Dal settore alimentare ai prodotti energetici: l’export cresce in tutte le regioni d’Italia

Aumenta del 5,3% l’export italiano nel primo semestre 2015, con un +38% per i prodotti energetici. «Ripartono investimenti e assunzioni» evidenzia l’avvocato Sergio Scicchitano, esperto in diritto d’impresa e fallimentare, secondo il quale la ripresa è merito anche della nuova disciplina sulle crisi societarie.

made-in-italyRoma, 17 settembre, 2015- Le vendite di beni sui mercati esteri nel primo semestre 2015 sono risultate in aumento sia per le regioni nord-orientali che per quelle meridionali e insulari, con una crescita del 3,2% nel primo trimestre e del 2,1% nel secondo trimestre. La fotografia della ripresa delle aziende italiane scattata dallo Studio Legale Scicchitano (www.studioscicchitano.it) su dati Istat mette in evidenza che a registrare la maggiore espansione delle esportazioni sono il Friuli-Venezia Giulia (+31,8% nel primo trimestre) e i prodotti energetici (+38,8 nel secondo trimestre). «La locomotiva produttiva del made in Italy si è dunque rimessa in moto e l’Italia riparte. Si ricomincia a investire nelle fabbriche e a creare nuovi posti di lavoro» commenta il professor Sergio Scicchitano, uno dei più quotati «corporate lawyer» italiani. A guidare la classifica delle regioni dove maggiormente è ripartita l’occupazione è ilVeneto dove da inizio anno i nuovi contratti sono a +57% e solo nel 30% dei casi si tratta di stabilizzazioni dei vecchi contratti. E proprio in Veneto vi sono alcuni dei comparti che grazie all’export corrono di più, come l’abbigliamento di Treviso che nel primo trimestre 2015 ha raggiunto i 300 milioni di euro di giro d’affari, il 40% in più in rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. Secondo quanto emerge dai dati elaborati dallo Studio Legale Scicchitano la ripresa è più marcata a Nord-Est, ma riguarda tutto il Paese. I territori del made in Italy si stanno dimostrando sempre più competitivi in tutte le regioni d’Italia. «Le esportazioni stanno aumentando un po’ ovunque e anche il credito lentamente riparte. Lo dimostrano gli indicatori Istat, ma anche le tante storie degli imprenditori clienti del nostro Studio» conclude  l’avvocato Sergio Scicchitano, secondo il quale èla nuova disciplina sulle crisi societarie che sta permettendo a molte aziende di ripartire, grazie alle facilitazioni per l’accesso al credito da parte delle imprese in crisi e all’inammissibilità del sequestro dei beni per le imprese di interesse strategico nazionale nel caso ciò possa impedirne l’attività.

Export in crescita, assunzioni in aumento e accesso al credito per le aziende in difficoltà: l’Italia riparte

La crisi? Il peggio è già alle spalle. Ne è convinto l’avvocato Sergio Scicchitano, esperto in diritto d’impresa e fallimentare, secondo il quale la nuova disciplina sulle crisi societarie sta permettendo a molte aziende di ripartire dopo le ferie con una ritrovata fiducia.

arton27406Roma, 16 settembre, 2015- Crescono le esportazioni e i contratti a tempo indeterminato. Molte aziende stanno così uscendo dalla crisi e già nel primo semestre di quest’anno sono aumentate le assunzioni stabili. L’Italia dunque riparte e a farsi portavoce di questa tendenza è il professor Sergio Scicchitano, uno dei più quotati «corporate lawyer», autore del manuale”Principi di Diritto Fallimentare” nonché liquidatore e curatore delle procedure concorsuali più importanti d’Italia. Secondo il titolare dello Studio Legale Scicchitano (www.studioscicchitano.it) è proprio la nuova disciplina sulle crisi societarie che sta permettendo a molte aziende di ripartire dopo le ferie con una maggiore serenità. Cosa prevede la nuova normativa?«Facilitazioni per l’accesso al credito da parte dell’impresa che abbia chiesto il concordato preventivo, richieste di finanziamento con il beneficio della prededuzione, un livello minimo fissato al 20% dei debiti chirografari per far sì che la proposta di concordato possa essere accolta e il passaggio dal silenzio-assenso al silenzio-dissenso nel voto sulle proposte concordatarie» sintetizza l’avvocato Sergio Scicchitano. Poi ancora la nuova normativa stabilisce che a fronte di un’offerta per l’acquisto compresa nel piano di concordato si debba aprire sempre un procedimento competitivo e precisa che, nel caso di concordato con continuità aziendale, la proposta alternativa dei creditori non possa essere ammessa se la proposta del debitore soddisfi almeno il 30% dei crediti chirografari. E viene stabilito che le banche che vantino crediti di modesta entità non possano opporsi ad accordi di ristrutturazione che vedano l’adesione delle banche creditrici maggiormente esposte. «E, non meno importante, si stabilisce che il sequestro dei beni dell’impresa non possa impedirne l’attività, se questa sia di interesse strategico nazionale. Una norma varata anche a seguito dello stop imposto dalla magistratura a un altoforno Ilva di Taranto»aggiunge l’avvocato Sergio Scicchitano, che non ha dubbi sul fatto che la riforma possa cambiare le prospettive per molte aziende che oggi sono in sofferenza, a partire dall’ambito del concordato preventivo che negli ultimi anni ha conosciuto un vero e proprio boom dovuto alla crisi economica e alla conseguente chiusura di moltissime attività sull’orlo del fallimento. «La nuova norma consentirà di sbloccare una serie di crediti incagliati e quindi di riattivare il canale creditizio per molte imprese in difficoltà che potranno così riprendersi: un passo fondamentale per riattivare il credito per le imprese e fare ripartire l’Italia»conclude l’avvocato Sergio Scicchitano.

Gli Hacker minacciano l’economia europea

In crescita le frodi bancarie: 500 milioni di euro di danni solo in Europa. A metterlo in evidenza è lo Studio Legale Scicchitano

hacker-150814113611_mediumRoma, 10 settembre, 2015- La fotografia del fenomeno hackeraggio scattata dallo Studio Legale Scicchitano (www.studioscicchitano.it) su dati Onu mette in evidenza come in Italia e in Europa le tecniche sempre più sofisticate per fare breccia nei sistemi di difesa delle aziende costituiscano una minaccia per l’economia. Nei primi 6 mesi del 2015 sono state oltre 315 milioni le vittime del cybercrime, più di 1,7 milioni di persone al giorno, con una media di 20 vittime ogni secondo e un “fatturato mondiale” di oltre 3 miliardi di euro. In aumento del 150% ogni anno le frodi bancarie che rappresentano oggi una perdita di circa 500 milioni di euro solo in Europa. «Ma, a differenza dalle ormai note truffe che colpiscono l’utente finale in possesso di un conto bancario, oggi molti hacker informatici violano direttamente le reti aziendali delle banche» spiega il professor Sergio Scicchitano, avvocato titolare di uno studio tra i primi in Italia ad occuparsi degli aspetti giuridici e tecnici del cybercrime. «Il sistema di truffa è a volte così accurato che gli hacker riescono a “gonfiare” temporaneamente un conto corrente ed effettuare prelievi automatici di denaro in giorni prestabiliti» commenta l’avvocato Sergio Scicchitano. Per questo proteggersi dai virus informatici è oggi una priorità assoluta: solo quest’anno ne verranno creati più 30 mila, pronti ad infiltrarsi nei computer di tutto il mondo.

L’estate degli addii: è boom di separazioni

Secondo l’avvocato Sergio Scicchitano in Italia si dovrebbe introdurre il divorzio come alternativa alla separazione come accade in molti altri Paesi, e non il divorzio dopo 6 mesi dalla separazione.

20150806_c5_crisicoppiaRoma, 24 Agosto- Sarà colpa del caldo eccessivo? Chissà. Ma qualunque sia la ragione, ciò che appare ormai certo è che la torrida estate 2015 verrà ricordata come quella degli amori al capolinea. A mettere in evidenza questa tendenza è il professor Sergio Scicchitano, avvocato noto per aver difeso molti personaggi famosi nell’ambito della magistratura, della politica, dell’industria e dello spettacolo, che -considerando anche le nuove norme sul divorzio breve con le quali dirsi addio è diventato oggi molto più facile- per settembre e ottobre prevede un ulteriore aumento delle domande di separazione. Le nuove norme approvate dal parlamento lo scorso aprile finora hanno avuto un riscontro timido, ma a settembre e ottobre ci sarà un crescendo di persone che ricorreranno al divorzio breve con il quale passa da 3 anni a 12 mesi la durata minima del periodo di separazione per potere procedere con la domanda di divorzio e a 6 mesi per quanto riguarda le separazioni consensuali. «Una vera rivoluzione per il nostro Paese dove per divorziare bisognava attendere anche più di 7 anni» commenta l’avvocato Sergio Scicchitano. Il divorzio breve consentirà di evitare il climax di tensione tra i coniugi in attesa di sentenza. Ma secondo il titolare dello Studio Legale Scicchitano sarebbe stato meglio introdurre il divorzio come alternativa alla separazione come accade in molti altri Paesi dove è già possibile il divorzio diretto e non il divorzio dopo 6 mesi dalla separazione come accade ora in Italia. Anche perché ci sono molte coppie il cui matrimonio è durato pochissimo, non hanno figli e vorrebbero divorziare senza prima doversi separare. «Il divorzio breve dovrebbe essere considerato un primo passo verso una riforma più completa che renda la separazione facoltativa, e non obbligatoria, per arrivare al divorzio» sostiene l’avvocato Sergio Scicchitano, che a livello personale si dichiara più favorevole al matrimonio lungo che al divorzio breve. «Oggi però -aggiunge l’avvocato-manca la cultura della responsabilità, si è troppo individualisti e non si è più abituati amantenere un impegno e a portare avanti un progetto di vita in comune. E sempre più spesso le coppie arrivano al matrimonio senza rifletterci troppo. Per loro credo che il divorzio breve sia una possibilità favorevole». Ma quale è il profilo tipo di chi ricorre alla nuova normativa? «L’età media è di 44 anni per gli uomini e di 41 anni per le donne, nella maggior parte dei casi con pochi anni di matrimonio alle spalle. E finora il 20% delle richieste di divorzio breve presentate dall’entrata in vigore della nuova legge arriva da coppie over 60» osservano gli esperti dello Studio Legale Scicchitano. Ma, salvo il dato sull’età, il profilo socioeconomico di chi sta usufruendo della nuova legge è estremamente vario. Un’altra curiosità messa in rilievo dallo Studio Legale Scicchitano è che la separazione è richiesta nel 60% dei casi dalle donne, mentre la richiesta di divorzio parte nel 60% dei casi dagli uomini. Una volta decisa la strada della separazione il 98% delle coppie non torna indietro.

Amori Vip in crisi

Da Charlize Theron a Will Smith, anche le celebrity dicono addio al loro partner: questa è l’estate
delle separazioni e dei divorzi.

theron-1000x662Roma, 18 agosto- Cresce il numero di coppie vip in crisi. Tra gossip, smentite, post sui social network e comunicati stampa ufficiali, aumenta il numero dei divi single di ritorno. A Hollywood Julia Roberts dice addio a Danny Moder e Will Smith si separa da Jada Pinkett: questa è l’estate dei divorzi e delle separazioni vip. Il professor Sergio Scicchitano, avvocato noto per aver difeso molti personaggi famosi nell’ambito dello spettacolo, non è per niente stupito «perché d’estate si ha più tempo per stare insieme e spesso riemergono problematiche rimaste in sospeso durante l’inverno». Per Gwen Stefani e Gavin Rossdale, dopo 13 anni di matrimonio, la rottura è ufficiale. A rivelarlo è proprio la coppia di musicisti attraverso un comunicato stampa che rende pubblica «la decisione reciproca di non essere più partner nel matrimonio». L’amore è ufficialmente finito anche per Jennifer Garner e Ben Affleck dopo 10 anni di matrimonio, per Sean Penn e Charlize Theron, che a 40 anni ricomincia una nuova vita da single, e per Julia Roberts e Danny Moder, sposati dal 2002. A dirsi addio ci sarebbero anche Will Smith e Jada Pinkett. Per quanto la coppia abbia smentito più volte le voci di separazione, secondo alcune indiscrezioni sembra che i due attori stiano vagliando un accordo legale per proteggere la loro fortuna di oltre240 milioni di dollari. «Ma il primato del divorzio più caro della storia di Hollywood spetta a Mel Gibson eRobyn Moore, giunti alla separazione dopo 31 anni di matrimonio. Quasi una vita trascorsa insieme che secondo la Corte Suprema di Los Angeles dava diritto all’ex moglie dell’attore di ricevere la metà della fortuna di Mel Gibson, stimata in 850 milioni di dollari» commenta l’avvocato Sergio Scicchitano. «Molto spesso i divi di Hollywood riescono a trovare un accordo e si va per via consensuale» aggiunge l’avvocato Scicchitano, che sottolinea che lo stesso vale anche per l’Italia e non solo per i personaggi del mondo dello spettacolo. Nel nostro Paese, dove la famiglia è sempre stata un forte punto di riferimento, la percentuale dei fallimenti dei matrimoni oggi si sta rapidamente avvicinando a quella americana. Tra le pareti delle case, gli studi degli avvocati e le aule di tribunale, a dirsi addio in Italia sono soprattutto le coppie di giovani sposi e quelle alla soglia della terza età. «La maggior parte delle separazioni si collocano infatti tra i 30 e i 40 anni e oltre i 60 anni. E sono frequenti anche le separazioni tra coniugi a solo un anno dalla celebrazione del matrimonio» sottolineano gli esperti dello Studio Legale Scicchitano. In aumento, secondo quanto ha osservato lo Studio Legale Scicchitano, anche le separazioni delle coppie di fatto. Un trend che va di pari passo con la propensione a ricorrere sempre di più a questo tipo di unione. Le coppie, infatti, tendono sempre più spesso a vivere insieme senza troppe complicazioni e senza grandi progetti per il futuro. Così lasciarsi, anche dopo pochissimo tempo, è ancora più facile.

L’Italia riparte: aziende aperte anche ad Agosto e in crescita i contratti a tempo indeterminato

Le assunzioni stabili sono aumentate del 36%. «Ora molte più chance e prospettive per le imprese»
evidenzia il professor Sergio Scicchitano, uno dei più quotati «corporate lawyer» italiani.

unnamedRoma, 12 agosto- L’Italia riparte. Ne è convinto il professor Sergio Scicchitano, uno dei più quotati «corporate lawyer», esperto di diritto societario e consulente tra i più apprezzati e riconosciuti nelle principali società quotate e imprese familiari italiane. Nel primo semestre di quest’anno si è registrata una crescita sostenuta dei nuovi contratti di lavoro a tempo indeterminato e secondo l’Inps le assunzioni stabili sono aumentate del 36%. «Un dato che conferma la nostra percezione che una ripresa per le aziende italiane ci sia» aggiunge l’avvocato Sergio Scicchitano. Intanto in questi caldi giorni di agosto, oltre alle aziende che hanno rinforzato lo staff con nuove assunzioni, è aumentato anche il numero di imprese che hanno chiesto al personale di fare straordinari. Osservano gli specialisti dello Studio Legale Scicchitano. Dunque, stop alla chiusura lunga per molte aziende italiane. Per soddisfare i clienti abituali e per intercettarne di nuovi molte imprese rimarranno aperte per tutto il mese di agosto. Un fenomeno, quello del lavoro estivo, che tocca maggiormente le grandi aziende, quelle che piano piano stanno uscendo dalla crisi grazie all’aumento delle esportazioni, e un po’ anche le piccole e medie aziende e gli artigiani.

Sempre più coppie si lasciano ad Agosto

Il dato sul boom delle crisi di coppia è fornito dal professor Sergio Scicchitano, avvocato noto aver difeso anche molti vip e personaggi famosi, secondo il quale un terzo delle separazioni e dei divorzi si decide proprio ad agosto.

 

ImageProxyRoma, 6 agosto- La coppia scoppia ad agosto? Sì, in Italia la coppia scoppia proprio ad agosto, tanto che molti studi legali questo mese rimarranno aperti, trattandosi di un momento di intenso lavoro. Il dato sul boom delle crisi di coppia è fornito dal professor Sergio Scicchitano, avvocato noto per aver difeso molti personaggi famosi nell’ambito della magistratura, della politica, dell’industria e dello spettacolo. «E’ vero, d’estate lavoriamo molto ed è già da alcuni anni che teniamo aperto lo studio anche ad agosto» puntualizza l’avvocato Sergio Scicchitano. Ma perché la coppia scoppia proprio durante i mesi estivi? «Le difficoltà ci sono anche durante l’inverno ma poi gli impegni distraggono dalle conflittualità perché si è assorbiti dal lavoro e sovente si ha l’impressione che la causa del disaccordo si nasconda nello stress della vita quotidiana, mentre in estate i difetti del partner diventano più evidenti e riemerge tutto ciò che durante il periodo invernale è rimasto sopito» risponde l’avvocato Scicchitano. «In questo periodo riceviamo anche molte richieste di consulenza da parte di coppie che stanno attraversando un periodo di difficoltà o da parte di un membro della coppia che chiede una consulenza per salvare la propria relazione» aggiunge il titolare dello Studio Legale Scicchitano. Con il caldo, dunque, aumentano i motivi di disaccordo all’interno delle coppie italiane e si accentua la tendenza a interrompere i legami. Il solo fatto di dover trascorrere più tempo accanto al proprio partner fa esplodere la situazione. «In realtà -prosegue l’avvocato Scicchitano- la crisi di coppia inizia ben prima dell’estate ed è solo la maggiore disponibilità di tempo a far riflettere e a far scoppiare la scintilla del disaccordo proprio ad agosto». A settembre e ottobre vi infatti il picco di domande di separazioni e di divorzi nelle aule dei tribunali. «Ma per un terzo delle coppie che decide di lasciarsi, la decisione è presa già ad agosto» afferma l’avvocato Scicchitano. E se negli anni scorsi a dirsi addio erano soprattutto le coppie di età compresa tra i 30 e i 40 anni, oggi sono gli over 60 a volersi separare, tanto che il 25% delle richieste di «divorzio breve» presentate dall’entrata in vigore della nuova legge arriva proprio da chi ha più di 60 anni, un boom che già ha un nome, «grey divorces», e che già ha assunto caratteristiche di fenomeno sociale non solo in Italia ma anche in molti altri Paesi. La coppia tipo che ad agosto decide di lasciarsi è comunque eterogenea e secondo gli specialisti dello Studio Legale Scicchitano (www.studioscicchitano.it) non si può generalizzare: vi sono persone di tutte le età che già da tempo vivevano separate, altri ancora che finora si sentivano scoraggiati dalla burocrazia e perfino alcune coppie appena rientrate dal viaggio di nozze. Come tutte le altre coppie che ad agosto decidono di lasciarsi, la stessa regola vale anche per i vip e per i personaggi del mondo dello spettacolo. «L’unica differenza -conclude l’avvocato Sergio Scicchitano- è che quasi sempre le celebrity si lasciano “a mezzo stampa”, con un comunicato o dopo un tradimento estivo pubblicato sulle pagine di un giornale».

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