“Sicilia si cura” l’app per monitorare a distanza i contagi da Covid-19

Un’applicazione digitale dal nome “Sicilia si cura”, messa a punto dalla Regione Sicilia e l’assessorato della Salute e Protezione civile regionale per monitorare il numero dei contagi, avere sotto controllo lo stato di salute delle persone in quarantena ed il flusso degli asintomatici.

La tecnologia, in questi giorni di emergenza da Covid-19, è lo strumento che sta mostrando il suo lato positivo e rivoluzionario, dallo smart working ai corsi di formazione on line, fino a diventare uno strumento di supporto e presidio per la sicurezza. Questo è accaduto in Sicilia, con l’app “Sicilia si cura”, soluzione digitale per: monitorare i contagiati da coronavirus, dialogare con chi è in quarantena e ad avere un maggiore controllo degli asintomatici. Per poter usufruire del servizio messo in atto dalla Regione Sicilia insieme all’assessorato della Salute e Protezione civile regionale, basta effettuare la registrazione attraverso i canali messi a disposizione dalle autorità sanitarie, come il sito www.siciliacoronavirus.it, dopodiché saranno inviati un sms e una mail all’utente contenente username ed un link per la creazione della password da inserire nel proprio smartphone o tablet, con geolocalizzazione attiva nel territorio della Regione Siciliana. Nell’Isola attualmente, secondo quanto riportato dai dati della Regione Sicilia, è stato registrato il numero di 60 casi guariti, 57 decessi ed identificata Catania come la città con il maggior numero di contagi, per questo, l’obiettivo di “Sicilia si cura” è quello di poter creare un processo informativo in cui l’utente ha un ruolo fondamentale, indicando il luogo da cui sta trascorrendo la quarantena, mettere a conoscenza sullo stato di salute fino a due volte al giorno e definire i contatti avuti con altre persone, tutto nel rispetto della privacy.

Correre ai confini, sospesa l’impresa sportiva di Luca Naso

L’astrofisico ed atleta Luca Naso decide di sospendere in Abruzzo l’impresa Correre ai Confini, il viaggio di 365 giorni in giro per l’Italia, nel rispetto delle nuove disposizioni ministeriali di emergenza da coronavirus. Un sogno di condivisione, fatto di tenacia e con il sostegno di associazioni sportive, amministrazioni comunali e cittadini.


Un sogno audace, un progetto e prima di tutto un’esperienza umana di condivisione quella di Correre ai confini (di cui  abbiamo parlato https://thedailycases.com/limpresa-dellastrofisico-siciliano-luca-naso-correre-ai-confini-percorrere-tutta-litalia-in-365-giorni/) creata dall’astrofisico ed atleta Luca Naso, che doveva condurlo in 365 giorni a percorrere  lo Stivale, ma l’emergenza coronavirus e le nuove disposizioni ministeriali ne hanno comportato la sospensione. Una notizia annunciata ieri dallo stesso Naso, visibilmente commosso, con un video su Instagram: «Credo che le restrizioni imposte- dice Luca- rendano impossibile continuare a seguire gli obiettivi, le idee ed i valori di Correre ai confini. Non voglio proseguire e macinare chilometri da solo, perché l’impresa si fonda sulla condivisione. Ho deciso di stravolgere ogni aspetto della mia vita per realizzare questo sogno insieme agli altri. Mi dispiace di non riuscire a completare l’intero percorso, ma sono contento che tutti e 70 i giorni di Correre ai confini sono stati vissuti intensamente, con gioia e generosità dalle tante persone che si sono lasciate contagiare dalla positività di questo progetto».

Una decisione difficile, ma responsabile dimostrata anche con l’isolamento volontario al suo rientro in Sicilia. Partito l’1 gennaio da Catania, la forza e la tenacia del runner lo hanno condotto tra infortuni ed acquisizione di una piena consapevolezza di sé in Calabria, Basilicata, Puglia, Molise fino in Abruzzo. Durante il suo cammino, a fare la differenza, dunque, sono state le associazioni sportive, amministrazioni comunali ed i cittadini che, con la loro generosità, hanno contribuito a rendere possibile il sogno del runner. «Sono stato- dice Luca- in posti diversi ed ho incontrato persone diverse, ma non mi sono mai sentito fuori posto. Anzi, mi sono sempre sentito a casa, perché le persone che ho incontrato hanno fatto loro questo sogno. É stato uno scambio reciproco di emozioni, sentimenti e valori. Persino in questi giorni molto difficili, tante persone hanno confermato la loro intenzione di partecipare al progetto. Correre ai confini non era un’idea folle, era un’idea audace. Folle sarebbe stato non interrompere adesso».

“Belle ripiene”, la prima commedia in una vera cucina da marzo in Sicilia.

“Belle ripiene”, la commedia tutta al femminile per la regia di Massimo Romeo Piparo raggiunge la Sicilia con tre appuntamenti a marzo: il 24 a Ragusa; il 26 a Barcellona Pozzo di Gotto e il 27-28 a Palermo. La storia di quattro donne, che in cucina condividono esperienze, tradizioni differenti e momenti di ilarità. Con degustazione finale per gli spettatori.

Confessioni, aspetti di vita e amori, sono gli ingredienti immancabili nella cucina della commedia “Belle ripiene” diretta dal messinese Massimo Romeo Piparo con tre appuntamenti a marzo in Sicilia: il 24 a Ragusa, il 26 a Barcellona Pozzo di Gotto e il 27-28 a Palermo. Tratta dalla pièce di Giulia Ricciardi, viene messa in scena un’allegra opera dal gusto pink, che mette al centro le vicende di quattro donne: Rossella Brescia (Ida), Tosca D’Aquino (Ada), Roberta Lanfranchi (Leda) e Samuela Sardo (Dada), intente a destreggiarsi in cucina, luogo di incontro, di scambio e condivisione di tradizioni e dialetti differenti. A far da sfondo alla vicenda, l’innovativa scenografia curata da Teresa Caruso corredata da una reale cucina girevole professionale, in cui le protagoniste si divertiranno a cucinare piatti che, poi, saranno serviti al pubblico in sala con la consulenza dello chef enogastronomico Fabio Toso. Tra risate e leggerezza, le pietanze cucinate rispecchiano la terra di origine di ciascuna protagonista: Roma, Napoli, Salento e l’Alta Padana e per l’occasione è stato creato lo “scrigno Belle Ripiene”, un raviolone ripieno di cime di rapa, guarnito con guanciale croccante, pomodoro piennolo confit e fonduta di stracchino. Non mancheranno altre gustose pietanze come: il risotto allo zafferano e gamberi boreali; le mezzelune pere, taleggio con crema di zucca e castagne e le perle di salmone croccante, yogurt ed erba cipollina. Tanta preparazione per le quattro attrici che, per calarsi nei panni del loro personaggio, hanno seguito un corso intensivo di cucina professionale al Centro di Formazione Engim S.Paolo, seguite dallo chef Fabio Toso, e sostenuto l’esame per il certificato H.A.C.C.P per la somministrazione di cibo al pubblico.

Nata per far divertire uomini e donne, “Belle Ripiene” gira intorno ad una passione comune, unico strumento che avvicina e demolisce le differenze e barriere tra gli individui e che lascerà gli spettatori sazi di risate.

La iettatura al teatro Massimo di Palermo con “Non è vero, ma ci credo”.

Essere perseguitati dalla sfortuna e da un influsso malefico: la iettatura. Questo è l’apparente destino del protagonista della commedia “Non è vero, ma ci credo” al Teatro Massimo di Palermo dal 24 gennaio al 2 febbraio per la regia di Leo Muscato, con protagonista Enzo De Caro. Risate e riflessione per un’opera in chiave contemporanea.


Un influsso malefico, esercitato da alcune persone su altre, spesso, con la sola presenza: la iettatura. Semplice credenza popolare o fondo di verità? Attorno ad essa gira la commedia in tre atti scritta nel 1942 da Peppino De Filippo “Non è vero ma ci credo”, dal 24 gennaio al 2 febbraio al Teatro Massimo di Palermo. Messo in scena dal regista Leo Muscato, che ha ereditato la direzione artistica della compagnia di Luigi De Filippo, l’opera é arricchita dalle scenografe di Luigi Ferrigno, i costumi da Chicca Ruocco e le luci da Pietro Sperduti. A dar vita alla personalità dei personaggi, la scelta di un cast d’eccezione, capitanato dall’attore napoletano Enzo De Caro con al suo fianco: Giuseppe Brunetti; Francesca Ciardiello; Luciana De Falco; Carlo Di Maio; Giorgio Pinto; Ciro Ruoppo; Massimo Pagano; Fabiana Russo e Gina Perna. L’opera, adattata alla contemporaneità è ambientata nella Napoli degli anni ’80 in cui Mario Merola, Pino Daniele e Maradona sono figure idolatrate e, proprio in questo scenario si sviluppa la vicenda dell’avaro e scaramantico imprenditore Gervasio Savastano, tormentato dal pensiero di essere perseguitato dalla sfortuna e dalle iettatura, poiché gli affari non vanno bene.

La causa di tutto ciò, viene ricollegata alla figura del collega Belisario Malvurio che, accusato di portare iella, viene licenziato. Le cose non vanno bene neanche in casa con gli affetti: la figlia Rosina è innamorata di un giovane che Gervasio non approva. Un barlume di speranza irrompe nella sua vita, quando in ufficio si presenta Alberto Sammaria, un nuovo intraprendente e intelligente ragazzo con una caratteristica: la gobba. Con una successione di vicende divertenti e paradossali, si arriverà al colpo di scena finale.

Una commedia tutta da ridere, dalla quale ricavare uno spunto di riflessione per comprendere come, in fondo, siamo tutti un po’ condizionati dal fattore fortuna/sfortuna, usato per giustificare situazioni di cui, in realtà, siamo artefici.

L’impresa dell’astrofisico siciliano Luca Naso “Correre ai Confini”: percorrere tutta l’Italia in 365 giorni.

Il runner amatoriale e astrofisico siciliano Luca Naso in viaggio dall’1 gennaio fino al 31 dicembre prossimo con l’impresa: “Correre ai confini”, per raggiungere 591 tappe in tutto il Paese. Durante i 6 giorni a settimana di corsa sponsor, aziende e persone incontrate nel suo cammino, potranno contribuire con la loro generosità a rendere il viaggio un momento di condivisione

Un sogno, presente nello spirito da molti anni e difficile da realizzare per la sua complessità, eppure, con una buona dose di energia e dedizione è diventato realtà: “Correre ai confini”. Il giro d’Italia in 365 giorni contando sulla forza delle proprie gambe, quelle di Luca Naso, nato nel 1981 nel Calatino (zona che comprende i comuni della Sicilia centro orientale: Caltagirone, San Michele di Ganzaria e Mirabella Imbaccari) e catanese d’adozione. Laureato in Fisica a Catania con un dottorato in Astrofisica internazionale alla Sissa di Trieste, dopo varie esperienze professionali in giro per il mondo, ascolta il richiamo della sua Sicilia, dove comincia a lavorare nel campo dei Big Data e il Machine Learning. Insieme all’amore per la fisica, da oltre dieci anni coltiva la passione per la corsa, che lo ha condotto alle maratone di: Palermo, Pechino, e Berlino.

Partito da Catania per questa nuova impresa all’alba dell’1 gennaio, ha già superato insieme ad altri due runner: Acireale; Riposto; Giardini Naxos; Sant’Alessio Siculo; Alì  Terme e Mili Marina, lo Stretto di Messina ed è  giunto a Reggio Calabria. Ad aiutarlo, durante il lungo cammino, persone, aziende e professionisti disposti a contribuire con: vitto e alloggio; trasporto del bagaglio; attrezzatura; controlli medico sanitari; definizione dettagliata del percorso e raccolta dati.
Da percorrere in totale 591 tappe, con 30 chilometri al giorno, 6 giorni a settimana di corsa ed un tracciato di oltre 8800 chilometri, con la presenza di un team tecnico: un allenatore; un nutrizionista; un medico ed uno psicologo dello sport.

Tra gli sponsor la Fidal (Federazione Italiana Di Atletica Leggera) e diverse società sportive, che lo aiuteranno in alcune tappe, e anche i giovani della Croce Rossa italiana al motto di: “Un’Italia che aiuta”.

Gli aggiornamenti dei luoghi raggiunti saranno visibili su www.correreaiconfini.it, dove dare anche la propria disponibilità a sostenerlo e supportarlo; mentre sulle pagine di Instagram @correreaiconfini e di Facebook Correre ai confini, Luca condividerà personalmente tutti gli aggiornamenti.

Pippo Fava, il ricordo del giornalista celebrato dalla sua amata Catania.

In memoria del giornalista Pippo Fava, scomparso il 5 gennaio 1984, I Siciliani giovani e la rete antirazzista catanese hanno organizzato una grande manifestazione a Catania. A concludere la giornata, la premiazione dei partecipanti al Premio Nazionale “Giuseppe Fava-Niente altro che la verità. Scritture e immagini contro le mafie”.

Credere nella verità, senza orpelli o congetture, scavata e riportata alla luce per il puro atto di raccontarla e riuscire a cambiare la realtà dei fatti, soprattutto quelli scomodi. A reputare la professione del giornalista come una vera e propria missione: Pippo Fava, scrittore, giornalista e drammaturgo, nato a Palazzolo Acreide nel 1925 e ucciso da Cosa nostra il 5 gennaio del 1984 a Catania, in quella stessa città tanto amata, ma anche profondamente corrotta. E proprio la città etnea, ha deciso di ricordare il grande giornalista con una manifestazione, promossa da I Siciliani giovani e dalla rete antirazzista catanese con partenza dal Teatro Macchiavelli in Piazza Università, tra i cui partecipanti é prevista anche la presenza dell’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano. Nel pomeriggio il corteo si dirigerà a pochi metri dal Teatro Stabile, luogo dove è stato assassinato il giornalista per poi concludere la celebrazione con la premiazione dei giovani partecipanti al Premio Nazionale, “ Giuseppe Fava- Niente altro che la verità. Scritture e immagini contro le mafie” da parte della Fondazione Giuseppe Fava, per essersi dedicati ad un giornalismo pulito e d’inchiesta, con il traffico dei migranti in Libia come tema.
Trentasei anni, è questo il tempo cui Fava manca alla sua Sicilia e al mondo giornalistico. Un anno prima della sua morte, storica è la fondazione a Catania insieme ad un gruppo di giovani giornalisti, del giornale I Siciliani, in cui vengono messi in chiaro sin dal primo numero i temi da affrontare: il problema dilagante della mafia; il ricatto occupazionale delle industrie e le conseguenze provocate dal loro avvento all’ambiente e alla salute; la corruzione politica e la campagna pacifista in risposta allo stanziamento di missili nucleari nelle basi Nato della Regione.
Un giornale “senza padroni e né padrini” e per questo visto come una minaccia da mafiosi, che per lui non erano incarnati dai sempliciotti che giravano per la città a chiedere il pizzo, ma da coloro posti ai vertici della nazione.  

Catania, unica tappa siciliana del “Post Punk tour” di Gazzelle.

Anno nuovo in musica a Catania con un appuntamento imperdibile per gli amanti della musica indie pop il “Post Punk tour” di Gazzelle. Tra le date previste, solo una in Sicilia, il 24 gennaio 2020 al PalaCatania. Un viaggio sonoro tra nuovi brani che vanno ad ampliare il disco del 2018.


L’indie pop italiano con i temi: amore; solitudine; depressione e uso di droghe, approda al PalaCatania della città etnea con il Post Punk tour” di Gazzelle il 24 gennaio 2020. Questa, l’unica data siciliana del nuovo tour del cantautore romano promessa della musica italiana, che partirà da Firenze il 15 gennaio e proseguirà a Milano il 18 gennaio, a Roma il 28 gennaio, a Bari il 5 febbraio e Napoli l’8 febbraio, per poi ritornare il 9 febbraio al Palazzo dello Sport di Roma.
L’uscita dell’album “Post Punk“, è stata anticipata dal brano Settembre (25 ottobre), e da un videoclip girato da Lorenzo Silvestra e Andrea Losa, con la direzione artistica di Andrea Santaterra. Al suo interno, versione ampliata del disco del 2018, si possono trovare tredici brani tra i quali: Non c’è niente; Coprimi le spalle e Polynesia.
Flavio Bruno Pardini, nasce a Roma il 7 dicembre 1989, lo pseudonimo Gazzelle si rifà ad una storpiatura del nome di una linea di scarpe del brand Adidas. Nel 2017 viene pubblicato il suo primo album Superbattito, mantenendo celata la sua figura al grande pubblico ricorrendo a foto sfocate per poi svelata successivamente. Durante la sua carriera vanta collaborazioni con Luca Carboni per il brano L’Alba e con Lorenzo Fragola per il brano Super Martina. Al 2018 risale l’uscita del secondo album d’esordio: “Punk“, certificato oro da Fimi/GfK Italia, “Tutta la vita” e “Scintille”, (certificati oro), “Sopra” (certificata platino) e la title track “Punk” (certificata oro).

“Ritorna e vieni a riprendermi”: i giocattoli smarriti attendono i padroni all’aeroporto di Palermo

“Come back and pick me up” (ritorna e vieni a prendermi) è la campagnia dell’aeroporto falcone-Borsellino per riconsegnare ai bambini i giocattoli smarriti. Quelli non reclamati, saranno donati ai pazienti del centro di eccellenza per la cura del diabete dell’ospedale di Partinico.

Un nastro trasportatore in azione e a scorrere su di esso non valigie come in un comune aeroporto, ma: barbie; peluche; bambole di pezza ed un pinocchio di legno. Non si tratta di un errore, bensì della campagna lanciata dall’aeroporto di Palermo Falcone-Borsellino in conformità a quella già esistente ormai da due anni in Scozia all’aeroporto di Glasgow  “Come back and pick me up” (ritorna e vieni a prendermi), per i piccoli che hanno smarrito i loro giocattoli in aeroporto.

Attraverso un video diffuso sui social dalla Gesap, la società  di gestione dello scalo, i genitori ed i bambini sono invitati a contattare l’ufficio oggetti smarriti  (+39 091 7020538 – dalle ore 09.00 alle ore 13.00 o per posta elettronica oggettismarriti@gesap.it) e recarsi all’area terminal, entro la fine del mese, dove potranno riabbracciare i loro preziosi amici. Alla scadenza del tempo prestabilito, i giocattoli saranno donati ai bambini del centro d’eccellenza per la cura del diabete dell’ospedale di Partinico. Insieme a “Ritorna e vieni a prendermi”, il 14 dicembre alle ore 10.00 si svolgerà, sempre all’aeroporto Falcone-Borsellino, un’asta per la vendita di tutti gli altri oggetti che sono stati smarriti fino al 2018.

Palermo: organi e tessuti umani in mostra alla “Body Worlds Vital”.

“Body Worlds Vital”: dal 21 novembre al 29 marzo 2020 all’Albergo delle Povere di Palermo, la mostra con 150 plastinazioni di tessuti, organi, articolazioni e vasi sanguigni del corpo umano “riportati in vita” dallo scienziato ed anatomista Gunther von Hagen, per essere ammirati a scopo didattico e far riflettere.

Corpi in movimento, statici, con parti anatomiche in evidenza per rendere visibile le funzionalità e la bellezza delle fattezze umane, che divengono oggetto di osservazione e riflessione nella mostra “Body Worlds Vital”, dal 21 novembre al 29 marzo 2020 all’Albergo delle Povere di Palermo, organizzata da Nimphea, in collaborazione con la Regione Siciliana e Culturitaly. In soli tre giorni, sono state registrate 50 milioni di visite, un grande risultato per il lavoro dell’anatomista e scienziato tedesco Gunther von Hagen, curato insieme alla moglie Angelina Whalley, con 150 plastinazioni. Corpi a figura intera, sezioni di organi, muscoli, vasi sanguigni ed ossa, davanti ai quali si ha la possibilità di comprendere ed avere una visione della corretta funzionalità di un corpo sano contrapposto a quello con patologie, risultato di uno stile di vita inadeguato.

Un processo complesso, quello della plastinazione, per il quale Von Hagen è stato insignito del prestigioso riconoscimento alla carriera conferitogli dall’Association Science Technology Center, associazione internazionale che riunisce i maggiori centri e musei dedicati alla divulgazione scientifica. Basato sull’ imbalsamazione e dissezione anatomica di organi (il cui consenso viene dato dai pazienti all’Istituto di plastinazione di Heidelberg per uso a scopo didattico ed educativo), il processo di plastinazione avviene mediante l’utilizzo del silicone, iniettato sui tessuti,  che ne permette la conservazione e conferisce dinamismo e flessibilità. Il risultato, è una visione accurata e di impatto per il visitatore che, per l’occasione, sarà accompagnato nel percorso da laureandi, specializzandi e ricercatori del Dipartimento di Biomedicina dell’Università di Palermo, diretto dal professor Francesco Cappello, alla scoperta degli affascinanti misteri della struttura umana.

Palermo, settima edizione di “Illustramente”, il festival di letture per l’infanzia.

Dal 20 al 24 novembre a Palermo e nei suoi quartieri il festival “Illustramente”, per avvicinare i bambini al mondo della fiaba attraverso la lettura e l’ascolto. Un evento di quattro giorni che vedrà la partecipazione di illustratori e autori siciliani con mostre, workshop, letture e incontri.

Creature di rara bellezza, dalle sembianze umane da capo a busto e squamose code di pesce al posto delle gambe celate nelle profondità marine e decantate in favole e leggende: le sirene. A loro, figure marine dell’immaginario popolare, è dedicato “Illustramente”, la settima edizione del festival dell’illustrazione e della letteratura per l’infanzia dal 20 al 24 novembre a Palermo. L’evento, celebrato in occasione del trentennale della convenzione Onu sui diritti dell’infanzia, organizzato da Coloré Cooperativa Sociale (nata per promuovere lo sviluppo del territorio e soddisfare le esigenze culturali dei bambini disagiati, disabili e normodotati) con direttore artistico Rosanna Maranto è dedicato a Livio Sossi, saggista ed esperto in letteratura per l’infanzia.

A dare risonanza al festival lo slogan: “Quando le sirene avevano le ali” (con riferimento alle fattezze delle figure mitologiche nel mondo greco) e la presenza di autori siciliani e illustratori pronti a diffondere l’importanza della lettura e dell’ascolto con workshop, incontri di studio, mostre e letture sul mondo della fiaba nei quartieri dove la lettura è assente. A dare il loro supporto sette biblioteche di: Pallavicino, Brancaccio, Zen, Capo, Sant’Antonino, Casa Professa e l’Archivio storico, come luoghi di incontro e di realizzazione di attività. 
Mercoledì 20 a Palazzo Steri, si parte con il convegno di apertura sul tema della fiaba e gli incontri in vineria al Sanlorenzo Mercato con illustratori e drammaturghi del mito.
Giovedì 21 Lina Prosa, parla dell’eroina Giovanna D’Arco, mentre Michelangelo Rossato, ideatore dell’immagine della sirena scelta per il festival, incontrerà i ragazzi del quartiere Zen alla biblioteca Giufà.
Venerdì 22 e sabato 23 sono previste visite guidate alla mostra di Zerocalcare allo spazio Zac della Zisa. Sabato saranno ricordati allo spazio Tre Navate ai Cantieri Culturali: Leonardo da Vinci e Andrea Camilleri, con un laboratorio di letture per bambini dai 4 anni in su.
Domenica 24 il gran finale con attività e lo spettacolo di chiusura “Palermo è fiaba”.

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