Refugees, Festival d’Arte e Fede di Orvieto X Edizione

Orvieto, 4 Dicembre 2015 ore 21,00

locandina_refugeesOrvieto, 23 novembre – Refugees è uno spettacolo che vuole dare voce a coloro che voce non hanno: i Rifugiati. Questo termine, spesso usato impropriamente, racchiude diverse tipologie di persone note e sconosciute: esseri umani segnati da un destino avverso. Attraverso quattro storie vere, alcune tratte dal libro “La notte della fuga”, edito da Avagliano Editore e curato dal Centro Astalli, lo spettacolo vuole rappresentare simbolicamente la figura del rifugiato tipo. Dopo una stretta collaborazione con la scrittrice Donatella Parisi è sembrato opportuno riadattare con la stessa, per una migliore fruizione teatrale, le storie selezionate che vedono protagonisti ragazzi provenienti dal Kurdistan, dalla Colombia, dalla Siria e dal Mali, giunti a Roma e legati dallo stesso destino. Refugees racchiude prosa, danza, canto, musica e immagini che fondendosi insieme costituiscono una rappresentazione capace di aiutare lo spettatore a riflettere e immedesimarsi. Celati dietro le statistiche contenenti un elenco indefinito di volti e nomi, i cinque protagonisti di storie vere provengono da Paesi diversi. Cornice della messa in scena, un excursus storico di rifugiati celebri e dell’emigrazione di massa degli italiani ad inizio dello secolo scorso. Filmati e foto inedite sugli sbarchi a Lampedusa e sull’esodo di popoli in Ungheria e nel resto d’Europa, daranno rilievo a quello che è il fenomeno che sta interessando l’intera umanità. Suoni, corpi, silenzi e immagini accompagnano il racconto, arricchito dalle testimonianze di rifugiati celebri, affidate alla voce di Valeria Contadino: Gesù, Miriam Makeba, Isabelle Allende, Albert Einstein, Rudolf NureyevCuore dello spettacolo le quattro storie raccontate da Claudia Koll e Ugo Bentivegna, accompagnate al pianoforte da Marco Ciardo, con interventi canori di Enrica Arcuri che interpreta grandi classici. Al passato si rifà l’ultima storia, l’unica a trovare origine dalla fusione di alcune testimonianze dello scorso secolo.

UNICEF: ancora alta l’allerta Ebola nei paesi dell’Africa occidentale

 Nuovi casi di Ebola in Mali e continuo aumento di casi in Sierra Leone

ebolaRoma, 21 novembre  – Con nuovi casi di Ebola in Mali e il continuo aumento di casi in Sierra Leone, l’UNICEF sta ampliando i suoi sforzi per aiutare gli altri paesi a rischio dell’Africa Occidentale a prepararsi a potenziali epidemie. “I nuovi casi in Mali ci ricordano che nessun paese nella regione è immune all’Ebola”, ha dichiarato Manuel Fontaine, Direttore Regionale UNICEF in Africa Occidentale e Centrale. “ Non possiamo aspettare che si verifichino nuovi casi nei paesi a rischio prima di procedere con azioni concrete. Dobbiamo aiutare le comunità oggi a prepararsi ad eventuali casi di contagio, quando e ovunque avverranno.” Negli ultimi mesi, l’UNICEF ha lavorato con tutti i paesi dell’Africa Occidentale e Centrale per rivedere i piani di prevenzione e di preparazione. Nei 13 paesi maggiormente a rischio ci si è concentrati sulla lotta alla diffusione di false credenze, sulla condivisione di informazioni salva vita e sulla preparazione di rifornimenti come materassi, sapone, gel idroalcolici, candeggina, secchi, termometri laser, guanti, pacchetti per malattie diarroiche, siringhe, tendoni e tende. In Mali, un Centro per la cura dell’Ebola a Bamako è già operativo, mentre altre strutture sanitarie, in particolare nelle aree di confine, sono state dotate di ulteriori forniture di acqua e servizi igienico sanitari. Nella capitale Bamako, 77 stazioni per autobus sono state dotate di materiali per la pulizia delle mani. In Costa d’Avorio, che confina con Guinea, Liberia e Mali, campagne di informazione di massa sono in corso, mentre nelle comunità gli operatori sociali stanno promuovendo comportamenti corretti attraverso l’informazione porta a porta. L’UNICEF sta lavorando con le comunità e i leader religiosi e sta organizzando sessioni di informazione sulle buone pratiche igieniche in oltre 1.000 scuole nelle regioni di confine. In Guinea Bissau, circa 10.000 operatori sanitari, insegnanti e opinion  leader riceveranno informazioni e verranno formati sull’Ebola. In Benin, 50 stazioni radio locali stanno trasmettendo messaggi sull’Ebola nelle 8 lingue principali e una campagna di coinvolgimento della comunità  sta per partire attraverso un network di oltre 2.000 promoters sociosanitari. I 13 paesi maggiormente a rischio Ebola sono: Benin, Burkina Faso, Camerun, Repubblica Centrafricana, Costa d’Avorio, Gambia, Ghana, Guinea Bissau, Mali, Mauritania, Nigeria, Senegal e Togo.

“Emergenza Ebola”: è possibile effettuare donazioni tramite il sito: www.unicef.it.

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