UNICEF: collaborazione con il Governo tedesco per i bambini migranti e rifugiati in Germania

Manuela Schwesig: “Ovunque si trovino, i bambini, gli adolescenti e le donne, devono veder garantite misure per assicurare la loro protezione da aggressioni e violenze”

On 11 December 2015, girls play with dolls at the refugee shelter at Templehof Airfield in Berlin. (Left-right) sisters Isree, 10,  and Ilaf, 12, from Hassaka, Syria with friends Helen, 10, from Qaamishle, Syria; and Noor, 10, from Idlib, Syria. Templehof Airfield is a former airport dating back to the 1920s, and was used during the Berlin Airlift in 1948. The hangers are today are housing 2,000 refugees, and while designed for transiting within two weeks, many families living there have been there since the shelter opened 6 weeks ago.  Authorities, NGOs and staff working for  a private company running the facility are doing the best they can to make the situation more bearable under quite difficult circumstances. The shelter started operating with two days notice before the first refugees arrived. There are activities for children and they are being scaled up in cooperation with NGOs Save the Children and Together. "We don't understand the language, and we don't know when we're getting out of there." said Helen, "It's really boring. And at night, it gets really cold. We can't go to the toilets at night, because they're outside and it's freezing cold.Ó Until showers are finished being built on the premises, the residents of Templehof are bussed to nearby public pools once a week to shower.  "The showers are communal and we only have ten minutes to wash," said Helen, "I'm scared the bus taking us back to the camp is going to leave. That happened once and we were stranded É We heard a kid was kidnapped and had his throat cut with a knife," she continued, "So we are very afraid. They're just rumours, but we hear a lot of stories about violence, of people being killed [É] One of the good things here are the German classes, and some days circus performers come. They said that they would take us out to a real circus soon. [É] There is a place for kids, but it's been closed for a couple of days now because they're refurnishing it. They're bringing new toys. It's very crowded when it is open though, and kids fight a lot amongst themselves and steal games. The Afghans fight a lot with the Syrians.Ó Ilaf, HelenÕs friend said "This isn't a good place for kids, because I am scared all the time [É] in the toilets, which are very dirty, the water is very high inside and even the kindergarten is very dirty and messy. So sometimes, me and my friends stay to clean it. [É] I don't feel very safe here, [É] I'm scared. I'm scared.Ó With more than 300,000 refugee and migrant children having entered Germany this year, UNICEF and the Government of Germany announced a new partnership aimed at improving their care and protection on 14 December 2015. Despite massive efforts by all levels of German society, the sheer scale and scope of the crisis, have strained the German welfare system, leaving refugee and migrant children at risk, according to a joint assessment by the German authorities and UNICEF. The assessment has shown that child and women refugees and migrants are vulnerable to becoming victims of violence, abuse and exploitation, particularly in reception and temporary accommodation centers. Children in these centers often do not have full access to adequate schooling, psychosocial support and recreational activities for several months after arrival. The Government and UNICEF will now develop specific plans together with German NGOs to better monitor and support children.  They will include: identify children at-risk; support to learning and play opportunities and work with partners to increase access to services and counselling by providing expertise and training on Child Friendly Spaces; training and mentoring to frontline workers to prevent violence and abuse; technical advice and support to boost protection systems in reception and accommodation centers; help improve data systems, monitor child-related issues and report them to the Federal Government; support the development of practical guidance, training and mentoring to make centres more child-friendly and gender-sensitive; and establish codes of conduct for workers, and better complaint and referral mechanisms. The German Government contributed Û250 million to UNICEF in 2015 Ð an increase of Û100m from 2014 - for reaching millions of children caught in conflict in Afghanistan, Iraq, Libya, Syria, Ukraine and Yemen and Syrian refugee children living in Jordan, Lebanon and Turkey.

15 dicembre 2015 – con oltre 300.000 bambini migranti e rifugiati entrati in Germania quest’anno, l’UNICEF e il Governo tedesco hanno annunciato una nuova collaborazione per migliorare le cure e la protezione a loro rivolte. Nonostante gli interventi a tutti i livelli della società tedesca, l’imponente dimensione della crisi ha messo a dura prova il sistema di protezione sociale tedesco, mettendo i bambini migranti e rifugiati a rischio, secondo una valutazione congiunta portata avanti dalle autorità tedesche e dall’UNICEF. “Ovunque si trovino, i bambini, gli adolescenti e le donne, devono veder garantite misure per assicurare la loro protezione da aggressioni e violenze sessuali incluse le aggressioni e le molestie sessuali” ha dichiarato Manuela Schwesig, Ministro delle Politiche Familiari. “Ma per una migliore protezione sono necessarie misure per le infrastrutture e il personale, così come maggiore informazione, sensibilizzazione e formazione per il personale e i volontari. Ecco perché, insieme all’UNICEF, vogliamo creare servizi che permetteranno di proteggere meglio i bambini, i giovani e le donne nelle strutture per l’accoglienza dei rifugiati”. La valutazione portata avanti ha mostrato che i bambini e le donne rifugiati e migranti corrono il rischio di diventare vittime di violenza, abuso e sfruttamento, in particolare nei centri di arrivo e permanenza temporanea. I bambini in questi centri spesso non hanno pieno accesso ad attività scolastiche adeguate, al sostegno psicosociale e alle attività ricreative per molti mesi dopo il loro arrivo. “Con la Germania quale nostro partner abbiamo condiviso la determinazione di salvaguardare i bambini più vulnerabili, da ovunque provengano”, ha affermato Marie Pierre Poirer, Coordinatore speciale per l’UNICEF della crisi dei migranti e rifugiati in Europa. “I bambini migranti hanno sopportato la guerra, le persecuzioni e viaggi terribili. Potrebbero aver raggiunto la loro destinazione geografica in Germania, ma è l’inizio di un nuovo viaggio per loro.Dobbiamo essere dalla loro parte”.

Il Governo e l’UNICEF ora svilupperanno piani specifici insieme alla organizzazioni non governative tedesche per monitorare e sostenere al meglio i diritti dei bambini. Questi piani includeranno:

  • Aiutare ad identificare i bambini a rischio.
  • Sostenere opportunità di apprendimento e gioco e lavoro con i partner per aumentare l’accesso ai servizi e alla consulenza fornendo esperienza e formazione sugli spazi a misura di bambino.
  • Formazione e supervisione dei lavoratori in prima linea per prevenire violenze e abusi.
  • Sostegno e consulenza tecnica per migliorare i sistemi di protezione nei centri di prima accoglienza e di permanenza.
  • Aiutare a migliorare i sistemi dei dati, a monitorare e riferire al Governo federale le questioni che riguardano i bambini.
  • Sostenere la creazione di linee guida pratiche, di formazione e supervisione per rendere i centri a misura di bambino e rispettosi del genere e
  • Stabilire codici di condotta per i lavoratori e mettere in piedi meccanismi di reclamo e procedure di rimando migliori.

“Dopo i loro lunghi e spesso pericolosi viaggi, i bambini rifugiati in Germania sono in un posto relativamente sicuro, ma le loro condizioni di vita nei centri quali strutture sportive, ex strutture militari o altri rifugi temporanei possono essere momentaneamente dure” ha dichiarato Christian Schneider, Direttore generale del Comitato tedesco per l’UNICEF. “Tantissimi professionisti e volontari stanno facendo un lavoro fantastico, ma ancora non ci sono né standard vincolanti per la protezione dei bambini, né opportunità sufficienti per giocare e per apprendere o per l’assistenza psicosociale. Non deve dipendere dal caso se i bambini rifugiati in Germania sono protetti e curati al meglio”. L’UNICEF sta fornendo acqua e igiene, protezione e istruzione per i bambini coinvolti nei conflitti nei propri paesi di origine quali la Siria, l’Iraq o l’Afghanistan e sta supportando i bambini in transito nei Balcani. Il Governo tedesco ha contribuito con 250 milioni di euro all’UNICEF quest’anno – un incremento di 100 milioni dal 2014 – per aiutare milioni di bambini intrappolati nei conflitti in Afghanistan, Iraq, Libia, Siria, Ucraina e Yemen e per i bambini siriani rifugiati che vivono in Giordania, in Libano e in Turchia.

L’UNICEF Italia ha lanciato la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi “Bambini in pericolo”:

–      è possibile aderire on-line  www.unicef.it/indigniamoci alla
petizione “Indignamoci!” per i diritti dei bambini migranti e rifugiati.

–      è  possibile sostenere  la campagna UNICEF “PER OGNI BAMBINO IN PERICOLO” con donazioni suwww.unicef.it/bambininpericolo

Dal 14 dicembre fino al 3 gennaio 2016 sarà possibile sostenere la campagna UNICEF “Bambini in pericolo” e donare:

-2 euro per ciascun SMS al 45594 inviato da cellulari TIM, Vodafone, WIND, 3, PosteMobile, CoopVoce e Tiscali.

-2 euro per ciascuna chiamata fatta al 45594 da rete fissa Vodafone e TWT.

-2 oppure 5 euro per ciascuna chiamata effettuata al 45594 da rete fissa TIM, Infostrada, Fastweb e Tiscali.

 Oltre che con l’SMS solidale, è possibile donare anche tramite:

– bollettino di c/c postale numero 745.000, intestato a UNICEF Italia,

– telefonando al Numero Verde UNICEF 800 745 000

– bonifico bancario sul conto corrente intestato a UNICEF Italia su Banca Popolare Etica: IBAN IT51 R050 1803 2000 0000 0510 051.

UNICEF: le proposte dei ragazzi e delle ragazze ai leader del G7

Il Summit di Berlino con Angela Merkel raccontato dalla delegazione Italiana

PFPG2015-2749_Ausserhofer3 settembre 2015- Si è svolto oggi a Roma l’incontro organizzato dall’UNICEF Italia “J7 Summit ’15 – Le proposte dei ragazzi e delle ragazze ai Leader del G7.  Il Summit di Berlino raccontato dalla delegazione italiana” con protagonisti  i 6 ragazzi italiani che hanno rappresentato l’Italia lo scorso maggio a Berlino all’International  J7 Youth Summit, che ha riunito 54 ragazze e ragazzi tra i 14 e i 18 anni degli stati del G7, di alcuni Stati Membri dell’UE e di un numero di paesi in via di sviluppo a discutere sui modi più concreti per proteggere il nostro pianeta, raggiungere una maggiore uguaglianza a livello globale e creare opportunità per tutti i bambini e i giovani; i ragazzi del J7 hanno avuto un incontro con la Cancelliera Federale tedesca Angela Merkel e il Ministro Federale della Gioventù Manuela Schwesig, dove hanno presentato le loro idee, fatto domande e discusso dei problemi più importanti  del mondo. Oggi a Roma la delegazione italiana, composta da 3 ragazze – Silvia, 17 anni di Bardonecchia (To.), Jovana, 18 anni di Roma, Nada, 16 anni di Merate (Lecco) – e 3 ragazzi – Giovanni, 17 anni di Chieti, Antonio, 18 enne di Napoli e Lorenzo Maria, 16 anni di Avezzano (L’Aquila) ha per la prima volta raccontato il J7 Summit di Berlino davanti a rappresentanti delle Istituzioni e delle Associazioni giovanili italiane, affrontando i temi trattati durante il Summit: “proteggere il nostro pianeta”, “Costruire un futuro sano per tutti”, “Empowerment delle donne e delle ragazze” e “Fair Economy”. “Oltre a contribuire alla realizzazione concreta dell’articolo 12* della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, queste azioni sono un investimento a lungo termine sulla consapevolezza civica dei giovani e sulla loro possibilità di diventare adulti coscienti e interessati.” – ha dichiarato Giacomo Guerrera, Presidente dell’UNICEF Italia. “Il nostro obiettivo è una generazione sensibile alle problematiche di tutto il mondo, adeguatamente preparata a costruire un cambiamento positivo e sostanziale”. L’evento di Roma è stato chiuso dal Direttore dell’UNICEF Italia Paolo Rozera, che ha ringraziato l’ Ufficio del Consigliere Diplomatico della Presidenza del Consiglio e la Direzione generale per la mondializzazione e le questioni Globali, Ufficio V (G7/G8/G20) del  Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, per aver partecipato alla formazione dei delegazione italiana al J7 di Berlino. La delegazione italiana accompagnata dal Presidente dell’UNICEF Italia Giacomo Guerrera verrà poi ricevuta nel pomeriggio a Palazzo Chigi, presso la Sala Ovale, dal Consigliere Paolo Toschi, Assistente Sherpa G7/G20 – Presidenza del Consiglio dei Ministri per la consegna ufficiale del documento “ACT NOW: Youth Involvement” (Agire Ora: coinvolgere i giovani), un’iniziativa che vuole fornire ai giovani ‘una voce potente e autorevole perché possano esprimere le proprie opinioni e preoccupazioni, offrendo soluzioni ai vari problemi di natura sociale e politica”. A tutti i giovani – si legge nel documento – devono essere fornite competenze adeguate per affrontare le ingiustizie, specialmente quelle a loro più vicine. Il documento si articola in tre azioni: misure atte a migliorare il coinvolgimento dei giovani nei paesi in via di sviluppo; misure atte a migliorare il coinvolgimento dei giovani nei paesi industrializzati; iniziative di comunicazione globale (attraverso i social).

Scrivi alla Redazione

Siamo felici di valutare ogni tua segnalazione e pubblicare articoli che pensi possano essere di interesse pubblico

Per qualsiasi segnalazione scrivi a
[email protected]