Presepe vivente di Cava Ispica 2015-2016, ritorna la magia del Natale nel Parco Archeologico

Il 25, 26 e 27 dicembre e il 1°, 2, 3 e 6 gennaio il Parco Archeologico di Cava Ispica ospiterà la XVIII edizione del Presepe vivente

presepe di ispicaIspica (RG), 01/12/2015 – La Natività di Cristo e la magia del Presepe rivivono nelle grotte, lungo i sentieri naturali e negli antichi opifici vissuti sino agli anni 50 di uno dei paesaggi rupestri più suggestivi di Sicilia. Il 25, 26 e 27 dicembre e il 1°, 2, 3 e 6 gennaio il Parco Archeologico di Cava Ispica ospiterà la XVIII edizione del Presepe vivente, organizzato dall’Associazione Promo Eventi con il patrocinio del Comune di Ispica. Il Presepe vivente di Cava Ispica, che con quasi sessantamila presenze nelle ultime tre edizioni è una delle manifestazioni più visitate nel suo genere in Sicilia, valorizza al meglio uno scenario naturale inimitabile, straordinariamente vocato all’allestimento presepiale per la sua somiglianza con i luoghi storici della Palestina. Il percorso procede per quasi un chilometro dal centro storico all’area archeologica, tra pareti di nuda roccia illuminate dal fuoco delle torce e dalla luce delle stelle. Ben centoventi figuranti in costume d’epoca, oltre cinquanta tableaux vivants con scene di vita agro-pastorale e botteghe di antichi mestieri, decine di ambienti tra chiese rupestri, rifugi e grotte ripopolati da uomini e animali, tra cui anche un mulino e un antico palmento settecentesco che nell’occasione del presepe viene rimesso in funzione, ripropongono allo spettatore l’atmosfera ideale del Presepe. La Natività, l’adorazione dei pastori e l’arrivo dei Magi sono riportati nel vivo della civiltà contadina iblea, tra bottai, cannizzara, stagnini, falegnami, carrettieri, maniscalchi, cordai, calzolai, sarti, ricamatrici, mietitori e fabbricanti di sapone, di scope di giummarra, ecc.. La manifestazione, oltre a valorizzare l’importante sito archeologico, intende richiamare il significato autentico del Natale, con la venuta di Gesù tra gli uomini per riaffermare il messaggio di pace e amore nei loro cuori. Il Presepe vivente di Cava Ispica è realizzato in collaborazione con il Centro incontro anziani e l’Auser di Ispica.

La biglietteria funzionerà nei giorni di apertura del Presepe dalle ore 16.00 alle 20.00. Il ticket d’ingresso è di 3,00 euro a persona. I bambini fino a sette anni entrano gratis. le visite sono prenotabili consultando il sito www.presepeviventeispica.com e chiamando il numero 3333651348 dal lunedì al venerdì;

Unicef su nuova crisi in Medio Oriente

Dichiarazione del Direttore generale dell’UNICEF Anthony Lake

EMERGENZA SIRIA: UNHCR; SUPERATI I 4 MILIONI DI PROFUGHI12 ottobre 2015-  “Chiunque abbia  a cuore il migliore interesse della popolazione palestinese e israeliano deve essere sempre più allarmato per l’escalation di violenza nell’area”.”Allarmato in primo luogo per le vite distrutte o spezzate. La violenza attuale ha lasciato almeno otto morti e dozzine di feriti, tra cui uno studente palestinese colpito da uno sparo e ucciso e un bambino israeliano accoltellato e ferito” (dato aggiornato a ieri, ndr).“E allarmato anche perché il ciclo di escalation di violenza sembra essere fuori controllo, minacciando la vita o il futuro di molti bambini e famiglie innocenti”.”L’abbiamo già visto accadere prima. L’ultima Intifada palestinese scoppiata nel 2000 è continuata per anni, causando migliaia di morti, feriti e giovani vite segnate dall’odio e dalla paura. Questa esperienza rende ancora più urgente per tutte le parti di fare un passo indietro e dare prova di moderazione, per prevenire ulteriori attacchi e contrattacchi e per tenere i bambini lontano dai pericoli”.”In caso contrario, al di là delle nuove tragedie individuali, vedremo un’altra generazione crescere con la convinzione che tale violenza sia in qualche modo normale e che rappresenti una soluzione ai loro problemi. Loro stessi perpetreranno più facilmente tali violenze. Un ciclo intergenerazionale di distruzione che non aiuta nessuno e danneggia tutti”.”Per il bene dei bambini la cui vita e il futuro sono in gioco, questo ciclo non deve ripetersi. Per il bene di tutti noi”.

Unicef riceve fondo a favore del campo di Yarmouk – Palestina

Un segnale importante nei confronti dei tanti bambini del campo di Yarmouk che stanno soffrendo pene indicibili e vivono in una situazione disperata

yarmoukRoma, 8 aprile –  “Desidero ringraziare, a nome dell’UNICEF, il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni  e il Direttore generale  della Cooperazione Italiana allo Sviluppo Giampaolo Cantini  per l’annuncio del contributo di 500 mila euro all’UNICEF da parte della Cooperazione Italiana a favore della popolazione palestinese del campo di Yarmouk“, ha dichiarato il Presidente dell’UNICEF italia Giacomo Guerrera.  “E’ un segnale importante nei confronti dei tanti bambini del campo di Yarmouk che stanno soffrendo pene indicibili e vivono in una situazione disperata. Come UNICEF proseguiremo le nostre attività fino a quando l’ultimo bambino non sarà salvato e protetto” , ha concluso Guerrera.

 

Unicef, in agosto 1.000 tonnellate di aiuti per i bambini

La più grande operazione mai realizzata in un solo mese. In 27 giorni, il magazzino UNICEF a Copenaghen ha inviato 33 carichi di aiuti di emergenza nelle regioni più colpite al mondo

unicef
Roma, 27 agosto – Solo durante il mese di agosto l’UNICEF ha inviato 1000 tonnellate di aiuti salva vita per i bambini intrappolati nelle crisi più gravi del mondo: questo rappresenta la più grande operazione di consegna di aiuti d’emergenza nella storia dell’organizzazione in un unico mese. La quantità consegnata riempirebbe 19 cargo jumbo jet. L’UNICEF ha assicurato il maggior numero di voli possibile. In 27 giorni, il magazzino UNICEF a Copenaghen ha inviato 33 carichi di aiuti di emergenza nelle regioni più colpite al mondo.

 

L’UNICEF ha inviato e distribuito aiuti in:

–          Iraq: le famiglie sfollate e i bambini nel nord ovest del paese hanno ricevuto 500 tonnellate di aiuti, che includono: razioni di cibo di emergenza, acqua, scorte mediche, tende e cibo terapeutico pronto all’uso. L’UNICEF ha inviato 4 milioni di dosi di vaccino anti polio per proteggere i bambini dal rischio di una nuova emergenza legata alla malattia.

–          Siria: la risposta dell’UNICEF, che ha iniziato distribuzioni aeree quattro anni fa, è diventata un flusso costante di aiuti che in agosto hanno compreso: 89 tonnellate di tavolette per la purificazione dell’acqua e kit per l’istruzione. L’UNICEF sta inoltre provvedendo a distribuire156 tonnellate di aiuti con kit per la salute, l’istruzione  e l’acqua per le famiglie siriane sfollate in Libano e Giordania. L’UNICEF sta organizzando anche la preparazione all’inverno con vestiti dei fornitori locali nella regione.

–          Sud Sudan: l’UNICEF ha distribuito 34 tonnellate di aiuti salva vita che comprendono cibo terapeutico pronto all’uso per i bambini vulnerabili, 50.000 dei quali rischiano di morire per malnutrizione. Circa 1 milione di bambini sotto i 5 anni quest’anno avrà bisogno di trattamenti per la malnutrizione.

–          Liberia: per contenere il virus dell’Ebola l’UNICEF ha inviato 248 tonnellate di aiuti che comprendono: guanti in lattice, occhiali e tute per proteggere gli operatori sanitari, disinfettanti e medicinali.

–          Stato di Palestina: sono state inviate 3,5 tonnellate di aiuti, la maggior parte sotto forma di medicine per Gaza per rifornire gli ospedali e le strutture sanitarie che sono state danneggiate dal conflitto. L’UNICEF ha anche inviato vaccini essenziali per proteggere i bambini, molto vulnerabili durante gli sfollamenti di massa della popolazione

–          Repubblica Centrafricana: l’UNICEF ha inviato 26 tonnellate di aiuti comprendenti scorte mediche, vaccini, cibo di emergenza e attrezzi per scavare pozzi d’acqua. Tra le medicine di base gli anti malarici sono stati fondamentali per proteggere i bambini dalla principale causa di morte nel paese.

“Le risposte massicce di mobilitazione dell’UNICEF rispondono alle necessità di molti differenti paesi allo stesso tempo”, ha dichiarato Shanelle Hall, Direttore dell’UNICEF per gli aiuti e le operazioni logistiche. “E’ di vitale importanza mantenere aperti i corridoi umanitari perché in questo modo potremo continuare a raggiungere i bambini che hanno un disperato bisogno di aiuto”.

 

UNICEF su escalation di violenze su Gaza e Israele: minaccia terribile per i bambini

Negli ultimi tre giorni almeno 19 bambini palestinesi sono stati uccisi in attacchi aerei su Gaza e molti altri feriti.


bambini-gazaRoma, 11 luglio – Il ritorno delle violenze a Gaza e a Israele costituisce un minaccia terribile per i bambini di entrambe le parti, dichiara l’UNICEF, sollecitando moderazione per proteggere tutti i bambini. Già negli ultimi tre giorni, secondo quanto segnalato, almeno 19 bambini palestinesi sono stati uccisi in attacchi aerei su Gaza e molti altri feriti. L’enclave costiera è soggetta a blocco, rendendo difficile ai civili la fuga. In Israele, gli attacchi di razzi da Gaza minacciano anche la vita dei bambini israeliani. Sia gli attacchi aerei che i lanci di razzi mettono i bambini in pericolo e li espongono a danni fisici e psicologici; molti bambini hanno già subito violenze e danni durante le precedenti escalation. L’UNICEF rilancia l’appello del Segretario generale delle Nazioni Unite alle parti di esercitare la massima moderazione e ribadisce il loro obbligo giuridico e morale di proteggere i bambini dai pericoli.

Medio Oriente, accolti in patria i 26 detenuti palestinesi liberati da Israele

cartina_geografica_israele“Un gesto di buona volonta’” ha detto il ministro della Giustizia e caponegoziatore israeliano, Tzipi Livni. 

Roma, 14 agosto – Nel giorno della riapertura dei negoziati tra Ebrei e Palestinesi, Israele ha mantenuto la promessa liberando il primo gruppo di detenuti seguendo la road map dei prossimi 9 mesi. “Un gesto di buona volonta’” ha detto il ministro della Giustizia e caponegoziatore israeliano, Tzipi Livni.
I detenuti, accolti in Cisgiorndania da grandi festeggiamenti, hanno ringraziato il presidente Abu Mazen per la loro liberazione. “Aspettavo questo momento da 20 anni, non vedevo l’ora di tornare dalla mia famiglia e dal mio popolo” ha detto uno di loro. Continue Reading

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