Roma, a Spazio Mater in scena ‘AnnodataDonna, spettacolo sotto le stelle’

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Sulla scalinata di Piazza Iside nel suggestivo rione Monti un evento che dice no alla crescente violenza contro le donne diventa anche momento di solidarietà grazie ad una raccolta fondi per le popolazioni colpite dal terremoto

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Uno spettacolo che ha segnato l’inizio stagione dell’attività dell’associazione Spazio Mater, è andato in scena ieri sera 10 settembre nella suggestiva Piazza Iside. ‘AnnodataDonna, spettacolo sotto le stelle’ performance teatrale e poetica a voce nuda, regia di Annamaria Giannini, testi di Maria Buongiorno, Annamaria Giannini e Sebastiano Adernò, voci narranti: Ella Grimaldi, Simonetta Paroletti, Laura Pingiori, danze di Nana Enchant, nasce dall’esigenza di riaffermare ancora una volta il no alla violenza sulle donne. L’associazione Mater con la sapiente direzione artistica di Ilaria Sergi non smentisce anche in questa ripresa autunnale l’impegno nel sociale e oltre al delicato tema del femminicidio durante la serata ha contribuito alla raccolta fondi che lo scrittore Franco Arminio e la Casa della Paesologia ha attivato per le popolazioni colpite dal sisma il 24 agosto 2016. Nella sede dell’Associazione Mater in via Luovico Muratori 11 adiacente alla piazza dove si è svolto l’evento, per l’occasione è stata allestita un’apposita area dove poter donare un contributo in segno di solidarietà sino al 16 settembre.

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“L’idea dello spettacolo che la regista Annamaria Giannini è riuscita a confezionare con l’aiuto di Maria Buongiorno e Sebastiano Adernò – spiega Ilaria Sergi direttore artistico di Spazio Mater – prende spunto da un problema di grande attualità che il fotografo Michele Simolo ha evidenziato nel suo ultimo lavoro fotografico dal titolo ‘No Violence’, mostra di fotografia che resterà esposta fino al 16 settembre presso la Loft Gallery Spazio Mater”. Si tratta di una serie di scatti per cui hanno prestato la loro immagine attrici di teatro e di cinema, ritratte dal Simoli in possibili situazioni di violenza e di pericolo. Un pericolo, quello del femminicidio, che nasce da una incultura sempre più prorompente in questo periodo storico, un ritorno al passato per la vita delle donne che spaventa e lascia perplessi sulla reale libertà sino ad oggi conquistata a fatica. Basta pensare alla reazione degli abitanti di Melito Porto Salvo in Calabria che pochi giorni fa all’indomani della denuncia di una sedicenne violentata dal  ‘branco’ per tre lunghi anni, incolpano la stessa ragazzina di essersela cercata questa violenza: «Sono vicina alle famiglie dei figli maschi. Per come si vestono, certe ragazze se la vanno a cercare», ha affermato una donna di Melito. Una opinione raccapricciante che evidenzia quanta strada ancora c’è da fare per raggiungere la consapevolezza che anche le donne nascono libere e nel pieno diritto di essere tutelate da ogni forma di violenza.

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“Sulla scalinata di piazza Iside quattro donne e un uomo. A parlare di femminicidio. Molti storcono la bocca a questo termine, noi troviamo invece necessario nominare con la parola “ Femminicidio” gli atti estremi di violenza di genere perché ci sia una consapevolezza nella società civile e nelle istituzioni sulla effettiva natura di questi crimini.”  – spiega Annamaria Giannini, regista “ La donna viene uccisa in quanto donna, la sua colpa è quella di aver trasgredito al ruolo ideale di donna imposto dalla tradizione (la donna obbediente, brava madre e moglie, la “Madonna”, o la donna sessualmente disponibile, “Eva” la tentatrice), di essersi presa la libertà di decidere cosa fare delle propria vita, di essersi sottratta al potere e al controllo del proprio padre, partner, compagno, amante. Per la sua autodeterminazione, è stata punita con la morte. Ma proveremo ad andare oltre e chiamare femminicidio tutte le forme di discriminazione e violenza di genere che sono in grado di annullare la donna nella sua identità e libertà non soltanto fisicamente, ma anche nella sua dimensione psicologica, nella socialità, nella partecipazione alla vita pubblica.” La serata di teatro ha rivelato una triplice valenza “sensibilizzare l’educazione al rispetto delle Donne ad ogni età e in ambito di ogni ceto sociale, – ha spiegato al termine dello spettacolo in piazza Ilaria Sergi – “contribuire ad aiutare, con la propria adesione e donazione, le popolazioni colpite dal terremoto lo scorso 24 agosto; aiutare l’Associazione Mater nel suo lavoro di riqualificazione culturale e sociale dell’ area romana Rione Monti-Labicana. Roma è Donna. Va amata e va rispettata”.

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L’evento ha visto la presenza di Micaela Cacciapuoti, coordinatrice del codice rosa e portavoce di Elisa Ercoli presidente dell’associazione Differenza Donna, e di Tiziana Primozich e Patrizia Torrisi dell’associazione Ipathia, strutture sociali con cui grazie all’impegno di Ilaria Sergi è in preparazione una collaborazione sinergica volta a creare una rete di associazioni che affiancheranno il lavoro di Spazio Mater da oggi in avanti.   Al termine della performance il Maestro Pinci ha regalato ai numerosi presenti la dolcezza al pianoforte con un concerto di brani scelti. 

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