Gli orti – giardino di Mezzano di Primiero

Se ne contano ben 400, uno ogni 4 abitanti. Un tripudio di ortaggi, fiori e aromi. Censiti e raccontati in totem segnaletici installati lungo il percorso dei “Segni sparsi del rurale”

Mezzano 01Trento, 30 maggio – A Mezzano di Primiero si continua, senza fretta, a fare quello che si fa, con naturalezza da generazioni: si coltiva la terra, si pascola il bestiame all’alpeggio per produrre formaggi ancora naturali, si mantiene il bosco e si accatasta legna, anche d’artista (è questo il borgo di Cataste & Canzei, straordinaria e unica collezione en plein air di 25 cataste di legna d’autore). Gli abitanti di Mezzano (località tagliata a misura per chi cerca una vacanza nel verde dal sapore autentico) e  si dedicano con passione a una tradizione antica che in Trentino ha il pregio di appagare sia la fame di cibo che quella di bellezza. E’ il rituale dell’orticoltura, che coinvolge l’intera popolazione dell’antico borgo rurale e regala un’incredibile tavolozza di quelli che non sono semplici orti ma meravigliosi giardini, capolavori verdi e multicolore in cui convivono in un gioco di Bello e Buono sia ortaggi che fiori, secondo appunto l’usanza trentina. A Mezzano se ne trovano ovunque, grandi e piccoli, recintati e non, strappati al cemento in paese o isolati in aperta campagna. Se ne contano ben 400, uno ogni 4 abitanti! Partiti da un’esigenza di produzione di cibo per la famiglia, rispettano fedelmente la tradizione trentina che tra le staccionate dell’orto sposa l’utile al dilettevole spartendo la terra tra ortaggi, fiori, odori, piante da frutto e viti rampicanti. Anzi, i fiori superano spesso la metà del totale delle piante, facendo dei coltivi locali dei veri e propri orti-giardino. Quadri bucolici, dove accanto a infinite sfumature di verde spiccano le tinte forti di fiori di ogni genere e si diffondono i profumi delle erbe aromatiche. Qui gli orti sono gelosamente curati dai privati ma hanno in un certo senso una funzione di verde pubblico: ricavati in posizioni favorevoli e soleggiate rispetto agli edifici di competenza, talvolta ancora cinti dalle vecchie recinzioni in legno o muratura, si offrono all’occhio di chiunque, sempre diversi, sempre nuovi. Il periodo migliore per ammirarli è luglio, quando lo spettacolo orto-floreale è al massimo splendore. Sono censiti e raccontati in totem segnaletici installati in paese, proprio come veri monumenti della storia e dell’identità rurale di questo borgo ancora fedele alle sue radici. Non di rado vengono organizzate visite guidate o serate a tema (cura degli orti, semina, tecniche, biodinamica ecc.). Gli orti di Mezzano, insomma, sono nutrimento per il corpo ma anche per l’anima e per l’occhio. E sono a loro modo energia per la vita. Una vita rurale, che ancora si nutre di ciò che la terra dona, senza stravolgerla. Qui, tra i monti del Trentino orientale, al cospetto delle splendide Pale di San Martino, la natura è regina e tutto le si asseconda: le attività commerciali, le tradizioni perpetuate con orgoglio e persino il turismo che non può che essere sapiente, lento, consapevole e di riscoperta. Una riscoperta che, in una sorta di vibrante museo sotto il cielo, passa anche attraverso speciali itinerari a tema, che invitano a rintracciare nel borgo i “Segni sparsi del rurale”: acqua, orti, architetture, dipinti murali, antiche iscrizioni e cataste artistiche.

L’acqua

Alla fonte imprescindibile di vita, l’acqua, è dedicato un itinerario ad hoc che conduce alla scoperta delle numerose fontane del paese, 5 soltanto nel centro storico, dei lavatoi e delle lisiere (lavanderie), delle roste (canali d’irrigazione), dei resti di mulini e segherie e degli stoli. Questi ultimi sono piccoli acquedotti in cunicolo pensati per captare l’acqua e condurla in paese al coperto, al riparo da contaminazioni. Mezzano ne conserva ben tre, restaurati e visitabili.

I frescanti

Galleria d’arte sotto il cielo, Mezzano sfoggia pregevoli dipinti murali, frutto di un’espressione figurativa molto diffusa. Gli affreschi, per lo più a soggetto religioso, si concentrano lungo le direttrici principali, lungo le quali muovevano le processioni. Un variopinto itinerario scandito da altarini, nicchie con statue, piccole ancone, crocefissi, Madonne con Bambino, capitelli, patroni e santi-guerrieri databili tra il XVI e XX secolo.

Le iscrizioni

A impreziosire le case a Mezzano anche antiche iscrizioni, segno umano, garante di memoria ai posteri o anche invocazione popolare. Databili dal 1700 a oggi, le si rintraccia sulle facciate, sui travi di colmo, sopra le porte, negli architravi… in un prezioso repertorio che ancora una volta manifesta una cultura popolare spontanea che non permette che il passato venga cancellato.

Le architetture

Quello di Mezzano è un centro storico compatto: un abbraccio stretto e forte di case, cresciuto come impone la montagna adattando le esigenze dell’uomo ai caratteri orografici, climatici ed economici del territorio. L’architettura rurale tradizionale ha qui tutti i caratteri della residenza stabile in montagna: abitazione, stalla, fienile, cantina e depositi sotto un unico tetto.

Cataste & Canzei

La “nuova” ruralità di Mezzano regala infine al visitatore un ulteriore itinerario, unico e inimitabile. E’ quello che conduce a scovare cataste di legna che solo qui si fanno arte. Il percorso a ogni angolo riserva una sorpresa: ben 25 installazioni d’autore, di grande bellezza e profonda simbologia, sempre legata alle radici e alle tradizioni rurali di Mezzano.

 

 

 

Expo. 2.500 bambini ‘agricoltori’ negli orti di 62 scuole milanesi

Cappelli: “Un’iniziativa importante perché avvicina tanti bimbi e ragazzi alla terra e alla coltivazione delle piante, un risultato davvero soddisfacente nell’anno di Expo 2015” 

Ragazzi Scuola Rinascita-001Milano, 25  maggio – Orzo, frumento, insalata, pomodori, piselli, cipolle, carote, aglio e anche alberi di mele e ciliegie. C’è di tutto negli orti delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado di Milano. Sono 62 le scuole che hanno un orto grazie al progetto ‘Orti nelle scuole – Seminiamo insieme per formare futuri cittadini’ promosso dal Rotary Distretto 2041 con la collaborazione dell’Amministrazione. Tra queste, 40 sono nidi e scuole dell’infanzia comunali. Il progetto ha l’obiettivo di promuovere l’educazione alla salute dal punto di vista alimentare, fisico e anche degli stili di vita e dei consumi. Inoltre, intende promuovere nelle nuove generazioni i temi della sostenibilità ambientale che può essere raggiunta grazie alle scelte individuali, del lavoro costante e quotidiano, dell’inclusione sociale, dell’interculturalità e del lavoro di squadra. Il progetto si è diffuso su tutto il territorio milanese arrivando a coinvolgere 62 scuole (erano 4 nel 2011) di cui circa 40 nidi e scuole dell’infanzia del Comune. Oggi sono quasi 4.300 i bambini e i ragazzi coinvolti nella coltivazione degli orti (erano 100 nel 2011) e 8.000 i genitori e i nonni ‘agricoltori’. “Si tratta di un progetto davvero importante – ha dichiarato l’assessore all’Educazione Francesco Cappelli – perché ha dato un contributo innovativo alla didattica nelle scuole milanesi, avvicinando tanti ragazzi alla terra, rendendoli protagonisti nella coltivazione diretta delle piante. Purtroppo sono molti i bambini milanesi che non hanno la possibilità di conoscere da vicino come si coltiva un orto. Il progetto dà la possibilità a migliaia di ragazzini di imparare a seminare e a occuparsi della cura e della raccolta di ortaggi e frutta. Nell’anno di Expo Milano 2015 ‘Nutrire il Pianeta – Energia per la vita’ è davvero un gran bel risultato: 62 scuole coinvolte nel progetto in 5 anni. L’obiettivo è diffondere ‘Orti nelle scuole’ in tutte le scuole della città”.

I risultati del progetto sono stati presentati questa mattina alla scuola secondaria di primo grado Rinascita alla presenza anche di una delegazione di cittadini degli Stati Uniti (Carolina del Sud) del Rotary Friendship Exchange.

 

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