Sidney, liberati ostaggi al Lindt Cafè, due le vittime

E’ durato quasi 17 ore il sequestro di ostaggi nella cioccolateria della city di Sidney, messo in atto da Man Haron Monis, cinquantenne di origini iraniane. Il bilancio è di due morti e numerosi feriti

 

C_4_articolo_2084744__ImageGallery__imageGalleryItem_11_imageRoma, 15 dicembre – Termina l’incubo Isis che ha visto nella city di Sidney le forze di polizia impegnate per quasi 17 ore, nel tentativo di stanare  Man Haron Monis, cinquantenne di origini iraniane, che da stamane alle 9,44, ora australiana, aveva preso in ostaggio il personale e gli avventori del Lindt Cafè, poco più di 30 persone presenti nella cioccolateria in quel momento. Il presunto terrorista aveva fatto irruzione nel caffè armato di una pistola ed aveva chiesto una bandiera dell’Isis e un incontro con il premier australiano Tony Abbot. In poche ore cinque ostaggi erano riusciti a fuggire mentre altri dodici sono stati tratti in salvo durante una lunga trattativa con la polizia. A questo punto è scattato un blitz delle teste di cuoio che hanno fatto irruzione nel locale per liberare i rimanenti ostaggi. Secondo le prime informazioni, si sono uditi numerosi colpi d’arma da fuoco. Secondo la Cnn, almeno due persone sono state uccise, e tra questi potrebbe esserci anche il sequestratore. Diversi i feriti secondo il primo bilancio provvisorio. Secondo quanto hanno riferito alcuni ostaggi a Channel 10 ci sarebbero due bombe nel locale e due all’esterno ed il reparto artificieri sta manovrando  un robot antibomba alla ricerca di possibili ordigni. Il presunto terrorista Man Haron Monis , 50 anni, ha origine iraniana ed alle spalle l’omicidio della ex moglie. È arrivato in Australia nel 1996 dopo essere fuggito dall’Iran. Stabilitosi a Sidney si è ribattezzato Sheikh Haron, diventando una sorta di predicatore a difesa dell’Islam, quindi ha scritto lettere offensive ai familiari di soldati australiani caduti in Afghanistan e nell’attentato di Bali. Ben presto si è messo nei guai con la giustizia locale con l’accusa di una serie di violenze sessuali. La violenta azione posta in essere oggi con il sequestro di persone all’interno del Lindt Cafè potrebbe essere un escamotage per coprire comuni atti delinquenziali sotto una motivazione legata ad un’ideologia politica, un modo per attirare l’attenzione dei media. Pronta la reazione dei musulmani d’Australia: più di 40 gruppi musulmani australiani hanno condannato congiuntamente la presa di ostaggi nel Lindt cafè di Sydney. «Respingiamo ogni tentativo di sacrificare vite innocenti da parte di qualsivoglia essere umano e di provocare la paura e il terrore nei cuori», si legge in un comunicato che definisce l’accaduto «spregevole».

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