Asilo Mariuccia. 30 madri sole rientrano nel mercato del lavoro grazie ai corsi del Comune

Tajani: “Un sostegno concreto a tutte quelle donne che, grazie al lavoro e alla formazione, provano a costruire un futuro migliore per sé e i propri figli”.

Assessore Tajani con le donne premiateMilano 13 giugno – Sono stati consegnati ieri dall’assessore alle Politiche per il Lavoro e Sviluppo Economico Cristina Tajani, gli attestati di frequenza alla ragazze ospiti della Fondazione  Asilo Mariuccia che hanno partecipato al secondo corso sulla conoscenza e sull’uso del personal computer come veicolo per un migliore inserimento sia nella società sia nel mercato del lavoro. “Un progetto nato un anno fa per dare un sostegno concreto alle madri in difficoltà, talvolta straniere e prive di qualifica o esperienza lavorativa”: così l’assessore alle Politiche per il Lavoro Cristina Tajani che prosegue: “Grazie a questi corsi vogliamo favorire l’indipendenza e l’autonomia delle donne in difficoltà aiutandole a intraprendere un nuovo percorso di vita grazie al lavoro e alla formazione. Da quando abbiamo avviato questa collaborazione siamo riusciti a reinserire 30 mamme nel mondo del lavoro, 10 in Expo, 10 nel settore scolastico con mansioni di pulizia e cucina e 10 nell’ambito dell’assistenza alla persona”. Ad oggi sono 23 le mamme selezionate dalla Fondazione Asilo Mariuccia che hanno potuto accedere ai corsi di formazione professionale erogati dal Centro di Formazione di via Pepe del Settore Lavoro e Formazione del Comune di Milano per migliore la propria condizione, sei hanno conseguito quest’anno l’attestato. Il Centro di Formazione di via Pepe da anni si occupa di formazione, nell’ambito informatico e della ristorazione e ha al suo interno tutte le competenze didattiche per la costruzione di percorsi sperimentali diretti all’inserimento lavorativo. Negli ultimi cinque anno sono circa 150 mamme assistite dalla Fondazione Asilo Mariuccia con una permanenza media di circa 12 mesi presso la strutture di via Loria e di via Pacini a Milano oltre alle due di via Goriza a Sesto San Giovanni.

 

Nessun diritto per i figli delle detenute nel decreto «svuota carceri»

detail-bambiniincarcereappelloIl ddl approvato il 5 agosto dalla Camera disattende i diritti dei figli delle detenute

Roma, 6 agosto – Sono circa 70 i bambini di età compresa tra zero e tre anni dietro le sbarre in compagnia di mamme detenute. Nessuna norma però si occupa di loro nel nuovo ddl ‘svuota carceri’ votato il 5 agosto alla Camera dei deputati. I figli delle detenute continueranno a seguire il destino delle mamme nell’eventualità di sconti di pena. Unico spiraglio resta l’Icam, Istituto a custodia attenuata per le detenute madri,  in cui la norma innalza da tre a sei anni il limite di età al di sotto del quale i bambini possono restare accanto alla madre . Possibilità peraltro negata  alle  detenute madri recidive, per lo più straniere e condannate per crimini legati alla droga e alla prostituzione, che difficilmente hanno accesso a misure alternative a causa del pericolo di fuga o di reiterazione del reato.childprison A loro è negato l’Icam e i loro figli continueranno a stare in cella fino al compimento del terzo anno d’età, quando saranno affidati ai servizi sociali. Continue Reading

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