UNICEF: il Goodwill Ambassador Novak Djokovic tra i bambini rifugiati e migranti in Serbia

In Serbia 129.947 persone sono stati registrate come richiedenti asilo

UNI19690724 settembre 2015 – Novak Djokovic, Goodwill Ambassador dell’UNICEF ha visitato uno spazio a misura di bambino sostenuto dall’UNICEF a Belgrado e ha incontrato alcuni dei bambini rifugiati e migranti che hanno attraversato la Repubblica di Serbia nel loro cammino verso l’Europa occidentale. E’ rimasto  profondamente colpito dalla situazione dei bambini, che costituiscono quasi un terzo della popolazione di rifugiati e migranti, la maggior parte in fuga dalla violenza in Siria, Afghanistan e Iraq.“Questi bambini hanno viaggiato con le loro famiglie per giorni, sopportando un fortissimo caldo,  così come notti umide e fredde. Sono fisicamente esausti e psicologicamente traumatizzati”, ha dichiarato Djokovic. “Gli spazi a misura di bambino che l’UNICEF ha realizzato danno loro un posto sicuro per riposare, giocare e ricevere supporto psicosociale da professionisti qualificati.”Dall’inizio dell’anno, in Serbia 129.947 persone sono stati registrate come richiedenti asilo. Secondo le stime dell’UNHCR, almeno lo stesso numero di persone ha attraversato la Serbia senza registrazione.  L’UNICEF ha istituito due spazi a misura di bambino,equipaggiati con  materiale didattico e giocattoli; uno nel comune di Presevo vicino alla confine con la Repubblica Ex Jugoslava di Macedonia e il secondo nella capitale Belgrado. In ciascuno di questi spazi, fino a 50 bambini per volta possono giocare e ricevere supporto psicosociale. Quasi 1.100 bambini, la maggior parte tra i 6 ei 10 anni, hanno finora riposato e giocato in questi spazi sicuri. In risposta all’attuale crisi, l’UNICEF Serbia ha aumentato gli operatori sociali a Presevo e a Belgrado per individuare i bambini più vulnerabili e le famiglie e dare loro un sostegno adeguato. Gli operatori UNICEF contribuiscono inoltre a sviluppare procedure standard in caso in cui viene identificato un minore non accompagnato. A Presevo e Belgrado sono stati allestiti due angoli, dove le madri che allattano possono continuare a farlo e ricevere informazioni sanitarie. Circa 200 neonati e bambini saranno alimentati in questi spazi, dove sarà monitorato il loro stato nutrizionale. Per proteggere i migranti e rifugiati , l’UNICEF e i suoi partner stanno dando le informazioni sulle mine antiuomo, visto che molte famiglie sono ora in viaggio attraverso la Croazia,dove ci sono ancora mine e ordigni inesplosi lasciati dai recenti conflitti. “I bambini rifugiati e migranti devono essere adeguatamente protetti in linea con la Convenzione sui diritti del bambino”, ha detto Djokovic. “Questi  e molti altri bambini rifugiati e migranti in Europa vivono in condizioni inadeguate. Molti dormono fuori, all’aria aperta. E con l’avvicinarsi dell’inverno, la salute dei bambini è particolarmente a rischio”. Ha poi aggiunto: “E’ chiaro che il modo migliore per aiutare questi bambini disperati è  un’azione coordinata per affrontare le cause profonde di queste grandi spostamenti – attraverso sforzi diplomatici più vigorosi che pongano fine ai conflitti, e portando aiuti umanitari e programmi di sviluppo nei paesi di origine”.

UNICEF/Croazia: aiuti per i bambini rifugiati e migranti; solo la scorsa settimana entrati 10.000 tra donne e bambini.

Nei primi mesi del 2015 133 mila bambini hanno chiesto asilo nell’UE

rifugiati-migranti-croazia007-1000x60022 settembre 2015- Quest’anno, fino ad ora, in Europa, bambini e adolescenti costituiscono un quarto di tutti i richiedenti asilo. Secondo gli ultimi dati Eurostat disponibili, nei primi sette mesi del 2015, 133.000 bambini hanno chiesto asilo nell’Unione europea, con un incremento di quasi l’80% dal 2014. Per quanto concerne la situazione in Croazia, si stima che, nel Paese, solo la scorsa settimana, siano entrati 10.000 tra donne e bambini rifugiati e migranti. L’UNICEF ha allestito due unità mobili per la protezione dei bambini e attivato operatori sociali. Le unità mobili che offriranno ai bambini attività ricreative si aggiungono agli Spazi a Misura di Bambino già presenti, dove i minorenni possono rimanere, giocare e ricevere un primo sostegno psicologico. Molti di questi bambini sono esausti, confusi e traumatizzati a causa di faticosi viaggi intrapresi attraverso paesi. Alcuni hanno infezioni virali e sono disidratati. Hanno bisogno di riposare, giocare e di ricevere cibi freschi appena cotti, dato che per mesi hanno mangiato cibi secchi o in scatola. Decine di migliaia di persone in transito hanno trovato strade alternative da quando l’Ungheria ha chiuso il confine con la Serbia lo scorso martedì. Alcuni sono arrivati al nuovo centro di accoglienza allestito a Opatovac, un villaggio al confine con la Serbia, dopo aver viaggiato per settimane in condizioni estremamente faticose. L’UNICEF e i suoi partner sono in prima linea per garantire servizi sanitari a Opatovac e in altri centri di accoglienza in Croazia, dove in media 5.000 persone sono arrivate ogni giorno da martedì scorso. L’UNICEF ha allestito Spazi a misura di Bambino, dove sta distribuendo pannolini, bottiglie d’acqua e informazioni sull’allattamento al seno. L’UNICEF ha distribuito a tutti coloro che sono arrivati in Croazia, informazioni sul pericolo di mine antiuomo nell’area di confine, rimaste dalla guerra dei Balcani negli anni ‘90. Oltre 7.000 volantini in arabo e in inglese sono stati distribuiti al confine – altri dalle unità mobili. Pochi tra i rifugiati che passano attraverso la Repubblica ex Jugoslava di Macedonia, la Croazia e la Serbia si registrano per chiedere asilo, ma continuano invece il loro viaggio in autobus o in treno, con l’obiettivo di raggiungere l’Europa occidentale e settentrionale. Molti sono in fuga dalle violenze in Siria, Iraq e Afghanistan. La Croazia è uno degli ultimi paesi che vede un improvviso aumento del numero dei rifugiati e dei migranti in cerca di un passaggio sicuro ad ovest e nel nord dell’Europa. Nella Repubblica ex Jugoslava di Macedonia, dal giugno di quest’anno quasi 90.000 persone – di cui circa un terzo donne e bambini – sono state registrate presso il confine a Gevgelija. In Serbia, durante lo stesso periodo, circa 108.000 persone che attraversano il confine a Presevo sono state registrate. Si stima che i dati reali potrebbero essere più alti del doppio, con un alto numero di persone transitate attraverso entrambi i paesi senza essere state registrate.

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UNICEF: in aumento il numero di donne e bambini in transito attraverso la Repubblica Ex Jugoslava di Macedonia e la Serbia per trovare rifugio in Europa

Da Giugno oltre 64.000 persone sono state registrate presso il centro di accoglienza a Gevgelija

unicef8 settembre 2015 – È In aumento il numero di donne e bambini, alla ricerca di un rifugio in Europa, che continuano a transitare attraverso la Repubblica Ex Jugoslava di Macedonia e la Serbia. Quasi 10.000 persone, circa il 40% delle quali donne e bambini, sono state registrate mentre superavano il confine dalla Grecia verso laRepubblica Ex Jugoslava di Macedonia a Gevgelija  tra il 1 e il 6 settembre. Nello stesso periodo oltre 7.720 persone sono state registrate che transitavano in Serbia attraverso  Presevo. E’ probabile che il numero attuale di donne e bambini che stanno raggiungendo i centri di accoglienza in entrambi i paesi sia raddoppiato rispetto ai dati riportati, perché molte famiglie viaggiano senza esser state registrate ufficialmente. Da giugno di quest’anno, oltre 64.000 persone sono state registrate presso il centro di accoglienza a Gevgelija, nella Repubblica Ex Jugoslava di Macedonia, mentre durante lo stesso di periodo 89.161 persone che hanno espresso intenzione  di chiedere  asilo sono state registrate mentre transitavano in Serbia. Ai rifugiati che sono entrati in Serbia e hanno espresso la loro intenzione di richiedere asilo, vengono date 72 ore per completare il procedimento. La maggior parte di loro continua il proprio viaggio in autobus verso nord, verso la capitale Belgrado, per poi procedere verso l’Ungheria ed in fine verso i paesi dell’Europa orientale o occidentale. Molti fuggono dalle violenze in Siria, Afghanistan e Iraq. L’UNICEF e i suoi partner continuano ad ampliare i servizi di assistenza umanitaria presso i centri di accoglienza nei due paesi. A Gevgelija, l’UNICEF ha risposto molto celermente ai bisogni umanitari di donne e bambini,  fornendo acqua, cibi appropriati alle diverse età dei migranti e giocattoli. Sono stati anche allestiti diversi Spazi a Misura di bambino, dove fino a 50 bambini possono giocare e beneficiare di supporto psicologico e le donne possono prendersi cura dei propri bambini. Inoltre stanno per essere installate tre cisterne da 10.000 litri di acqua per consentire l’accesso all’acqua potabile e per lavarsi. Al confine serbo, a Presevo, l’UNICEF ha allestito uno Spazio a Misura di Bambino con materiali scolastici e giocattoli; in questa area vengono offerte anche attività ricreative e di istruzione, fondamentali per il benessere psicologico ed emotivo dei bambini in transito in Serbia. Ai genitori sono fornite informazioni di base sulla salute e la nutrizione dei bambini, la loro igiene e le misure di sicurezza. Altri Spazi a Misura di Bambini saranno presto aperti a Belgrado e nella città di Kanjiza, vicino il confine ungherese per i rifugiati e i migranti che transitano attraverso la Serbia. L’UNICEF in Serbia ha anche dato un supporto alle autorità sanitarie per definire le linee guida per l’alimentazione dei bambini e dei giovani e per dare informazioni alle madri in allattamento. L’UNICEF, se necessario,  è pronto a garantire ulteriore supporto per la nutrizione di bambini e giovani e per i servizi igienico sanitari.

La Serbia stappa “I migliori vini dei Balcani”

Unica nell’area dei Balcani, l’inizitiva editoriale sarà presentata in occasione del National Day della Repubblica di Serbia, in una conferenza stampa che prevede la partecipazione del Primo Ministro Aleksandar Vucic.

balkanwinesMilano, 18 giugno – Le armonie molteplici, una per ogni regione, dei vini della Serbia. Le preziose profumazioni di quelli della Bosnia – Erzegovina, la personalità e la struttura di quelli di Macedonia e Montenegro. E’ una guida a raccontare  oggi tutte le sfumature di questi calici e quelle dei loro territori:  la prima nell’area dei Balcani, che va a rispondere ad un’esigenza editoriale divenuta ormai improrogabile. Nessun volume professionale aveva prima d’ora mai illustrato al consumatore e, soprattutto, al cultore del vino internazionale, le qualità e le peculiarità sensoriali di prodotti notevoli, delle loro terre e delle loro culture. Un progetto approvato, condiviso e patrocinato dall’Ambasciata Italiana in Serbia e da quella Serba in Italia, per l’opportunità che può dare al settore agroindustriale italiano di trasferire il proprio know-how in un Paese che, a ragione, ritiene quest’ambito particolarmente importante per il proprio sviluppo. Prova ulteriore di quanto detto sarà il workshop tra imprese Serbe ed Italiane operanti nel mondo agricolo, organizzato nella stessa giornata da Banca Intesa Sanpaolo. La Guida è edita da Pilota Green, casa editrice veneta con un core dedicato alle pubblicazioni di carattere enogastronomico, curata da Bartolomeo Roberto Lepori, giornalista romano specializzato in turismo e turismo enogastronomico,  sommelier e giudice nei concorsi enologici internazionali. “I Migliori Vini dei Balcani” sarà presentata lunedì 22 giugno nella cornice internazionale di Expo 2015, nel cluster Bio-Mediterraneo all’interno del padiglione della Serbia, proprio in occasione della giornata dedicata a questa nazione. A partire dalle ore 14.00, introdurranno il progetto il Primo Ministro Serbo, il Console della Serbia in Italia e il Console Onorario della Repubblica Serba per il Veneto, alla presenza della stampa e di altre cariche istituzionali.  In un’area del padiglione saranno predisposti banchi degustazione di 6 importanti cantine serbe, accompagnati da piatti tipici della cucina locale. Seguirà la conferenza stampa a cui interverranno l’Ambasciatrice Serba in Italia, l’Ambasciatore italiano in Serbia, il presidente della Commissione Valutazione Vini Franco Bernabei, l’autore della Guida, Bartolomeo Roberto Lepori.

L’Europa si allarga, da lunedì la Croazia è il 28esimo Paese membro

4,4 milioni di croati saranno ufficialmente cittadini europei

ue-croaziaBruxelles, 29 giugno – L’Unione europea si allarga. Dal 1 luglio la Crozia entrerà a far parte dell’Ue diventando così il 28esimo Paese membro. Dopo un percorso lungo e accidentato, passato anche attraverso la guerra per l’indipendenza dalla Jugoslavia, da lunedì prossimo 4,4 milioni di croati saranno ufficialmente cittadini europei. ”E’ stata dura, ma sapevamo che ce l’avremmo fatta, grazie all’aiuto di tutti”, ha detto il primo capo della rappresentanza permanente dell’Ue in Croazia, Branko Baricevic, che ha vissuto tutto il percorso dei negoziati di adesione della Croazia durati sei anni. Con l’ingresso del 28esimo Paese In Europa aumentano non solo i cittadini, che da 502,4 milioni passano 506,8, ma anche il Pil che sale a 12.945 miliardi di euro.  E mentre lunedì Zagabria festeggerà, i confini dell’Unione europea di allargano. Dal vertice Ue, infatti, i leader dei Paesi membri aprono alla Serbia, oggi il nuovo limite, annunciando il via dei negoziati che potrebbero iniziare già nei prossimi mesi.

Il caso dell’aspartame

aspartameL’Edulcorante più pubblicizzato di tutte le diete  potrebbe essere cancerogeno

di Adele Taccone

L’aspartame (E951) è un edulcorante artificiale intenso, a basso tenore calorico. Si presenta come una polvere bianca e inodore ed è circa 200 volte più dolce dello zucchero, per questo motivo è utilizzato da chi vuole ridurre l’apporto di calorie nella propria dieta. Da più di trent’anni questo edulcorante e i suoi derivati sono argomento di numerose controversie e di approfondite ricerche che comprendono studi sperimentali sugli animali, ricerche cliniche, studi sulle quantità assunte. Continue Reading

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