A Mantova la mostra “Salvare la Memoria”

Dal 18 marzo al 2 giugno

lancio-comunicatoMantova, 17 febbraio – E’ una mostra idealmente dedicata al Direttore del sito archeologico di Palmira Khaled Asaad, quella che si potrà ammirare al Museo Nazionale Archeologico di Mantova dal 18 marzo al 2 giugno, con il titolo “Salvare la Memoria”. Ma anche al non meno prezioso, e spesso anonimo, esercito di “Monuments Men” che ovunque nel mondo si vota al recupero di un patrimonio di arte che è storia di tutti. Un patrimonio violentato da guerre, come quella in Siria appunto, ma anche da terremoti, alluvioni e da tutti quegli eventi che, ferocemente e improvvisamente, si sovrappongono al fisiologico effetto del tempo su ciò che è testimonianza del nostro passato. Una grande storia raccontata, nei tre piani dell’Archeologico di Mantova, da immagini originali, documenti, filmati, reperti (simbolicamente preziosi quelli provenienti da Palmira), testimonianze dirette. Un laboratorio, aperto al pubblico, mostrerà dei restauratori all’opera su testimonianze di una villa distrutta dal terremoto del 2012 nel mantovano. Protagonisti di vicende di salvaguardia e difesa del patrimonio artistico mondiale incontreranno il pubblico nel corso di incontri calendarizzati nel periodo della mostra. Il progetto “Salvare la Memoria” è un’iniziativa del Polo Museale della Lombardia, a cui si affiancano il Comune di Mantova, l’ISCR, l’ICCROM, l’Università degli Studi di Milano, l’Università IULM, Monuments Men Foundation, Palazzo Ducale- Mantova, Diocesi di Mantova, Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. Ad affiancare Elena Maria Menotti e Sandrina Bandera, che ne sono curatrici, è un ampio e qualificatissimo Comitato Scientifico. A contrapporsi alla violenza della distruzione c’è la forza della restituzione. Come racconta questa affascinante mostra e come ricorda, non a caso, il suo sottotitolo. Non caso ad accoglierla è Mantova, città devastata dal terremoto del 2012. Quell’evento causò, tra l’altro, il crollo del cupolino della Basilica di Santa Barbara e produsse seri danni ad uno dei luoghi simbolo della città, la Camera degli Sposi in Palazzo Ducale, rendendolo a lungo non visitabile. E con quello di Mantova, altri terremoti, dal Friuli ad Assisi, a Bam, L’Aquila, sino al Nepal. Come dimenticare poi l’alluvione del 1966 a Firenze e l’esercito degli “Angeli del fango”? O, su altro fronte, l’attentato all’Accademia dei Georgofili? Le distruzioni scientemente provocate dagli uomini non si sono rivelate meno catastrofiche di quelle naturali. Distruzioni ereditate da guerre del passato recuperate molto tempo dopo, come è accaduto per Vilnius dove le distruzioni perpetrate dalle truppe di Pietro il Grande, sono state sanate solo dopo il 1989.  Rievocando la Prima Guerra Mondiale, l’attenzione è proposta su Mantova, Milano, il Veneto. Ancora Mantova, nella Seconda Guerra Mondiale, insieme a Milano – con focus sulla sala delle Cariatidi a Palazzo Reale, e su Cenacolo, Brera e Poldi Pezzoli -, Montecassino, le figure e l’azione di Pasquale Rotondi e di Modigliani e Pacchioni per la messa in sicurezza delle grandi opere d’arte italiane. Ma anche le vicende dell’obelisco di Axum, con le immagini della traslazione a Roma dall’Etiopia e della sua restituzione. A questa sezione della grande mostra ha collaborato, tra gli altri, la Monuments Men Foundation di Dallas. Tra i troppi conflitti recenti, la mostra propone quelli in Kosovo e in Afghanistan, evidenziando gli interventi di restauro dell’ISCR e la ricostruzione del ponte di Mostar.  Le cronache quotidiane documentano le distruzioni in Iraq e Siria. Le immagini delle distruzioni di Palmira hanno colpito l’opinione pubblica mondiale. Da ricordare che in quell’area archeologica era attivo il progetto “Pal.M.A.I.S.” dell’Università degli Studi di Milano, così come ed Ebla l’Italia era presente con una propria missione archeologica. Per scelta delle curatrici, in questa sezione le immagini saranno esclusivamente “positive”: proporranno le attività di ricerca archeologica svolta. Nessuna immagine di distruzione, ma un puro segnale grafico a simboleggiare la temporanea, forzata interruzione di un percorso di ricerca, recupero e valorizzazione. La grandezza di Palmira sarà testimoniata da reperti originali concessi dai Musei Vaticani. La mostra, inoltre, suggerirà di approfondire la grande storia della Mezzaluna Fertile visitando la Collezione Mesopotamica custodita in Palazzo Te. L’attenzione del visitatore viene attratta anche su altri fenomeni presenti durante i conflitti, quali gli scavi clandestini, evidenziando i casi di Apamea e Lagash, con l’utilizzo di foto satellitari. Mentre scorrono le immagini della “Giornata Unesco di lutto per la distruzione dei beni culturali”, la mostra porta l’attenzione sul farsi strada di una nuova consapevolezza. Citando come esempio la salvaguardia dei monumenti anche nel caso di grandi opere di ingegneria: emblematico è stato l’innalzamento dei templi di Abu Simbel per consentire l’invaso della diga di Assuan. Questa è una mostra che vuole ostinarsi a guardare avanti, a valorizzare il bello dell’uomo: ed ecco l’attenzione sui “blue shields”, il Comitato Internazionale dello Scudo Blu (ICBS) fondato nel 1996, “per lavorare per proteggere il patrimonio culturale mondiale minacciato da guerre e disastri naturali”. E sull’attività davvero fondamentale del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, soprattutto in Iraq, i nostri “Caschi blu della cultura”.  Una mostra per non smarrire la memoria e condividere con i nostri cari, con le famiglie, con gli amici, con i compagni di classe significative e potenti immagini da non dimenticare e un patrimonio di cui essere fieri.

Khaled al-Asaad, simbolo della resistenza all’ISIS.

Per ricordarlo un albero al Giardino dei Giusti e un convegno internazionale il 18 novembre

khaledMilano, 16 novembre 2015 – A tre mesi esatti dalla morte di Khaled al-Asaad, Milano non dimentica il “custode” di Palmira e ricorda con una giornata di iniziative l’archeologo siriano che ha dedicato la vita alla tutela dello straordinario patrimonio culturale di Palmira. Decapitato dai fanatici dell’ISIS per non aver rivelato dove avesse nascosto i tesori della sua città, Khaled al-Asaad è diventato il simbolo della resistenza ai fondamentalisti che, con la distruzione del sito archeologico, hanno voluto cancellare le tracce millenarie delle civiltà testimoniate a Palmira. L’Associazione per il Giardino dei Giusti di Milano – composta da Comune di Milano, Associazione Gariwo e UCEI Unione Comunità Ebraiche Italiane – ha organizzato per la giornata di mercoledì 18 novembre alle ore 11 la cerimonia di intitolazione a Khaled al-Asaad di un albero e un cippo presso il “Giardino dei Giusti di tutto il mondo” al Monte Stella. Sul cippo sarà incisa la seguente frase dedicata all’archeologo scomparso:  “trucidato dall’ISIS nel 2015 per aver difeso in Siria il patrimonio archeologico di Palmira, memoria della civiltà umana”. Nel pomeriggio invece, alle ore 17.30,  in Sala Alessi a Palazzo Marino, si svolgerà il convegno internazionale dal titolo: “L’esempio morale di Khaled al-Asaad. Salvare Palmira, patrimonio civile dell’Umanità”.  Al convegno interverranno il Sindaco Giuliano Pisapia, il Presidente del Consiglio Comunale Basilio Rizzo, il presidente di Gariwo Gabriele Nissim, il presidente UCEI Renzo Gattegna, la storica Eva Cantarella, il direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana, gli archeologi Maria Teresa Grassi e Paolo Matthiae, l’editorialista del Corriere della Sera Antonio Ferrari. L’ingresso è libero previa necessaria prenotazione a [email protected] o tel. 02/36707648-49. “Dopo i tragici attentati di Parigi, assume un significato ancora più forte e simbolico il sacrificio di Khaled al-Asaad, che ha dimostrato l’importanza di Palmira per la Siria e il mondo. Difendendo quei preziosi reperti – ha detto il presidente del Consiglio Comunale Basilio Rizzo – Asaad voleva preservare i valori rappresentati dalle diverse culture che si sono incontrate a Palmira nei millenni. E’ da questa eredità che i giovani siriani dovranno ripartire e a noi spetta sostenerli in ogni modo in questo momento tragico: solo così potremo sperare insieme in un futuro diverso per loro, per il loro Paese e per tutti noi”.“Khaled al-Asaad è stato ucciso perché ‘colpevole’ di aver difeso le testimonianze e i simboli di una civiltà, di cui tutti siamo figli. Per questo è importante conservare il ricordo della sua figura e del suo gesto, seminando nella nostra comunità gli anticorpi necessari alla resistenza contro tutti gli oblii, che permettono alla storia di ripetere tragicamente i propri errori – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno –.  Per questo il 27 ottobre scorso abbiamo intitolato alla memoria di Khaled al-Asaad  lo’ Spazio delle Culture’, un’ampia sala del Mudec dedicata permanentemente alle attività culturali del Forum della Città Mondo, quindi uno spazio importante per la conservazione della memoria e per lo sviluppo culturale di tutte le comunità che abitano Milano”.“Khaled Al Asaad, arabo e musulmano, è un grande esempio della resistenza morale all’ISIS. Si è sacrificato  per difendere Palmira, patrimonio archeologico di tutta l’Umanità. Dopo le stragi di Parigi mi appello al sindaco, ai giovani, a tutti i cittadini  – ha dichiarato il presidente di Gariwo Gabriele Nissim – affinché questa commemorazione al Monte Stella rappresenti la grande risposta democratica di Milano di fronte al nuovo male radicale che minaccia la nostra civiltà. Partecipate tutti con i colori della Francia. Dal Giardino dei Giusti, conosciuto in tutto il mondo, deve partire una grande mobilitazione morale che veda insieme arabi, ebrei, cattolici, musulmani, credenti e non credenti di fronte all’integralismo omicida. Khaled ci ha infatti insegnato due cose fondamentali: questo nuovo male colpisce tutti e solo se si realizza una unità morale di uomini con culture diverse possiamo sperare di sconfiggerlo”. “Solo la cultura e la memoria sono le parole chiave, gli antidoti affinché la nostra società sia consapevole dei propri valori fondamentali e irrinunciabili, – ha sottolineato Giorgio Mortara , UCEI -: primo tra tutti il rifiuto di ogni deriva fanatica e fondamentalista che finisce per diventare assassina contro chiunque venga considerato diverso”.“Come segno fisico e duraturo in Città in memoria  di Khaled al – Asaad e di Palmira, ho proposto presso la Fabbrica del Vapore, in collaborazione con l’associazione Gariwo, la realizzazione di un murale ad opera di street artists milanesi,  da inaugurarsi il 6 marzo Giornata dei Giusti”, ha dichiarato Paola Bocci Presidente Commissione Cultura.

Khaled al-Asaad. Milano ricorda l’archeologo siriano intitolando uno spazio al Mudec e un albero al Giardino dei Giusti

Del Corno: “Doveroso tributo all’uomo che ha cercato di difendere con la propria vita lo straordinario patrimonio di Palmira” . Il 18 novembre convegno a Palazzo Marino a 3 mesi dalla morte dell’archeologo

khaled al asaad-3Milano, 10 settembre 2015 – Milano onora la memoria di Khaled al-Asaad: uno spazio all’interno del nuovo Museo delle Culture e un albero nel Giardino dei Giusti porteranno il nome dell’archeologo siriano che il 18 agosto scorso ha perso la vita per difendere il patrimonio archeologico di Palmira. Inoltre, il 18 novembre, a 3 mesi dalla morte, Palazzo Marino ospiterà un convegno a lui dedicato. Lo ha annunciato oggi l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno nel corso della conferenza stampa di presentazione delle attività del Mudec. “Milano – ha dichiarato Del Corno – rende un doveroso tributo ad un uomo che ha perso la vita difendendo uno dei più grandi patrimoni archeologici e culturali dell’umanità. Dopo aver dedicato al sito di Palmira il suo lavoro di studio, ricerca e tutela, Khaled al-Asaad ha cercato di difendere i tesori dalla distruzione dell’Isis. La sua tragica scomparsa non deve essere dimenticata e per questo saranno intitolati a lui uno spazio del Museo delle Culture e un albero nel Giardino dei Giusti, dando seguito alla proposta dell’Associazione Gariwo”. Il Comitato per la Foresta dei Giusti-Gariwo onlus ha proposto di dedicare un albero all’archeologo siriano ‘Per aver difeso a Palmira il patrimonio archeologico, memoria della civiltà umana’. Khaled al-Asaad era nato nel 1932 a Palmira. Dopo la laurea a Damasco in Storia e Pedagogia, aveva iniziato a lavorare presso il Dipartimento dei musei e dell’antichità, fino ad essere nominato nel 1963 direttore del sito archeologico e del museo di Palmira. Aveva mantenuto questa carica fino al 2003, continuando anche in seguito ad occuparsi del patrimonio archeologico della sua città. Nel corso della sua lunga carriera, aveva dato un contributo fondamentale allo studio e alla tutela del sito archeologico, partecipando personalmente alle più importanti missioni archeologiche, prendendo parte al restauro di porzioni della città antica e collaborando con studiosi di tutto il mondo.

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