Il Museo della Donna a Merano

Intervista alla Direttrice Sigrid Prader

di Francesca Rossetti

Vetrina 2Merano, 10 dicembre – La splendida città di Merano, perla delle Dolomiti, oltre alle bellezze naturali che da sempre la rendono meta del turismo invernale ed estivo ha un museo straordinario ed unico nel suo genere: il Museo della Donna. Per saperne di più ho incontrato la Direttrice, Sigrid Prader, ed ecco cosa ci racconta.

Che cos’è il Museo della Donna e come nasce?

 Il Museo della Donna venne fondato nel 1988 da Evelyn Ortner (1944 -1997), appassionata collezionista. E nel 1993 è nata l’ associazione con delle donne tenaci ed esperte in vari campi. Nel 2011 c’è stato il trasloco in una nuova sede, che si affaccia oggi sulla Piazza del Grano, in Via Mainardo 2. Grazie al sostegno della Provincia Autonoma di Bolzano e del Comune di Merano sono stati eseguiti i necessari lavori di adeguamento dei nuovi locali ed il Comune di Merano ha inoltre garantito una locazione a più lungo termine. Di per sé l’edificio è  un ex convento fondato nel 1309 ed era un importante luogo di formazione religiosa e di istruzione per le ragazze. Oggi l’edificio è di proprietà della Banca Popolare. Con questo trasloco quindi, dopo 23 anni di lavori di realizzazione e ampliamento del Museo delle Donne, si presenta la preziosa possibilità di dare inizio ad una nuova fase della storia del museo stesso. Il Museo delle Donne è un luogo di incontro, di studio e, con la sua biblioteca specialistica in continua crescita, anche un luogo di lettura e di ricercaInoltre ha carattere interdisciplinare: si concentra sulla storia della quotidianità, senza essere un museo etnografico, guarda allo sviluppo dell’estetica senza ridursi a una galleria d’arte, illustra la storia generale e locale senza essere un museo civico, realizza mostre di abiti senza essere un atelier di moda.

Quali sono i target preferenziali dei visitatori?

 E’ un museo per le donne e per gli uomini, dato che la nostra mission è dare un prezioso contributo di valore educativo che arricchisca il panorama formativo anche nell’ambito dell’aggiornamento degli adulti. Offriamo infatti sempre seminari e convegni su tematiche di attualità e di interesse specifico per le donne. Ogni anno, nella sala dedicata alle mostre temporanee, vengono allestite mostre dedicate a specifiche tematiche femminili dall’Italia e dall’estero, che approfondiscono aspetti storici o riprendono attuali tematiche socio-politiche. Il Museo delle Donne può essere visitato da uomini e donne, anche se alcuni uomini già solo per il nome si sentono esclusi e spesso ne varcano la soglia titubanti.

 

Quali oggetti raccoglie, di quali periodi e da chi sono stati donati?

Nell’esposizione permanente vengono presentati oggetti provenienti dalla nostra collezione che nella storiografia non furono presi in considerazione poiché provenienti dalla “sfera privata”. Il 10% sono della fondatrice e il 90% sono donazioni, che avvengono sempre da parte di persone che ci apprezzano.

La moda, gli abiti, gli accessori e gli oggetti della vita quotidiana.

Partiamo dal presupposto che la moda sia lo specchio della società e interpretiamo di volta in volta, sulla base dei suoi diversi aspetti, lo spirito dell’epoca di riferimento. Lo stesso vale per gli oggetti di uso quotidiano. Oggi più che mai è necessario attirare l’attenzione sugli oggetti. Queste “cose mute“ provenienti dall’archivio vengono messe in primo piano e raccontano di storie vissute. Si tratta sia di ricordi personali in cui biografie individuali si intrecciano con la cronaca del tempo, sia di oggetti anonimi che in passato erano di uso comune ed oggi sono spesso sconosciuti, ma che tanto più si rivelano esemplificativi per la storia sociale e della quotidianità. Ogni oggetto di economia domestica, ogni attività che fu iniziata in una determinata epoca sono legati a determinati obiettivi, ideologie, mentalità o speranze. Oltre alle interessanti biografie che si celano dietro i singoli oggetti, è sempre possibile riconoscere i ruoli e gli ideali sociali che erano attribuiti alle donne da parte dei rappresentanti della Chiesa, della medicina, dello Stato, della filosofia, della pedagogia e della letteratura.

Quali eventi organizzate e quali attività con le scuole?

Durante l`anno scolastico abbiamo tante scuole, dalle elementari fino dalle superiori. Ci sono maestri che vengono ogni anno con una classe. Per i gruppi abbiamo visite guidate su prenotazione. Tutte le vetrine hanno delle descrizioni ben precise che fanno da filo rosso  al percorso. C`è anche un video su come è nato il museo, che si può vedere nella biblioteca. Andiamo anche fuori loco, nel senso che siamo spesso invitati da una classe o sede associativa per presentare tramite power point o diapositive il nostro museo od in altre città per una mostra monotematica. Abbiamo quella permanente ed ogni anno allestiamo alcune temporanee di vario genere su temi molto attuali. Ogni due anni diamo inoltre un premio a una donna o gruppo di donne, che si impegnano per i diritti delle donne.

Quali valori si intende trasmettere?

Ad uno sguardo più attento si nota quanto la moda, ma anche gli oggetti di uso quotidiano rispecchino la situazione economica e sociale delle donne. Perché gli ultimi 200 anni? Dalla fine del XVIII secolo la borghesia si sostituisce alla nobiltà e diventa determinante. Il modello sociale di questa classe influenzò anche l’ideale femminile ed il ruolo che la donna doveva avere nella società. Nel Museo delle Donne l’obiettivo non è tanto la rappresentazione dell’intera realtà femminile nei secoli XIX e XX nella società occidentale, quanto rendere visibili immagini e ruoli femminili attraverso lo sviluppo della moda e la storia culturale degli oggetti di uso quotidiano. Non vogliamo solamente illustrare tali sviluppi, ma anche interrogarne l’interpretazione corrente. Sembra che oggi le donne si muovano nella moda molto più liberamente che 50 anni fa e che oggi ognuna possa abbigliarsi come crede. Tuttavia l’apparenza inganna: non usiamo più i corsetti per mettere in evidenza il nostro seno, ma sempre più donne si fanno fare un bel seno finto per avvicinarsi all’odierno ideale. Le donne credono di dover essere magre, depilate e vestite in modo adeguato per poter affermarsi nella vita. L’apparente libertà si scontra qui con forti limiti. Ai nostri occhi le donne non sono vittime inermi dell’oppressione. Noi vediamo le donne come parte attiva di una società in cui è capace di agire. Al di là di ogni valutazione vogliamo indagare su come si siano affermati quegli standard che per noi oggi sono talmente normali che difficilmente potremmo immaginarceli diversi. Analizziamo anche gli effetti di questi sviluppi sulla nostra vita. Quali conseguenze concrete ha l’interesse delle donne per la moda? Vediamo la storia non solo come progresso. Siamo coscienti del fatto che ogni volta che qualcosa di nuovo venga inventato o si aggiunga, qualcos’altro si perda, sparisca o si abbandoni. I cambiamenti nell’ambito della moda non avvengono in uno spazio vuoto, essi hanno cause e conseguenze politiche, economiche, sociali e filosofiche. Partecipiamo anche a dei progetti del UE ed ultimamnte abbiamo concluso un bel progetto svolto con una associazione di Roma, che si chiama ECCOM – European Centre for Cultural Organization and Management (IT) . Il sito è http://www.she-culture.com/it/ li ed alla conferenza finale a Roma in settembre c’erano anche Valeria Fedeli, Vice Presidente del Senato della Repubblica e Silvia Costa, Presidente del Comitato Culturale del Parlamento Europeo.

Dal 2000 il Museo delle Donne coordina la rete internazionale “Network Womeninmuseum“. Essa conta oggi circa 46 musei ed iniziative aderenti in tutto il mondo. Madrina del primo congresso tenutosi a Merano fu Shirin Ebadi, premio Nobel per la Pace nel 2003, la quale affermò entusiasta: “Sono le donne che fanno la Storia del mondo! Per questo in ogni Paese deve esserci un Museo delle Donne.“ Nel frattempo la rete si è ritrovata a Bonn nel 2009 e a Buenos Aires nel 2010 e si ritroverà in Australia nel 2012. Un’esposizione comune itinerante ha già fatto un tour in tutta Europa e così il Museo delle Donne di Merano si è definitivamente inserito nel panorama museale locale e internazionale. (www.womeninmuseum.net).

“I Musei delle Donne si differenziano fra di loro: mostrano le realtà femminili passate e presenti, politiche, culturali e artistiche, economiche e sociali oltre che la vita quotidiana delle donne. I Musei si dedicano alla conservazione e alla creazione di culture di donne, contribuiscono a rimuovere pregiudizi e lavorano per un maggior rispetto delle donne e dei diritti umani. Sono specchio della società e del cambiamento sociale nel mondo.“(Recensione di Frauenmuseen weltweit)

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