Dichiarazione dell’UNICEF sugli attacchi a 4 ospedali ad Aleppo.

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Il 60% degli ospedali pubblici nel paese sono chiusi o in parte funzionanti

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“Tra il 23 e il 24 luglio, nella parte orientale della città di Aleppo, quattro ospedali– al – Dakkak, al – Bayan, al – Hakim e al – Zahraa –  e una banca del sangue sono stati colpiti diverse volte,interrompendo l’erogazione di servizi sanitari salva vita per almeno 300.000 civili.”“A seguito di attacchi aerei all’ ospedale al – Hakim, un bambino nato da due giorni è morto nell’ incubatrice a causa dell’interruzione della somministrazione di ossigeno. Quest’ospedale pediatrico supportato dall’UNICEF, l’unico in città, è stato colpito due volte in meno di 12 ore. “ “Tutti gli ospedali colpiti nell’arco di 48 ore si trovano nel quartiere di al-Shaar, area in cui sono presenti diverse strutture mediche l’una vicina all’altra. Questi ospedali rappresentano la metà di tutte le strutture sanitarie che operano nella zona.” “Le strutture sanitarie in Siria sono attaccate con una sempre più allarmante intensità. Secondo le stime dell’OMS, dall’inizio dell’anno nel paese, ci sono stati oltre 40 attacchi contro strutture sanitarie. Circa il 60% degli ospedali pubblici in Siria sono chiusi o sono funzionanti solo in parte.” “Gli attacchi contro le strutture sanitarie sono una terribile violazione delle leggi internazionali umanitarie e possono rappresentare crimini di guerra. Le strutture sanitarie non dovrebbero mai essere attaccate o danneggiare e gli operatori sanitari dovrebbero poter offrire cure mediche e servizi a tutte le persone che hanno bisogno, ovunque esse si trovino all’interno della Siria.”

UNICEF/Siria: ieri ad Aleppo attaccati 3 ospedali

Dichiarazione di Peter Salama, Direttore regionale dell’UNICEF per il Medio oriente e il Nord Africa

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9 giugno 2016 – “Ognuno dovrebbe interrogare la propria coscienza quando si vedono neonati tirati fuori dalle incubatrici a causa di attacchi agli ospedali. L’UNICEF conferma che 3 strutture mediche sono state attaccate ieri ad Aleppo nell’arco di 3 ore: gli ospedali al-Bayan e al-Hakeem, ad una distanza di 300 metri, e la clinica Abdulhadi Fares. Tutte le strutture colpite si trovano nella parte orientale della città. “L’ospedale Al Hakim, supportato dall’UNICEF, è uno dei pochi che ancora garantisce servizi pediatrici. E’ la seconda volta che l’ospedale è stato attaccato. Il devastante modello della guerra in Siria sembra non avere alcun controllo né equilibrio. Gli ultimi 5 anni di guerra hanno visto susseguirsi giorno dopo giorno tragedie per milioni di persone in Siria. I bambini, compresi anche i neonati, sono stati feriti e hanno perso le proprie vite mentre cercavano cure mediche. Il personale sanitario è stato ferito, molti hanno perso la vita mentre erano al lavoro. Centinaia di strutture mediche che garantivano cure salva vita essenziali per migliaia di persone sono state danneggiate o distrutte. Solo nelle ultime due settimane, in tutto il paese, sono state attaccate 6 strutture sanitarie. Tutto questo dovrebbe scuotere la morale di tutto il mondo. Per quanto altro tempo ancora permetteremo che i bambini della Siria continuino a soffrire così?”.

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UNICEF: ogni giorno almeno 4 ospedali o scuole vengono attaccati o occupati da gruppi armati

Gli attacchi contro le scuole e gli ospedali rappresentano una delle sei gravi violazioni contro i bambini identificate dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite

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19 maggio 2016 – Secondo un’analisi dell’UNICEF, lanciata a poche ore da World Humanitarian Summit, in media ogni giorno 4 scuole o ospedali sono attaccati o occupati da gruppi e forze armate.

Gli attacchi contro le scuole e gli ospedali rappresentano una delle sei gravi violazioni contro i bambini identificate dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. L’ultimo Rapporto del Segretario Generale delle Nazioni Unite sui Bambini e i conflitti armati ha documentato oltre 1500 episodi di attacchi o di utilizzo per scopi militari di scuole e ospedali nel 2014, tra cui:

–          In Afghanistan 163 suole e 38 strutture sanitarie sono state attaccate;

–          In Siria sono stati registrati 60 attacchi a strutture scolastiche, 9 casi di scuole utilizzate per uso militare e 28 attacchi a strutture sanitarie;

–          In Yemen, 92 scuole sono state utilizzate per fini militari da gruppi e forze armate;

–          In Sud Sudan, si sono verificati 7 attacchi a scuole e 60 episodi di utilizzo delle scuole per scopi militari;

–          Nello Stato della Palestina, sono stati 543 gli attacchi che hanno distrutto o danneggiato le strutture sanitarie e 3 sono gli attacchi documentati a scuole di Israele.

–          In Nigeria, secondo le autorità dell’istruzione nel Nordest del paese, 338 scuole sono state distrutte o danneggiate tra il 2012 e il 2014;

Questi dati vengono diffusi subito dopo i recenti attacchi alle strutture e al personale medico e scolastico – come le scuole bombardate in Yemen e l’ospedale colpito ad Aleppo, in Siria lo scorso 27 Aprile, in cui sono morte almeno 50 persone, compreso uno degli ultimi pediatri della zona.

“I bambini vengono uccisi, feriti e resi disabili in modo permanente nei luoghi in cui dovrebbero essere protetti e al sicuro”, ha dichiarato Afshan Khan, Direttore dei Programmi di Emergenza dell’UNICEF. “Gli attacchi contro le scuole e gli ospedali durante un conflitto sono in allarmante e terribile crescita. I colpi diretti e intenzionali a queste strutture e al personale medico e scolastico sono crimini di guerra. I Governi e gli altri attori devono proteggere le scuole e gli ospedali secondo le leggi del diritto internazionale e le leggi del diritto internazionale umanitario, e gli Stati devono sottoscrivere il proprio impegno nella Dichiarazione sulle Scuole Sicure*.” Lo scorso anno, il sistema di monitoraggio delle Nazioni Unite ha documentato anche il cosiddetto “double-tap”, o anche “triple-tap”, attacchi a strutture sanitarie nelle quali i civili vengono attaccati, anche durante l’arrivo sul luogo dei primi soccorritori. Oltre gli attacchi agli edifici, il conflitto ha avuto conseguenze di vasta portata anche sull’istruzione dei bambini e sul sistema sanitario. In Siria, per esempio gli attacchi agli ospedali e la sottrazione di kit e equipaggiamenti medici dai convogli di aiuti, le restrizioni alle evacuazioni mediche, e l’uccisione di personale medico sono la causa per cui, nelle aree colpite dal conflitto, l’accesso alle strutture sanitarie per i civili diventa giorno dopo giorno sempre più scarso. “I bambini vengono rapiti dalle scuole in circostanza terribili in paesi come Nigeria e Sud Sudan, mentre altri subiscono violenza o vengono reclutati e utilizzati come bambini soldato”, ha continuato Khan.

Il primo World Humanitarian Summit si terrà il 23 e il 24 maggio ad Istanbul. I leader a livello globale si confronteranno su come rispondere effettivamente alle più grandi emergenze umanitarie e come organizzare una migliore risposta per le sfide future.

La condanna di Unicef su uccisioni in Yemen a Sana’a

“L’UNICEF rinnova il suo appello a tutte le parti coinvolte nel conflitto ad evitare di  prendere di mira scuole, ospedali e moschee, di fermare l’uso e il reclutamento di bambini e di garantire che i bambini siano protetti in ogni momento”

CTxgJRqK_400x400Roma 22 marzo – “L’UNICEF condanna fermamente gli attacchi di ieri alle moschee di Sana’a in cui almeno 13 bambini sono stati uccisi e 19 sono rimasti feriti. Gli attentati hanno provocato la morte di almeno 137 persone e il ferimento di oltre 300. “L’UNICEF è molto preoccupato per il crescente numero di gravi violazioni dei diritti dei bambini nel conflitto in corso. Le tendenze per il 2014 indicano un aumento del 40% dei casi di bambini uccisi o mutilati, un aumento del 47% nel reclutamento di bambini di età inferiore a 18 anni  e un aumento del 100% di attacchi contro scuole e ospedali. “L’UNICEF rinnova il suo appello a tutte le parti coinvolte nel conflitto ad evitare di  prendere di mira aree come scuole, ospedali e moschee, di fermare l’uso e il reclutamento di bambini e di garantire che i bambini siano protetti in ogni momento nel rispetto dei diritti umani internazionali e del diritto umanitario”.

 

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