ONO arte contemporanea: David Bowie. Il mito da Ziggy Stardust a Let’s Dance

Opening, domenica 29 maggio, ore 17.30 

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Roma, 22 Maggio – Dopo il successo ottenuto dalla mostra Frida Kahlo. Fotografie di Leo Matiz, si rinnova la collaborazione tra Mantova Outlet Village e ONO arte contemporanea. Il nuovo evento sarà la mostra David Bowie. Il mito da Ziggy Stardust a Let’s Dance (29 maggio – 17 luglio 2016), che si propone di celebrare, a pochi mesi dalla sua scomparsa, l’artista che ha saputo rivoluzionare non solo il mondo della musica, ma anche quello dell’arte in generale. L’intuizione dell’importanza estetica di Bowie infatti, ha trovato riscontro già nel 2013, quando il Victoria & Albert Museum di Londra, gli ha dedicato la mostra David Bowie is, che approderà in Italia a luglio 2016. Attraverso le fotografie di Michael Putland e il lavoro grafico di Terry Pastor, la mostra ripercorre le fasi più importanti che hanno caratterizzato la carriera di Bowie, nonché la costruzione del suo mito. L’esposizione è curata da ONO arte contemporanea e sarà presentata da Daniela Sogliani del Centro Internazionale d’Arte e di Cultura di Palazzo Te, domenica 29 maggio alle ore 17.30. La mostra si divide in 4 sezioni, ognuna delle quali rappresenta un nodo cruciale per comprendere una figura così complessa e sfaccettata come quella di David Bowie. La prima sezione, con un servizio scattato ad Haddon Hall – l’allora residenza di Bowie -, racconta, in modo intimo e rilassato, un giorno di quel fatidico 1972, poco prima che l’album “The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars” uscisse, e soprattutto poco prima che Bowie diventasse un fenomeno mondiale, grazie al suo alter ego più famoso, Ziggy Stardust. Oltre alle fotografie di Putland legate a questo periodo, saranno esposti in mostra i lavori grafici di Terry Pastor, artista inglese che ha realizzato le cover degli album di “The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars” e di “Hunky Dory”. La seconda sezione è dedicata al “Sottile Duca Bianco”: nel gennaio del 1976 esce Station to Station, disco che anticipa le sonorità della cosiddetta Trilogia di Berlino. Il disco fu seguito da una tournée in Europa e negli Stati Uniti, nella quale Bowie prende le sembianze del cosiddetto Thin White Duke. Le foto in mostra di Michael Putland relative a questo periodo, lo immortalano durante il tour promozionale europeo di Station to Station, questa volta proprio sul palco, regalandoci alcuni tra gli scatti più famosi di quel momento. Con la terza sezione giungiamo poi agli anni ‘80 e al suo più grande successo commerciale, Let’s Dance. Ancora una volta, l’obiettivo di Michael Putland, ci mostra un Bowie sorridente, tra palco e backstage, a testimoniare un carisma che ha pochi eguali in quegli anni. A concludere questa parabola ascendente, la quarta ed ultima sezione, che comprende alcune immagini scattate nell’aprile del 1992, al Wembley Stadium di Londra, durante il concerto-tributo a Freddie Mercury leader dei Queen. Bowie, uno dei protagonisti della serata, è sul palco a salutare l’amico morto di AIDS e, insieme a Annie Lennox. La performance di quella sera rimarrà impressa nella memoria dei fan presenti allo stadio e Michael Putland, uno dei pochi fotografi accreditati, scatta loro alcuni primi piani che definirà tra i suoi scatti migliori. Bowie, è un personaggio camaleontico, che ha fatto della sua vita un’opera d’arte totale, rendendo difficile una separazione tra realtà e finzione, così come tra pubblico e privato. Bowie può essere considerato “l’artista definitivo”, la Star per antonomasia, sempre capace di reinventarsi. Ha dato vita a mode e tendenze, facendo spesso l’occhiolino alla cultura alta, rendendola così di massa. Le sue numerose identità sono entrate nell’immaginario collettivo e sono, ancora oggi, punti di riferimento per intere generazioni di artisti.

Michael Putland, uno dei più famosi fotografi britannici, ha iniziato a fotografare professionalmente alla fine degli anno 60. Nei primi anni 70 diventa fotografo ufficiale dei Rolling Stones con i quali lavora tuttora. Putland ha fotografato continuativamente tutta la scena culturale anglosassone fino ai giorni nostri: da Lennon a Madonna e da Bob Marley a Tony Blair. Alcuni dei suoi scatti sono presenti in questi giorni alla galleria Saatchi di Londra nell’ambito della mostra museale dedicata ai Rolling Stones dal titolo Exhibitionism. Sempre con gli Stones sta lavorando ad un libro fotografico che abbraccia tutta la loro carriera.

Mantova Outlet Village, inaugurato nel 2003, attualmente conta oltre 110 punti vendita dei brand di moda più famosi. Di proprietà del Gruppo Blackstone e gestito da Multi Outlet Management Italy Srl, rappresenta insieme a Franciacorta, Valdichiana, Palmanova e Molfetta Outlet Village, uno dei principali Network italiani del settore. È meta ambita di un importante numero di visitatori (3.000.000/anno) e turisti – vista la vicinanza con il Lago di Garda e la città di Verona, oltre che al posizionamento strategico sull’A22, uscita di Mantova Sud. L’Outlet, che nasce per essere una realtà commerciale, si caratterizza ed è noto sul mercato, come struttura promotrice e attiva nell’organizzare al suo interno grandi eventi di carattere artistico (mostre d’arte), culturale (rassegne cinematografiche e incontri letterari con autori di spicco), musicale (grandi concerti, opere liriche, circo contemporaneo) e molti altri. L’influenza e la collaborazione con la città di Mantova, famosa per i grandi Festival, oltre che per il patrimonio culturale (quest’anno ha ricevuto al nomina di Capitale Italiana della Cultura 2016) hanno sicuramente promosso lo sviluppo di queste caratteristiche da parte dell’Outlet.

La mostra (29 maggio – 17 luglio 2016) è composta da 30 fotografie in diversi formati, l’ingresso è libero.

 

DOVE:

Mantova Outlet Village

Via Marco Biagi

Bagnolo San Vito (MN)

Per info e orari: 0376/25041

[email protected]

www.mantovaoutlet.it

ONO arte contemporanea presenta la mostra di Alessandro Trapezio TEN!

Opening, giovedì 26 maggio, ore 18.30. Una mostra per presentare un album e un catalogo, nati da una storia particolare: dieci musicisti che compongo musica per immagini ­ e non viceversa.

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Roma, 22 Maggio – E’ stato chiesto a 10 musicisti della scena indipendente e sperimentale europea di comporre una traccia partendo da un’ opera di Alessandro Trapezio,fotografo che spesso, nella sua carriera artistica e professionale, si è rapportato con la musica per la produzione di artwork e copertine. Questa volta, però, è stato Alessandro a lanciare una sfida inversa, ponendo i musicisti nella situazione di doversi confrontare e, perchè no, mettere in gioco facendo dialogare il proprio stile con le caratteristiche dell’immagine data. Sono nate cosi 10 nuove copertine, 10 immagini per 10 musicisti, 10 fotografie che hanno generato 10 nuove composizioni originali: in altre parole, sono nati un album e un catalogodalla storia molto particolare. Le opere scelte sono tutte diverse e senza un preciso legame tra loro, a parte Alessandro; così come i musicisti, tutti molto diversi nel loro lavoro e nei loro suoni, con stili differenti e percorsi unici, all’insegna di strade che spesso si sono incrociate ­ fra loro e con lui.

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Il titolo dell’ esperimento e della mostra è TEN!, in linea con la personale tradizione di Alessandro di fare riferimento ad album e canzoni. In questo progetto espositivo, verranno presentati gli elementi costituenti e le relazioni che li legano: gli scatti originali, le tracce vitalmente legate alle immagini che le hanno generate, gli artworks in cui questi scatti si sono trasformati nel momento in cui sono stati messi in relazione con la musica, il catalogo e il cd contenenti i materiali audio e video, insieme ai contributi di Antonio Grulli, Federica Patti e dei musicisti coinvolti. Ad accompagnare la mostra, un dj set a cura di Stromboli. “Amo la musica. Mi è capitato più volte di lavorare con dei musicisti, spesso ho realizzato gli artwork per le cover di album o per i “libretti” dei cd. Ho sempre avuto un debole per le copertine dei dischi, artwork unici e indimenticabili di Mapplethorpe per Patti Smith o di Peter Hujar usata da Antony and The Johnson;copertine come quelle dei Nirvana, in Nevermind, dove la foto è diventata icona a sè stante. E ripensandoci, mi sono semplicemente chiesto cosa potrebbe succedere se ragionassimo secondo un processo inverso, in cui gli artisti\musicisti si trovassero a dover comporre in base a delle immagini non loro, con un immaginario alieno e che magari contrasta pure con il loro brand. Volevo sapere cosa sarebbe venuto fuori se gli amici avessero dovuto comporre ispirandosi a delle mie foto, e non viceversa. E cosi è nato TEN!.” Alessandro Trapezio

ONO arte contemporanea presenta la mostra Endless Odyssey: l’universo di Leiji Matsumoto nel collezionismo

Mercoledì 18 maggio, ore 18.00

leiji-FABRIZIO-MODINA-LOW-RESRoma, 16 Maggio – La  mostra  Endless  Odyssey:  l’universo  di  Leiji  Matsumoto  nel  collezionismo allestita presso la galleria ONO arte contemporanea, che inaugura NipPop 2016, presenta  una  selezione  di  pezzi  preziosi  dalla  collezione  privata  di  Fabrizio  Modina,  uno  dei  più  importanti  collezionisti mondiali di toys fantascientifici, un totale di 6000 giocattoli, che comprendono action figures,  gadget  e  modellini.  Una  raccolta  imponente,  all’interno  della  quale  i  capolavori  di  Leiji  Matsumoto  occupano un posto di rilievo: non a caso Uchū senkan Yamato è in assoluto l’opera di fantascienza alla quale  Fabrizio è personalmente più legato. Endless Odyssey,  perché  di  un  vero  e  proprio  viaggio si tratta:  un  volo interstellare tra  arte  pop, scienza,  fantascienza, del quale sono protagonisti i vascelli e le action figures dei personaggi di alcune fra le saghe  più amate dagli appassionati di manga e anime di tutto il mondo. Lo stesso Fabrizio Modina ha definito in  un’intervista  la sua  passione  per  la science  fiction  come  un’attrazione  fatale,  un’esigenza  genetica  di  un  sense  of wonder che  lo  ha  accompagnato  per  tutta  la  vita. Attraverso  la ricreazione  di scene  e  atmosfere  ormai radicate nell’immaginario globale, Harlock e la Regina dei Mille Anni tornano a dare nuova vita ai  racconti meravigliosi e senza tempo di Leiji Matsumoto, tasselli essenziali di una mitologia contemporanea  ancora capace di muoverci a meraviglia. Creativo  multimediale  e  docente  di  fashion  design,  il  torinese  Fabrizio  Modina  ha  assemblato  una  collezione  di  giocattoli  ispirati  alla fantascienza  tra  le  più  importanti  in Europa,  divenendo  al  contempo  uno storico  di Mitologia  contemporanea. Ha partecipato  alla  creazione delle mostre Watch Me Move! della Barbican Art Gallery di Londra  e  Cose da un Altro Mondo del Museo Nazionale del Cinema di Torino, per il quale ha anche co­curato Manga Impact, il  mondo dell’Animazione Giapponese, prodotta insieme  al Festival del Film di Locarno in Svizzera. Ha fatto parte dei  comitati scientifici delle esposizioni Kyoto­Tokyo, des Samourais aux Mangas per il Grimaldi Forum del Principato di  Monaco  e Giappone:  dai  Samurai  a Mazinga per Casa  dei Carraresi  di Treviso,  dove  ha realizzato  anche la mostra Guerre Stallari: Play. La più recente consulenza è per il Museo di Arte Orientale di Torino e l’associazione culturale  Yoshin Ryu,  per  l’esposizione  Bushi­parte  prima sull’estetica  del  guerriero  giapponese  nella fantascienza  e fantasy  contemporaneo.  Il suo  libro  Super  Robot  Files  ­  1963/1978,  giunto  alla seconda  edizione,  è  la  prima  enciclopedia analitica sul mondo dei giganti d’acciaio nipponici in lingua occidentale ed è prevista l’uscita del secondo volume per  fine 2016.

ONO arte contemporanea segnala “NipPop: Parole e Forme da Tokyo a Bologna”

20-21-22 maggio 2016, Quartiere Santo Stefano e Dynamo – La Velostazione, BOLOGNA

Nave-interstellare-__Genesis-Ark”--in-fase-di-costruzioneRoma, 11 Maggio – Anche quest’anno ritorna l’appuntamento con NipPop: Parole e Forme da Tokyo a Bologna, che giunge così alla sesta edizione. Grazie al supporto della Scuola di Lingue e Letterature, Traduzione e Interpretazione dell’Università di Bologna, NipPop 2016 proporrà nel weekend del 20, 21 e 22 maggio tre giornate ricche di incontri, workshop ed eventi con artisti, critici e professionisti di fama internazionale. Il tema scelto per quest’edizione e la science fiction made in Japan. E’ innegabile infatti il fortissimo impatto che questa ha esercitato sull’immaginario popolare globale: da Ghost in the shell ai vari Godzilla, da Akira a Metropolis e Summer Wars, la fantascienza giapponese ha plasmato la nostra visione del presente e del futuro. Ad anticipare la manifestazione due eventi OFF: mercoledì 18 maggio alle ore 18:00, presso la galleria ONO arte contemporanea, l’inaugurazione della mostra Endless Odyssey: l’universo di Leiji Matsumoto nel collezionismo, che presenta una selezione di pezzi preziosi dalla collezione privata di Fabrizio Modina, uno dei più importanti collezionisti mondiali di toys fantascientifici, un totale di 6000 giocattoli, che comprendono action figures, gadget e modellini. Una raccolta imponente, all’interno della quale i capolavori di Leiji Matsumoto occupano un posto di rilievo: non a caso Uchū senkan Yamato è in assoluto l’opera di fantascienza alla quale Fabrizio è personalmente più legato. A seguire, giovedì 19 maggio alle ore 18:00, presso Dynamo – La Velostazione di Bologna, il vernissage della mostra Legacy of Evangelion, che vedrà esposti sfondi, storyboard, grezzi preparatori e filmati inediti di una delle saghe sci-fi più celebri degli anni Novanta. E ancora Another Impact di Georgia Belletti e Rewind & Forward -A tribute to Evangelion’s worlds-, tributo a Evangelion realizzato da parte di alcuni dei più importanti nomi nel settore fumettistico e artistico, coordinato da Ivan Ricci. Le attività e gli incontri di NipPop 2016 saranno ospitati in tre sedi: il Quartiere Santo Stefano, con cui si rinnova la collaborazione per il terzo anno, il vicino Piccolo Teatro del Baraccano, e Dynamo, la suggestiva velostazione di recente apertura collocata sotto la scalinata del Pincio in via Indipendenza. Tra gli ospiti internazionali di questa edizione, il machine designer Shin’ya Ogura, le scrittrici Asano Atsuko e Takano Fumio, Ian Condry dal Massachusetts Institute of Technology, Jaqueline Berndt dalla Kyoto Seika University), Sharalyn Orbaugh della British Columbia University, e tanti altri critici, traduttori, fumettisti e scrittori sia italiani che stranieri.

Partner di NipPop 2016 sono l’Evangelion Italian Fan, Gamesource.it, Dynit, J-Pop – BD Edizioni e l’Associazione Culturale Leiji Matsumoto. Con il patrocinio del Consolato del Giappone in Milano, della Japan Foundation, della Regione Emilia Romagna, del Comune di Bologna e del Quartiere Santo Stefano. Con il supporto di Ehiweb, Play-Asia.com, Takara Belmont, Kurashiki Jisho Co.Lid., Okayama Gaigo Gakuin, Castiglione Viaggi, Go! Go! Nihon, Astoria, Il Circolino.

Media partner: LegaNerd, Asian Feast.

 

NipPop è un progetto incentrato sul Giappone contemporaneo, in particolare su quei fenomeni – letteratura, cinema, manga, anime, musica,TV – che negli ultimi decenni hanno contribuito in modo determinante alla diffusione della cultura nipponica nel mondo. Grazie al successo dell’omonimo evento nato nel 2011 e patrocinato dalla Scuola di Lingue e Letterature, Traduzione e Interpretazione dell’Ateneo di Bologna, e delle tante altre iniziative succedutesi in questi anni, nell’autunno 2013 NipPop diventa Associazione Culturale, dedicata alla promozione delle culture e subculture del Giappone contemporaneo. L’edizione 2015 ha visto la partecipazione di oltre 5000 persone nei tre giorni. I social network e le piattaforme digitali di NipPop sono seguiti da quasi 10.000 utenti.

ONO arte contemporanea presenta l’incontro e la mostra Matteo Guarnaccia. Un viaggio psichedelico

Giovedì 19 maggio, ore 18.30. Matteo Guarnaccia, sarà presente in galleria e dialogherà con  Vanna Vinci (artista) e Giulia Pivetta (scrittrice).    INGRESSO LIBERO

DAVID_BOWIE_22-LOW-RESRoma, 10 Maggio – ONO arte contemporanea in collaborazione con 24 ORE CULTURA presenta Matteo Guarnaccia. Un viaggio psichedelico, un incontro e una mostra di Matteo Guarnaccia, che il 19 maggio sarà presente in galleria e dialogherà con Vanna Vinci (artista) e Giulia Pivetta (scrittrice). Dopo il successo del Bob Dylan Play Book, sono appena stati pubblicati da 24 ORE CULTURA Punk Play Book e David Bowie Play Book, progetti nati dalla matita di Matteo Guarnaccia, artista e storico del costume, figura chiave della cultura visionaria e psichedelica contemporanea, che da qualche tempo intrattiene una collaborazione consolidata con la casa editrice milanese. Più che libri, i suoi Play Book sono “oggetti” da collezionare e da costruire, dei veri e propri activity-book che permettono al lettore di personalizzare e trasformare a proprio piacimento questi straordinari album. Le storie del punk, di Bowie e di Bob Dylan, sono raccontate con dovizie di particolari e con il segno inconfondibile di Matteo Guarnaccia, che giovedì 19 maggio sarà presente in galleria e ci racconterà del suo lavoro insieme a Balthazar Pagani, responsabile editoriale di 24 ORE Cultura, Vanna Vinci, artista, e Giulia Pivetta, scrittrice, che per la collana ha curato la selezione di moda e scritto le introduzioni ai volumi.

 Matteo Guarnaccia – Matteo Guarnaccia (Milano 1954), artista e saggista figura di riferimento della cultura visionaria contemporanea, è attivo nel campo dell’arte (mostre internazionali, installazioni alla Triennale di Milano e alla Hall of Flowers di San Francisco); della moda (Biba, Corso Como 10, Vivienne Westwood, Malo) del design (Bruno Munari, Atelier Mendini, Italo Rota & Partners, Yoox, Coin); della scrittura (una trentina di saggi dedicati alle avanguardie/controculture del Novecento); del giornalismo (Vogue, Rolling Stone, Abitare, Zoom, Gap Japan, Wired, D-La Repubblica, Alias); dell’insegnamento (docente NABA, workshop Domus Academy, Accademia di Carrara, IUAV); della curatela (mostre dedicate Skate Art, Provos, Psichedelia, Vivienne Westwood, Giorgio Gaber); della musica (Byrds, Donovan, Timoria). Con 24 ORE Cultura ha pubblicato “Pirati. Culture e stili dal XV secolo ad oggi”, “Bob Dylan Play Book”, “The Punk Play Book” e “David Bowie Play Book”.

Oltre alle 14 tavole originali, esposte in mostra (19 maggio – 11 giugno 2016), anche delle tirature limitate colorate a mano dall’artista.

ONO Arte Contemporanea: Jeff Buckley So Real

Opening, giovedì 12 maggio, dalle ore 18.30 via santa margherita, 10 bologna

Scaled ImageRoma, 4 Maggio – ONO Arte Contemporanea in collaborazione con WALL OF SOUND GALLERY presenta Jeff Buckley. So Real, una mostra fotografica personale di Merri Cyr che ha immortalato Jeff Buckley fin dal suo esordio, diventando la sua fotografa ufficiale, e autrice delle cover dei suoi album. Nato nel 1966 in California, Jeff Buckley sembra avere il destino già segnato: figlio del cantante e cantautore Tim Buckley e della violoncellista Mary Guibert, non ci mette molto a capire che la musica sarebbe diventata la sua strada. Tra il 1986 e 1990 suona in diversi locali di Los Angeles, ma sarà a New York che farà il grande salto. Inizia ad esibirsi come solista a Manhattan, e in poco tempo, il Sin-é e l’East Village diventano i suoi palchi principali. Il suo repertorio spazia dal folk al rock, dall’R&B al blues e al jazz. Buckley si appassiona a cantanti come Nina Simone, Billie Holiday, Van Morrison e Judy Garland. Suona cover di Led Zeppelin, Nusrat Fateh Ali Khan, Bob Dylan, Édith Piaf, Elton John, The Smiths, Bad Brains, Leonard Cohen, Robert Johnson e Siouxsie Sioux. E proprio in quel periodo, e più precisamente nel 1992, il direttore della rivista «Paper», per cui Merri Cyr stava lavorando, le commissiona un servizio per un breve articolo su Buckely, artista che a lei era praticamente sconosciuto. “Emanava un fascino e un’empatia così immediati che ritrarlo era fantastico. Fin da subito ho percepito in lui una propensione al gioco e alla sperimentazione che rendeva il servizio fotografico una specie di avventura. (…)”. Così Merri descrive quella prima session nell’appartamento di Jeff nel Lower East Side, che per Jeff era stata sufficiente a reclutarla come fotografa ufficiale dei suoi dischi e delle sue tournée. In poco tempo, armata di macchina fotografica, Merri fu libera di fotografare ogni istante di quella vita on the road. Le sue immagini riflettono la volontà di Buckley di documentare la propria esistenza, oltre alla sua totale devozione nei confronti della musica e all’intensità con cui bruciava una vita spesso sormontata dal mito di un padre musicista che a malapena aveva conosciuto. Da questo rapporto ha preso vita una delle collaborazioni artistiche tra le più solide nella storia della musica, all’insegna della fiducia reciproca. Fino alla prematura scomparsa di Jeff, avvenuta nel 1997 a causa di un incidente, le foto di Merri Cyr hanno tracciato la sua ascesa verso il successo e documentato la sua rapidissima carriera, offrendo una visione sorprendentemente personale di una delle più misteriose leggende musicali di tutti i tempi. La mostra (12 maggio – 11 giugno 2016) è composta di 22 fotografie in diversi formati. Con il patrocinio del Comune di Bologna.

ONO arte contemporanea presenta il talk David Bowie a cura di Gino Scatasta

L’incontro è l’ultimo della rassegna Apocalittici e Sopravvissuti: racconti dal futuro

downloadRoma, 3 Maggio – ONO arte contemporanea in collaborazione con NipPop e Power to the Pop – Osservatorio sulle culture pop presenta David Bowie, talk a cura di Gino Scatasta in conversazione con Paola Scrolavezza. Dopo la morte di Bowie, molti hanno sottolineato come il cambiamento sia stato un elemento costante della sua produzione. Ci sono però degli elementi che tornano costantemente nelle sue canzoni, nei video e nei film che lo vedono protagonista, uno dei quali è l’interesse per la fantascienza. All’interno della sua fascinazione, centrale è il tema ricorrente dell’astronauta morto, o quanto meno destinato alla morte. Major Tom, protagonista di Space Oddity, torna in Ashes to Ashes, si insinua in Hello Spaceboy e nel video dell’ultimo Blackstar. Oppure il tema dell’alieno, declinato in varie forme: dall’uomo che vende la terra, che rimanda al titolo di un famoso romanzo di Heinlein, allo Starman che invita all’edonismo fino al predicatore a metà fra il tragico, come nell’Uomo che Cadde sulla Terra,  e il grottesco (il video di Next Day o ancora Blackstar) . Senza dimenticare la distopia, a metà fra Orwell e Burroughs, di Diamond Dogs e la fascinazione per il superuomo che, più che a Nietzsche o al presunto nazismo del Bowie losangelino, sembra rimandare alla tristezza e alla solitudine cosmica di alcuni superuomini Marvel o DC.

L’incontro è l’ultimo di cinque appuntamenti della rassegna, dal titolo Apocalittici e Sopravvissuti: racconti dal futuro, che si propone di tracciare un percorso nella sci-fi del secondo dopoguerra: da Godzilla a Star Wars, da Gō Nagai a Ballard, proiezioni utopiche o distopiche di una realtà  troppo spesso spaventosa hanno raccontato di un’umanità fragile, sospesa fra due millenni, assetata di nuovi modelli che possano anticipare o raccontare ciò che è prossimo, ciò che speriamo non si verifichi mai o il percorso che si compirà per arrivarci. Le creazioni letterarie e artistiche della fantascienza aiutano a comprendere e raccontare le metamorfosi in atto e a prospettare e immaginare futuri diversi.

ONO arte contemporanea, presentazione del volume Bowie by Duffy

Venerdì 6 maggio, ore 18,30 alla presenza degli editori e dei curatori

copertinaRoma, 28 Aprile – ONO arte contemporanea è lieta di presentare il libro di debutto della casa editrice LullaBit, Bowie by Duffy (LullaBit, 2016), venerdì 6 maggio alle ore 18.30 presso la galleria ONO arte contemporanea di Bologna, alla presenza dei curatori e degli editori. Le immagini più famose di David Bowie e molti scatti inediti “rubati” nei backstage – il dietro le quinte di creazioni poi diventate di culto – riuniti in un libro rigorosamente ufficiale e corredati da testimonianze che narrano momenti della vita e della carriera dell’artista, con curiosità e retroscena sorprendenti. Il libro Bowie by Duffy inaugura una collana di monografie fotografiche realizzata in collaborazione con ONO arte, sui più importanti artisti pop-rock contemporanei e sulle fotografie più iconiche della storia della musica. Tutti i volumi – rigorosamente ufficiali – non sono esclusivamente fotografici ma sono corredati da testi che raccontano uno spaccato di vita degli artisti a cui sono dedicati, spesso con curiosità e retroscena sorprendenti. E non a caso, il volume inaugurale della collana è dedicato proprio a David Bowie, uno degli artisti più importanti della storia della musica mondiale, qui immortalato nel decennio più importante e iconico della sua carriera, il David Bowie di Ziggy Stardust, Aladdin Sane, il Duca Bianco, durante le riprese del film “L’uomo che cadde sulla terra”, Lodger e Scary Monsters nei ritratti di scena e dei backstage del suo fotografo ufficiale Brian Duffy. In un decennio, quello tra il 1970 e il 1980, in cui erano entrambi all’apice della loro carriera, le sue sessioni con Bowie, ripercorse nel volume, sono state cinque: da quella in cui lo ha immortalato come Ziggy Stardust alla realizzazione della copertina di Aladdin Sane (la fotografia di Bowie con il lampo disegnato sul volto, una delle icone del rock contemporaneo), dal servizio sul set del film “L’uomo che cadde sulla Terra”, con le immagini del Duca Bianco nel deserto di White Sands, alle copertine degli album Lodger e Scary Monsters.

Brian Duffy (1933-2010) è uno dei fotografi britannici più famosi di tutti i tempi, autore di alcune tra le immagini più emblematiche degli anni Sessanta e Settanta. Sulla sua carriera, la bbc ha girato un documentario dal titolo The Man Who Shot the Sixties (“L’uomo che fotografò gli anni Sessanta”).

ONO arte contemporanea presenta la mostra “Basquiat X Lee Jaffe”

ONO arte contemporanea giovedì 5 maggio 2016, dalle ore 18.30 via santa margherita, 10 | bologna

©2016 by Lee Jaffe, LWArchives. All Rights Reserved

©2016 by Lee Jaffe, LWArchives. All Rights Reserved

Roma, 26 Aprile – ONO arte contemporanea è lieta di presentare Basquiat x Lee Jaffe, una mostra fotografica che ripercorre i primi anni della carriera di uno dei più importanti esponenti della street art, Jean-Michel Basquiat attraverso le immagini di Lee Jaffe artista poliedrico che ha animato la cultura newyorkese anni ‘80. Dopo aver finito il suo percorso scolastico a soli sedici anni, Jaffe (1950, Bronx, NY) lascia New York per frequentare la Penn State University, dove studia storia dell’arte, filosofia, fotografia e scultura. Dopo aver lasciato la Penn State, nel 1969 Jaffe si trasferisce a Rio de Janeiro e inizia a collaborare con Helio Oiticica e Miguel Rio Branco. Recita anche nel capolavoro del cinema di serie B di Neville D’Almeida “Piranhas do Asfalta” interpretato da Maria Gladys. Successivamente gira un documentario con il leggendario cantante / fisarmonicista Luis Gonzaga nella sua città natale Exu situato all’interno di Pernambuco nel nord-est del Brasile. Insieme agli artisti brasiliani con cui lavorava, Jaffe fu costretto a lasciare il Brasile per aver creato lavori ritenuti sovversivi dalla dittatura militare al potere. Tornato a New York nel 1971, continua a girare film come “Impact” con l’artista concettuale Vito Acconci e “Brooklyn Bridge” con Gordon Matta – Clark. Nel 1971 il suo lavoro viene anche incluso nella mostra “Projects: Pier 18” presso il Museum of Modern Art di New York, che divenne poi il punto di riferimento per la nascente arte concettuale. Sono quelli gli anni più importanti della sua carriera, anni in cui i confini di demarcazione tra le arti si assottigliano, e Jaffe vive appieno il coacervo culturale della sua città mischiando pittura, scultura, fotografia, video, performance e musica – Jaffe diventa infatti a tutti gli effetti anche membro dei Wailers, il gruppo di Bob Marley che avrebbe fatto conoscere al mondo la cultura giamaicana. Jaffe incontra Jean – Michel Basquiat nei primi anni Ottanta e lo fotografa nei loro numerosi viaggi in Svizzera, Tailandia o Giappone, così come nel su studio di New York nel quale Basquiat lo filma a sua volta mentre Jaffe realizza la scultura “Inverted Oak”. Le fotografie di Jaffe offrono uno sguardo intimo al processo creativo di uno dei più grandi esponenti della street art di tutti i tempi, quando ancora non era nel vortice di popolarità della scena artistica newyorkese in cui di li a poco avrebbe frequentato Andy Warhol, David Bowie e una fidanzata che sarebbe diventata poi Madonna. ONO arte contemporanea VIA SANTA MARGHERITA 10 | 40123 BOLOGNA | +39 051 262465 [email protected] | [email protected] | [email protected] Al contempo mostrano come Jaffe, proprio grazie alla sua capacita di passare agilmente da un medium ad un altro, sia un artista che sa catturare l’essenza dell’opera stessa. Le opere di Jaffe sono presenti nelle collezioni permanenti del MOMA di New York, il Metropolitan Museum of Art di New York, la Tate Gallery, Londra, e L.A. County Museum of Art, tra gli altri. La mostra (5 maggio – 15 giugno 2016) si compone di quindici scatti di Lee Jaffe. Patrocinio del Comune di Bologna. Il 4 maggio in occasione del 5° incontro di Spritzbook, manifestazione di Genus Bononiae curata da Andrea Maioli, Lee Jaffe terrà un incontro sulla street art e la New York degli anni’80.

ONO arte contemporanea presenta l’album Find Another Sky by Old Sock

Domani, giovedì 4 febbraio, ore 19.00

Scaled ImageRoma, 03 febbraio – ONO arte contemporanea presenta l’album “Find another Sky. Old Sock”, alla presenza del cantautore Benjamin Walker. Il cantautore inglese Benjamin Walker presenta i brani del suo nuovo album Find Another Sky by Old Sock, in modo acustico. L’album è stato interamente registrato a Bologna con amici e musicisti Italiani. Il genere è pop/ rock e le melodie denotano le forti influenze di musicisti come David Bowie, Prefab Sprout, Paul Weller, The Verve, Lloyd Cole, Steely Dan, Orange Juice/Edwyn Collins, Ned Doheny, Bacharach/David, Beach Boys.

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