È morto Ennio Morricone: il grande compositore premio Oscar ci lascia a 91 anni

 

Lascia al mondo in eredità la sua musica senza confini eternamente attuale e carica di emozione

Ennio Morricone ci ha lasciati nella notte del 6 luglio: era stato ricoverato al Campus biomedico di Roma (la sua città) in seguito a una caduta in cui si era rotto il femore, e si è spento all’alba.
I funerali si terranno in forma privata, “nel rispetto del sentimento di umiltà che ha sempre ispirato gli atti della sua esistenza” (come ha dichiarato l’amico e legale Giorgio Assumma).
Quest’ultimo ha inoltre raccontato la dipartita del Maestro (per altro coerente con la sua identità di musicista lucido e sereno): sino alla fine ha conservato una piena dignità, avendo salutato affettuosamente la moglie Maria, i figli e i nipoti così come il suo immenso pubblico, composto da più generazioni che ne hanno accompagnato la lunga carriera artistica.
In effetti l’eccezionale talento di Morricone costituiva un “unicum” proprio per essere stato compreso, ammirato e ascoltato quasi nell’arco di un intero secolo, in cui l’assoluta duttilità della sua vena compositiva è stata capace di realizzare più di 100 brani classici e circa 500 temi per film (di cui 60 vincitori di premi) e serie TV.
Una simile moltitudine di opere – per altro tutte riconosciute e apprezzate nella loro validità – lo ha reso uno dei più influenti compositori di colonne sonore di tutti i tempi.

Una carriera di indimenticabili successi

Dopo il diploma in tromba presso il Conservatorio di “Santa Cecilia” di Roma, il Maestro iniziò a fornire il suo contributo al genere del western all’italiana, componendo musiche per registi come Sergio Leone, Duccio Tessari e Sergio Corbucci (dei quali sono titoli di rilievo ancora oggi la Trilogia del dollaro, Una pistola per Ringo, Il mio nome è nessuno) e partecipando alla consacrazione di questo filone cinematografico nell’immaginario comune.
Dagli anni ’70, inoltre, collaborava con alcuni dei più noti registi di Hollywood, come John Carpenter, Brian De Palma, Oliver Stone e Quentin Tarantino, ricevendo infine nel 2007 (dopo ben 5 nominations fra il 1979 e il 2001) il premio Oscar onorario alla carriera “per i suoi contributi magnifici all’arte della musica da film”.
Un secondo riconoscimento era arrivato nel 2016 (anno per altro della sua stella nella celebre Hollywood Walk of Fame) con la consegna dell’Oscar alla miglior colonna sonora per il film di Tarantino The Hateful Eight (per la quale si è aggiudicato anche il Golden Globe).
Una vita di successi insomma, spontanei perché scaturiti dall’espressione di un puro talento naturale.
A tal proposito Morricone ha dichiarato: “Scrivere musica è il mio mestiere, quello che mi piace e l’unica cosa che so fare. E’ un vizio, sì, un’abitudine, ma anche una necessità e un piacere […] Non so dire come nasca questa voglia (…) credo non ci sia una regola (…) è qualcosa di talmente intimo e privato che non vuol essere comunicato” (dall’autobiografia Inseguendo quel suono, pag. 205).

Un talento mondiale e immortale

I premi e i riconoscimenti ufficiali (il Maestro era anche Accademico Effettivo dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e socio dell’associazione di musica contemporanea Nuova Consonanza) non sono sufficienti a esprimere
l’indiscussa grandezza di una musica capace di coinvolgere intere generazioni di appassionati dilettanti e professionisti del mondo musicale, una musica venduta in più di 70 milioni di commoventi dischi e ascoltata da intere generazioni di adulti e ragazzi.
Al giorno d’oggi non sono molti gli artisti in grado di parlare semplicemente eppure profondamente a un pubblico tanto vasto, mantenendo per altro intatta un’ammirevole (quanto naturale) umiltà dovuta alla consapevolezza di adoperare un linguaggio limitato perché frutto solo del compositore, “quindi ogni volta diverso” (come ha affermato sempre nell’autobiografia).
A maggior ragione, è ancora più significativo che Morricone non si considerasse certo “uno dei più grandi e influenti compositori del secolo”, ma solo uno che (oggettivamente) “piace, comunica con la gente e basta. Se comunica con molta gente, poi, è ancora meglio”.
E il Maestro, in effetti, ha parlato e parlerà in eterno a moltissima gente, trasformando davvero un codice che riteneva espressione di una specifica cultura in quel linguaggio universale da lui sempre negato.

Vanessa Redgrave ospite a Siracusa per ritirare l’Eschilo d’Oro 2019

Il celebre riconoscimento consegnato dalla Fondazione Inda di Siracusa alle personalità che internazionalmente si sono distinte nel teatro classico e negli studi sulla classicità greca e latina, sarà consegnato all’attrice britannica Vanessa Redgrave il 12 giugno al Teatro Greco della città  aretusea.

Aspettative ripagate per l’attesa del nome, svelato sabato mattina scorso alla conferenza stampa dell’Inda, dell’attrice che ritirerà l’Eschilo d’Oro a Siracusa: Vanessa Redgrave, nata a Londra nel 1937 e sposata con l’attore Franco Nero dal 2006. L’attrice britannica dai penetranti occhi azzurri e contraddistinta da un’eleganza interpretativa che infonde nei ruoli teatrali e cinematografici, il 12 giugno riceverà al Teatro Greco di Siracusa il prestigioso riconoscimento assegnato sin dal 1960 dalla Fondazione Inda alle personalità che si sono internazionalmente distinte nel teatro classico e negli studi sulla classicità greca e latina tra gli stranieri. Tra i nomi omaggiati  in passato: i registi Theo Anghelopulos, Ariane Mnouchkine e Peter Stein ma anche gli attori Vittorio Gassman, Giorgio Albertazzi e Irene Papas. Una scelta non casuale, ad un’attrice alla quale la storia mondiale del cinema e del teatro deve molto, e se ne ha prova nei numerosi riconoscimenti ricevuti durante la sua carriera: nel 1978 il premio Oscar come attrice non protagonista per Giulia, il film diretto da Frank Zinnemann con Jane Fonda; sei nomination all’Oscar; la consegna di due Golden Globe; un Bafta. E ancora: due Prix al Festival di Cannes; la Coppa Volpi a Venezia; due Emmy e, in campo teatrale, un Tony Award e un Olivier Award, entrambi come miglior attrice. Nel 2018, insieme al regista David Cronenberg, le viene conferito il Leone d’oro alla carriera della 75ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

Numerose le produzioni teatrali di cui è stata interprete con i testi di William Shakespeare, Anton Čechov, Henrik Ibsen e Bertolt Brecht. In ambito cinematografico si possono annoverare pellicole come: Blow Up di Michelangelo Antonioni, che l’ha lanciata nel panorama internazionale; Storia di una capinera di Franco Zeffirelli; Assassinio sull’Orient Express di Sidney Lumet; Un amore senza tempo di Lajos Koltai… L’attrice ha vestito anche i panni di Andromaca nelle Troiane di Micheal Cacoyannis ed è stata protagonista di produzioni televisive di grande qualità come Fania. Da sempre impegnata nella battaglia per la difesa dei diritti umani, Vanessa Redgrave è ambasciatrice dell’Unicef ed il 12 giugno, prima di ricevere l’Eschilo d’oro, presenterà al Teatro comunale di Siracusa “Sea Sorrow-Il dolore del male, film documentario realizzato da regista nel 2017 e basato sulla storia dei rifugiati in Europa, in particolare bambini rifugiati. Una proiezione organizzata dalla Fondazione Inda in collaborazione con l’Ortigia Film Festival.

Presentato a Roma “Crew2Crew. A un passo dal sogno”: storia di un carabiniere che ama la break dance

432396Dopo il successo americano la pellicola prodotta in Italia da New Pandora Film torna a casa: racconta una ‘favola’ che ben riassume sogni e amarezze di un giovane che fa un lavoro difficile e poco apprezzato

Roma, 25 giugno – Presentato oggi in anteprima stampa al cinema Barberini di Roma il film “Crew2Crew. A un passo dal sogno” che ha visto una stretta sinergia tra Italia- Puglia e Canada- Usa. La storia prodotta da New Pandora Film in coproduzione con Higland Film Group narra le reali vicende di Francesco Cippone che sin da bambino amava la danza ma finisce col fare il carabiniere, una specie di favola che si scopre assolutamente reale attraverso le parole di Cippone, tutt’oggi uomo dell’Arma prestato allo spettacolo, che afferma: “Nel film c’è la storia della mia vita, ho amato la danza tanto quanto il mio lavoro di carabiniere. E’ difficile per un giovane in Italia realizzare i propri sogni ed io ci sono riuscito in entrambi i ruoli: come danzatore sono stato artista di punta dei California Dream Men, come uomo delle istituzioni, beh sono un buon carabiniere e ne sono orgoglioso”. Continue Reading

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