Unicef, Giornata Mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile

Il 16% dei 150 milioni di bambini tra i 5 e i 14 anni nei paesi in via di sviluppo sono coinvolti nel lavoro minorile

12giugnoRoma, 12 giugno  – “In occasione della Giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile,  l’UNICEF ricorda che 150 milioni di bambini tra i 5 e i 14 anni nei paesi in via di sviluppo, circa il 16% di tutti i bambini e i ragazzi in quella fascia di età, sono coinvolti nel lavoro minorile. Nei paesi meno sviluppati, circa un bambino o ragazzo su 4 (tra i 5 e i 14 anni) lavora, correndo seri rischi per la sua salute e il suo sviluppo”, ha dichiarato Giacomo Guerrera, Presidente dell’UNICEF Italia. La più alta percentuale di bambini lavoratori si trova in Africa subsahariana (il 25% di quelli tra i 5 e i 14 anni). In Asia meridionale, il 12% dei bambini nella stessa fascia di età svolge lavori potenzialmente dannosi, rispetto al 5% dei bambini che vivono in Europa centrale e orientale e Comunità degli Stati Indipendenti (CEE/CIS), la regione con il minor tasso di bambini lavoratori. Nei paesi più poveri del mondo, circa 1 bambino su 4 lavora e questo è potenzialmente dannoso per la loro salute. In quasi tutte le regioni, per i ragazzi e le ragazze ci sono le stesse probabilità di diventare bambini lavoratori. A eccezione del Medio Oriente e Nord Africa e di America Latina e Caraibi, dove i ragazzi hanno solo qualche possibilità in più rispetto alle ragazze di lavorare. Le disparità di genere si verificano a seconda delle attività svolte, le ragazze hanno più probabilità di essere sfruttate per i lavori domestici. In Asia Meridionale sono 77 milioni i bambini lavoratori. In Pakistan l’88% dei bambini tra i 7 e i 14 anni che non vanno a scuola, lavora; in Bangladesh sono il 48%, in India il 40% e in Sri Lanka il 10%. L’UNICEF lotta contro lo sfruttamento del lavoro minorile con programmi di sensibilizzazione, prevenzione e reinserimento scolastico o lavorativo per bambini lavoratori, ex-bambini soldato e bambini di strada, che prevedono orari flessibili, metodologie didattiche partecipative e un apprendimento che contempla competenze utili per la vita quotidiana e per la formazione professionale. Oggi a Firenze, nell’ambito delle Giornate del lavoro organizzate dalla CGIL, verrà presentato il teaser del lungometraggio animato “Iqbal: bambini senza paura” ispirato alla storia di Iqbal Masih, il bambino pakistano ucciso nel 1995 per aver denunciato i suoi sfruttatori dopo anni di schiavitù nella manifattura  di  tappeti. Il film prodotto da GERTIE in collaborazione con diversi partner, tra cui l’UNICEF Italia; presente al dibattito Andrea Iacomini, Portavoce UNICEF Italia.L’UNICEF Italia sostiene il progetto “Scuola e protezione per i bambini di strada in Bangladesh” per migliorare l’accesso a servizi di protezione sociale delle famiglie più povere e vulnerabili, al fine di ridurre abusi, violenze e sfruttamento a danno di donne e bambini.

È possibile sostenere il progetto dell’UNICEF “Scuola e protezione per i bambini di strada in Bangladesh” con una donazione tramite:

– bollettino di c/c postale numero 745.000, intestato a UNICEF Italia,

– carta di credito online sul sito www-unicef.it,

 

Tratta e sfruttamento di minori, Save the Children: in Italia il più alto numero di vittime

tratta minori save the childrenCoinvolti in sfruttamento sessuale, lavorativo, accattonaggio e attività illegali. Alla vigilia della Giornata in ricordo della schiavitù e della sua abolizione, l’ong diffonde il dossier ‘I piccoli schiavi invisibili 2013’.

Roma, 22 agosto – In Europa risultano oltre 9.500 nel 2010 le vittime accertate e presunte di tratta, di cui il 15% minori (il 12% ragazze ed il 3% da ragazzi), con un incremento pari al 18% nel triennio 2008-2010[3]. Le principali forme di sfruttamento sono: sessuale (62 %), lavoro forzato – in edilizia, agricoltura, commercio, attività domestiche (25 %) – altre forme di sfruttamento (14 %) come accattonaggio, attività illegali, prelievo di organi. Romania, Bulgaria, Nigeria e Cina i principali paesi di provenienza. Sono i dati del dossier di Save the children, ‘I piccoli schiavi invisibili 2013′, diffuso alla vigilia della Giornata in ricordo della schiavitu’ e della sua abolizione. L’Italia, spiega l’organizzazione in una nota, è il Paese dove è stato segnalato il maggior numero di vittime, pari a quasi 2.400 nel 2010, con un calo rispetto alle 2.421 del 2009 ma un notevole aumento rispetto alle 1.624 del 2008. Continue Reading

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