Scarlett, il romanzo sulla danza

Thalia Kalkipsakis: “Danzare è un modo per esprimere quello che si è e come ci si sente a livello di anima”

Scarlett copertinaDi Francesca Rossetti

Roma, 19 settembre, 2015- Da qualche tempo nelle librerie fa bella mostra di sè un nuovo e splendido romanzo dedicato al mondo della danza, il suo titolo è “Scarlett” e l’autrice l’australiana Thalia Kalkipsakis, già ballerina a suo tempo r che ci racconta qualcosa in più su questa splendida opera.

Come è nata l’idea di Scarlett? E’ un romanzo autobiografico?

Ho lavorato come danzatrice semiprofessionista per alcuni anni, ma Scarlett non è un romanzo autobiografico. Mi piace leggere storie sui danzatori e mi sono resa conto che tante di esse parlano di persone che avevano il sogno della danza ma per via della povertà o per altre ragioni hanno dovuto interrompere le lezioni o rinunciare a spettacoli ed audizioni. Molte storie si assomigliano e comunque sono tutte molto belle, così ho iniziato ad immaginarne una sulla vita di una danzatrice che ha tutto dalla sua parte – una buona scuola, il corpo adatto per la carriera e la passione per essere la migliore, creando quindi una nuova “voce” . Chiaramente ho inserito anche alcune imperfezioni e la storia è andata avanti creando il personaggio di Scarlett che è fiduciosa e determinata ma non è cosciente dei propri limiti e non ha mai dovuto affrontare le ingiustizie della vita, così anche se non sempre mi piace come personaggio e non sempre concordo con le sue scelte, la sua storia è interessante, a mio avviso”.

Chi è Thalia Kalkipsakis e come è nata la Sua passione per la scrittura e la danza?

Alle spalle ho un background in ginnastica e danza e sono stata cheerleader presso la squadra di pallacanestro australiana NBL ed in occasione di eventi importanti. Ho sempre amato la libertà della danza che è un’espressione fisica ed emozionale ma mi sono sentita a disagio con il trucco ed i costumi. Danzare è un modo per esprimere quello che si è e come ci si sente a livello di anima, ma trucchi e costumi mi hanno sempre fatto sentire come se fossi qualcun altro e non me stessa. Sono sempre stata più felice di danzare con una vecchia calzamaglia perché mi lasciava libera di essere “me stessa”, così questa lotta fra espressione creativa ed una finta apparenza è sempre stata presente nella mia mente. Mi piace molto scrivere perché è un altro modo di esprimere noi stessi ed i nostri sentimenti, per cui non c’è da sorprendersi se sono passato alla scrittura dopo essere stata ballerina, dato che entrambe le cose per me sono un modo per cercare di collegarsi con il pubblico od i lettori. Entrambe richiedono anni di studio ed esercizio cercando di far sembrare che tutto non abbia richiesto sforzi e spesso, mentre stavo scrivendo Scarlett, ho pensato che la sua esperienza come ballerina potesse collegarsi alla mia di scrittrice e cerco sempre di migliorare e di essere la migliore autrice possibile. “

Cosa cerca di comunicare con le Sue opere e quali saranno le prossime?

Al momento sto lavorando al secondo libro che fa parte di una trilogia per adulti ed è a tema “viaggio nel tempo” , quindi un argomento completamente diverso dalla danza. Ho sempre amato immaginare che il viaggio nel tempo sia possibile e mi sto divertendo molto nella stesura. L’opera è disponibile solo in Australia al momento ma spero che sarà presto pubblicato anche in Italia”.

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