UNICEF: Orlando Bloom in missione in Ucraina Orientale, dove 580.000 bambini hanno bisogno di aiuto.

Secondo un nuovo rapporto nel mondo circa un quarto dei bambini in età scolare– 462 milioni – vivono in paesi colpiti da crisi.

 

UN0179124 maggio 2016 – Orlando Bloom, Goodwill Ambassador dell’UNICEF ha realizzato una missione sul campo in Ucraina Orientale, colpita dal conflitto, per sensibilizzare sul problema dell’istruzione per i bambini coinvolti nelle crisi umanitarie. Bloom ha visitato aule colpite da proiettili, a soli 3 km di distanza dalla linea del fronte del conflitto, scoppiato più di due anni fa. Circa 580.000 bambini hanno urgente bisogno di aiuto e oltre 230.000 sono stati costretti a lasciare le proprie case. Circa 1 scuola o asilo su 5 nella regione è stata danneggiata o distrutta e circa 300.000 bambini hanno immediato bisogno di assistenza per continuare il proprio percorso scolastico. La missione è stata realizzata mentre vengono presentati nuovi dati secondo i quali circa un quarto dei bambini in età scolare al mondo – 462 milioni – ora vivono in paesi colpiti da crisi. “Ho incontrato una ragazza di 11 anni di nome Liana che si è nascosta nei sotterranei della scuola per circa 2 settimane, al freddo, senza luce o fonti di calore, mentre i combattimenti sopra devastavano le classi”, ha raccontato Orlando Bloom, che nel 2007 ha realizzato la sua prima missione con l’UNICEF. “Adesso, dopo essere sopravvissuti ad alcune delle più terribili esperienze di vita che potevano subire, tutti questi bambini vogliono tornare a scuola in condizioni sicure e di normalità e fare progetti per il proprio futuro.” Il rapporto “The Education Cannot Wait Proposal”, realizzato da Overseas Development Institute e commissionato da un gruppo di partner tra cui l’UNICEF, rivela che quasi 1 bambino su 6 – 75 milioni – in età scolare e pre-scolare (tra i 3 e i 18 anni) vive in nazioni colpite da crisi e ha disperato bisogno di supporto per l’istruzione. Tuttavia, mediamente, solo il 2% degli appelli umanitari globali sono dedicati all’istruzione. Dopo il primo World Humanitarian Summit ad Istanbul, in meno di 3 settimane sarà lanciato un nuovo fondo – Education Cannot Wait – per dare accesso all’istruzione ad ogni bambino in emergenza che ha bisogno di aiuto. L’obiettivo è di raccogliere circa 4 miliardi di dollari per l’istruzione nelle emergenze per raggiungere nei prossimi 5 anni circa 13,6 milioni di bambini che hanno bisogno di aiuto, per poi arrivare a 75 milioni di bambini entro il 2030. “L’istruzione nelle emergenze cambia la vita” ha dichiarato Joseph Bourne, Responsabile dell’UNICEF per l’Istruzione. “Andare a scuola serve a tenere distanti i bambini da abusi come il traffico e il reclutamento nei gruppi armati ed è un investimento vitale per il futuro loro e delle loro comunità. L’istruzione è una delle priorità della comunità internazionale come parte essenziale della risposta umanitaria di base, insieme ad acqua, cibo e rifugi”.  In Ucraina Orientale e nelle emergenze nel mondo, l’UNICEF lavora incessantemente 24 ore al giorno per riportare i bambini a scuola – per tenerli al sicuro e garantire loro un futuro. L’UNICEF fino ad ora ha supportato il recupero di 57 scuole in Ucraina Orientale e ha fornito a centinaia di migliaia di libri scolastici, banchi e matite, ha garantito supporto psicologico e riorganizzato le classi. L’UNICEF ha raggiunto circa 280.000 bambini con informazioni sul rischio di mine anti uomo e ordigni inesplosi, che causano problemi nelle comunità vicino alle linee di combattimento. “In Ucraina Orientale troppi bambini, semplicemente camminando per andare a scuola, rischiano di perdere la vita o di rimanere feriti” ha dichiarato Giovanna Barberis, Rappresentante UNICEF in Ucraina. “Dall’inizio della crisi, oltre 55.000 mine inesplose, proiettili e altri ordigni sono stati trovati e rimossi – e ora sappiamo che rappresentano solo la punta dell’iceberg. Il nostro obiettivo è di assicurare che tutti i bambini possano tornare in classe, giocare e studiare in sicurezza.” Durante questa missione in Ucraina Orientale, Bloom ha anche incontrato alcuni studenti che ricevevano sostegno psicologico da psicologi supportati dall’UNICEF, che li aiutavano a superare le terribili esperienze subite durante il conflitto. “L’Istruzione garantisce ai bambini dell’Ucraina orientale gli strumenti per ricostruire le proprie vite in un ambiente sicuro” ha continuato Bloom. “Ogni bambino nelle emergenze umanitarie merita la giusta opportunità per un futuro pieno di luce.” Nel mondo, oltre 37 milioni di bambini in età da scuola primaria e secondaria non frequentano le suole e le strutture scolastiche vengono continuamente chiuse a causa dei conflitti e di disastri naturali – esponendo altri milioni di bambini a rischi. Soltanto In Siria oltre 6.000 scuole non sono utilizzabili – attaccate, occupate da forze militari o utilizzare come rifugi di emergenza. Nel Nord Est della Nigeria e del Camerun oltre 1.800 scuole sono state chiuse a causa della crisi, in Repubblica Centrafricana a causa del conflitto un quarto delle scuole non funzionano.

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UNICEF: Orlando Bloom tra i rifugiati in Macedonia

UNICEF, il Goodwill Ambassador Orlando Bloom in missione nella Repubblica Ex Jugoslava di Macedonia: più protezione per i bambini rifugiati e migranti  in fuga verso Europa

ImageProxy (1)30 settembre 2015 – Orlando Bloom, Goodwill Ambassador dell’UNICEF, in missione nella Repubblica Ex Jusoslava di Macedonia, ha chiesto maggiore protezione per le decine di migliaia di bambini rifugiati e migranti che continuano i loro viaggi per cercare sicurezza in Europa. Dal giugno di quest’anno presso il confine di Gevgelija sono state registrate circa 100.000 persone – delle quali un terzo donne e bambini. Mentre la crisi continua a crescere, l’UNICEF stima che almeno 320.000 donne e bambini in fuga verso l’Europa potrebbero avere bisogno di assistenza nei prossimi sei mesi.  Bloom ha incontrato alcuni bambini durante una visita ad un centro di accoglienza per rifugiati e migranti vicino Gevgelija nell’Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia, al confine con la Grecia. Ha ascoltato le storie dei loro pericolosi viaggi, le loro preoccupazioni e le speranze per il futuro. Molti di loro sono fuggiti dalle violenza in Siria, Afghanistan e Iraq.”Questi bambini hanno viaggiato attraverso uno dei più pericolosi percorsi al mondo per un rifugiato. Ho parlato con i bambini che hanno dovuto sopportare viaggi spaventosi spesso in condizioni climatiche estreme e molti sono arrivati solo con le scarpe e vestiti che avevano indosso. Vengono traghettati da un’autorità all’altra, attraversando numerosi confini, incerti sui rischi che possono incontrare. Se arrivano salvi a destinazione, hanno paura per un futuro incerto. Abbiamo bisogno di proteggerli e di sostenerli”, ha detto Bloom. Tarek, 17 anni, fuggito dalla Siria, è stato uno dei bambini e ragazzi che Bloom ha incontrato. Tarek ha parlato del terrore che ha avuto nel viaggio via mare dalla Turchia alla Grecia e del dolore di lasciare tutta la sua famiglia a Damasco. Come molti minori non accompagnati in viaggio in Europa, sta viaggiando con un’altra famiglia siriana incontrata dopo aver salvato la figlia Yaraman di dieci anni dall’annegamento durante il viaggio. Mentre Tarek ha elogiato l’umanità degli operatori presenti nello spazio a misura di bambino, ma ha anche espresso la sua profonda angoscia e la disperazione per il proprio futuro. “L’Europa si trova ad affrontare uno delle più grandi crisi negli ultimi tempi; le persone sono in fuga da zone di conflitti che sono rimasti irrisolti. Dobbiamo fornire aiuti, cure e protezione nei paesi in cui i bambini si spostano e nei paesi di origine e di destinazione. Dobbiamo mettere il superiore interesse del bambino al centro della nostra azione e garantire che le famiglie siano tenute unite durante il viaggio. Non possiamo fallire con questi bambini”, ha detto Rajae Msefer Berrada, Vice Rappresentante UNICEF nella Repubblica ex Jugoslava di Macedonia. Un gran numero di persone, compresi i bambini e le donne, non sono state registrate alla frontiera. Questo desta preoccupazioni, poichè coloro che hanno bisogno di aiuto non possono avere accesso ai servizi di cui hanno bisogno. Al centro di accoglienza vicino Gevgelija, i bambini possono ora usufruire – grazie all’UNICEF- di un luogo sicuro per riposare, giocare e ricevere cibo e acqua, vestiti caldi, servizi igienico-sanitari e protezione di cui hanno bisogno.

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Unicef, Orlando Bloom in Liberia

Missione del Goodwill Ambassador, l’attore Orlando Bloom, al fianco delle comunità colpite dall’Ebola

NYHQ2015-0473Roma, 23 marzo  – Orlando Bloom, Goodwill Ambassador dell’UNICEF, ha concluso una missione sul campo di quattro giorni in Liberia, dove ha elogiato l’impegno delle comunità colpite dall’Ebola nel combattere questo virus letale. “Ogni persona che ho incontrato è determinata a sconfiggere l’Ebola, in modo che ognuno possa tornare alla propria normalità”, ha dichiarato Bloom dopo aver incontrato i leader religiosi e dei giovani a Monrovia,  “Le comunità sono state al centro della lotta contro Ebola e devono continuare ad essere supportate per il ruolo fondamentale che hanno per portare a zero il numero di casi registrati”. Gli educatori “peer-to-peer” hanno giocato un ruolo importantissimo nella risposta all’Ebola, compresi le ragazze e i ragazzi adolescenti nell’A-life project a West Point, uno dei quartieri di Monrovia più poveri e densamente popolato. Bloom ha incontrato i rappresentanti dei gruppi, che hanno spiegato come i loro volontari hanno raggiunto più di 25.000 persone, diffondendo conoscenze su come i membri delle proprie comunità possono limitare i contagi e fermare la diffusione del virus. In una scuola primaria, in una delle comunità più colpite al confine con la Sierra Leone, Bloom ha visto i protocolli di sicurezza per le scuole che sono stati introdotti quando le lezioni sono riprese dopo circa 7 mesi. Questi protocolli, introdotti con il supporto dell’UNICEF per ridurre il rischio di trasmissione del virus, comprendono misurazione della temperatura ai bambini al loro arrivo e il lavaggio delle mani prima di entrare in classe. “A causa di quest’epidemia, un milione di bambini in Liberia non ha frequentato la scuole per almeno metà anno scolastico”, ha detto Bloom. “Sono eccitati a tornare a scuola, ma le precauzioni che ognuno singolarmente deve seguire ogni giorno ci ricordano che dobbiamo rimanere vigili.” I casi di Ebola stanno diminuendo nella sub-regione, ma la battaglia non è ancora finita. Mentre questa lotta  continua, gli sforzi per ricostruire i sistemi sanitari, scolastici e sociali sono la priorità. Bloom, conosciuto per i suoi ruoli in film quali Il Signore degli Anelli e Pirati dei Caraibi, è diventato Goodwill Ambassador dell’UNICEF nell’ottobre 2009. L’anno scorso ha realizzato una missione sul campo in Giordania, dove ha incontrato i bambini e le famiglie sfollati a causa della crisi in Siria.

 

 

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