Presentazione libro “Sos Stato di Diritto” e della risoluzione sul diritto alla conoscenza

La Lidu Onlus ha preso parte alla conferenza, che si è svolta il 7 Aprile, volta a far conoscere l’importanza della battaglia per l’affermazione del diritto umano alla conoscenza

20160407_151553A cura di Ilaria Nespoli

Roma, 13 Aprile – In data 7 aprile ’16, la Sioi – la Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale – ha organizzato la conferenza relativa alla presentazione del libro “Sos Stato di Diritto” contenente gli atti del convegno dal titolo “Universalità dei diritti umani per la transizione verso lo Stato di Diritto e l’affermazione del diritto alla conoscenza”, organizzata dal Partito Radicale Nonviolento assieme a Non c’è pace Senza Giustizia e Nessuno tocchi Caino, con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale lo scorso 27 luglio presso il Senato della Repubblica. Avendo già partecipato al suddetto convegno, anche in questa occasione la Lidu Onlus ha ritenuto importante prender parte ad una conferenza volta a far conoscere l’importanza della battaglia per l’affermazione del diritto umano alla conoscenza. Come evidenziato dal Presidente della Sioi, Franco Frattini, il diritto alla conoscenza si declina in diversi modi. In particolare, si è fatto riferimento al diritto alla coscienza quale diritto di ciascuno di noi a conoscere le decisioni stabilite dai governi al fine di ricostruire il percorso che ha condotto a quella specifica deliberazione. E’ evidente come il diritto alla conoscenza così declinato rappresenti un aspetto fondamentale dello Stato di Diritto, senza il quale esso non può dirsi pienamente realizzato. A tal proposito, Frattini ha citato una vicenda di estrema attualità che oggi investe pienamente tale diritto: il caso Regeni, in cui lo Stato italiano sta rivendicando il diritto a conoscere in base a quali atti ed omissioni si è giunti alla tortura e alla barbara uccisione del nostro giovane connazionale. “L’Egitto dimostri di essere Stato di diritto, altrimenti i rapporti fra il nostro paese e il governo egiziano dovranno essere rivisti” ha concluso con fermezza l’ex Ministro degli Esteri. Un passaggio importante della conferenza è stato rappresentato dal messaggio di Marco Pannella, il vero “animatore di tutto questo lavoro”, come lo ha definito Matteo Angioli, membro del Consiglio generale del Partito radicale, fra i principali curatori del libro e dell’intero progetto. Pannella ha evidenziato come quella per lo Stato di Diritto e per il diritto alla conoscenza sia una lotta che deve essere portata avanti oggi, poiché “il diritto vive come legge non come richiamo astratto di tipo legale”. Quindi, Angioli ha ripercorso le tappe fondamentali di questa battaglia iniziata nel dicembre 2013, e proseguita con la redazione di un progetto di risoluzione da proporre all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Un progetto che ha visto il contributo di giuristi ed esperti di politica estera, e che oggi si avvale della collaborazione anche della Società italiana per l’organizzazione internazionale (Sioi), Istituto affari internazionali (Iai). Un ulteriore banco di prova di questa iniziativa transpartitica sarà rappresentato il mese prossimo quando, come annunciato dallo stesso Angioli,  una delegazione formata da membri del Partito Radicale Nonviolento assieme a Non c’è Pace Senza Giustizia e Nessuno tocchi Caino si recherà nella sede delle Nazioni Unite di Ginevra per evidenziare un primo campanello di allarme nell’erosione dello Stato di diritto che trova molti esempi nel mondo. Questo partendo dal presupposto che lo Stato di Diritto e la Democrazia non devono essere intese come una conquista ottenuta una volta per sempre ma come un cammino fatto di stratificazioni successive in cui è necessario andare avanti, evidenziato da Benedetto dalla Vedova, intervenuto in qualità sottosegretario del Ministero degli Affari Esteri, fra i promotori dell’iniziativa. Ma quali sono i contenuti essenziali della risoluzione sul diritto alla conoscenza? Sul punto sono intervenuti Francesca Graziani e Natalino Ronzitti, rispettivamente professore associato e professore emerito di diritto internazionale, i quali hanno posto l’accento sull’autonomia che tale diritto deve avere rispetto al diritto all’informazione, al diritto alla verità e al diritto d’opinione, attenendo strettamente al rapporto fra lo Stato ed il cittadino. Infatti, affinché i cittadini partecipino pienamente alla cosa pubblica, è fondamentale che essi abbiano la possibilità di controllare l’operato dei pubblici poteri in maniera trasparente. A loro volta le autorità pubbliche hanno il dovere di rispettare tale diritto, impedendo che eventuali deroghe ad esso sicurezza diventino la regola. Un diritto, quello alla conoscenza che così com’è concepito non può che trarre la sua linfa vitale dalla forza creativa del dialogo, come evidenziato da Elisabetta Zamparutti, tesoriere di Nessuno Tocchi Caino. Tuttavia, per potersi esplicare pienamente il diritto alla conoscenza non può e non deve prescindere dal diritto all’educazione, come evidenziato dall’ambasciatore del Regno del Marocco in Italia, S.E. Hassan Abouyoub nella sua relazione: “Prima dei diritto alla conoscenza è fondamentale il diritto all’educazione, perché una persona formata è in grado già di differenziare fra buona e cattiva informazione”. Ciò, ha spiegato l’Ambasciatore, vale soprattutto nel mondo digitale in cui spesso non siamo preparati a canalizzare la molteplicità di informazioni da cui siamo investiti. Quindi, l’Ambasciatore ha sottolineato la necessità di rivedere il ruolo dello Stato nella società civile al fine di creare un sistema multilaterale capace di gestire le sfide comuni, quali la conoscenza. Infine, sull’importanza della campagna per portare il diritto alla conoscenza all’attenzione del Parlamento dell’Uomo quale è l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, si è espresso anche Giulio Terzi di Sant’Agata, oggi Presidente del Global Commitee for the Rule of Law, il quale l’ha definita come “una battaglia che rappresenta l’opera omnia dell’impegno politico di Marco Pannella per arrivare a una democrazia più compiuta, basata su un’opinione pubblica razionalmente formata”.

Diritti Umani, a Marco Pannella il premio Paolo Ungari 2014

La Lidu onlus ha conferito al leader radicale il prestigioso riconoscimento legato al rispetto e alla difesa dei Diritti Umani

 

 

2945232Roma, 15 dicembre – L’11 dicembre sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e con il Patrocinio del Senato della Repubblica in collaborazione con la SIOI – Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale, è stato conferito il premio Paolo Ungari a Marco Pannella. Il riconoscimento legato al rispetto e alla difesa dei Diritti Umani, che ha luogo ogni anno in concomitanza della giornata che celebra la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, è stato  istituito dalla Lidu onlus per commemorare  Paolo Ungari, Presidente della Commissione per i Diritti Umani presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e docente della cattedra di Diritti dell’uomo della L.U.I.S.S. “Guido Carli” di Roma, che per tutta la vita si è instancabilmente impegnato in favore del diritto d’asilo per i perseguitati politici e le vittime dell’intolleranza di qualsiasi fede, ideologia o regime, nonché nelle battaglie condotte contro la tortura ed ogni sorta di discriminazioni,  prematuramente e tragicamente scomparso nel 1999. “Marco Pannella per tutta la vita ha portato una bandiera gloriosissima per l’Italia nell’affermazione dei diritti umani,  lottando strenuamente contro la pena di morte, per i diritti delle donne e la messa la bando delle mutilazioni genitali femminili” ha esordito Franco Frattini già ministro degli Esteri e presidente Sioi, che ha ospitato l’evento all’interno dei suoi locali.  Alfredo Arpaia, presidente della Lega italiana dei diritti dell’uomo ( Lidu onlus), nel ricordare la figura di Paolo Ungari come uno dei pochi baluardi italiani a difesa dei Diritti Umani, ha specificato che “il rapporto tra Marco Pannella ed il compianto Paolo Ungari ha assunto a volte nel corso della reciproca frequentazione anche spunti polemici, sempre però improntati ad ideali condivisi, liberali e democratici”. “ La Lidu”, ha ricordato Arpaia, “ ha lavorato molto per rendere più umano e rispondente al dettato costituzionale l’universo della detenzione nel nostro Paese, l’impegno ed i testi curati dall’architetto  Alessandro De Rossi ne sono una testimonianza.  Da queste esperienze emerge la necessità di un progetto europeo condiviso. Tema ampiamente dibattuto anche da Marco Pannella con coraggio ed abnegazione”. “ La targa di quest’anno, offerta dal presidente delle Repubblica Giorgio Napolitano”,- ha spiegato Alfredo Arpaia – “ premia Marco Pannella perché riconosce  al leader radicale coerenza e fermezza nell’impegno per i diritti umani, i diritti della persona, vissuti incessantemente e realizzati con tutti gli strumenti della non violenza ed in un’ottica transnazionale. “ A questo tavolo”, – ha sottolineato Valerio Zanone,  presidente onorario della Lidu e  della Fondazione Luigi Einaudi di Roma per studi di economia e politica, – “ e con questo premio vogliamo porre l’attenzione su valori e principi che non devono essere scalfiti da un mondo che cambia. L’ unica vera realtà che sopravvive al tramonto delle ideologie sono i diritti umani, utopia positiva superstite”. Tra i numerosi relatori anche Luigi Compagna, senatore (Ncd), Maria Luisa Tufano,  docente presso l’Università degli Studi di Napoli Parthenope , Carlo Ricotti, docente Luiss- Guido Carli ed Emma Bonino, unica donna ad aver ricevuto il premio Paolo Ungari nel 2004.

 

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