracolo della vedova di Naim e Maddalena ai piedi della croce; insieme ad un dialogo con l’altra opera del maestro della luce nella Chiesa di Santa Lucia alla Badia, Il seppellimento di Santa Lucia. Il secondo step è previsto il 15 maggio dove, nell’ipogeo della città, a due passi dalla mostra, con proiezioni, realtà virtuale e suggestioni sonore, il visitatore sarà accompagnato in un percorso che ripropone l’esperienza creativa del pittore. Due le tematiche prevalenti: il soggiorno siciliano dell’artista ed il tormento degli ultimi anni di vita. La città aretusea è la prima in Italia che vede il ritorno dell’opera gemella di quella conservata nel museo di Cleveland, dove è stata esposta anche essa nel 2017 per sostituire l’originale durante un restauro. Benché identiche, le due tele presentano delle differenze, quella della collezione Spier raffigura gli ultimi istanti di vita del martire precedenti alla crocifissione, che in quella di Cleveland è già compiuta. Non era inusuale per il maestro della luce dipingere versioni gemelle delle sue stesse opere, sia per una questione economica sia per il fatto di non essere mai soddisfatto, tra i casi più noti: Il Fanciullo morso dal Ramarro, il Suonatore di liuto, San Francesco in meditazione, la Medusa.

“Donne e guerra”, Euripide e Aristofane per le rappresentazioni classiche di Siracusa

Dal 9 maggio al 6 luglio 2019 il 55esimo ciclo delle rappresentazioni classiche nel Teatro Greco di Siracusa, dal tema “Donne e guerra: Le Troiane, Elena e Lisistrata”, figure carismatiche a condanna della violenza generata dai conflitti. «Una proposta culturale-dice Pier Francesco Pinelli, consigliere delegato Inda- e teatrale nel solco di una ricerca innovativa ma anche di approfondimento, riflessione e divulgazione del teatro antico».

Un grido di disappunto, per gli atti nefandi che l’uomo arreca ai suoi simili per mezzo delle guerre, si propaga dalla cavea del Teatro Greco di Siracusa e ad esserne fautrici sono le donne, vittime e protagoniste di miti e leggende. Dal 9 maggio fino al 6 luglio 2019, sarà possibile immergersi nell’emozionante ciclo di rappresentazioni classiche che, quest’anno, giunto alla 55esima edizione vedrà come tema “Donne e guerra”: “Le Troiane”, “Elena” e la commedia di Aristofane “Lisistrata”, tre nuove produzioni inserite dalla Fondazione Inda- Istituto Nazionale del Dramma Antico. I titoli esprimono con modi, trame e personaggi tra loro diversi, una critica contro tutti i conflitti. Ne “Le Troiane” di Euripide, tragedia straziante e corale, per la quarta volta in scena dopo le edizioni del 1952, 1974 e 2006, le prigioniere troiane, sono rese schiave e soggiogate dagli eroi greci che hanno vinto la guerra di Troia.

Il dolore delle donne più illustri, Ecuba, Cassandra, Polissena, Andromaca esplode in episodi distinti e mette in risalto l’ineluttabilità del destino di morte e violenza, con cui la volontà di potenza che domina l’universo maschile ha schiacciato l’universo femminile. “Elena“, messa in scena nel 1978, è invece una tragedia sui generis, a tratti comici, nella quale Euripide propone una inquietante dialettica tra vero e falso, tra realtà e apparenza con una vicenda parallela a quella narrata da Omero, dove la vera Elena è stata portata da Hermes nell’isola di Faro in Egitto ed è solo la “sua immagine” ad essere andata con Paride a Troia, dove si consumerà l’inutile strage. In “Lisistrata”, dopo l’edizione del 2010, l’ eroina e portatrice di pace, induce le donne ateniesi, spartane, tebane a uno sciopero del sesso e costringendo gli uomini a stipulare la pace.

Siracusa e Caravaggio, in arrivo la Crocifissione di Sant’Andrea tela gemella di quella esposta a Cleveland

Il 13 aprile sarà inaugurata a Siracusa la mostra in itinere su Caravaggio e l’amico Mario Minniti, organizzata dalla Soprintendenza e l’assessorato regionale ai Beni culturali fino al 10 gennaio 2020. A dialogare con “Il seppellimento di Santa Lucia” dipinta dal Merisi per la città, la tela con la “Crocifissione di Sant’Andrea” gemella di quella già esposta nel museo d’arte di Cleveland.

Un’arte solenne, dove predomina la realtà con un utilizzo maestoso della penombra e della luce tali da rendere ciò che si ha davanti agli occhi espressione di naturalezza e di una drammatica potenza espressiva, appartenente al pittore e maestro della luce Caravaggio, pseudonimo di Michelangelo Merisi. A beneficiare di tanta bellezza, la città di Siracusa, dove il 13 aprile sarà  inaugurata la mostra “Caravaggio Experience” curata dalla Soprintendenza e l’assessorato regionale ai Beni culturali, che proseguirà fino al 10 gennaio, dedicata al pittore e al suo amico Mario Minniti, conosciuto durante gli ultimi anni romani e che gli fu accanto durante il suo soggiorno nella città aretusea. Atteso l’arrivo  della “Crocifissione di Sant’Andrea” opera gemella della più celebre del museo di Cleveland, proveniente dalla collezione privata Spier di Londra, ed in precedenza appartenuta alla Back Vega di Vienna, come specificato dal quotidiano La Sicilia di oggi.

Un’occasione unica, poiché l’opera dialogherà con “Il seppellimento di Santa Lucia” sull’altare maggiore della chiesa di Santa Lucia alla Badia a piazza Duomo con un percorso itinerante: il capolavoro in prestito sarà esposto nella sala Caravaggio della Soprintendenza, in piazza Duomo, a pochi passi dalla chiesa dove si trova il quadro dipinto dal pittore a Siracusa. Poco distante, entrando da un portone nelle mura dell’arcivescovado, si potrà ammirare la mostra dedicata a Mario Minniti allestita tra l’intrico di vie dell’Ipogeo siracusano. «Il dialogo tra le due opere di Caravaggio – dice Fabio Granata, assessore alla Cultura del Comune – consentirà il miracolo della percezione di un paesaggio caravaggesco originale e inedito, reso ancora più suggestivo dalla contestuale “Caravaggio Experience” allestita nel tratto sotterraneo della stessa piazza, nel cuore dei suoi misteriosi ipogei». Saranno esposte alcune opere di Minniti per completare il contesto espositivo, dove si potrà assistere all’arte pittorica basata sulla “maniera” caravaggesca dell’artista siciliano e siracusano”.

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