Expo, cerimonia di apertura del padiglione della Malesia

All’Expo Milano, 8 maggio 2015 – ore 12.15 

 

news-presentazione-pad-Malesia-dettaglio-835Milano, 25 aprile – La Malesia, alla guida dei dieci Paesi che compongono l’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (ASEAN), presenta la ricca biodiversità della regione e le sue risorse naturali presso il proprio padiglione. In particolare, la Malesia racconta attraverso il proprio percorso a EXPO l’innovatività del Paese nelle tecnologie agricole per guidare la sostenibilità e il percorso di crescita dell’ASEAN. In esposizione, tra l’altro:

  • il caucciù, conosciuto in tutto il mondo e attualmente esportato in oltre 190 Paesi,
  • la biodiversità, che fornisce principi attivi medicinali grazie alle erbe e alle risorse naturali,
  • le giungle vergini e le isole degli arcipelaghi malesi che ospitano una meravigliosa varietà di fauna e flora.

L’inaugurazione del padiglione avverrà alla presenza del Primo Ministro e del Ministro del Commercio e dell’Industria della Malesia, insieme con i principali esponenti del Governo.

 

 

 

Due australiani condannati a morte in Indonesia e Malesia

L’ Australia si oppone alla pena di morte per i suoi cittadini ma Malesia ed Indonesia non intendono ‘graziare’ nessuno che abbia commesso reati gravi nei loro territori

drogaMelbourne, 25 gennaio –  Il mese scorso, l’Australia si è opposta  alla pena di morte per i suoi cittadini – sia in patria che all’estero – in un momento in cui due australiani sono stati condannati in Indonesia ed in Malesia, per aver commesso il reato di traffico di droga. Tentativo inutile quello australiano in quanto la Malesia non ha nessuna  intenzione di recedere dall’uso della pena di morte. Allo stesso modo a nulla è valso il pubblico appello del  primo ministro Tony Abbott che aveva chiesto pietà per due australiani, Andrew Chan e Myuran Sukumaran, condannati alla fucilazione in Indonesia. Nel mese di dicembre un altro arresto nei pressi dell’aeroporto internazionale della Malesia a Sepang, ai danni di Maria Elvira Pinto Exposto, cittadina australiana,  accusata di traffico di droga. Si tratta di una madre di quattro figli, tratta in inganno da un falso innamorato conosciuto on line, che era convinta di trasportare farmaci e non droga , come spiega il suo avvocato. Maria Elvira Pinto Exposto, 52 anni, è stato arrestata il 7 dicembre dopo il suo arrivo all’International Airport di Kuala Lumpur in viaggio da Shanghai verso Melbourne. Un controllo di routine alla dogana ha fatto trovare un vano nascosto in una borsa che la donna portava, che conteneva 1,5 kg di metanfetamine o cristallo o di ghiaccio. Lei è stato accusata di trasporto di droga il 19 dicembre. La donna si dichiara del tutto estranea al reato ascrittole, e spiega di essersi recata  a Shanghai per ritirare alcuni documenti del suo compagno on line, in servizio nell’esercito degli Stati Uniti, per tornare poi a Melbourne via Kuala Lumpur. A quanto riferisce all’ultimo minuto le è stato consegnato uno zaino che, questa la spiegazione di chi le avrebbe effettuato la consegna, conteneva abiti e  dei farmaci. In realtà l’uomo americano non esiste e sembra, da indagini difensive condotte dall’avvocato della donna, che si tratta di un furto d’identità di un uomo dell’esercito americano. La difesa ha detto che le possibilità di assoluzione è “oltre il 50 per cento” a causa della forte evidenza che la Exposto non era a conoscenza dell’esistenza dei farmaci. La causa è stata rinviata al mese prossimo, quando il tribunale riceverà un rapporto chimico, nella speranza di riuscire ad evitare almeno in questo caso la condanna a morte.

Scomparso airbus con 162 persone a bordo sul cielo di Java

Perse le tracce del volo QZ8501 della compagnia malese Air Asia: doveva atterrare all’aeroporto Changi di Singapore alle 8:30, ora locale 

A Changi Airport staff holds up a sign to direct possible next-of-kins of passengers of AirAsia flight QZ 8501 from Indonesian city of Surabaya to Singapore, at Changi Airport in Singapore

Roma, 28 dicembre – Ennesima tragedia nel cielo dell’Indonesia dove  già lo scorso 8 marzo la compagnia Malaysia Airline aveva perso un velivolo con 239 persone a bordo dopo il decollo da Kuala Lumpur verso Pechino. Sono 162 i passeggeri a bordo del volo QZ8501 di Air Asia  con cui i radar hanno perso il contatto stamane sul mare di Java. Fino ad oggi Air Asia aveva un impeccabile record di sicurezza senza neanche un incidente dal suo esordio circa  14 anni fa.  L’airbus in volo tra Indonesia e Singapore ha interrotto le comunicazioni dopo 42 minuti dal decollo, subito dopo che il comandante del volo aveva chiesto di salire più in alto per evitare il forte maltempo. L’aereo, che viaggiava a circa 10mila metri, aveva comunicato di voler puntare a quota 11.500 metri, circa 2mila metri più in alto della normale altitudine di crociera. Il pilota, spiega Air Asia, aveva al suo attivo 6.100 ore di volo. A bordo 149 indonesiani, tre coreani, e 4 altri passeggeri rispettivamente di Singapore, Gran Bretagna, Francia e Malesia, oltre a 6 membri dell’equipaggio  e 16 bambini tra cui un neonato. Allestito un centro di crisi dalle autorità indonesiane presso il Juanda International Airport di Surabaya, in Indonesia, aeroporto di partenza del volo AirAsia scomparso mentre viaggiava verso Singapore. Disperati i familiari in attesa di qualsiasi notizia che restituisca loro la speranza di vedere ancora vivi i propri cari. La compagnia aerea ha confermato che il volo è disperso “Al momento purtroppo non abbiamo altre informazioni”, ha sottolineato un portavoce di Air Asia.

Aids verso la cura: due pazienti sottoposti a trapianto di midollo non hanno più bisogno di cure

AidsLa  notizia arriva  dall’International Aids Society Conference tenutasi a Kuala Lumpur.

Roma, 4 luglio – Ancora un passo avanti nella lotta contro l’Aids. L’ultima notizia viene dall’International Aids Society Conference tenutasi a Kuala Lumpur, in Malesia,  dove alcuni ricercatori del Brigham and Women’s Hospital (Bwh) di Boston, coordinati dal dottor Timothy Henrich, hanno riportano i casi di due pazienti con virus Hiv sottoposti al trapianto di midollo osseo che non hanno più bisogno di ricevere farmaci antiretrovirali e nei quali la malattia sembra ‘svanita’ dal loro sangue. Continue Reading

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