Sicilia, stremata dal maltempo di questi giorni con ingenti danni, feriti e dispersi

Disagi nell’isola a causa della neve, temporali e raffiche di vento che, sabato e domenica, si sono abbattuti sul versante Sud Orientale, provocando la caduta di alberi, pali della luce e danni anche alle coltivazioni con centinaia di serre distrutte nella fascia da Pachino fino a Vittoria. I collegamenti marittimi con le Isole Eolie sono stati interrotti per due giorni e non è stato possibile raggiungere Ustica.

La Sicilia in ginocchio, è ciò che emerge in queste ore dai danni causati dal maltempo con freddo, neve e venti da uragano. A Palermo è venuta giù una palma storica in piazza Croci ed il monumento alle vittime della mafia ha oscillato pericolosamente. Tempestivi sono stati gli interventi dei vigili del fuoco a: Cefalù, Misilmeri, Bagheria, Carini e Capaci. Una violenta mareggiata ha colpito la frazione di Canneto a Lipari provocando l’allagamento di strade e danni alle abitazioni. Anche ad Acquacalda la violenza del mare ha raggiunto l’abitato di San Gaetano, dove i vigili del fuoco ed i volontari della protezione civile hanno ripulito con ruspe il lungomare da terriccio e sabbia. A Modica è caduto l’orologio dalla facciata della chiesa di San Giovanni, alcune strade sono state chiuse per precauzione e delle frazioni rurali sono rimaste senza luce. A Ragusa, molti alberi sono stati sradicati dal vento ed oltre 40 gli interventi della protezione civile. Alla stazione di Pozzallo un pezzo di cornicione ha colpito un ragazzo rimasto illeso, mentre a Paceco tre uomini, di cui uno grave, sono stati feriti dal tetto del palazzetto dello sport. Nel Catanese, questa mattina è stato rinvenuto il cadavere di uno dei 3 ragazzi trascinati con la auto in mare da un’onda anomala. A Sampieri, Comune di Scicli, il vento ha scoperchiato una stazione di servizio, mentre a Siracusa, i carabinieri del Comando provinciale hanno soccorso alcuni automobilisti in difficoltà nelle zone montane della provincia. Interventi dei militari anche per la caduta di alberi, tabelloni pubblicitari e pali e sospesa la circolazione ferroviaria fra Siracusa e Augusta, sulla linea Catania-Siracusa, per dei rami caduti sulla linea elettrica. Oggi scuole chiuse a: Ragusa, Siracusa, Augusta, Avola, Portopalo di Capo Passero e Noto.

Maltempo: sui campi “la scure” di un clima pazzo. Siccità e violente precipitazioni già costate 6 miliardi di euro in 8 anni

Le anomalie meteo, con temperature troppo elevate che hanno anticipato le fioriture, e l’annunciata ondata di freddo improvviso dei prossimi giorni, mettono in ansia l’agricoltura italiana. La Cia: a rischio, tra le altre, le mimose italiane per l’8 marzo.

downloadRoma, 17 gennaio – Le temperature elevate di questo inverno anomalo stanno generato stravolgimenti produttivi nei campi. La combinazione di fioriture anticipate, gelate e piogge violente, si potrebbero tradurre in danni non indifferenti per il settore primario, che dal 2007 ad oggi, per effetti del maltempo, ha già pagato un conto di 6 miliardi di euro. Ad evidenziarlo è la Cia-Agricoltori Italiani che attraverso un monitoraggio delle aziende agricole di tutto il Paese, registra preoccupazioni per le possibili forti precipitazioni e gelate annunciate per le prossime settimane, dai bollettini meteo accreditati. L’agricoltura, per sua stessa natura -spiega la Cia- è forse tra le attività economiche quella maggiormente esposta e vulnerabile alle conseguenze dei cambiamenti climatici. Nonostante la produzione agricola abbia dimostrato negli anni una considerevole capacità di adattamento alle mutevoli condizioni meteorologiche, la velocità e l’incertezza dei mutamenti climatici in atto e attesi, rendono urgente uno sforzo maggiore in termini di prevenzione, adattamento e gestione (ex-ante) dei rischi che ne derivano. Impressiona -secondo la Cia- come il fenomeno dell’eccesso termico si sia tradotto in un costo di quasi 650 milioni di euro e ben 2,9 miliardi sono stati i danni agricoli per la siccità. Inoltre -continua la Cia- ricordando la recente alluvione che ha devastato l’area vitivinicola del Sannio, circa un quinto del conto complessivo dei danneggiamenti e stato generato proprio da piogge di straordinaria violenza. Dal 2007 al 2015 alcune produzioni hanno registrato tagli delle rese fino all’80 per cento. Un conto salato che potrebbe crescere ulteriormente anche quest’anno, in particolare se, in questa particolare fase dei cicli produttivi, dovessero sopraggiungere gelate e grandine. Nei campi è già allarme per alcuni frutti e per le piante ornamentali, c’è il timore concreto -avverte la Cia- che il simbolo della festa delle donne, la mimosa, ora, nelle campagne nostrane in avanzatissimo stato evolutivo, potrebbe anticipare di molto la fioritura e non essere così disponibile per l’8 marzo prossimo.

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