Ars aderisce a manifestazione del 28 marzo convocata da Fiom Cgil

 L’Associazione per il rinnovamento della sinistra “Occorre invertire una fin troppo lunga tendenza che in questi anni, anzitutto a causa della crisi e della perdita di potere contrattuale dei lavoratori, ha portato ad una regressione delle loro condizioni”

 

fiomRoma, 20 marzo – L’Associazione per il rinnovamento della sinistra aderisce alla piattaforma e alla manifestazione del 28 marzo a Roma convocata dalla Fiom Cgil. Lo rende noto un comunicato che spiega i motivi di questa decisione :”Dopo decisioni che hanno sottratto ai lavoratori neoassunti i diritti prima previsti dallo Statuto dei lavoratori, aggiungendo ulteriori tipologie di contratti di lavoro con meno diritti, c’è più che mai bisogno di rimettere al centro l’obiettivo di creare nuova occupazione, difendere ed estendere i diritti, migliorare le condizioni di lavoro e le retribuzioni. Occorre invertire una fin troppo lunga tendenza che in questi anni, anzitutto a causa della crisi e della perdita di potere contrattuale dei lavoratori, ha portato ad una regressione delle loro condizioni che hanno subito un pesante arretramento. I lavoratori dopo avere pagato il prezzo più pesante della crisi ora pagano in termini di caduta del reddito e disconoscimento dei loro diritti e il Governo prosegue con politiche ispirate non solo alle pretese dei poteri dominanti ma soprattutto subalterno alle indicazioni della lettera Trichet/Draghi. E’ importante che la Fiom si proponga di unificare non solo i lavoratori con chi ha perso il lavoro e i disoccupati, soprattutto giovani, e i precari, in sostanza tutte le forme di lavoro per evitare che parti importanti della società subiscano emarginazione e una subalternità senza sbocco. E comprensibile che la Fiom si ponga l’obiettivo di allargare l’arco dei soggetti sociali che possono aiutare il sindacato in quanto sono tutti impegnati in settori di importanza fondamentale per reagire alla crisi. La proposta di creare, partendo dai problemi del lavoro, un sistema di alleanze sociali che è stata chiamata coalizione sociale è una proposta che può avere potenzialità di unificazione dei vari spezzoni della società e dei soggetti che li rappresentano. In questo senso è una proposta da soggetto politico, come sempre sono politiche le rivendicazioni di un sindacato non corporativo, che è altra cosa e ben distinta dal ruolo dei partiti. L’Ars sostiene l’impegno della Fiom e fa appello ai suoi aderenti a partecipare e a fare partecipare alla manifestazione nazionale del 28marzo a Roma.”

 

Foibe: Divina (LN), sinistra condanni squadristi dei centri sociali

‘Il giorno del ricordo commemora le tragedie e i massacri delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata’ ricorda Sergio Divina che chiede in Aula libertà di manifestare senza dover incorrere in atti violenti tesi ad impedire un diritto costituzionalmente garantito

image1Roma, 11 febbraio . – “Vorrei ricordare all’Aula un fatto molto increscioso che si ripete in modo sistematico. Il 10 febbraio è stato istituito il giorno del ricordo. In tante città d’Italia avvengono manifestazioni. Il giorno del ricordo commemora le tragedie e i massacri delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. A Trento, città normalmente relativamente tranquilla, una serie di partiti e associazioni culturali, tra cui Fratelli d’Italia e CasaPound, erano presenti per partecipare ad una manifestazione. Doveva svolgersi un corteo pacifico per ricordare questa data e invece sono avvenuti degli scontri violenti non accettabili da parte di centri sociali che hanno voluto impedire la manifestazione anche con una certa violenza perché si sono usate bombe carta, sono scoppiati incendi, si sono lanciati sampietrini. La scena è sempre quella: volti incappucciati e coperti non identificabili. Quello che è successo dopo è ancora più grave: inseguimenti, tamponamenti e speronamenti con delle macchine, che avrebbero potuto coinvolgere anche altri soggetti presenti sulla strada incolpevolmente. Il centro della questione è che ci sono gruppi che decidono di disturbare attività politiche altrui. Si tratta di soggetti che però di attività politica ne fanno poca: forse l’unica attività è occupare immobili abusivamente, caricando poi i costi di gestione sempre sulle casse pubbliche, con atti di disobbedienza. A nome della Lega, devo dire che abbiamo più volte dovuto incappare in questi impedimenti di manifestazioni. La Lega raccoglie firme per chiedere un referendum e si imbatte in queste azioni, con violenze fisiche, oltre che distruzione dei nostri banchetti e dei nostri gazebo. Signor Presidente, la nostra democrazia si fonda, dalla liberazione e dall’approvazione della Costituzione, sul riconoscimento di una serie di libertà, che prima erano forse messe in discussione. Una delle grandi conquiste è la libertà di pensiero e la libertà di manifestare. È stata una grande conquista del secolo scorso; la nostra Costituzione e l’ordinamento italiano infatti permettono la libertà di chi manifesta pacificamente. Non è possibile che pochi soggetti (per fortuna non sono tanti) decidano arbitrariamente chi può e chi non può manifestare e facciano di tutto eventualmente per impedirlo, soprattutto con metodi violenti. Quello che chiedo a lei, signor Presidente, è un segno di condanna di questi episodi violenti da parte dell’Aula, anche se devo dire onestamente che una certa responsabilità la sinistra ce l’ha, perché ha un po’ sempre coccolato questa area culturale, che magari pensava affine. La violenza è violenza e come tale va condannata. Manifestare è legittimo e chiunque può dire ciò che crede; impedire di manifestare con atti violenti non è accettabile. Se lei ritiene di fare una qualche osservazione in merito, le sono grato, signor Presidente”.
Così il vicepresidente dei senatori leghisti Sergio Divina nell’aula di Palazzo Madama denuncia i fatti violenti accaduti ieri a Trento e quelli che sistematicamente avvengono ai danni della Lega Nord o di ambienti della destra ad opera dei centri sociali.
Il Presidente Grasso ha poi, a nome del Senato, manifestato solidarietà e condannato gli episodi di violenza accaduti in Trentino.

 

Grecia, elezioni politiche, trionfa Tsipras con il 36,34%

Syriza, che conquista 149 seggi, due in meno per avere la maggioranza assoluta (151), esulta: ‘Siamo felici per il popolo greco, oggi si apre una pagina nuova per la Grecia e per l’Europa’
tsiprasRoma, 26 gennaio – “La vittoria di Syriza corona una lunga e forte stagione di lotte, un fortissimo rapporto popolare, la coerenza e la chiarezza politica. Si dimostra che una politica di sinistra, radicalmente democratica, rappresenta la migliore risposta alla crisi, alle sciagurate politiche della Troika, ai vari partiti della nazione e al populismo xenofobo delle destre” questo il commento del partito di Alexis Tsipras dopo la vittoria di ieri alle politiche in Grecia con il 36,34% dei voti che gli valgono 149 seggi. A seguire Nea Dimokratia (ND, centro-destra) con il 27,81% e 76 seggi e al terzo posto il partito di estrema destra Chrysi Avghì (Alba Dorata) con il 6,28% e 17 seggi. Seguono nell’ordine To Potàmi (Il Fiume, centro-sinistra) con il 6,05% con 17 seggi, il Partito Comunista di Grecia con il 5,47% e 15 seggi, Greci Indipendenti (Anel) con il 4,75% e 13 seggi e il Pasok (socialista) con il 4,68% e 13 seggi. Punto di forza della campagna elettorale condotta da Syriza è stata la lotta in Europa contro la Trojka, motivo per cui anche Marine Le Pen presidente del Front National, l’estrema destra francese, si “rallegra per lo schiaffo democratico mostruoso che il popolo greco ha dato all’Unione europea”. Tsipras con i 149 seggi non raggiunge la maggioranza assoluta(151), e sceglie come alleato proprio il partito dei Greci Indipendenti che” sosterrà il governo che sarà formato dal presidente incaricato Tsipras. Da questo momento il Paese ha un nuovo governo” come dichiarato da Panos Kammenos, il leader di destra di Anel al termine dell’incontro di un’ora avuto con Alexis Tsipras. Ora Tsipras sarà ricevuto dal presidente della Repubblica Karolos Papoulias che gli conferirà l’incarico di formare il governo. Prima dell’incontro con il capo dello Stato, Kammenos dovrà fare una dichiarazione pubblica di sostegno al governo che sarà formato da Tsipras per dargli la cosiddetta “maggioranza dichiarata” prevista dalla Costituzione greca. Il giuramento del nuovo governo potrebbe avvenire martedì pomeriggio o mercoledì mattina. La vittoria della sinistra in Grecia si riflette anche sull’Italia che già per le elezioni europee aveva appoggiato con Sel e la sinistra più schierata il partito di Tsipras. Tra i sostenitori della campagna elettorale di Syriza in Grecia infatti tanti italiani della Brigata Kalimera.  “Sentiamo la grande responsabilità di metterci al servizio della costruzione anche in Italia di un soggetto politico alternativo alla Troika e al renzismo che la incarna, che sia all’altezza della sinistra vincente del Sud Europa come Syriza in Grecia e Podemos in Spagna” afferma ‘L’altra Europa con Tsipras’ in un comunicato .

 

 

Politica, Ars aderisce a manifestazione Cgil del 25 ottobre a Roma

L’Associazione per il rinnovamento della Sinistra su azione Governo: ‘non si risolvono i problemi facendo pagare di nuovo ai lavoratori il costo della crisi e per di più ignorando le istanze dei sindacati’

ars-manifestazioneRoma, 10 ottobre – “Il 25 ottobre si svolgerà a Roma una grande manifestazione di massa allo scopo di mandare al governo il segnale forte che non può risolvere i problemi facendo pagare di nuovo ai lavoratori il costo della crisi e per di più ignorando le istanze dei sindacati” è questo il commento sul comunicato stampa dell’Ars (Associazione per il rinnovamento della Sinistra) che ha dato adesione alla manifestazione della Cgil promossa a piazza S.Giovanni a Roma per il prossimo 25 ottobre.

“Il Governo dopo avere propagandato ai 4 venti che avrebbe cambiato la linea europea dell’austerità ora si acconcia a fare di nuovo i compiti a casa di montiana memoria e offre alla Bce e alla Commissione europea, tuttora dominata dai sostenitori dell’austerità”, continua il comunicato Ars, “lo scalpo dei diritti dei lavoratori, prima con l’estensione senza regole del lavoro a tempo determinato e poi rimettendo in discussione quello che resta dell’articolo 18, per di più senza una vera discussione con i sindacati.
E’ grave che il governo Renzi compia queste scelte, per di più ricorrendo al ricatto verso i parlamentari del voto di fiducia pur di fare passare le sue scelte”.
“La Cgil ha giustamente contrastato queste scelte rimettendo al centro l’occupazione e i diritti e rilanciando l’obiettivo di una svolta in grado di favorire la ripresa economica dopo 7 anni di crisi che hanno visto la cancellazione di oltre un milione di posti di lavoro, il raddoppio dei disoccupati, la perdita del 25 % delle attività industriali, la regressione del mezzogiorno”.
“Sono in gioco scelte importanti di libertà e diritti fondamentali”, conclude l’Ars “ per questo motivo parteciperemo attivamente in tutte le forme alla riuscita di questa manifestazione di massa”.

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