A Bolzano la 3a edizione de “Uno Slalom per la Vita”

 Lo slalom è organizzato dal gruppo Emergency Bolzano in collaborazione col Gsa Grole.  Il ricavato dell’iniziativa verrà destinato all’ Ospedale Pediatrico di Emergency a Goderich in Sierra Leone

 

12651035_1199843193378825_4944858681540034233_nBolzano, 6 febbraio  – Anche quest’anno ritorna la 3a edizione de “Uno Slalom per la Vita”, gara di slalom gigante che si svolgerà il 21 febbraio sulla pista Paolina sul Passo di Costalunga.  Lo slalom è organizzato dal gruppo Emergency Bolzano in collaborazione col Gsa Grole ed ilricavato dell’iniziativa verrà destinato all’ Ospedale Pediatrico di Emergency a Goderich in Sierra Leone. Le iscrizioni allo slalom dovranno pervenire entro il 18 febbraio via fax allo 0471 1941634, oppure via mail all’indirizzo [email protected] o direttamente presso la sede di Grole (Lun- Mer – ven dalle 18:00 alle 19:30) indicando nome, cognome e anno di nascita con quota di iscrizione di 10,00 Euro da versare all’atto d’iscrizione in sede o il giorno della gara al ritiro della pettorali presso il Bar Golf. L’uso del casco in gara sarà obbligatorio ed alla gara seguirà una festa con musica.

È possibile aderire all’vento su Facebook all’indirizzo https://www.facebook.com/photo.php?fbid=1199843193378825&set=gm.466645463529221&type=3&theater

Per informazioni scrivere a [email protected]  oppure chiamare al 347 4468057.

 

UNICEF/Ebola: anche Liberia dichiarata libera dal virus

23.000 i bambini di Guinea, Liberia e Sierra Leone orfani a causa del virus hanno bisogno di assistenza e sostegno.

1-MKgiIcAzVg8snMimHqUbsw14 gennaio 2016 – L’UNICEF ha accolto con soddisfazione la notizia della fine dei casi di Ebola in Africa occidentale, ma ricorda che sono circa 23.000 i bambini di Guinea, Liberia e Sierra Leone che a causa del virus hanno perso uno o entrambi i genitori e la persona che si prendeva cura di loro, dunque, continueranno ad avere bisogno di assistenza e sostegno. Dopo la Sierra Leone (nel mese di novembre) e la Guinea (a dicembre) oggi anche la Liberia è stata dichiarata libera dalla trasmissione del virus di Ebola, essendo trascorsi 42 giorni dall’ultimo caso di malattia registrato nel paese. Nei prossimi tre mesi la Liberia comincerà quindi un periodo sotto stretto monitoraggio. Delle 28.637 persone contagiate dal virus Ebola in più di due anni, ovvero da quando l’epidemia ha avuto inizio, 4.767 erano bambini. In totale sono 11.315 le persone che hanno perso la vita a causa del virus, di queste 3.508 erano minorenni. Questo significa che più di un bambino infettato su quattro è morto. Inoltre più di 1.260 bambini, sopravvissuti alla malattia nei tre paesi, deve affrontare delle vere e proprie sfide (mediche e sociali) per essere nuovamente accettati nella propria comunità. “Esser riusciti a contenere questa epidemia è per noi una conquista, ma non possiamo dimenticare il terribile bilancio di vittime che Ebola ha provocato in questi paesi”, ha detto Manuel Fontaine, Direttore regionale dell’UNICEF in Africa occidentale e centrale. “Molte persone continuano a soffrire, in particolar modo quei bambini resi ancor più vulnerabili dal virus”. La stragrande maggioranza dei bambini i cui genitori o chi si prendeva cura di loro sono morti a causa del virus Ebola sono stati affidati a parenti più stretti oppure a membri delle comunità. È fondamentale continuare ad aiutarli anche adesso che la fase d’emergenza è terminata, con sostegni in denaro, materiale scolastico, abbigliamento e cibo per sostenere nuove modalità di assistenza familiare.”Ebola è stata un’esperienza terrificante per i bambini”, ha detto Fontaine. “Dobbiamo fornire loro e al popolo della Guinea, della Liberia e della Sierra Leone tutto il nostro supporto per far sì che continuino a riprendersi dai devastanti effetti che questa malattia ha avuto sulla loro vita” ha aggiunto. Il sostegno che l’UNICEF ha intenzione di fornire ai bambini più vulnerabili di questi tre paesi ha come scopo quello di rafforzare i sistemi di protezione dei minori. Ciò significa garantire che le autorità nazionali siano in grado di fornire una gamma di servizi di protezione tra cui il supporto psico-sociale, il ricongiungimento con la propria famiglia, cure provvisorie o alternative, e lo sviluppo di una rete che permetta di prevenire e contrastare abusi e violenze contro i bambini più a rischio. Oltre al sostegno per la protezione dell’infanzia, l’UNICEF continuerà a promuovere campagne che permettono di mantenere alta la vigilanza e la consapevolezza, nonché squadre di pronto intervento, campagne sulla mobilitazione sociale e contro l’isolamento precoce. Continuerà inoltre a fornire servizi di base come l’acqua, l’igiene e servizi igienico-sanitari, la salute e l’attenzione alla nutrizione.

“A nome dell’UNICEF Italia, il nostro ringraziamento va a tutti gli italiani che hanno finora sostenuto gli interventi di risposta dell’UNICEF all’emergenza Ebola” – ha dichiarato Giacomo Guerrera, Presidente dell’UNICEF Italia. L’UNICEF ha lanciato un appello di 15 milioni di dollari per finanziare interventi di emergenza per contrastare l’Ebola in Guinea, Liberia e Sierra Leone da gennaio a marzo 2016. Questa cifra però non copre il lavoro nel periodo post-Ebola, ma soltanto le necessità più immediate.

UNICEF/Liberia: aiuti nelle aree in cui sono stati registrati nuovi casi di Ebola

“In Liberia c’è sempre stato il rischio che Ebola potesse tornare. Ora dobbiamo mettere tutto quello che abbiamo per tornare a zero casi”


timthumbRoma, 3 luglio   – Come risposta ai primi casi confermati di Ebola in Liberia dopo più di tre mesi, l’UNICEF ha iniziato a distribuire aiuti di prima necessità alle comunità colpite, tra cui tende per isolare le persone in quarantena, kit igienici, cloro, secchi e punti per lavarsi le mani. A Margibi County, dove lo scorso 29 giugno il corpo di un bambino è risultato positivo al virus, squadre di mobilizzazione sociale dell’UNICEF sono già sul campo per portare avanti campagne di sensibilizzazione porta a porta sulla prevenzione di Ebola, proprio per ridurre al minimo il rischio di ulteriori infezioni e proteggere e assistere le persone colpite. “In Liberia c’è sempre stato il rischio che Ebola potesse tornare. Ora dobbiamo mettere tutto quello che abbiamo per tornare a zero casi”, ha detto Sheldon Yett, Rappresentante dell’UNICEF in Liberia. “La velocità di reazione a questi casi dimostra che nessuno ha abbassato la guardia”.  Nei prossimi giorni, la scuola frequentata dal bambino deceduto verrà decontaminata e saranno messi in atto nuovi centri per l’igiene; sarà distribuito cloro e sapone. Punti per lavarsi le mani forniti dall’UNICEF sono stati posizionati all’ingresso di tutte le scuole in Liberia, quando le lezioni sono ricominciate nel mese di febbraio dopo una chiusura di sei mesi. L’UNICEF ha collaborato con le autorità locali per mantenere questi centri al loro posto anche dopo la dichiarazione del 9 maggio di ‘paese libero dalla trasmissione di Ebola’. L’UNICEF sta anche lavorando con il governo per assicurare che misure come la misurazione della temperatura degli studenti quando arrivano possano entrare in funzione.  “La Liberia non sarebbe stato dichiarata libera da Ebola a maggio senza l’iniziativa e la piena consapevolezza da parte delle comunità”, ha detto Yett. “Le comunità sono di nuovo in prima linea negli sforzi per garantire che non vi siano nuovi casi di questa malattia”. Nelle vicine Guinea e Sierra Leone continuano a essere segnalati nuovi casi, anche se in numero molto più basso rispetto al picco registrato durante il focolaio. Nella settimana terminata il 28 giugno sono stati registrati in Guinea 12 nuovi casi di Ebola e otto in Sierra Leone.

UNICEF/Ebola: in Liberia lunedì riapriranno le scuole

Anche  in Guinea 1,3  milioni di studenti hanno ripreso a studiare 

 

scuola liberiaRoma, 14 febbraio  – In Liberia i bambini si preparano a tornare a scuola lunedì  16 febbraio, dopo sette mesi di chiusura delle strutture scolastiche a causa dell’Ebola. L’UNICEF e i suoi partner stanno lavorando per mettere in piedi misure d sicurezza per ridurre al massimo il rischio di trasmissione del virus. In Guinea  le misure di sicurezza sono state utilizzate con risultati positivi: più di 1,3 milioni di bambini sono tornati a scuola a gennaio.  Queste e misure comprendono il rilevamento della temperatura ai bambini all’arrivo a scuola e il lavaggio delle mani prima che entrino nelle classi. “Non ci aspettiamo che tutte le scuole riaprano immediatamente”, ha dichiarato Manuel Fontaine, Direttore Regionale dell’UNICEF per l’Africa Occidentale e Centrale. “Il processo di riapertura delle scuole può durare un mese prima che la maggior parte degli studenti tornino a scuola. Durante questo periodo le autorità per l’istruzione lavoreranno per assicurare le massime condizioni di sicurezza possibili.” Dopo l’esperienza del mese scorso in Guinea, l’UNICEF ha lavorato a stretto contatto con il Governo della Liberia e le comunità locali per sviluppare protocolli di sicurezza. Gli insegnanti sono stati formati per implementare e monitorare le misure di sicurezza, sono stati distribuiti sapone e altri aiuti per l’igiene e sono state condotte campagne di mobilitazione di massa sull’Ebola. In Guinea, dove quasi tutte più di 12.000 scuole in tutto il paese sono adesso aperte, secondo i dati del Ministro dell’Istruzione e dell’UNICEF la frequenza scolastica è all’85% rispetto ai livelli di frequenza antecedenti l’emergenza Ebola. “La Liberia ha imparato un’importante lezione dal successo dell’esperienza in Guinea, e la Sierra Leone imparerà dall’esperienza della Liberia” – ha dichiarato Fontaine. “Mentre sempre più scuole vengono riaperte, noi continueremo a migliorare le misure per tenere i bambini al sicuro.” A causa dell’epidemie di Ebola , le scuole in 3 dei paesi più colpiti non hanno riaperto dalle vacanze estive di Luglio e Agosto, negando a 5 milioni di bambini mesi di istruzione. In Guinea le scuole hanno riaperto il 19 gennaio  e la Sierra Leone sta pianificando di farlo a fine marzo.

 Aiuti dell’UNICEF:

Liberia:

–          L’UNICEF sta distribuendo più di 7.200 kit igienici per oltre 4.000 scuole.

–          Attualmente è in corso la formazione di 15.000 insegnanti e amministratori scolastici sul monitoraggio dei protocolli di sicurezza.

–          Circa 6.000 insegnanti sono stati formati sui messaggi di prevenzione delle campagne porta a porta per l ‘Ebola (settembre – dicembre 2014).

Guinea:

–          Sono stati distribuiti più di 47.500 kit igienici comprendenti secchi e sapone per circa 2,8 milioni di bambini.

–          I partner hanno fornito 20.500 termometri a infrarossi.

–          Più di 80.500 insegnanti stanno seguendo corsi di formazione sul monitoraggio dei protocolli di sicurezza, il 19% di questi  grazie ai fondi dell’UNICEF.

–          Più di 300 persone stanno seguendo corsi di formazione; a loro volta questi formeranno 30.000 insegnanti per la scuola primaria nell’ambito del sostengo psicologico.

Sierra Leone:

–          Più di 16.200 kit igienici saranno distribuiti nelle scuole.

–          Più di 7.000 insegnanti stanno seguendo corsi di formazione su protocolli e sostegno psicologico, prevenzione EVD e mobilitazioni sociali.

–          36.000 insegnati stanno seguendo corsi di formazione sull’implementazione dei protocolli  dei protocolli di sicurezza  nelle scuole.

 

 

UNICEF/Ebola, i bambini tornano a scuola in Guinea

L’impegno di Unicef per ridurre  il rischio di trasmissione dell’Ebola con corsi di formazione per gli insegnanti su misure di sicurezza, come il controllo giornaliero della temperatura dei bambini, e distribuzione nelle scuole di termometri e kit per lavarsi le mani.

 

UNI175179Roma, 21 gennaio  – Con la riapertura delle scuole in Guinea, l’UNICEF e i suoi partner stanno dando il proprio contributo per ridurre il più possibile il rischio di trasmissione dell’Ebola con corsi di formazione per gli insegnanti per implementare le misure di sicurezza, come il controllo giornaliero della temperatura dei bambini, provvedendo alla distribuzione nelle scuole di termometri e kit per lavarsi le mani. “La chiusura delle scuole ha avuto un  profondo impatto nella regione, che nel mondo registra alcuni dei più bassi indicatori sull’istruzione, e sui bambini il cui mondo è stato sconvolto dall’Ebola,” ha dichiarato Peter Salama, Coordinatore dell’Emergenza Ebola dell’UNICEF. “Con la riapertura delle scuole, è fondamentale che i bambini vivano in un ambiente protetto dove il rischio di trasmissione dell’ebola sia ridotto a l minimo e dove l’informazione contribuisca a fermare la diffusione del virus”. A causa dell’Ebola, le scuole pubbliche in Guinea, Liberia e Sierra Leone sono state chiuse dallo scoppio dell’epidemia tra Luglio e Agosto, togliendo a 5 milioni di bambini mesi di istruzione scolastica.Le scuole pubbliche in Guinea hanno ufficialmente riaperto questa settimana. In Liberia e in Sierra Leone, l’UNICEF sta lavorando con il Governo e le comunità per prepararsi all’eventuale riapertura delle scuole. I protocolli di sicurezza sviluppati dal Ministero dell’Istruzione, con l’UNICEF e i suoi partner, comprendono le visite all’entrata a scuola e di conseguenza non è consentito l’accesso a chiunque abbia una febbre superiore ai 38 gradi, a coloro che hanno avuto contatti con un paziente o vittime di Ebola nei 21 giorni precedenti o a coloro che presentano almeno tre dei sintomi dell’Ebola – come febbre, diarrea e vomito. I protocolli spiegano anche come comportarsi con casi sospetti attraverso un sistema di rinvio alla clinica sanitaria più vicina. Con le scuole chiuse, gli insegnanti giocano il ruolo più importante nella diffusione delle informazioni per supportare una riapertura in sicurezza. L’UNICEF ha formato migliaia di insegnanti che hanno partecipato a campagne di mobilitazione di massa per dare ai bambini, genitori e altri membri della comunità le informazioni necessarie a proteggere se stessi dall’Ebola e a prevenire ulteriori trasmissioni del virus. L’UNICEF e i suoi partner hanno anche distribuito nelle scuole migliaia di kit igienici, che comprendono sapone e secchi. E siccome le scuole nei paesi colpiti spesso non hanno accesso all’acqua sicura, l’UNICEF aiuta genitori e altri membri delle comunità a distribuire l’acqua nelle scuole. In Liberia e in Sierra Leone, l’UNICEF sostiene le autorità ad implementare i programmi di istruzione radiofonici così che i bambini non perdano completamente le lezioni mentre le scuole sono chiuse. Per sopperire alla mancanza di radio e di elettricità, l’UNICEF ha ordinato le prime 17.000 di 50.000 radio ad energia solare  che saranno distribuite alle famiglie più vulnerabili, e sta lavorando con gli altri partner che si occupano dell’istruzione per fornire lezioni registrate nelle aree più difficili da raggiungere. Anche dopo che le scuole saranno riaperte, i programmi radio – che hanno  includono materie come matematica, studi sociali e scienze – continueranno a giocare un ruolo importante per l’istruzione dei bambini che non vanno a scuola. Prima della crisi, la frequenza scolastica per l’educazione primaria era del 58% in Guinea, 34% in Liberia e 74% in Sierra Leone.

Gli aiuti dell’UNICEF in Guinea:

–          Distribuiti 48.615 kit igienici che comprendono: secchi e sapone per più di 12.000 scuole e più di 2,7 milioni di bambini. L’UNICEF ha contribuito per il 53% dei kit.

–          Il Corpo di coordinamento nazionale per l’Ebola ha garantito in tutte le scuole cloro per lavarsi le mani.

–          Il Ministero dell’Istruzione ha distribuito nelle scuole 20.500 termometri.

–          Oltre 80.650 insegnanti hanno seguito corsi di formazione sui protocolli per le condizioni di sicurezza per la riapertura delle scuole.

In Liberia:

–          L’UNICEF supporta il Governo per un’eventuale riapertura di 5.181 scuole. Circa 15.000 insegnanti saranno formati sui protocolli di sicurezza.

–          Kit igienici sono stati ordinati per essere distribuiti in 5.181 scuole. I kit comprendono materiali per 6 mesi come secchi, guanti, cloro, sapone, stivali da pioggia, abiti, spray igienizzanti e bottiglie d’acqua.

–          Saranno distribuiti 15.000 termometri a infrarossi nelle scuole.

In Sierra Leone:

–          L’UNICEF supporta il Governo per un’eventuale riapertura di 8.100 scuole

–          L’UNICEF e i suoi partner stanno pianificando la distribuzione di kit igienici e termometri in previsione della riapertura delle scuole.

 

 

Emergenza Ebola: è possibile effettuare donazioni tramite il sito: www.unicef.it

 

 

UNICEF: in Sierra Leone lotta contro l’ebola e la malaria

Con il picco stagionale di trasmissione della malaria in Sierra Leone, la necessità principale è di ridurne i casi, per consentire che anche i casi di Ebola siano individuati e curati.

 

malariaRoma, 7 dicembre – Prende il via una campagna sostenuta dall’UNICEF per distribuire farmaci anti malarici a circa 2,4 milioni di persone. Con il picco stagionale di trasmissione della malaria in Sierra Leone, la necessità principale è di ridurre i casi di malaria, limitare la pressione sul sistema sanitario e consentire che i casi di Ebola siano individuati e curati. “La Malaria è il killer numero uno in Sierra Leone, ma i pazienti che potrebbero esser stati contagiati non cercano le cure per paura di venire respinti dai centri sanitari come casi sospetti di Ebola”, ha dichiarato Roeland Monasch, Rappresentante UNICEF nel Paese. “Le persone stanno morendo nelle proprie comunità a causa di mancate diagnosi e cure. Questa campagna sosterrà la lotta alla malaria e all’Ebola.”I sintomi della malaria – febbre, mal di testa, dolori articolari – sono molto simili ai primi sintomi dell’Ebola che così può essere facilmente non diagnosticata, causando confusione tra i pazienti e gli operatori sanitari e inutili rinvii alle Unità di Cura dell’Ebola. Ridurre il numero di persone che hanno febbre alta  si tradurrà anche in un minor numero di pazienti che necessitano controlli e quarantena per eliminare l’Ebola come causa di malattia. Questo ridurrà anche il rischio di contrarre l’Ebola per i pazienti colpiti dalla malaria. Durante  la campagna, che è stata supportata dal Governo Tedesco, più di 9.300 operatori sanitari (formati per le comunità) andranno porta a porta nei distretti dove il rischio Ebola è più alto per aiutare a dispensare tavolette anti malariche ad ogni persona dai sei mesi in su. Le famiglie saranno anche informate sulla similarità dei sintomi dell’Ebola e della malaria e sull’importanza di prendere medicine salva vita. “Il successo della campagna dipenderà anche da come genitori o familiari coglieranno questa opportunità”, ha continuato Monasch. “Le tavolette anti-malariche sono efficaci e devono essere prese come consigliato dagli operatori sanitari. In questo modo ogni cittadino può giocare la propria parte nel ridurre il numero di vittime causate dalla malaria in Sierra Leone; allo stesso tempo ogni cittadino potrà contribuire direttamente agli sforzi contro l’Ebola.” Un secondo ciclo di distribuzione di farmaci antimalarici, con il supporto di più partner, avrà luogo nel Gennaio 2015.

 

UNICEF: ancora alta l’allerta Ebola nei paesi dell’Africa occidentale

 Nuovi casi di Ebola in Mali e continuo aumento di casi in Sierra Leone

ebolaRoma, 21 novembre  – Con nuovi casi di Ebola in Mali e il continuo aumento di casi in Sierra Leone, l’UNICEF sta ampliando i suoi sforzi per aiutare gli altri paesi a rischio dell’Africa Occidentale a prepararsi a potenziali epidemie. “I nuovi casi in Mali ci ricordano che nessun paese nella regione è immune all’Ebola”, ha dichiarato Manuel Fontaine, Direttore Regionale UNICEF in Africa Occidentale e Centrale. “ Non possiamo aspettare che si verifichino nuovi casi nei paesi a rischio prima di procedere con azioni concrete. Dobbiamo aiutare le comunità oggi a prepararsi ad eventuali casi di contagio, quando e ovunque avverranno.” Negli ultimi mesi, l’UNICEF ha lavorato con tutti i paesi dell’Africa Occidentale e Centrale per rivedere i piani di prevenzione e di preparazione. Nei 13 paesi maggiormente a rischio ci si è concentrati sulla lotta alla diffusione di false credenze, sulla condivisione di informazioni salva vita e sulla preparazione di rifornimenti come materassi, sapone, gel idroalcolici, candeggina, secchi, termometri laser, guanti, pacchetti per malattie diarroiche, siringhe, tendoni e tende. In Mali, un Centro per la cura dell’Ebola a Bamako è già operativo, mentre altre strutture sanitarie, in particolare nelle aree di confine, sono state dotate di ulteriori forniture di acqua e servizi igienico sanitari. Nella capitale Bamako, 77 stazioni per autobus sono state dotate di materiali per la pulizia delle mani. In Costa d’Avorio, che confina con Guinea, Liberia e Mali, campagne di informazione di massa sono in corso, mentre nelle comunità gli operatori sociali stanno promuovendo comportamenti corretti attraverso l’informazione porta a porta. L’UNICEF sta lavorando con le comunità e i leader religiosi e sta organizzando sessioni di informazione sulle buone pratiche igieniche in oltre 1.000 scuole nelle regioni di confine. In Guinea Bissau, circa 10.000 operatori sanitari, insegnanti e opinion  leader riceveranno informazioni e verranno formati sull’Ebola. In Benin, 50 stazioni radio locali stanno trasmettendo messaggi sull’Ebola nelle 8 lingue principali e una campagna di coinvolgimento della comunità  sta per partire attraverso un network di oltre 2.000 promoters sociosanitari. I 13 paesi maggiormente a rischio Ebola sono: Benin, Burkina Faso, Camerun, Repubblica Centrafricana, Costa d’Avorio, Gambia, Ghana, Guinea Bissau, Mali, Mauritania, Nigeria, Senegal e Togo.

“Emergenza Ebola”: è possibile effettuare donazioni tramite il sito: www.unicef.it.

UNICEF – Ebola: costruiti 10 Centri in Sierra Leone nel distretto di Bombali

Oltre a provvedere a cure di base e alla quarantena, i centri saranno anche punti strategici per sepolture dignitose e sicure e per le attività di sensibilizzazione tra le comunità

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Roma, 16 novembre  – 10 nuovi centri comunitari per la cura dell’Ebola saranno aperti questa settimana nel distretto di Bombali in Sierra Leone nell’ambito di una nuova risposta per portare le cure più vicino alle comunità. Costruiti dall’UNICEF, i centri aumenteranno il numero di posti letto nell’area di Bombali, uno dei distretti maggiormente colpiti dall’epidemia di Ebola, che dal maggio scorso ha ucciso più di 1.000 persone in Sierra Leone. “Questi 8 centri (con letti) sono destinati ad ospitare quelle persone colpite dall’Ebola isolate all’interno delle loro comunità; in questi centri possono ricevere cure mediche di base, medicinali, acqua pulita, servizi igienico sanitari e scorte alimentari”, ha dichiarato Roeland Monasch, Rappresentate UNICEF in Sierra Leone. I centri saranno gestiti dal Governo della Sierra Leone attraverso i loro District Health Management Team, in collaborazione con l’ONG locale World Hope International che provvederà alla formazione, al monitoraggio e al mobilitazione sociale. La costruzione è il frutto di un’ampia consultazione con le autorità e leader locali per assicurare che i centri siano accettati e integrati nelle comunità. Oltre a provvedere a cure di base e alla quarantena, i centri saranno anche punti strategici per sepolture dignitose e sicure e per le attività di sensibilizzazione tra le comunità. L’UNICEF fornirà tende, teloni e materiali per la costruzione dei centri, insieme alle forniture giornaliere necessarie per proteggere gli operatori umanitari dal contagio e per curare i pazienti. I fondi sono stati donati dal Dipartimento  per lo Sviluppo Internazionale del Regno Unito. L’UNICEF sta pianificando di costruire nelle prossime settimane altri 30 i centri nei distretti vicini.

“Emergenza Ebola”: è possibile effettuare donazioni tramite il sito: www.unicef.it.

Ebola, Unicef: 55 voli cargo e 1.300 tonnellate di aiuti per far fronte all’epidemia

L’UNICEF ha impiegato più di 7 milioni di dollari delle sue risorse per rispondere all’epidemia di Ebola, compresi circa 4 milioni di dollari solo per gli aiuti in Liberia. 

ebola-unicef-2_0Roma, 19 settembre  – Continua senza sosta l’impegno dell’UNICEF per fare fronte all’epidemia di Ebola. Entro la prima settimana di ottobre, l’UNICEF avrà consegnato 1.300 tonnellate di aiuti, con 55 voli aerei. Nelle prossime settimane, l’UNICEF preparerà e invierà 50.000 kit per la protezione in casa. I kit contengono: guanti, mascherine, vestiti, sapone, cloro e sacchetti. I primi 9.000 kit partiranno questa settimana per la Liberia. I kit di protezione per la casa si aggiungono ai kit per l’igiene familiare che sono già stati distribuiti nel paese. L’organizzazione umanitaria sta anche lavorando con i Governi nei paesi a rischio e con i paesi vicini per essere preparati a possibili epidemie di Ebola. L’UNICEF sta già trasmettendo informazioni alle comunità, sviluppando piani e predisponendo scorte. Oggi in Sierra Leone è partita una campagna di sensibilizzazione che coinvolgerà oltre 28.500 mobilitatori sociali, giovani e volontari  con l’obbiettivo di raggiungere ‘porta a porta’  1,5 milioni di case. Per rafforzare la propria presenza in Liberia, Sierra Leone e Guinea – l’UNICEF ha potenziato lo staff con altri 67 operatori nei  3 paesi maggiormente colpiti; altri 37 saranno impegnati nelle prossime settimane. L’UNICEF ha impiegato più di 7 milioni di dollari delle sue risorse per rispondere all’epidemia di Ebola, compresi circa 4 milioni di dollari solo per gli aiuti in Liberia. A oggi, l’UNICEF ha ricevuto circa 7,5 milioni di dollari dai donatori, che rappresenta soltanto il 4% del totale di 200 milioni di dollari che l’UNICEF ha richiesto per rispondere alla crisi.

“Emergenza Ebola”: è possibile effettuare donazioni tramite il sito: www.unicef.it.

UNICEF: “nessun ritorno a scuola” per 30 milioni di bambini colpiti da conflitti o crisi

NYHQ2006-1470In Liberia e in Sierra Leone, le scuole resteranno chiuse fino alla fine dell’anno a causa dell’epidemia di Ebola, che colpisce oltre 3,5 milioni di bambini.

 

scuolaRoma, 8 settembre  – In tutto il mondo milioni di studenti stanno riprendendo le scuole, ma un numero record di conflitti e crisi sta privando altri milioni di bambini del loro diritto a ricevere un’istruzione. Sono circa 30 milioni i bambini che non vanno a scuola perché vivono in situazioni di emergenza o in paesi colpiti da conflitti – quasi la metà di tutti i bambini che, a  livello globale, non frequentano la scuola. Molte scuole sono state attaccate e milioni di bambini sfollati sono stati costretti a lasciare le proprie case e gli studi. In Liberia e in Sierra Leone, le scuole resteranno chiuse fino alla fine dell’anno a causa dell’epidemia di Ebola, che colpisce oltre 3,5 milioni di bambini.

Ecco le principali emergenze:

  •  In Ucraina:  a causa dei recenti combattimenti, circa 290 scuole sono state distrutte o danneggiate.
  •   Nella Repubblica Centrafricana:  secondo una recente indagine:  un terzo delle scuole sono state colpite da colpi di arma da fuoco, o date alle fiamme, o saccheggiate o occupate da gruppi armati.
  •  A Gaza: oltre 100 scuole che sono state utilizzate come rifugi da oltre 300.000 persone sfollate durante il conflitto, devono essere ristrutturate;
  •  Nel nord est della Nigeria: studenti e insegnanti sono stati uccisi o rapiti e più di 200 ragazze non sono state ancora liberate.
  •  Siria: circa 3 milioni di bambini, metà degli studenti siriani, non stanno frequentano le scuole in modo regolare.

Per i bambini che vivono in situazioni di emergenza, l’istruzione è un’ancora di salvezza”, ha detto Josephine Bourne, responsabile del programma istruzione dell’UNICEF. “ Continuare a garantire un’istruzione dà un senso di normalità ai bambini, può aiutarli a superare i traumi, ed è un investimento – non solo per loro, ma anche per il futuro delle loro società. Senza le conoscenze, le competenze e il sostegno che l’istruzione garantisce, come possono questi bambini e ragazzi ricostruire le loro vite e le loro comunità?”. Per continuare a dare ai bambini la possibilità di ricevere un’istruzione, anche durante le crisi, l’UNICEF supporta gli impegni per un’istruzione d’ emergenza,  fornendo: classi temporanee e spazi alternativi per l’istruzione per bambini sfollati interni e rifugiati, forniture di milioni di quaderni, zaini e altri materiali didattici. L’UNICEF sta anche sostenendo studi  da autodidatti per i bambini che non possono lasciare la propria casa e sostiene programmi di istruzione via radio per i bambini nei paesi colpiti dall’Ebola. Nonostante le difficoltà, i programmi di istruzione di emergenza sono molto sotto finanziati. “L’anno scorso i programmi di istruzione di emergenza a livello globale supportati dall’UNICEF hanno ricevuto solo il 2% di tutti i fondi raccolti per azioni umanitarie, con un ammanco di 247 milioni di dollari. L’istruzione è una parte essenziale della risposta umanitaria, che richiede sostegno e investimento sin dall’inizio di una crisi”, ha continuato Bourne. “Un numero record di emergenze significa che più bambini che mai sono a rischio e noi abbiamo un urgente bisogno di risorse per raggiungerli.”

 

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