Rapporto UNICEF-UNAMA su Afghanistan: nel 2015 257 attacchi a operatori sanitari e scolastici.

Nicholas Haysom:  “I dati del rapporto sono profondamente allarmanti. E’ inaccettabile che gli insegnanti, i medici e le infermiere siano soggetti a violenze o minacce e che le scuole e le strutture mediche siano utilizzate in modo diverso o attaccate” 

unicef319 aprile 2016 – Secondo un nuovo rapporto* realizzato dall’UNICEF e da UNAMA/Missione di Assistenza ONU in Afghanistan, i bambini in Afghanistan hanno sempre più difficoltà ad accedere ai servizi sanitari e all’istruzione. Nel 2015, le violenze causate dal conflitto hanno provocato la parziale o totale chiusura di oltre 369 scuole, colpendo più di 139.000 studenti e 600 insegnanti. Nel 2015 sono stati documentati 125 incidenti accaduti a personale medico-sanitario – rispetto ai 59 del 2014 – con ripercussioni negative sull’accesso alla salute: 20 operatori sanitari sono stati uccisi, 43 feriti e 66 sequestrati. Sono stati documentati anche 132 episodi, legati al conflitto, che hanno colpito l’accesso all’istruzione e il personale scolastico: 11 operatori scolastici sono stati uccisi, 15 feriti e 49 rapiti. Questi dati sono in forte aumento rispetto al 2014. Dei 257 episodi documentati, la maggior parte riguardavano: minacce e intimidazioni, con un incremento rispetto al 2014 del 182%. Le minacce e le intimidazioni comprendono: minacce di morte, assalti a personale sanitario e scolastico, chiusura forzata delle scuole, lettere che vietavano la frequenza scolastica, in particolar modo per le ragazze, estorsioni e altri atti violenti. UNAMA e UNICEF hanno documentato anche episodi di ordigni improvvisati fatti esplodere vicino le scuole e gli ospedali, uccidendo e ferendo personale sanitario e scolastico. Il rapporto documenta come le violenze, le minacce e le intimidazioni da parte di tutte le parti in conflitto minino il personale sanitario e scolastico e abbiano ridotto la disponibilità di strutture sanitarie e limitato l’accesso dei bambini ai servizi sanitari e l’istruzione di base. Il rapporto riguarda un periodo di 3 anni: dal 1 gennaio 2013 al 31 dicembre 2015. “I dati del rapporto sono profondamente allarmanti. E’ inaccettabile che gli insegnanti, i medici e le infermiere siano soggetti a violenze o minacce e che le scuole e le strutture mediche siano utilizzate in modo diverso o attaccate,” ha dichiarato Nicholas Haysom, Rappresentante Speciale in Afghanistan del Segretario Generale delle Nazioni Unite. “Tutte le parti devono attuare misure per proteggere le scuole e i servizi sanitari in Afghanistan”. “Nel 2015 i bambini hanno avuto sempre più difficoltà nell’accedere ai servizi sanitari e scolastici in Afghanistan a causa dell’insicurezza e delle violenze legate al conflitto, ulteriormente aggravate da alti livelli di povertà cronica in tutto il paese,” ha dichiarato Akhil Iyer, Rappresentante UNICEF in Afghanistan. Il rapporto sottolinea la particolare vulnerabilità che devono affrontare le ragazze, come attacchi, minacce, divieti espliciti per l’accesso all’istruzione. “Le violenze legate al conflitto non solo mettono i bambini afghani a rischio, ma limitano anche i loro diritti fondamentali all’istruzione e alla salute,” ha dichiarato Danielle Bell, Direttore Diritti Umani UNAMA. “Gli sforzi devono essere raddoppiati per permettere ai bambini – in particolar modo alle bambine – accesso libero e sicuro ai servizi sanitari e all’istruzione.”

*“Education and Healthcar at Risk – Key trends and incidents affecting children’s access to healthcare and education in Afghanistan”

Sostieni la campagna UNICEF “PER OGNI BAMBINO IN PERICOLO” con donazioni su www.unicef.it/bambininpericolo

– bollettino di c/c postale numero 745.000, intestato a UNICEF Italia,

– telefonando al Numero Verde UNICEF 800 745 000

– bonifico bancario sul conto corrente intestato a UNICEF Italia su Banca Popolare Etica: IBAN IT51 R050 1803 2000 0000 0510 051.

Scrivi alla Redazione

Siamo felici di valutare ogni tua segnalazione e pubblicare articoli che pensi possano essere di interesse pubblico

Per qualsiasi segnalazione scrivi a
[email protected]