Massimo Pasquarelli ed il suo album personale “Sono”

Un lavoro introspettivo che diviene realtà, a coronamento di una lunga carriera al servizio della musica, è l’album “Sono” del cantante romano Massimo Pasquarelli. Dieci brani audio ricchi di contaminazioni pop, melodiche, soul ed in parte swing.

La puntina del giradischi genera il segnale audio, è il Rigoletto di Verdi che si propaga dalle finestre aperte ed un balcone di un appartamento in un condominio romano, ad interpretarlo è la voce di un bambino di cinque anni, celato alla vista, intento a destare dal riposino postprandiale i vicini. Non è l’incipit di una commedia, ma la storia di una vita dedicata alla musica, quella del cantante romano Massimo Pasquarelli, classe ’63, spirito allegro e serio al contempo, dopo gli Actor’s studio di Roma intraprende la gavetta musicale dividendo il palco con numerosi artisti: Renato Zero, Renzo Arbore, Sergio Cammariere, Giorgio Faletti, Michele Zarrillo per citarne alcuni. Partecipa alla trasmissione Televiggiù, canta nell’orchestra del maestro Gianni Mazza, si affianca agli Emporium, band in cui suona il basso un giovanissimo Max Gazzé. Nel ’97 diventa consulente musicale di Rai International nelle trasmissioni di Renzo Arbore, Sabrina Ciuffini e Gianni Bisiach, curando anche un format di lirica. Non solo musica, ma anche un breve periodo di teatro con la Compagnia del Cilindro, con la partecipazione in commedie musicali. Adesso, dopo una lunga carriera e la creazione della band “Soul System”, ha deciso di presentare il suo disco personale “Sono”, prodotto da Mariella Restuccia per Musitalia Srl, composto da dieci brani in cui si può avvertire una contaminazione tra più generi musicali: pop, melodico, soul ed in minima parte lo swing. “Noi-dice Pasquarelli-siamo quello che abbiamo incontrato nella nostra vita, per cui avendo ascoltato molti generi musicali, nel momento in cui compongo li tocco un po’ tutti. Credo di aver fatto un lavoro dignitoso e tutte le critiche sono ben accette”.

Musicista preferito?
«Ce ne sono tanti, i musicisti soul come Ray Charles, ma anche i Simply Red, tutta la musica degli anni ’70-’80 e anche la musica inglese: Beatles, U2, Simple Minds».

L’esperienza che lo ha forgiato maggiormente?
«Quando ho fatto la scuola di recitazione e canto agli inizi degli anni ’80. Ho cominciato a collaborare con musicisti più grandi di me, che avevano fatto grosse tournée e avevano collaborato con Renato Zero, Loredana Bertè e tutti i musicisti di livello».

C’è un’artista che preferisce tra quelli con cui ha condiviso il palco?
«Dal punto di vista umano e musicale Max Gazzé, andavamo molto d’accordo, abbiamo fatto circa 300 serate, lui al basso ed io voce».

Com’è stato lavorare nell’orchestra del maestro Gianni Mazza?
«È stato ‘un momento di grazia’, perché suonavo in locali belli, andavo in televisione ed era buona cosa per la visibilità. Figurati che mi chiamavano persone che non sentivo da vent’anni».

Le mancano le apparizioni televisive?
«No. Serve ad un discorso di visibilità. Se devi cantare una canzone di 3-4 minuti, c’è molta tensione perché sai che ne canti una e ti stanno guardando molti telespettatori, è una cosa meccanica che manca di spontaneità. Invece, nelle serate al secondo, terzo e quarto pezzo diventi te stesso, piano piano ti sciogli e diventi più naturale».

Ha collaborato con la Compagnia del Cilindro per tre anni. Meglio la musica o la recitazione?
«La musica, perché non sono un grande attore. Però mi è stato utile perché, in certi momenti, la recitazione ti aiuta a stare sul palco».

Perché ha deciso di proporre un suo progetto musicale?
«Non avendo padronanza di uno strumento, mi è sempre piaciuto scrivere testi e musica. Mi piaceva il fatto di creare qualcosa, non cantare le cose degli altri, provare a fare qualcosa di mio».

Ci parli di “Sono”
«Questo titolo esprime ciò che penso, ho scritto quello che sono ed ho preso ispirazione dalla vita di tutti i giorni. Le nove canzoni comunicano la gioia di conoscere qualcuno che ti dà la speranza di aver trovato l’amore vero, mentre l’ultimo si sofferma su quelle storie che finiscono perché non hanno più lo stesso sapore di prima. Le emozioni prevalenti sono quelle positive, tutte le canzoni seguono un filo logico ed il suo messaggio è quello di volersi bene».

Se potesse descrivere la sua musica?
«Il sentimento della vendetta fa sempre due vittime. Sicuramente c’è vendetta, ma allo stesso tempo muori tu, perché essa è una forma di violenza che si perpetra su di noi».

Fa musica perché…
«A prescindere dal fatto che è la mia passione, quando mi metto lì a fare musica che siano due, tre o dieci ore, non penso ad altro e credo sia una cosa splendida. È un diversivo totale, soprattutto la composizione, perché pensi solo a quello, è come fare una vacanza. Faccio le vacanze tutti i giorni».

Quale musicista sceglierebbe per fare un featuring?
«Michael Bublé. L’avrei fatto volentieri con Sinatra, ma non c’è più. Dico questo perché sono un baritono, lavoro molto sui registri bassi e potremmo avere le stesse tonalità, perché spesso capita di cantare con chi ha tonalità diverse, ci si deve adattare e molte volte non si canta al massimo delle possibilità».

Dopo “Sono” ha in cantiere un nuovo progetto?
«Certo, sto già scrivendo e ho del materiale. Credo che sarà leggermente diverso da ‘Sono’, perché toccherò qualche altro registro dal punto di vista compositivo».

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Esce domani, per Universal, il nuovo singolo di dr.gam, “dr.gam is in da house”

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Esce domani, per Universal, il nuovo singolo di dr.gam, “dr.gam is in da house”: Un mix innovativo che trascina ad irrefrenabili danze liberatorie.

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È sempre alta l’attesa per l’uscita dell’album dell’alchemico Andrea Gamurrini, in arte dr.gam. Nel frattempo arriva il primo assaggio della sua incredibile vena creativa: il singolo “dr.gam is in da house” in uscita domani 15 luglio. Un brano travolgente con uno slogan a cui non si può non rispondere, impossibile stare fermi e non essere travolti dalla voglia di ballare, ma è proprio questo l’obiettivo: una via difuga dallo stress quotidiano, dalle pressioni a cui spesso siamo sottoposti. Ballare, ballare e ballare senza regole, senza esibizionismo, senza forma, ma solo lasciando andare il nostro corpo libero di esprimersi per contattare se stessi e permettersi spontaneamente e semplicemente di essere. Molto azzeccata è la scelta di scrivere il testo in patwa (dialetto giamaicano spesso utilizzato nel reggae), che insieme alle forti influenze rock e funky costituisce l’originale ossatura del brano. La scelta di tale lingua deriva, oltre che dalla sua enorme musicalità, anche da un recente viaggio “on the road” in Jamaica, dove dr.gam rimane fortemente deluso dall’influenza negativa che il mondo occidentale ha avuto sulla popolazione giamaicana un tempo ricca di virtù, riducendone il motivo dell’ esistenza alla continua ricerca di denaro per inutili beni di consumo, ad ogni costo. Nel nostro tempo povertà ed ignoranza portano le persone ad avere errati ideali e frenesia nella ricerca di ricchezza. L’estenuante rincorsa al raggiungimento di obiettivi spesso futili ha come risultato una popolazione stressata e depressa. Il bisogno di “avere sempre di più” spinge a scegliere la quantità al posto della qualità e dr.gam ci fa riflettere proprio su questo, invitandoci a fermarci e a evadere attraverso la magia degli spettacoli dal vivo, contagiosa ed importante scappatoia dall’ accumulo di stress. Delirante ed esplosiva è anche la collaborazione col videomaker bolognese Oscar Serio nel videoclip omonimo girato all’Infra Red di Bologna, prodotto da White Coal Productions e Astralmusic, edizioni Lungomare srl/Jois, distribuzione Universal. È possibile trovare “dr.gam is da house” da domani 15 luglio in vendita nei migliori digital stores (Itunes, Amazon..ecc..), in rotazione radiofonica, web streaming ed in visione anche sul canale dr.gam di Vevo e YouTube.

Samuele Borsò con il suo nuovo singolo Bella Estate

Radio Date: 19 Maggio 2016

unnamed (3)Roma, 12 Maggio – Il 19 Maggio 2016 esce in tutti i maggiori store digitali il nuovo singolo di Samuele Borsò, cantautore di Pontedera, dal titolo “Bella Estate”, che fa seguito al suo EP “L’ordine delle cose” uscito a Gennaio 2016. “Bella Estate”, è un singolo frizzante e ritmato che vi farà conoscere Samuele sotto un aspetto totalmente differente dai suoi precedenti lavori più riflessivi e poetici. E questa volta vi farà muovere. Vi farà ballare e soprattutto divertire. Ma nascosto in quest’atmosfera estiva dai toni e arrangiamenti apparentemente leggeri, vive un connubio di emozioni e aspettative che viaggia su vari livelli “cercando di non perdere neanche il più piccolo attimo”. Anche in questo lavoro Samuele continua con la sua scelta grafica in controtendenza con il trend digitale. La grafica si sviluppa sulla tela diventando un quadro realizzato da Veronica Cairo ispirata dalle emozioni trasmesse dalla voce di Samuele. Veronica Cairo, nata a Torino nel 1983, nel 2009 si é trasferita in Toscana per specializzarsi in neurobiologia, in seguito ha abbandonato ogni vecchio progetto per dedicarsi unicamente all’arte e alla pittura: “adoro dipingere, immergermi nei segni sottili di una matita o negli infiniti colori di una tavolozza. Amo l’arte perché unisce gli animi, li rende vivi, e ti fa viaggiare anche da fermo…”La copertina di “Bella Estate”, dal titolo Mongolfiere, è un acrilico su tela 50×40 di Veronica Cairo. Oggi Samuele Borsò, oltre ad essere un bravissimo cantautore, è diplomando e insegnante associato del Centrostudi Fingerstyle di D. Mastrangelo, uno dei riferimenti della chitarra acustica fingerstyle in Italia. È vincitore della categoria cantautori della XVI edizione dell’Acoustic Guitar Meeting  di Sarzana. Ha alle spalle più di un migliaio di concerti e ancora tanta strada da percorrere. E se lo incrociate in giro per il mondo con la sua chitarra a spalle e lo sguardo perso nella gente, fategli un sorriso, lui vi ricambierà.

Pagliacci & pagliacci: il nuovo brano di Marcondiro

A due anni dall’ album d’esordio “Spettatore” torna il cantore cosentino con un nuovo singolo e un video inedito. 

Il nuovo brano,  descrive con sarcasmo ed ironia alcuni aspetti societari e politici del nostro paese. Marcondiro affronta tematiche di natura attuale, come la profonda crisi culturale ed edonistica che si vive ogni giorno, e da buon osservatore canta per chi, come lui, ogni giorno subisce dinamiche profondamente corrotte e distorte. Attraverso un linguaggio dicotomico e carico di simbolismo, l’artista “smaschera” coloro che si celano dietro costumi e sovrastrutture svelando così la loro vera natura di “veri buffoni e finti pagliacci”.

Di seguito la clip del singolo “PAGLIACCI & pagliacci”:

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